

Una rapina a un chiosco-bar avvenuto venerdì scorso nel quartiere Carmine ha messo gli investigatori sulle tracce di un 32enne di Pontecagnano Faiano. Gli agenti della Squadra mobile della Questura di Salerno, poi, lo hanno fermato nel pomeriggio di martedì dopo averlo “scovato” in un B& B di via Sabatini e inseguito fino a piazza Alario con tanto di esplosione di due colpi di pistola per bloccarlo. Un azione di forza, ritenuta necessaria dai poliziotti: il giovane, infatti, è sospettato di aver effettuato i furti notturni in tre attività commerciali non lontani dal palazzo dell’ex tribunale. È questo il quadro investigativo che ruota attorno al 32enne su cui gli agenti della Mobile, guidati dal vicequestore Marcello Castello e dal vice Aniello Ingenito, stanno lavorando.
Adesso gli accertamenti si stanno soffermando per capire se l’identikit del pontecagnanese sia compatibile con l’uomo che avrebbe agito da supporto al malvivente che materialmente avrebbe sfondato le vetrine dei negozi in tre occasioni. L’ipotesi investigativa, dunque, è che abbia agito insieme a un complice e che il 32enne non sia lo “spacca vetrine” ma la persona addetta a fiondarsi nei negozi per portare via il contenuto delle casse. Per appurare tutto questo, gli agenti stanno ancora visionando una quantità notevole di filmati di videosorveglianza registrati sia dai locali presi di mira sia da altri limitrofi e dagli “occhi elettronici” dell’impianto pubblico.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, sarebbe stato inoltre individuato come l’autore di una rapina al chioschetto San Matteo, in via Prudente. Il colpo fu messo a segno intorno alle 16.15 del 9 giugno: secondo le ricostruzioni, il 32enne approfittò del fatto che, in quei minuti, per strada non ci fosse nessuno - visto anche il maltempo che si scatenò sulla città - e della presenza di una sola cameriera. L’attenzione, adesso, si sta soffermando anche su altri episodi. E, per questo, gli agenti stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza registrate nei minuti dei furti messi a segno alla gelateria Giallo Limone e al Caffè trentuno di via Giovan Angelo Papio e al Salerno Café all’angolo tra via Francesco Manzo e via Santi Martiri Salernitani: uno dei due malviventi, infatti, sarebbe compatibile con il picentino. L’esatto quadro investigativo sarà chiaro quando oggi il pm della Procura di Salerno che dirige le indagini chiederà la convalida del fermo di Di Biase al giudice per le indagini preliminari che entro massimo sabato prossimo dovrà tenere l’udienza. A difendere l’indagato è l’avvocato Salvatore Aiello che, nelle prossime ore, avrà contezza delle esatte ipotesi accusatorie che hanno portato al fermo del suo assistito.
A questo punto è importante in tempi brevi identificare anche il ladro che materialmente sfondava le vetrine. Non tanto per i bottini dei furti, mediamente tra i 50 e i 60 euro a episodio delittuoso, ma per porre fine a questa serie di reati che ha prodotto danni ingenti. In 12 colpi, per riparare vetrine, attrezzature, apparecchi e infissi, infatti, i commercianti hanno dovuto spendere oltre 56mila euro. E lo sconforto è tanto in città. Dal sindaco alle opposizioni diverse sono state le prese di posizione su furti. Comune la richiesta di un maggior numero di forze dell’ordine sul campo. Il consigliere comunale Donato Pessolano ha anche chiesto un concorso per i 100 posti nella polizia municipale che mancano in organico «in modo tale da avere in città più uomini per la vigilanza urbana, specie di notte, e la possibilità di impiegare le forze dell’ordine per l’attività investigativa».
FONTE: La Città
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