

CAOS VACCINI
La nuova sfida alle istituzioni arriva di domenica pomeriggio mentre gli “uffici centrali” della lotta contro il Covid continuavano a scervellarsi per spostare dosi e garantire i richiami a chi aveva ricevuto AstraZeneca nelle scorse settimane. Adesso, invece, la Campania blocca tutto: il governatore Vincenzo De Luca, infatti, ha vietato il “mix di vaccini”, mettendo al bando le somministrazioni per tutti dei farmaci a vettore virale. Lo stop, dunque, non riguarda soltanto il discusso AstraZeneca ma pure Johnson & Johnson, il monodose che ha dato una decisa accelerata alla campagna di immunizzazione dal virus. Una rivoluzione, dunque. L’ennesima. Che va in contrasto con quanto deciso dal Governo che proprio ieri, anche tramite il premier Mario Draghi, aveva rassicurato le Regioni, evidenziando che il “miscuglio” di farmaci diversi funziona. De Luca, però, non ci crede e blocca tutto. Una decisione che, inevitabilmente, va ad intricare la “fase calda” della campagna. Con inevitabili rallentamenti. (La Città)
RESTYLING SALERNITANO
Opere che sono state inserite ex novo e vecchi progetti che ritornano e che (probabilmente) sono destinati a riproporsi solo nelle intenzioni: è quest’anno che parte la gran parte dei cantieri per le nuove opere pubbliche e per la manutenzione di alcune zone strategiche della città. Almeno queste sono le previsioni contenute nel Piano Triennale delle opere approvato e adottato dalla Giunta comunale. Tra le novità più importanti c’è l’aggiunta all’elenco degli interventi che riguardano lo Stadio Arechi (450.000 euro) e che non potevano essere previsti, considerando la promozione recente della Salernitana in Serie A. Con il Principe degli stadi, però, è previsto anche il completamento del Palazzetto dello sport, l’adeguamento e la riqualificazione dei campi di calcio De Gasperi, Settembrino e XXIV Maggio oltre che un piano d’interventi straordinari per l’impiantistica sportiva in città. Per quest’anno devono partire anche gli interventi di manutenzione straordinaria del Viadotto Gatto (in totale 2.900.000 euro) e di messa in sicurezza del primo stralcio del costone roccioso SS 18 Salerno - Vietri sul Mare. In vista della fine dei lavori di piazza della Libertà, invece, si prevede la realizzazione del pontile. Nell’elenco ricompare anche la creazione di un tempio per la cremazione e del nuovo Trincerone, a Ovest, di collegamento con la parte alta del Centro storico. C’è anche il pacchetto di opere finanziate con i fondi Pics, per la sostenibilità delle città: il teatro Verdi, il Casino Sociale, Palazzo di Città oltre che tutta la partita dell’efficientamento energetico della pubblica illuminazione. Nel 2021, il Piano triennale prevede anche che si avvii la riqualificazione del Parco del Mercatello, il recupero funzionale dell'immobile che ospita il Museo virtuale della Scuola Medica salernitana e l’ex chiesa Monte dei Morti (i Morticelli). Prevista pure la realizzazione di museo e di una biblioteca multimediale a Palazzo Fruscione. Non è chiaro, invece, considerando lo stallo in cui si trova, come l’Amministrazione intenda risistemare e ampliare la pista ciclabile esistente fino ad arrivare alla Ciclovia città di Salerno. Nel 2021 in calendario anche interventi sugli edifici scolastici e gli asili nido e continua anche la pianificazione del progetto di tutela della costa e di ripascimento. In agenda l’avvio della pianificazione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle alberature cittadine (in te anni 1.200.000 euro) e la manutenzione straordinaria dei parchi e delle ville comunali (450.000 euro). Per l’anno prossimo, invece, sono previsti i lavori di ristrutturazione e adeguamento della Villa Comunale, di via Roma e dei giardini piazza Luciani oltre che di Parco Pinocchio, del Parco Bellaria, della Villa comunale di Fratte e del parco del Seminario. Si ripropongono riqualificazione, recupero ed ammodernamento di Palazzo S. Massimo e si inseriscono rifacimento e adeguamento del Lungomare cittadino (tratto Lungomare Trieste, Tafuri, Marconi e Colombo). Previsto (rivisto e corretto) il progetto del Pip nautico con la definizione, nel 2022, del piano di insediamento produttivo. (La Città)
MOBILITA' SALERNITANA
Il ritorno alla “normalità” riporta agli onori i soliti e atavici problemi della città. Come quelli della sosta selvaggia in centro: con l’allungamento del coprifuoco e la ripresa di un minimo di movida, infatti, il sabato sera del centro del capoluogo è stato all’insegna del caos. Auto parcheggiate ovunque, spesso senza rispettare le norme del codice della strada. Con buona pace dei residenti, costretti ad aspettare anche ore prima di trovare un varco dove fermare la loro vettura e far rientro a casa. La “deregulation della sosta” si è osservata un po’ ovunque. È bastato dare uno sguardo ai social, una “sentinella” sempre attenta di questa situazione, per comprendere cosa è accaduto: macchine di doppia fila, fino a tarda serata, davanti al teatro Verdi con la viabilità in piazza Matteo Luciani e nella vicina via Madonna del Monte andata completamente in tilt. «Per fortuna non c’è stata necessità di un intervento dell’ambulanza», racconta adirata la donna che ha pubblicato gli scatti diventati virali. (La Città)
SALERNO-PROCIDA
“Tutte le iniziative che possono portare un indotto commerciale vengono sempre accolte da noi della Fenailp favorevolmente”.?Così Mario Arciuolo segretario nazionale dell’associazione di categoria intervenendo sull’iniziativa lanciata da Le Cronache di creare un collegamento diretto da Salerno a Procida… “Dobbiamo sfruttare questa occasione per aprire un collegamento con l’isola che ovviamente resti nel tempo. Un collegamento che porti i turisti di Procida, ma anche gli stessi cittadini a visitare Salerno e viceversa. Perchè purtroppo ad oggi per andare a Procida da Salerno si perde una mezza giornata, perchè si deve arrivare prima a Napoli e poi imbarcarsi e di conseguenza in tanti ci rinunciano, così come molte persone che vivono o si trovano in vacanza a Procida, per lo stesso motivo non vengono a Salerno o nelle altre località della nostra fascia costiera che potrebbero essere collegate con l’isola. Sicuramente come Fenailp ci faremo portavoce per cercare di far si che questo collegamento si realzi, perchè porterebbe molti benefici non solo per Salerno città, ma anche per tutta la provincia. Perchè un turista che arriva a Salerno da Procida o prima di andare a Procida può sempre decidere di andare a visitare la costiera amalfitana o quella cilentana”. (Cronache)
