

L’ospedale di frontiera dove l’incubo è diventato realtà adesso festeggia. Non può fare altrimenti, seguendo la curva del contagio e quel calo - continuo e costante - dei contagi che, inevitabilmente, ha portato a liberare le strutture sanitarie di persone colpite dall’infezione. Il “mostro” Covid si fece vivo, per la prima volta, in provincia di Salerno al “San Luca” di Vallo della Lucania: fu lì, negli ultimi giorni di febbraio 2020, ad essere condotta una giovane biologa di un ospedale della provincia di Cremona, tornata a Montano Antilia dopo l’esplosione del caos in Lombardia. Era positiva: da Vallo, poi, fu portata al Cotugno a Napoli prima della guarigione e del ritorno nelle “trincee del virus” giù sul finire del primo lockdown. Da quei giorni d’acqua sotto i ponti n’è passata tantissima. E anche l’ospedale di Vallo della Lucania ha lottato contro il Covid, affrontando battaglie difficilissime.
Una lotta che il principale “avamposto” della Sanità del Cilento ha vinto: il San Luca e Covid free e da oggi sbarrerà le porte anche al reparto in cui sono stati assistiti tanti infetti. Ben 113 i ricoverati da novembre scorso, quando l’Unità fu riaperta dopo la “pausa” della scorsa estate, alla scorsa settimana. L’area Covid del nosocomio guidato dal direttore sanitario Adriano De Vita tornerà alla sua funzione originaria: da oggi sarà nuovamente reparto di Medicina d’Urgenza. La comunicazione ufficiale della chiusura del reparto Covid è arrivata giovedì scorso. «Tenuto conto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria - , ha scritto in una nota proprio il manager De Vita - dal 14 giugno si dispone la riattivazione di otto posti letto di Medicina d’Urgenza e la chiusura del reparto Covid posto al secondo piano della struttura, costituito da tre posti letto di terapia intensiva, quattro di sub intensiva e quattro a media e bassa assistenza». Il direttore sanitario del “San Luca”, inoltre, ha comunicato a responsabili e dipendenti dell’ospedale che «resteranno attivi solo gli spazi e i percorsi dedicati alla gestione dei pazienti sospetti. Coloro poi che a seguito di tampone risulteranno positivi, verranno trasferiti presso il Covid Hospital di Agropoli non avendo più questo presidio ospedaliero la disponibilità di posti letto per la gestione e la cura di pazienti infetti».
Tanto è bastato, dunque, per far tirare un grosso sospiro di sollievo a Vallo della Lucania e all’intero Cilento, territorio che, negli ultimi giorni, deve fare i conti con l’escalation di contagi registrata in particolare a Laurino. Una macchia che, però, non cancella un traguardo atteso. Auspicato. E che ha fatto esplodere di gioia anche quegli “angeli” che per mesi hanno lavorato nelle corsie- trincea, fianco a fianco, all’interno di tute bollenti, per sconfiggere il “mostro”. È bastata una foto per rappresentare la loro soddisfazione. L’ennesima immagine dopo quelle arrivate da ogni parte della provincia con infermieri e operatori sanitari in festa per la chiusura del reparto. Salerno, Nocera Inferiore, adesso Vallo della Lucania. Un altro segno di speranza per dire che la battaglia è (quasi) vinta.
FONTE: La Città
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