

Il Rio Mariconda “scompare” sotto una fitta vegetazione e fa paura a Sant’Eustachio, in particolare all’altezza di via Silvio Pellico. La ripulitura del letto del fiume è uno dei problemi principali della zona che ancora ricorda gli allegamenti di alcuni anni fa. «Temiamo che con le prossime piogge autunnali possa ripetersi la fuoriuscita delle acqua dal letto del Rio come accadde alcuni anni fa, quando fu allagata tutta via Silvio Pellico e noi fummo costretti a chiamare i vigili del fuoco per poter uscire dalle abitazioni», racconta Pasquale Russo che abita in uno dei palazzi al civico numero 6. «Questi fabbricati sono sottoposti al percorso del torrente che non viene ripulito da anni e non lo vediamo più scorrere», aggiunge Russo.
«Ecco perché temiamo che con le forti precipitazioni le piante possano ostruire il deflusso delle acque e la nostra zona possa essere allegata». Ed un altro residente aggiunge: «C’è di più. Qui con questa vegetazione e con l’acqua che scorre sotto, diventa tutto un grande pantano e ci mangiano vive le zanzare, oltre alle blatte e soprattutto alla presenza di topi in grande quantità». Restare all’aperto, sabato sera durante il giro del quartiere, è stata impresa ardua proprio per la presenza delle zanzare e si sono visti anche alcuni topi “passeggiare” nel verde. Russo, accompagnato anche da Catello Esposito, mostra alcuni alberi all’altezza del civico sei di via Silvio Pellico: «Sono pini bruciati da tempo e che ormai, essendo molto alti, toccano il palazzo fin sui balconi e abbiamo paura che possono cadere». I giardini sono di proprietà comunale e come quelli di altre aiuole devono essere manutenuti dal Comune. «Bisogna tagliare erba e piante in varie aiuole della zona, alcune con alberi che escono sulla strada, ma poi è necessario portare via i rami. Qui, come si può vedere, da tempo ci sono cumuli piante tagliate che si sono seccati e nessuno viene a rimuoverli», sottolinea Russo.
Altro problema è il numero dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, insufficiente rispetto alle esigenze: «Con il tempo si sono rotti e non sono stati sostituiti e alcuni di quelli che sono rimasti sono insufficienti per tutte le famiglie che abitano nel quartiere. In più sono in condizioni precarie - spiega Russo - . Dicono che è colpa nostra e non ce li vogliono sostituire, ma non li abbiamo rotti noi residenti: si sono danneggiati durante le operazioni di scarico sui camion di Salerno Pulita». Lamentele anche per la pulizia delle strade: «Gli spazzini si vedono poco nel quartiere - ribadiscono alcuni residenti - e poi quando arriva il cinghiale che butta a terra il bidone e rompe le buste rendendo la strada sporca, spesso per giorni rimangono i rifiuti in attesa della loro rimozione». Russo segnala anche la necessità di una segnaletica orizzontale e verticale e di alzare la quota dei dissuasori per la velocità perché così scoraggiano poco chi corre. Ribadita poi la necessità di una disinfestazione diffusa contro le zanzare e i topi.
FONTE: La Città
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