La proposta di attivare una linea diretta Salerno – Procida, lanciata dal nostro quotidiano, in vista anche nel 2022, quando l’isola partenopea diventerà Capitale della Cultura, trova il pieno consenso del presidente della Fenailp Alberghi, Marco Sansiviero, pronto a scendere in campo con l’associazione di categoria per cercare di far si che questa proposta si possa concretizzare. “Il risultato raggiunto da Procida, ovviamente ci stimola e ci spinge a chiedere fortemente un collegamento diretto con l’isola ma anche il miglioramento della mobilità su tutto il nostro territorio provinciale, perchè abbiamo ancora molte zone, bellissime della nostra provincia, che non sono collegate o sono mal collegate. E’ giunto il momento che tutti capiscano che il concetto di fare turismo non può prescindere al concetto di mobilità, se manca questa manca il turismo, è semplice. Ecco perchè come Fenailp siamo pronti a scendere in campo con tutte le iniziative e le proposte possibili affinchè possa nascere nel più breve tempo possibile questo collegamento diretto tra Salerno e Procida. Ovviamente i primi step saranno quelli di parlare con l’assessore regionale al turismo Casucci, ma anche con l’assessore ai trasporti della Regione e ovviamente con il Governatore, che è stato il primo a dire che la nomina di Procida Capitale della Cultura porterà benefici a tutta la regione. Ebbene se il territorio salernitano deve trarre dei benefici da questa nomina lo potrà fare solo se ci sarà un collegamento diretto. Però ci tengo a dire che Procida deve essere per noi solo l’inizio, dobbiamo lavorare sul miglioramento di tutta la rete trasporti, soprattutto le vie del mare. Purtroppo con grande rammarico devo dire che quei pochi servizi che vengono attivati e che sembrano essere turistici, tipo il Metrò del Mare, che sono servizi gestiti, voluti e pagati dagli enti pubblici, non rispondono tanto a logiche turistiche e imprenditoriali, ma rispondono a logiche politiche che purtroppo alla fine non danno i risultati che ovviamente si sperava. Dunque va benissimo il collegamento per Procida, va benissimo il confronto sulla tematica della mobilità con l’assessore, però ad una condizione che si parli di un servizio turistico, perchè l’approccio deve essere di questo tipo, perchè se cadiamo nell’approccio clientelare politico poi diventa un’altra cosa sulla quale io, ma credo tutti gli imprenditori turistici non saranno favorevoli”. Dunque non solo una linea diretta per Procida ma urge anche un miglioramento delle linee via mare per il Cilento “Certo, la problematica oggi che ci spinge a parlare di Procida deve imporci come destinazione turistica regionale, provinciale, necessariamente la tematica più generale della mobilità dei trasporti all’intera fascia costiera regionale. Perchè Procida oggi è la via prioritaria perchè è sotto i riflettori, ma dobbiamo ragionare anche su altre tematiche come il Cilento e come Salerno che deve essere il fulcro per i collegamenti verso la costa a sud e quella a nord”. Antonio?Ilardi ha proposto di istituire in maniera veloce un comitato promotore che si facesse carico di tutte queste necessità a sostegno del turismo salernitano. Può essere la Fenail l’associazione che si fa carico di costituire questo comitato? “Siamo disponibili. Magari un comitato ristretto, perchè si sa che se ci sono troppe teste difficilmente si arriva da qualche parte. Come Fenail siamo prontissimi a prenderci questo impegno.?Sicuramente nei prossimi giorni ne parlerò anche con il segretario della nostra associazione Arciuolo e vedremo cosa poter fare a stretto giro per accelerare i tempi per riuscire ad ottenere questo collegamento”. (Cronache)
AV
Inserire il Cilento all’interno del collegamento dell’Alta Velocità; prevedere uno scalo tra i comuni di Atena Lucana e Padula, così da garantire una porta di accesso a un comprensorio da sempre sofferente in termini di servizi di mobilità; l’opportunità di indirizzare la linea verso il Golfo di Policastro: sono queste le linee guida dettate dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che, nei giorni scorsi, nel corso della commissione speciale aree interne ha convocato tutti i sindaci appartenenti al territorio del Cilento, Vallo di Diano e Golfo di Policastro per fare chiarezza sull’alta veloctà Salerno Reggio Calabria dopo che, lo scorso 7 aprile, è stato presentato alle Commissioni parlamentari competenti il Documento di fattibilità delle alternative progettuali della nuova linea. “L’inserimento, tra gli interventi strategici del Pnrr, di un progetto di fattibilità per una linea ferroviaria Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, dimostra l’attenzione del Governo per il Sud del Paese, oltre che rappresentare un’importante prospettiva di sviluppo di territori da grandi potenzialità attrattive – ha dichiarato il presidente della commissione Aree Interne di Palazzo Santa Lucia – Il potenziamento della linea Salerno Reggio Calabria, infatti, è una scommessa del Piano ripresa e resilienza che non possiamo perdere. Da questo punto di vista la provincia di Salerno può diventare uno snodo nevralgico per i trasporti di tutto in mezzogiorno congiuntamente al completamento dell’aeroporto di Pontecagnano e ad un nuovo hub ferroviario presso Battipaglia. Il consigliere regionale, con i sindaci, ha avviato una campagna di ascolto e di confronto con amministratori pubblici e comitati di cittadini delle aree interessate, con l’obiettivo di formulare ulteriori proposte tese ad arricchire un’opera strategica per l’intera Campania e il Mezzogiorno. Oltre alla pianificazione di una viabilità e di una rete di trasporti complementare all’opera si rende oggi necessario fare chiarezza su tutti i termini del progetto, nelle sue varianti e nelle sue implicazioni sociali, ambientali ed economiche così da mettere fine a una diatriba in atto da troppo tempo sulla ubicazione delle stazioni e sulla definizione dei tracciati. “Il progetto di potenziamento difficilmente sarà compatibile con un transito sul lato sud del Parco Nazionale del Cilento a causa delle implicazioni tecniche, ambientali e dunque economiche che deriverebbero dalla complessa orografia territoriale. I treni veloci sono infrastrutture utili solo se i tracciati e le fermate previste sono compatibili con queste prestazioni – ha dichiarato ancora Michele Cammarano – Il compito di inserire il nostro Cilento all’interno dei collegamenti complementari all’alta velocità spetterà alla programmazione regionale dei trasporti che su quella tratta dovrà potenziare mezzi e tratte. Deviando il traffico nazionale sul Vallo di Diano non ci saranno più