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Pallanuoto, l'Ibra dell'acqua clorata Alessia Mascari: "Tante esperienze, tante emozioni. Grata alla Brizz, ora crediAmoci con testa e cuore"

24/06/2021

In attesa dell'ufficializzazione del calendario delle finalissime play-off di A2 che metteno in palio i due posti al sole per la prossima edizione della massima serie, proseguono a ritmo serrato nonostante le altissime temperature gli allenamenti della Brizz, prossima sfidante della corazzata NC Milano. Tra le grandi protagoniste della cavalcata acese verso l'ultimo atto della stagione c'è senza ombra di dubbio il centroboa Alessia Mascari, letteralmente immarcabile nelle due sfide vinte con autorità dalle ragazze di Zilleri sulla Roma Vis Nova. Ne abbiamo tastato gli umori e esplorato il suo mondo dal sapore di acqua clorata. "Ad inizio anno sapevamo di poter fare bene ma eravamo consapevoli di essere in un girone dove le nostre avversarie non erano da meno e ci avrebbero dato filo da torcere fino all’ultimo - racconta ai nostri microfoni -  Sicuramente, aggiungere ad un gruppo ben saldo e formato negli anni ben 7 elementi non era semplice, ma hanno permesso alla Brizz di completarsi in ogni parte del campo e di giocarcarsela con chiunque. E Carlo (coach Zilleri, ndr) è stato bravissimo in questo. Con i suoi modi spesso pacati e con la pazienza infinta che lo contraddistingue".

Un gruppo ben amalgamato cresciuto a dismisura anche in termini di coscienza delle proprie possibilità in cui Zilleri è regista di un film con tutte attrici protagoniste e nessuna comparsa, tutte pronte a sacrificarsi l'una per l'altra e ad esaltarsi nel suo ruolo, dalla più giovane alla più esperta e in cui si mixano alla perfezione vari generi, dall'arte delle sorelle Santapaola alla chirurgia ai due metri della Mascari: "Dopo il girone di andata, dopo aver affrontato tutte le squadre, abbiamo preso consapevolezza di poter fare bene e poter arrivare a giocarci i play-off - continua Alessia - Gara 1 della Semifinale è stata una grande prova di carattere , abbiamo avuto tanti episodi a sfavore quel giorno (a partire dalla trasferta, ndr), ma la voglia di giocarcela fino alla fine e l’unione del gruppo sono state l’arma in più che ci ha dato fiducia e ci ha permesso di arrivare in finale. Arriveremo a questa finale sicuramente emozionatissime, per tutte è la prima volta che affronteremo i play-off per andare nella massima serie. Sappiamo che le nostre avversarie sono forti, hanno delle buone individualità quindi non sarà per niente facile. Noi dalla nostra parte stiamo continuando ad allenarci bene e non vediamo l’ora di giocarcela. Sinceramente non so come andrà, i pronostici non sono a nostro favore ma sono convinta che io e le mie compagne daremo il massimo, penso che in gare come queste, forse è banale dirlo, ma sarà importante uscire dall’acqua senza rimpianti. Servirà una grande prova di squadra, ridurre al minimo gli errori e provare ad approfittare di tutte le occasioni favorevoli, per affrontare una squadra ben armata come il Milano bisognerà essere perfette, e se la tecnica non dovesse bastare spero riusciremo a colmarla con il cuore!".

Un epilogo che resterà per sempre impresso nella memoria e negli annali sportivi della Brizz, soprattutto perchè giunto al termine di una stagione fortemente condizionata dal Covid: "Sicuramente la suddivisione in due gironi come gli anni passati avrebbe permesso a tutte le squadre di giocare di più, ma la cosa più importante era ricominciare con i campionati quindi va bene cosi. Il contatto con l’avversario, l’adrenalina delle partite, la voglia di fare bene, sono le cose che più mi sono mancate e sono felice che tutto stia tornando alla normalità e che la mia squadra si sia approcciata cosi bene alla nuova formula dei gironi che ci vedrà protagoniste in una storica finale play-off per la A1. Per me e per tutte le mie compagne di squadra lo scorso anno è stato un anno complesso non tanto per l’attività svolta perché purtroppo siamo riuscite a giocare soltanto tre partite ma è stato difficile mantenere l’attenzione alta, continuare gli allenamenti tre volte a settimana in videochiamata ma se da una parte è stato difficile, dall’altra ci ha unite ancora di più - evidenzia la calottina numero 8 - La squadra l’anno scorso ha dimostrato di essere unita in un momento difficile come la pandemia e quest’anno ha raccolto quanto aveva seminato. Mi rendo conto delle difficoltà che ci sono state in ogni società per permettere alle atlete di allenarsi ogni giorno, mi sento grata alla mia per non averci mai fatto mancare nulla e penso che un grazie da parte mia e delle mie compagne sia doveroso. Solo con lo spirito di sacrificio si ottengono grandi risultati, con la voglia di non lasciare niente al caso e costruire giorno dopo giorno un mattoncino per crescere, io qui alla Brizz mi sento al posto “giusto” perché penso di poter continuare a dare il mio contributo".

