

Rischio blocco delle prestazioni per l’esaurimento dei tetti di spesa, l’Aspat lancia l’allarme e indica la strada da seguire in Campania. L’appello è affinché si faccia ricorso ai budget accantonati nel 2020 per la riduzione delle liste d’attesa, destinandoli in gran parte ai privati. Parla chiaro, d’altronde, il report appena diffuso dall’Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale in merito alle attività diagnostiche clinico- strumentali. Nella macroarea specialistica ambulatoriale, sono state calcolate le date del presunto esaurimento dei tetti di spesa. Per quanto riguarda l’Asl Salerno, in particolare, nel comparto Branche a visita i rubinetti dovrebbero “chiudersi” dal 31 dicembre, in Cardiologia dal 26 giugno, in Diabetologia dal 14 luglio, in Laboratori dal 21 luglio, in Medicina nucleare dal 17 novembre, in Radiologia dal 30 giugno, in Radioterapia dal 6 settembre.
Per il 2020, come per l’anno precedente, si è registrato un accresciuto fabbisogno di prestazioni diagnostiche legate alle condizioni patologiche che scaturiscono dai controlli sul virus e dalla riabilitazione post Covid. La conseguenza è uno scenario da scongiurare, ovvero lo stop all’assistenza, che significherebbe per gli utenti maggiori spese e spostamenti extra regionali, fino alla rinuncia a determinate cure, che penalizza soprattutto i soggetti fragili. Da qui alla proposta alla Regione Campania di Pier Paolo Polizzi, presidente Aspat, vale a dire utilizzare «attraverso il Dl sostegni bis Draghi, i budget accantonati nel corso del 2020 e da finalizzare, secondo l’indicazione governativa, alla riduzione delle liste d’attesa. Tale assegnazione in ragione del sostanziale impegno di parte pubblica a tutt’oggi sul fronte dell’emergenza Covid, deve essere conferita prevalentemente al privato accreditato in quanto, nell’ultimo quinquennio, il peso erogativo di quest’ultimo, come ben noto, si è attestato nel comparto della specialistica ambulatoriale in misura dell’80% dei complessivi volumi prestazionali consuntivati per conto del Servizio Sanitario Regionale». Il consuntivo 2018 parla di oltre 55 milioni di prestazioni fornite, di cui 45 private e le restanti pubbliche.
Un segnale evidente, per l’Aspat, su come vadano ripartite le risorse. «Non è trascurabile evidenziare - prosegue il presidente Polizzi - che presso la commissione prefettizia di Napoli, ai cui lavori l’associazione partecipa attivamente, è in corso il procedimento di ridefinizione del fabbisogno assistenziale dell’intera macroarea specialistica campana, in ottemperanza alla pronuncia del luglio 2019 del Consiglio di Stato che ha stabilito inderogabilmente l’obbligo da parte della pubblica amministrazione di un adeguamento dei tetti di spesa, storicamente sottostimati e non in grado di garantire ai cittadini i Lea (livelli essenziali di assistenza) in continuità a tutto il 31 dicembre di ciascun anno».
FONTE: La Città
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