alibi per dotare il territorio di un trasporto regionale capillare all’altezza della variegata offerta turistica”. Da qui la proposta di permettere allo scalo di Battipaglia di assumere il ruolo di hub ferroviario strategico per l’intera infrastruttura, in ragione della vicinanza con l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, configurandosi come snodo centrale per l’interconnessione tra le due linee ferroviarie e le due arterie stradali storiche, le Statali 18 e 19. “Inoltre, con il passaggio della linea ferroviaria nel Vallo di Diano sarà indispensabile uno scalo tra i comuni di Atena Lucana e Padula, così da garantire una porta di accesso a un comprensorio da sempre sofferente in termini di servizi di mobilità. Andrebbe infine valutata l’opportunità di indirizzare la linea verso il Golfo di Policastro, così da garantire il collegamento con un territorio fondamentale per l’indotto turistico regionale, e verso cui nel corso delle ultime stagioni estive sono state già garantite alcune corse di treni Alta Velocità”, ha aggiunto evidenziando che le istante sono state proposte al Ministero dei Trasporti affinché i progetti esecutivi rispondano nel concreto ad una crescente domanda di mobilità. (Cronache)
POLLA COVID FREE
Non ci sono più pazienti, chiude il reparto Covid dell'ospedale di Polla e gli infermieri festeggiano con un balletto "Covid free" sulle note della canzone Jerusalema. (La Città)
HUB VACCINALE
“L’Hub vaccinale di Corbara e’ il fiore all’occhiello dell’Agro Nocerino e di buona parte della vasta provincia salernitana. L’apparato organizzativo di accettazione è pronto a ricevere i cittadini già dalle nove del mattino; pochi minuti di fila all’ingresso, il tempo di prendere il numero ticket, il veloce e attento controllo della modulistica e si è pronti per l’inoculazione del farmaco. Nessuna confusione; nessun assembramento. Una filiera perfetta, studiata e organizzata con una consapevolezza non comune”. Così Marzia Ferraioli, deputata Fi, dopo aver visitato l’hub vaccinale. “Un impegno -ricorda- che ha mirato e raggiunto cifre significative: 200 inoculazioni giornaliere; 700 durante gli open day e 1.200 dosi inoculate in una notte bianca, che nessuno dei presenti potrà mai dimenticare. Non vi sono primule disegnate ma molti alberi in fiore che preannunciano il ritorno alla vita. Come non apprezzare l’ impegno e la sensibilità del dott. Pietro Pentangelo, sindaco fattivo, lungimirante, guidato da un gran senso di responsabilità trasmesso ad ogni cittadino e all’intera comunità?”. (Cronache)
TIN
Non solo accesso vietato in sala parto, ai papà o ad una persona di fiducia della neo mamma ma le donne che hanno i figli ricoverati alla Tin, la terapia intensiva neonatale, non possono stare a contatto con i loro bimbi, durante il periodo del ricovero. Una battaglia che le stesse neo mamme stanno portando avanti, provando a chiedere ai vertici aziendali un’apertura, sia per quanto riguarda gli accessi in sala parto sia per la Tin, con l’ausilio di Patrizia Santoro, ostetrica e membro della Fiadel e Mario Polichetti, responsabile del reparto gravidanze a rischio dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. Entrambi, ogni giorno, ricevono segnalazioni da parte delle mamme e cercano di dare loro sostegno e conforto. “Il mio non è un attacco al Ruggi, ci mancherebbe, ma solo un dar voce a quelle mamme che, ora, voce non hanno”, ha chiarito la Santoro. Non solo vietato l’accesso ai papà in sala parto. Per i bimbi ricoverati al Tin è impossibile avere il contatto diretto con la madre… “Non solo vietato l’accesso ai papà in sala parto ma i bimbi ricoverati alla Tin (la terapia intensiva neonatale ndr) non possono avere contatti con le loro mamme. Questa è una cosa molto seria ed importante: molte donne hanno denunciato di non poter vedere il loro bimbo ricoverato alla tin. In realtà succede questo: quando un neonato presenta un problema viene ricoverato in terapia intensiva neonatale; da quel momento, viene “sottratto” alla mamma per essere trasferito in reparto e la madre per poter vedere il figlio deve telefonare al reparto di terapia intensiva neonatale, fissare l’appuntamento per poter accedere al reparto ma solo una volta al giorno; quando la mamma si reca in struttura non può né vedere né allattare il bimbo e, come anticipato, solo ogni 24 ore si può andare al nido. Le mamme si sentono sole, comprensibile il rispetto delle norme e totalmente accettabile ma i bimbi hanno bisogno del contatto materno. Ci sono state neo mamme che sono riuscite a vedere i figli, ma protestando e non si può lasciar passare questo messaggio, non è giusto. Non si riesce a strutturare un rapporto nonostante la necessità, soprattutto durante i primi giorni di vita del piccolo, di un contatto pelle a pelle con chi li ha messi al mondo. È difficile dare spiegazioni ad una neo mamma disperata che non riesce ad accettare l’impossibilità di vedere suo figlio. È vero che si tratta di un protocollo assistenziale ma è pur vero che non si può separare il neonato dalla mamma, devono essere uniti anche per sviluppare quel senso di fiducia tra madre e figlio, ed è inaccettabile che solo telefonicamente si possono sapere notizie sullo stato di salute del neonato”. Nei giorni scorsi ha avuto modo di parlare anche con il dottor Mario Polichetti, c’è sicuramente pieno sostegno da parte sua… “Io e il dottor Polichetti abbiamo sposato questa battaglia a difesa delle donne che ci contattano quotidianamente e chiedono sostegno e aiuto. Io non faccio altro che farmi portavoce dei loro bisogni e delle loro difficoltà oltre che necessità. Credo sia giusto rasserenare le donne, devo farlo”. Ha avuto modo di incontrare i vertici ospedalieri? “Non ho avuto modo di incontrare i vertici ospedalieri. So che c’è stata una riunione per provare a trovare soluzioni per porre fine alla problematica ma, ad oggi, nulla è cambiato. Anzi. Bisogna spingere in questa direzione ulteriormente. Abbiamo un calo nel numero di parti perché le donne preferiscono partorire in clinica o in casa, circondata dai propri affetti, senza doversi separare dai bambini. Quelle donne che scelgono di partorire in sicurezza, alla fine, devono sottostare a delle regole e non possono contare sul sostegno di un compagno o di una persona a loro cara”. La difficoltà sta tutta nella mancanza di percorsi idonei, quale sarebbe la soluzione secondo lei? “Penso si possa fare qualcosa; è vero, il Ruggi è un ospedale con una struttura “vecchia”, va rinnovato ma i percorsi idonei mancano. Si può fare in modo che i vertici, i primari, possano tener conto dei bisogni delle donne: si possono attivare protocolli assistenziali ma bisogna considerare assolutamente il rapporto madre-figlio, sia perché si preferisce allattare al seno per tanti motivi, soprattutto per la tutela del neonato sia per tutelare la donna. È necessario che la madre abbia un contatto diretto e quotidiano con il figlio, nonostante i problemi che possono essere insorti”. (Cronache)
