

Riaprirà domani, dopo sette mesi, il reparto di Anestesia e Rianimazione all’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”: parola di Vincenzo D’Amato , direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, a margine dell’incontro tenutosi ieri mattina con il sindaco Vincenzo Servalli e l’assessore alla tutela della salute, Armando Lamberti . Al centro del summit, che arriva all’esito di diverse interlocuzioni susseguitesi nelle ultime settimane, alle quali hanno preso parte anche il direttore sanitario Anna Borrelli e la presidente della Commissione consiliare Sanità, Paola Landi , proprio il futuro del presidio ospedaliero cavese, alla luce delle numerose proteste che ci sono state di recente in merito non solo alla mancata riapertura dell’Unità di Rianimazione, inizialmente prevista per lo scorso 20 maggio, ma anche alla carenza di personale e agli attesi lavori di riqualificazione e potenziamento del presidio. Il direttore D’Amato, dopo aver ribadito che la pandemia da Coronavirus ha determinato un riassetto provvisorio dell’organizzazione e della gestione dell’intera Azienda ospedaliera universitaria, con la conseguente riduzione di una serie di attività anche nel presidio cavese, ha espressamente confermato tutti gli impegni precedentemente assunti per l’ordinaria funzionalità e per la valorizzazione del “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”.
Confermati, inoltre, i lavori di ristrutturazione del plesso ospedaliero per un importo complessivo di circa 4 milioni e mezzo di euro, deliberati da tempo dall’Azienda, la cui esecuzione è prevista in tempi brevi. Inoltre, ha fatto sapere D’Amato, il plesso sarà dotato di una serie di apparecchiature sanitarie all’avanguardia che consentiranno il miglioramento delle prestazioni. Ma la novità più rilevante riguarda proprio la Rianimazione. La riapertura dell’Unità, sospesa a dicembre per permettere un potenziamento del Covid center “Da Procida” tramite il trasferimento del personale necessario a fronteggiare l’emergenza sanitaria, era stata annunciata circa un mese fa, eppure da allora non c’erano ancora stati segnali di un ripristino delle attività.
«La riapertura a regime dell’unità di Anestesia e Rianimazione - ha assicurato D’Amato sulla base dell’andamento della curva epidemiologica e delle decisioni che hanno interessato l’Azienda nel suo complesso - è stata programmata per il giorno 17 giugno ». In merito alla carenza di personale, invece, D’Amato ha evidenziato che le criticità relative ai medici degli altri reparti sono da tempo state attenzionate dalla Direzione generale e dalla Direzione sanitaria dell’Azienda e che «sono state avviate tutte le procedure necessarie, anche di mobilità, per consentire il ritorno all’ordinaria operatività del nosocomio metelliano». Un incontro, insomma, a detta del sindaco Servalli, contrassegnato dalla volontà di migliorare e consolidare la collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera e il Comune.
«Le rassicurazioni del dottor D’Amato - il commento del primo cittadino - vanno nella direzione del tanto atteso ritorno all’ordinaria funzionalità del “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” e della sua tanto auspicata valorizzazione ed ancora, per la piena sintonia nell’attivare tutte le procedure necessarie per conseguire in tempi brevi e medi tutti gli obiettivi, garantendo i migliori servizi ospedalieri e rispondendo concretamente alle esigenze dei cittadini cavesi e dell’intero bacino d’utenza». Nel frattempo restano vigili i comitati cittadini costituitisi a difesa del presidio cavese. La petizione, partita la scorsa settimana, ha raggiunto attualmente circa 300 firme.
FONTE: La Città
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.