

Una piccola chiesa, estremamente grande per la sua storia, restituisce ai salernitani una parte degli affreschi in essa contenuta. Gli affreschi che sono stati riportati alla luce, dopo un accurato e importante restauro, sono quelli del lotto denominato “San Bartolomeo” e quelli del cosiddetto “Santo Anonimo”, entrambi esposti all’interno della cripta di Santa Maria De Lama, nel pieno del centro storico cittadino. Un tesoro artistico, unica testimonianza di pittura longobarda presente a Salerno, conservato nella preziosa e amata basilica, tra le più antiche in città, edificata tra il X e l’XI secolo. Gli affreschi che sono stati riportati alla luce erano molto danneggiati anche a causa delle infiltrazioni d’acqua del torrente Lama, antistante la chiesa e dall’ambiente umido del sito che non favorisce la resa e la conservazione. Entrambi sono stati restaurati a cura della Soprintendenza di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, grazie al contributo del Club di Salerno Est dell’Inner Wheel Italia.
«Oggi (ieri, ndr) è un giorno di festa. - ha dichiarato Vincenzo Napoli sindaco di Salerno, durante la presentazione dei rinnovati affreschi - Questa chiesa, fruibile ai turisti dal 2010 (grazie alla presenza del Touring Club di Salerno nella persona di Enrico Andria) va salvaguardata, custodita e valorizzata. Infatti deveo anche segnalare un comportamento alquanto civile, intorno a questo luogo, - ha aggiunto - e dobbiamo continuare su questa strada per costruire una nuova coscienza che accresca il valore della nostra città». Della stessa idea anche Antonia Wilburger asssessore alla Cultura del Comune di Salerno che ha ricordato invece «l’importanza dell’arte consegnata e tramandata ai giovani, capace di rendere migliori uomini e paesi». Giovanni Pandolfo, consigliere del Touring Club Italiano e Console regionale per la Campania, ha tenuto a sottolineare: «Santa Maria de Lama, costruita inizialmente come cappella privata di alcuni nobili, è un esempio significativo per tutti». Monsignor Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno, Acerno e Campagna, invece si è soffermato sulla necessità di collaborazione tra la Chiesa e le istituzioni «attraverso la tutela delle testimonianze del passato, sulle quali si costruiscono le basi del presente. La storia di Salerno non deve restare nascosta, - ha spiegato Bellandi - va trasmessa e valorizzata, come sta accadendo con questi affreschi restituiti alla città».
Fiera e orgogliosa del risultato ottenuto, la dottoressa Maria Caliulo, presidente Inner Wheel Italia, Club di Salerno Est, che ha concluso: «L’impegno profuso per il restauro degli affreschi avrà un proseguo rivolto ad altri interventi necessari alla conservazione della chiesa che è un vero e proprio gioiello che va tramandato alle future generazioni». Anche perché i volontari del Touring Club di Salerno, nell’ambito dell’iniziativa “Aperti a voi”, continueranno ad accogliere visitatori e turisti - così come fanno dal 2015 - tutti i sabati e le domeniche per far conoscere le bellezze, da ieri impreziosite dai due affreschi che sono stati presentati, che si trovano nella piccola chiesa che è diventato il vero cuore pulsante del centro storico di Salerno.
FONTE: La Città
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