L'AUDIZIONE
Ricomincia a tenere banco presso le istituzioni l’omicidio ancora irrisolto di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. A 10 anni e mezzo dal suo feroce assassinio, presso la Commissione Antimafia presieduta dal prof. Nicola Morra (che di recente ha rilasciato dichiarazioni sugli sviluppi della vicenda nei palazzi romani), è stato istituito il gruppo di lavoro interno al Parlamento per ispezionare tutti gli elementi istruttori utili a non far cadere nel vuoto il fascicolo d’inchiesta, prima che decorrano i termini della prescrizione. Alla luce anche di ultimi risvolti, emersi da inchieste giornalistiche che descrivono una gestione delle indagini – almeno nella fase iniziale (le indagini della procura di Vallo furono assunte dalla Direzione Distrettuale Antimafia) – che sarebbero state intrecciate da troppe stranezze con presenze inusuali sul luogo del delitto. «Il tempo delle schermaglie è finito. Adesso abbiamo il dovere di dare un nome all’assassino. È ancora tra di noi e vive nelle istituzioni», esordiscono Dario e Massimo Vassallo, presidente e vice presidente della Fondazione “Angelo Vassallo Sindaco Pescatore”, fratelli del primo cittadino di Pollica, Angelo, trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010. I due fratelli saranno uditi nel pomeriggio di domani 15 giugno, dai componenti della commissione parlamentare antimafia sull’omicidio Vassallo. «È un passaggio importante per arrivare alla verità e la Commissione antimafia può fare molto. Cerchiamo la Verità perché la nostra storia ce lo impone. Nostro fratello Angelo, il sindaco pescatore di Pollica, faceva il sindaco ed in tempo di pace è stato ucciso – commentano Dario e Massimo – Cercare la verità è nostro dovere, lo dobbiamo ai tanti che sono morti per questo Paese, ma anche per ridare dignità ad un popolo di onesti che non si è mai arreso». Ad interessarsi della vicenda ed artefice del gruppo di lavoro parlamentare, il membro della Commissione Antimafia on. Luca Migliorino, che da gennaio insieme ai fratelli Vassalo lavora sulla vicenda, e in un comunicato stampa ha reso nota, come coordinatore del team di lavoro, la lettera inviata a Dario Vassallo e Massimo Vassallo, comunicando la convocazione in audizione per martedì 15 giugno alle 19 a Palazzo San Macuto, per riferire sulla vicenda decennale che da 10 anni li coinvolge in prima persona. Un’audizione che potrebbe forse segnare un punto di svolta in una indagine, a livello giudiziario, ferma al palo, al contrario dell’ambito associazionistico e comunitario, dove non ha mai subito battute di arresto. Trapelano ‘caute speranze’ invece da Dario Vassallo, che potrà rendere noti alla Commissione tutti i fatti di cui è direttamente informato e coinvolto, ripercorse anche nel libro “La Verità Negata”, per tenere viva l’attenzione sull’omicidio del Sindaco Pescatore. I lavori parlamentari d’inchiesta proseguono da ben tre settimane e hanno visto le audizioni di giornalisti, un ufficiale dei carabinieri, una cittadina cilentana e nella giornata di domani, dei fratelli del sindaco. A presiedere la commissione parlamentare d’inchiesta, il senatore Nicola Morra, affiancato dal promotore dell’istituzione del gruppo di lavoro sull’omicidio Vassallo, il deputato del M5S, Luca Migliorino, che insieme a deputati e senatori stanno svolgendo un’indagine parlamentare parallela ed autonoma a quella in atto e svolta dalla Procura della Repubblica di Salerno, con l’obiettivo di fare luce sull’omicidio del sindaco ambientalista di Pollica, Angelo Vassallo.
TRAFFICO RIFIUTI
Legambiente, Greenpeace, WWF Italia chiedono il rispetto della Convenzione di Basilea e l’intervento urgente del governo italiano per il ritiro dei container in attesa dell’esito del procedimento giudiziario. Sul traffico dei rifiuti italiani, partiti da Polla e arrivati in Tunisia è arrivata la risposta della Commissione europea: è a conoscenza del caso e continuerà a seguirne gli sviluppi con le autorità italiane. Attendono ancora risposte, invece, le associazioni ambientaliste che da mesi chiedono al governo italiano di “intervenire urgentemente per riportare in Italia i rifiuti campani trasferiti in Tunisia, in attesa di rivalersi nei confronti dei responsabili del traffico all’esito del procedimento giudiziario”. Sono sempre nel porto di Sousse i 212 container carichi di rifiuti provenienti dalla Campania, sotto sequestro preventivo da più di dieci mesi (con un costo di 26 mila euro al giorno). Alla forte preoccupazione e alle richieste delle associazioni tunisine, si sono da tempo aggiunti gli appelli di Legambiente, Greenpeace e WWF Italia che tornano a chiedere con forza al governo italiano “il ritiro dei container dal porto tunisino senza ulteriori indugi, in attesa degli sviluppi del procedimento giudiziario. Le associazioni chiedono, inoltre, il rispetto della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione”. La vicenda è iniziata nell’autunno del 2019 con la firma di un contratto tra un’azienda con sede a Polla in provincia di Salerno e un’azienda tunisina per l’invio di 120mila tonnellate di rifiuti “non pericolosi” in Tunisia. Ma i container, ispezionati dalla Dogana di Sousse, non contengono rifiuti plastici, come denunciato, ma altri scarti di ogni tipo, che proverebbero, senza nessun trattamento preventivo, dalla raccolta differenziata domestica prodotta da sedici comuni del Cilento. Sono in corso indagini volte ad accertare eventuali responsabilità per il traffico di rifiuti dalla Campania verso la Tunisia; Legambiente Campania ha inviato istanza alle procure interessate per costituirsi parte civile ma è ancora in attesa di risposta. Nella sua richiesta ha evidenziato che, secondo le indagini in corso in Tunisia, i rifiuti in questione sarebbero destinati allo smaltimento in discarica o all’incenerimento, dunque, tipologia non idonea all’esportazione tra paesi UE ed extra UE, secondo la convenzione di Basilea e di Bamako, le cui norme dispongono che i movimenti transfrontalieri sono possibili solo ove il rifiuto sia effettivamente destinato al riciclo. Che a ricevere i rifiuti in Tunisia, inoltre, sarebbe stata un’azienda fantasma che, in ogni caso, non avrebbe potuto procedere al trattamento finalizzato al riciclaggio dei materiali. (Cronache)