Ma facendo un salto indietro nel tempo. Come è nato il binomio Waterpolo-Alessia Mascari? "Mi ricordo fosse un pomeriggio di ben circa 15 anni fa, stavo per finire la mia lezione di nuoto quando mi venne proposto di provare “la pallanuoto”, avevo il fisico adatto mi dissero, e nel nuoto non avevo chissà quale tecnica e velocità che mi avrebbe portato lontano, aggiungo io. Così mi convinsi e un sabato pomeriggio andai a provare. Mi ricordo ancora il primo allenamento. Un po’ di riscaldamento per largo, senza corsie e poi mentre le altre ragazze cominciarono ad usare la palla, palleggiare, tirare, il mio allenatore mi fece mettere in un angolino e mi insegnò le gambe bicicletta e a fine allenamento mi fece palleggiare per la prima volta. Sicuramente niente di che rispetto a tutto quello che faccio ora, ma quel giorno uscii entusiasta dall’acqua. Quell’ambiente, quel clima, quella squadra mi avevano completamente conquistata - prosegue sfogliando l'album dei ricordi - Avevo provato di tutto fino a quel momento: pallavolo, basket, calcio, atletica. Ma niente mi aveva fatto sentire al posto giusto come la Pallanuoto. E’ nato un amore che dura da 15 anni e che mi ha permesso di girare tante città, Palermo è stata la mia culla, poi un campionato in Irlanda, Trapani, Siracusa e ora Catania mi hanno aiutata a crescere, sia a livello pallanuotistico che umano. Sicuramente le esperienze lontano da casa sono quelle che mi hanno formata di più e che rifarai altre 100 mila volte. Ti insegnano ad uscire dalle tue zone di confort e a confrontarti con altre realtà".

Un caleidoscopio di emozioni che le ha permesso di conoscere tante persone speciali: "Dopo tutti questi anni, è difficile per non dire impossibile poter scegliere una sola persona. Ho avuto il piacere e l’onore di giocare e scontrarmi con tantissime atlete. A volte per prendermi in giro mi dicono che sono l’Ibraimovic della Pallanuoto per il numero di squadre che ho cambiato e per aver considerato “casa” ognuna di quelle. Di Palermo quando ero ancora considerata la “piccolina”, non posso che non ricordare e ringraziare la mia prima squadra, l’Igea Palermo, una vera e propria famiglia, dove ho scoperto l’amore per questo bellissimo sport, poi la Gifa dove ho avuto l’onore di giocare e confrontarmi con elementi con alle spalle tanti campionati in serie maggiore che con la loro esperienza mi hanno aiutata a maturare sportivamente ed umanamente. Poi, l’Iron Team, la Mimmo Ferrito che mi hanno fatto conoscere la vera amicizia, mi hanno regalato delle ragazze che oltre ad essere state delle ottime compagne di squadra con cui condividere dei bei campionati, ad oggi sono delle certezze nella mia vita. Poi, le avventure “fuori casa” in Irlanda, a Trapani ed infine a Siracusa con l’Ortigia, posti fantastici dove ho vissuto questo sport davvero a 360°, ho condiviso casa ed obiettivi con persone che non mi hanno mai fatto sentire la mancanza della mia di casa e che mi hanno fatto vivere annate bellissime. Ed ora la Brizz, la squadra con cui ho giocato per tantissimi anni contro, le mie avversarie che ora sono le mie amiche, una società che ho sempre stimato e che da 3 anni mi ha completamente adottata. Ecco perchè scegliere una sola persona sarebbe riduttivo, le porto tutte con me".

Ad avvalorare l'impegno e i risultati sportivi della Mascari, i sacrifici cui quotidianamente si sottopone il centro palermitano: "Come ogni cosa “VOLERE è POTERE” e lo dice una che da quando non ci sono più squadre femminili a Palermo ha dovuto viaggiare tanto pur di continuare a giocare. I sacrifici sono tanti, dalle rinunce ai viaggi d’istruzione per non saltare nemmeno una partita, a finire di lavorare il venerdì alle 18 da Palermo e riuscire ad essere all’allenamento alle 20.30 ad Acireale per allenarti con la squadra dopo una settimana di sedute in solitaria. Ci vuole tanta forza di volontà e altrettanta passione, sono convinta che tutti i sacrifici, le rinunce che si fanno poi in qualche modo vengano ripagati. In questi anni mi sono sentita chiedere spesso “chi te lo fa fare?”. Ecco...l'emozione per questi play-off ne è la risposta".

Emozioni destinate a non finire nonostante un pensiero che aleggia nella sua testa: "Avevo detto questo sarebbe stato il mio ultimo anno in realtà, ho dato tanto e ho ricevuto tantissimo da questo bellissimo sport e forse è arrivato il momento di concentrarmi su altro. Anche se la promozione in A1 potrebbe farmi cambiare idea…lo ammetto! Quindi, sono emozionatissima intanto di giocare questa finale e poi si vedrà - conclude -. Auguro però a tutte le mie compagne, soprattutto le più piccoline, di prendersi tutte le soddisfazioni che meritano, di raggiungere i loro sogni e di portare questa bellissima squadra più in alto possibile". Il loro auspicio è quello di continuare ancora ad avere al loro fianco e nella lotta ai 2 metri Alessia Mascari. Comunque vada.

Davide Maddaluno - Sport -

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