L'ESPLOSIONE
Esplosione ieri mattina intorno alle 6 nella centralissima piazza Pezzullo. Danni ingenti alla paninoteca “Alì baba kebab”. Il locale è gestito da un pakistano, dal 2018. Il boato ha messo in allarme tutti i residenti. Immediato l’arrivo dei vigili del fuoco del distaccamento di Eboli e dei carabinieri, con il capitano Massimo Di Franco. I caschi rossi non hanno trovato difficoltà nel domare le fiamme che si stavano sviluppando. Dai primi accertamenti effettuati sia dai vigili del fuoco che dai carabinieri diretti dal capitano Emanuele Tanzilli, l’esplosione è avvenuta all’interno del locale. (La Città)
L'ESPLOSIONE/2
Esplosione in un'abitazione a Petina, gravemente ustionato un uomo. Sarebbe stata una bombola del gas a causa re la forte esplosione che ha investito un immobile, causando gravi danni. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco di Sala Consilina e i paramedici del 118, che hanno elitrasportato un uomo di 51 anni, gravemente ustionato, all’ospedale "Cardarelli" di Napoli. (La Città)
UDIENZA PRELIMINARE
Usura a Paestum e nell’intera Piana del Sele, i sostitituto procuratore Francesca Fittipaldi e Silvio Guarriello della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Salerno hanno chiesto il rinvio a giudizio per 84enni Giovanni Marrandino ex boss della Nco e per suo figlio, il trentanovenne Emmanuel Marandino. Chiesto il processo anche per le altre persone coinvolte nell’ indagini condotte dai finanzieri del Gico ritenuti solidali di Marrandino: Ada d’Agostino, consorte dell’ex boss della Nco, gli imprenditori Ciro Acciaio di Casoria, Giovanni Scorziello di Altavilla Silentina Nicola e Marianna Polito di Capaccio, tutti indagati a piede libero a vario titolo nel blitz culminato con il carcere per “zio Ninuccio” ritenuto il domus dell’attività usuraia che fruttava oltre 90.000 euro al mese d’interessi, e gli arresti domiciliari per Emmanuel Marrandino che avrebbe sostituito il padre anziano ed in precarie condizioni di salute nell’illecita attività: i due, secondo l’ipotesi accusatorie, si sarebbero anche affidati a persone di fiducia per procacciare clienti, riscuotere interessi del 20% mensile sui prestiti e ripulire il denaro versando assegni ottenuti a titolo di caparra ed a copertura dei debiti contratti. Sono in tutto 6 i capi di imputazione inerenti presunti episodi usurai avvenuti negli anni 2016/2017 e 2019 l’udienza preliminare è stata fissata per il 23 giugno prossimo dinanzi al giudice per le udienze preliminari Marilena Albarama del tribunale di Salerno. (Cronache)
QUI CAPACCIO PAESTUM
È stato presentato stamattina, nell’aula consiliare del Comune di Capaccio Paestum, il nuovo calendario della raccolta differenziata per incrementare le quantità di materiale da avviare a recupero nonché i nuovi servizi messi a disposizione di cittadini ed esercenti. Accanto al sindaco Franco Alfieri, presenti il responsabile Sarim Loredana Bardascino, l’assessore all’Ambiente Ettore Bellelli, l’assessore all’Ecologia Gianfranco Masiello, il responsabile settore Ecologia e Ambiente, Antonio Rinaldi. Il nuovo servizio di raccolta partirà il prossimo 4 luglio. Numerosi i miglioramenti apportati dall’azienda aggiudicataria dell’appalto: aumentano, infatti, i giorni a disposizione per il conferimento di multimateriale, carta e tetrapak, degli imballaggi di cartone e del vetro. Diversi i servizi che vanno incontro alle esigenze dei cittadini. Tra questi: la richiesta di ritiro al piano di ingombranti e raee per anziani non autosufficienti; la raccolta porta a porta degli indumenti due volte all’anno, durante i cambi di stagione, che va ad aggiungersi alla possibilità di conferirli presso i contenitori stradali; il ritiro a domicilio su prenotazione degli scarti di potatura del giardino; la raccolta stradale di pannoloni e pannolini che, così, non dovranno più essere tenuti in casa in attesa del giorno previsto per il conferimento. A disposizione degli utenti ci sarà anche una apposita App. Soprattutto, la nuova raccolta differenziata prevede una serie di servizi aggiuntivi che mirano alla cura capillare della Città e a una tutela più diffusa del territorio. In questa direzione va l’istituzione di 24 operatori di quartiere che, per lo spazzamento delle strade, si aggiungono al servizio meccanizzato già presente. Non solo: la Sarim assicurerà la bonifica e la pulizia delle spiagge da aprile a settembre, l’installazione sugli arenili di 200 mini postazioni di raccolta differenziata dei rifiuti e 15 oasi ecologiche da collocare sul territorio comunale per i turisti, con recupero dei rifiuti abbandonati nella pineta. A disposizione ci saranno anche dispostivi per contrastare l’abbandono di rifiuti: previste telecamere trappola su aree che rischiano di diventare mini discariche e il controllo periodico del territorio con un drone. Infine, alla campagna di sensibilizzazione si affiancherà la consegna di borracce di alluminio nelle scuole. «Tra i primi indicatori di una città vivibile per i suoi residenti e attrattiva per i turisti c’è il decoro urbano – dichiara il sindaco Alfieri – Per mantenere pulito l’intero territorio, dal centro della Città alle aree periferiche, è necessario praticare correttamente la raccolta differenziata, e per questo abbiamo ampliato i servizi andando incontro alle esigenze di cittadini ed esercenti senza aumentare le tariffe ma, anzi, applicando in detrazione un bonus del 10% con i proventi della lotta all’evasione TARI. Abbiamo inoltre deciso di potenziare lo spazzamento stradale con l’istituzione dell’operatore ecologico di quartiere, di provvedere alla pulizia delle spiagge, ma anche di prevedere un controllo del territorio mirato a stanare chi non rispetta le regole. La percentuale di raccolta differenziata registrata nel nostro Comune supera il 65%. Un risultato importante per un territorio vasto e variegato come Capaccio Paestum. Ma si può e si deve fare meglio». «L’aggiudicazione della nuova gara per i servizi di igiene urbana a Capaccio Paestum ci rende oltremodo soddisfatti per il lavoro finora svolto – ha precisato l’avv. Loredana Bardascino, componente del consiglio d’amministrazione della Sarim srl – e nel contempo ci impone uno sforzo supplementare così da garantire quelle condizioni di pulizia e decoro urbano che sono alla base della vivibilità di una città la quale, oltre ai residenti, richiama ogni anno migliaia di turisti e vacanzieri, attratti dall’area archeologica, dai templi greci e dalle spiagge del litorale costiero».
QUI CAVA
Sottovia veicolare e viadotto Vitagliano: la Soprintendenza chiede interventi di mitigazione dell’impatto ambientale. Resterà quindi chiuso a metà, e per circa un mese, il sottopassaggio che collega il centro cittadino all’altezza di corso Principe Amedeo alle rampe di località Tengana. L’intervento arriva a circa 2 anni dall’apertura dell’arteria sottoveicolare che taglia di netto il trincerone ferroviario e permette di smaltire il traffico in uno dei punti più nevralgici del territorio. Lavori, questi, disposti per rispondere alle prescrizioni che arrivano dall’Ente che si occupa della tutela del paesaggio e dei beni storico-artistici che negli anni aveva sollevato non pochi problemi alla realizzazione dell’opera viaria più imponente della città che, in futuro, dovrà essere oggetto di ulteriori ampliamenti. Ma da Palazzo di Città sono arrivate le rassicurazioni. Il vicesindaco con delega alle opere pubbliche Nunzio Senatore ha fatto sapere, infatti, che si tratta di piccoli interventi che non altereranno la struttura ma al contempo serviranno a mitigare l’impatto sull’ambiente con degli adeguamenti interrati senza sconvolgere l’attuale assetto dell’opera. «Sono lavori che avevamo già in previsione di realizzare, così come prescritto dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Salerno – ha spiegato Senatore –. Ci vorrà un po’ di tempo per ultimarlo ma contiamo di portarli al termine riducendo al minimo i disagi per la circolazione». A quanto pare, infatti, così come disposto da un’ordinanza comunale, il sottovia sarà parzialmente interdetto al traffico veicolare (nella corsia nord-sud) dalle 7 alle 17.30 fino al prossimo 24 luglio per permettere le manovre di ingresso e uscita in sicurezza dei mezzi che effettueranno i lavori all’altezza dell’accesso alle rampe del viadotto Amerigo Vitagliano. Contestualmente è stato individuato un piano traffico alternativo che prevede l’impiego dell’ex Statale18 per il transito delle vetture che saranno impossibilitate a usufruire del sottovia. «In particolare – si legge nell’ordinanza – è stato stabilito che la circolazione sarà assicurata mediante idoneo percorso alternativo attraverso corso Principe Amedeo e il viadotto Vitagliano attraverso il vecchio tracciato della ex Statale18». L’intervento, inoltre, si inserisce nel più ampio prospetto di riqualificazione della zona che – come da progetto – dovrà essere ulteriormente riqualificata con la realizzazione di un’ampia area pedonale attrezzata a verde pubblico con un lungo boulevard, giardini e aree ristoro. (La Città)
QUI SCAFATI
“Le farmacie comunali, dopo due anni, non si sa chi le gestisce né quali siano i loro bilanci. Lo Stadio e il Palamangano sono ufficialmente in vendita, ma per finta. Lo Stadio, ovviamente, è ancora chiuso ed inagibile. Le Politiche sociali sono affidate ad una nascitura Azienda Consortile, dove il Comune di Scafati ha meno potere di quelli di Corbara e Sant’Egidio. Il Piano Urbanistico Comunale è scomparso. Cosa succede nell’area di Scafati Sviluppo e chi stia controllando e difendendo gli interessi del Comune non è dato saperlo. L’Acse assume tramite agenzie interinali e per sorteggio. Se si accumulano i rifiuti sui marciapiedi, la responsabilità è dei cittadini incivili. Se le ditte non ripristinano il manto stradale dopo i lavori, è perché la competenza è della Regione. – scrive in una nota Michele Grimaldi capogruppo dei Dem in consiglio comunale – Ovunque ci sia una responsabilità, Salvati fugge. – continua Grimaldi – Ovunque ci sia un problema, la colpa è di altri. E se proprio questi altri non si trovano, il Sindaco ha sempre pronto il jolly “dell’eredità difficile”, che si sa, essendo stato vice Sindaco della precedente amministrazione, cosa ne poteva mai sapere lui, quando si è candidato, della situazione del Comune? E adesso, dopo che la Commissione straordinaria come prima atto aveva internalizzato il servizio, e dopo aver promesso in campagna elettorale che non ci sarebbe mai stata una nuova Geset, il Sindaco di Scafati approva con la sua Giunta una nuova esternalizzazione del Servizio Tributi. Anziché assumere personale, potenziare l’ufficio, gestire e programmare, migliorare il servizio, contrastare l’evasione che si attesta oramai sopra il 51% del dichiarato, il Sindaco ancora una volta sceglie la strada della fuga dalle responsabilità. A pagare, ovviamente, e in tutti i sensi, saranno ancora una volta i cittadini scafatesi: con il costo dell’aggio da pagare a chi svolgerà il servizio, e con il ritorno ad un rapporto privatistico – con tutto ciò che ne consegue – tra chi deve esigere il tributo e l’utente. Nel frattempo, però, provano a ripristinare il Consiglio di Amministrazione dell’Acse, per distribuire qualche altro incarico a spese della collettività e provare così a tenere unita, qualche altra settimana, la loro traballante maggioranza”. (Cronache)
THIS IS GIFFONI
Si chiama ‘This is Giffoni’ il docufilm che celebra la storia straordinariamente unica del “festival più necessario al mondo”. L’opera è stata proiettata in anteprima nella sala Truffaut della Cittadella del Cinema durante l’evento dedicato alla ripartenza della cultura con protagonisti duecento direttori di festival italiani. La pellicola, realizzata dal dipartimento produzioni video di Giffoni, porta la firma in particolare di Fiorenzo Brancaccio che ne ha curato l’aspetto autoriale e il montaggio. Ottanta minuti di grande intensità per un racconto che attinge all’imponente materiale d’archivio del festival per narrare attraverso volti e voci originali il suo patrimonio immateriale inestimabile. Migliaia le clip visionate e centinaia le ore dedicate alla seleziona di quelle migliori. Un lavoro imponente che risplende in una narrazione filmica che ha come unico filtro quello della realtà, autentica sceneggiatura in cui passato e presente si sovrappongono in una dimensione che diventa trasversale al tempo per la sua immanenza nella memoria del cuore. Si parte dal 1971. È l’anno in cui la scintilla dell’intuizione di un appena diciottenne Claudio Gubitosi accese il sogno di un festival del cinema per ragazzi nel profondo sud che da “periferia esistenziale” diventa epicentro di vita e cultura, ombelico del mondo per intere generazioni. Le immagini in scala di grigio con pantoni talvolta pastello chiaro restituiscono il profumo dolce degli inizi grazie alla visione di servizi televisivi originali. Le testimonianze dei giurati sul prato verde del parco Hollywood e le dichiarazioni d’amore degli ospiti sul carpet e all’interno delle sale cinema portano le lancette dell’orologio a ridosso dei nostri tempi e rappresentano una potente esplosione di colore che tinteggia la pellicola. È una esperienza immersiva ‘This is Giffoni’. Tante le date da ciroletto rosso, le personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e delle scienza, le star italiane e d’Oltralpe che passano in rassegna arrivando dritto al cuore dello spettatore, trafitto da una freccia d’amore. L’intero percorso di produzione è stato seguito attentamente dal direttore creativo Luca Apolito e dal direttore del dipartimento produzioni video Gianvincenzo Nastasi. Il docufilm termina con le parole di Claudio Gubitosi rivolte al futuro già in costruzione, al Campus e alla Multimedia Valley. Il suo sguardo accompagna il volo di un drone puntando l’orizzonte per superalo e definire nuovi obiettivi. Terminano le immagini ma non la magia di Giffoni. Quello che comincia qui migliora il mondo. E qui, come sa bene chi c’è stato, ogni finale è solo il ponte verso una nuova straordinaria avventura. (Cronache)
Un coro di voci per una sinfonia unica: fare rete. Si chiude con la volontà di un cammino comune e la promessa di un nuovo incontro la tre giorni di confronto tra duecento direttori di festival cinematografici italiani fortemente voluta dell’ideatore e fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi e ospitata nella Cittadella del Cinema. Ieri l’atto conclusivo con un ultimo scambio di riflessioni e la definizione di una direzione di marcia: “Nessuna associazione. Immagino un osservatorio che dia la possibilità di continuare liberamente e stabilmente a trasferire esperienze, a condividere idee –ha spiegato Gubitosi-. Il senso di questo evento è lo spirito di servizio. Noi non eravamo obbligati a organizzarlo e gli altri non erano obbligati a partecipare. Abbiamo sentito, tutti, l’esigenza e il desiderio di stare insieme. È stata la prima volta ma non sarà l’ultima”. Tante le adesioni che non sono state soddisfatte per osservanza dei protocolli di sicurezza. Tante le mail che continuano ad arrivare nella casella di posta della direzione del festival. “Giffoni –ha chiarito Gubitosi – non aspira a nulla. Informa e non forma. Siamo sistema Paese, siamo sistema Cultura. Abbiamo il diritto di unirci e il dovere di conoscerci e confrontarci. Nessuno ha la titolarità esclusiva in materia di cultura ma ognuno di noi contribuisce alla costruzione di quell’inestimabile patrimonio italiano di storie ed emozioni che, dal piccolo borgo fino alla grande città, rappresenta un’unica grande dichiarazione d’amore al mondo intero”. Dal glocale al locale. Perché dal territorio si parte e al territorio si deve sempre volgere lo sguardo. “Lì – ha sottolineato l’ideatore di Giffoni- c’è la nostra storia, le radici che ci consentono di crescere forti. Non dobbiamo dimenticarlo. Non esistono periferie culturali o peggio ancora esistenziali. Nessun cammino virtuoso è possibile senza memoria del passato. Sul territorio ci siamo noi, c’è la nostra gente, il nostro pubblico. Sono gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze il vero motore, il cuore dei nostri festival”. Il moto del cuore va appuntato nella testa, tra le pieghe del pensiero. “Sono le idee a fare la differenza –ha rimarcato Gubitosi-. Contengono il seme di quei progetti che poi assumono anche la forma dei programmi. Le idee cambiano la storia del mondo”. L’organizzazione di un festival è operazione complessa che ondeggia tra la scienza esatta e la creatività. L’azione progettuale deve dare continuità ma anche saper trasferire la meraviglia delle sorprese. Gubitosi ne è pienamente consapevole: “Solo innovando –ha specificato- si possono affrontare e vincere le sfide del tempo presente. La storicità è un valore prezioso che però non deve essere cristallizzato con la presunzione di trasformarlo in una rendita parassitaria, in un bancomat per acquisire fondi. Sarebbe un errore imperdonabile”. La strada risulta tracciata. Filiera istituzionale, dialogo e rispetto reciproco. Elaborazione di proposte di qualità e azione progettuale sinergica per intercettare risorse pubbliche e private. Internazionalizzazione per aprirsi al mondo, inclusione sociale e sostenibilità ambientale per migliore quel mondo. “La cultura –ha detto Gubitosi- non è fine a se stessa. La ricaduta sul territorio è sociale prima ancora che economica. Con il nostro lavoro diffondiamo valori, lanciamo messaggi e naturalmente creiamo occupazione. Abbiamo la responsabilità di accendere i sogni, di far attraversare il pubblico da una scossa di felicità. Esiste un’etica della cultura prima ancora che una cultura dell’etica”. Grande soddisfazione per Jacopo Gubitosi, managing director di Giffoni: “Questo evento è una grande vittoria per tutti noi. La cultura è vita. Amore, amicizia, condivisione, lealtà. Sono questi i nostri valori, quelli in cui crediamo e con i quali inizieremo un nuovo cammino insieme nel segno della passione per il cinema e per i nostri territori”. Alle porte la cinquantunesima edizione del festival, in programma dal ventuno al trentuno luglio. Nell’occasione sarà proiettato il docufilm che ne celebra la straordinaria storia d’amore con un racconto intenso lungo mezzo secolo. Manca poco più di un un mese ma qui, nella cittadina dei Picentini, il tempo è una dimensione unica, trasversale, immanente. “Siamo chiamati all’impegno del pensare e del fare, ora più che mai – ha concluso Claudio Gubitosi- . Dobbiamo rimettere in moto le energie migliori accendendo il desiderio delle cose belle per realizzarle nei nostri festival, con il nostro team, al servizio delle comunità. Mettiamo al centro i territori e ragioniamo di turismo di prossimità, non solo di quello nazionale e internazionale. Dobbiamo avere una visione nuova, alta, all’altezza del compito che ci aspetta. Giffoni farà la sua parte. Siamo pronti a vincere questa sfida insieme agli altri”. (Cronache)
DANCING ON STAGE
Due giorni intensi di danza si sono tenuti il 12 e 13 giugno al Polo Nautico di Salerno in occasione di Dancing on stage, l’ evento dedicato alla danza a cui hanno preso parte allievi di tutte le età e grandi maestri di fama internazionale. Tra i docenti anche Cristina Amodio, maître de ballet e figlia del grande coreografo Amedeo Amodio “Sono davvero felice si essere qui, in questa bellissima città. E’ stato davvero emozionante poter incontrare questi ragazzi, che hanno voglia di ricominciare dopo questi quasi due anni, in cui sono rimasti chiusi in casa rinunciando a coltivare la loro passione.” A margine della kermesse arriva anche il ricordo della danzatrice per la grade étoile Carla Fracci, scomparsa di recente “Io e mio padre abbiamo preso parte ai funerali di Carla, ed è stato un momento molto toccante. Eravamo tutti lì, tutti noi danzatori che abbiamo avuto il privilegio di danzare con lei e conoscerla, per dimostrarle ancora una volta la nostra immensa riconoscenza per ciò che è stata e sarà per sempre. Custodisco gelosamente nel mio cuore il ricordo degli anni in cui ho lavorato con lei all’ interno della sua compagnia. Credo che la sua grandezza risiedesse nell’ essere stata la danzatrice di tutti. E’ stata una étoile insuperabile, eppure ha danzato per tutti, sempre senza risparmiarsi mai, anche per i piccoli teatri fino ad arrivare poi ai programmi televisivi, sempre con una disarmante umiltà e semplicità”. L’ evento Dancing on stage: una full immersion con grandi maestri della danza per vivere ..un’altra “emozione”! Due giorni dedicati alla danza Classica, Modern, Street Jazz, Modern Jazz, Jazz Funk, Hip-Hop, House, Heels e altro ancora, suddivisa nei livelli principiante/intermedio/avanzato. In un momento critico per il settore artistico e culturale, la manifestazione tersicorea ha lanciato un segnale di ripresa e speranza. Sono state ovviamente attuate tutte le misure di sicurezze: classi di numero ridotto, sale sanificate, protocolli di distanziamento, gel igienizzante a disposizione e misurazione della temperatura. L’ evento che vede la direzione artistica di Carmine Landi, è nato con l’intenzione di arricchire il bagaglio culturale di nozioni e fondamenti sia tecnici che pratici e stimolare la sensibilità degli allievi, attraverso lo studio con maestri di chiara fama italiana ed internazionale, teatrale e televisiva. Una imperdibile occasione per gli allievi danzatori che hanno avuto la possibilità di apprendere elementi tecnici che gli consentiranno di compiere sequenze coreografiche più complesse ed articolate e di migliorare attraverso l’insegnamento dei maestri ospiti la qualità di movimento, proponendo la propria sensibilità, di vivere nuove “emozioni”, valorizzando il proprio talento. (Cronache)
POSITANO RACCONTA
La Fondazione De Sanctis presenta la prima edizione di Positano Racconta, festival letterario a cura di Nicola Lagioia, che si svolgerà a Positano dal 15 al 20 giugno. Una rassegna di incontri letterari, talks e letture con autori e interpreti della letteratura contemporanea italiana e internazionale. Tema di questa prima edizione è IL MONDO CHE VERRÀ e la letteratura sarà il luogo in cui esplorare i possibili scenari della realtà che ci aspetta. Sei giorni fitti di appuntamenti, di conversazioni al tramonto nei luoghi più suggestivi di Positano: Sagrato della Chiesa Madre-Piazza Flavio Gioia, Montepertuso, Nocelle, Villa Tre Ville, Villa Magia, Chiesa Nuova. Scrive Nicola Lagioia, curatore della rassegna: Ripartire da uno dei luoghi più belli del mondo. A Positano, per sei giorni, alcune delle scrittrici e degli scrittori più importanti del nostro panorama si incontrano, discutono, mettono a confronto idee, immaginano insieme il mondo che verrà. “È un posto di sogno che non vi sembra vero finché ci siete ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato”. John Steinbeck, consigliato da Alberto Moravia, arriva a Positano nel 1953, e la descrive in questo modo. In maniera assai diversa, nell’ultimo anno e mezzo, siamo stati travolti da qualcosa che abbiamo faticato a considerare reale, e che solo adesso stiamo cominciando a comprendere, e forse ad archiviare. La realtà tuttavia non è solo quella che ti sorprende alle spalle ma anche ciò che desideri, e racconti, ed è anche attraverso il racconto che il desiderio prende forma. Far venire a Positano alcune delle più belle menti che popolano il nostro presente è il modo migliore, insomma, per disegnare un futuro in cui valga la pena abitare. “Positano con le sue bellezze paesaggistiche diventa il crocevia delle espressioni artistiche e creative più importanti: alla danza, al teatro si aggiunge la letteratura. Così Positano Racconta IL MONDO CHE VERRÀ attraverso le voci dei protagonisti più autorevoli del mondo della cultura che parteciperanno dal 15 al 20 giugno alla kermesse curata da Nicola Lagioia. Positano riprende dunque la sua vocazione di meta turistica di un nuovo Grand Tour che segna il passaggio e l’incontro con i nomi più importanti della letteratura contemporanea. Una scommessa dunque della nostra cittadina che saprà ripartire dalla cultura, dal turismo, vettore fondamentale della nostra economia, con la scoperta dei nostri più amati luoghi dell’anima”, dichiara il Sindaco di Positano, Giuseppe Guida. “L’esperienza della pandemia rende necessario, oggi, riavviare il dialogo, la condivisione delle idee, delle parole e delle riflessioni. Questo festival si pone come occasione per ricominciare a condividere il pensiero letterario e tutte le suggestioni che da esso possono scaturire per immaginare e progettare il nostro mondo che verrà. Positano è luogo ideale per coltivare questo dialogo e diffonderne il senso”, dichiara Francesco De Sanctis, presidente della Fondazione. La prima edizione di Positano Racconta, promossa e organizzata dalla Fondazione De Sanctis, si avvale del sostegno della Scabec-Regione Campania, del Comune di Positano, e in partnership con Terna, TIM, L’igiene Urbana Evolution. Media Partner: la Rai e il Libraio.it. Gli ingressi saranno contingentati nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-Covid, fino ad esaurimento posti. Le prenotazioni agli incontri e alle conversazioni si potranno effettuare sul sito www.positanoracconta.it; oppure telefonando al seguente numero del Comune di Positano: 089 – 8122535, dalle 9 alle 13, da lunedì al venerdì.
LA KERMESSE
Salotto delle arti domani sera, alle ore 20, in Piazza San Luca a Praiano, con Alfonso Bottone e la sua Kermesse estiva “…In costiera Amalfitana.it”, giunta alla sua XV edizione, con la presentazione de’ “I migliori anni della nostra vita” di Rodolfo Baldassarri, in libreria per le edizioni Forever. Una serata questa cui il libro cede per intero il titolo, poiché nel corso del dialogo con l’autore, verranno consegnati i nuovi premi per l’Alto Impegno Culturale Software Studio a: Paolo Speranza, storico del cinema e direttore Cinemasud, Mariangela Petruzzelli, giornalista autrice Rai, Costantino Catena, pianista, Vincenzo Albano, organizzatore teatrale, unitamente al Distretto Turistico Costa d’Amalfi, tutte persone che hanno impiegato i migliori anni della loro vita, ad inseguire una visione, un progetto, un sogno, realizzandolo e cercando di guardare al futuro per migliorarlo. Rodolfo Baldassarri ritorna sulla scena letteraria con un romanzo appassionante “I migliori anni della nostra vita”, sequel della trilogia di successo “Il filo rosso del destino”, è incontro, passione e sentimento, ovvero la parabola di una vita, la ricerca della felicità e il cammino da percorrere per raggiungerla. Il protagonista del romanzo, Valerio, è un uomo che pur soffrendo ha la capacità caparbia di inseguire il suo destino e di ritrovare la strada del cuore.Una strada impervia che si snoda in luoghi da sogno: Amalfi, Positano, Maremma Toscana, Crete Senesi e il Tirolo con il suo Wilder Kaiser sono solo alcuni dei posti in cui Valerio vivrà il suo destino. “I migliori anni della nostra vita” è un romanzo toccante, in cui antica saggezza popolare e ritmi lenti si fondono con l’ebbrezza di una vita sempre in movimento. Una storia che ci fa riflettere, ci fa immergere in panorami dalle tinte calde e pastello, ma soprattutto ci fa sognare. Nel salotto sotto le stelle di Praiano a commentare la consegna dei premi, che verranno assegnati da quanti lo hanno ricevuto lo scorso anno, ovvero Nino Melito Petrosino, Mariangela Fornaro, Lucia Lena Rosapepe e io stessa, dando così una chiara impronta e un interessante continuum a queste onoreficenze, ci saranno i Segni Distintivi, al secolo, i musici-poliziotti, Fabio Sgrò bassista e Angelo Forni, chitarrista e voce della formazione che, a distanza di un anno dal loro esordio discografico, “Verso un porto migliore”, comprendente “La pagella”, tributo al quattordicenne del Mali di cui non abbiamo conosciuto il volto, né il nome, ma solo la speranza di una nuova vita cucita addosso, sotto forma di una pagella della scuola che, in patria non avrebbe potuto più frequentare, hanno lanciato il loro nuovo singolo “Era la Notte di Natale”, una canzone che è divenuta la colonna sonora del concorso letterario nazionale “E adesso raccontami Natale” promossa dall’ Associazione “Costadamalfiper….” di Alfonso Bottone, giunto alla sua settima edizione. (Cronache)
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