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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

11/06/2021

VERSO LE COMUNALI

“L’Udc è e rimane saldamente ancorato alla coalizione di centrodestra con cui si presenterà nelle prossime elezioni Comunali. Le notizie di stampa su una virata del partito verso sinistra, in vista delle prossime elezioni Comunali a Salerno, sono prive di fondamento”: è quanto si legge in una nota della Segreteria politica Udc.

Domani mattina, sabato 12 giugno, alle 11,00, si presenta la lista Primavera Salernitana della Casa della Sinistra. Nel corso della conferenza stampa che si terrà in piazza Mario Ricciardi a Torrione a Salerno, saranno presentati il simbolo e le linee programmatiche per le prossime elezioni amministrative.

IL SOTTOSEGRETARIO

«Per Giffoni ci sarò sempre perché qui i giovani sono il centro di tutto, perché qui i ragazzi trovano quell’ascolto che non sempre viene loro garantito. È importantissimo che proprio da Giffoni i festival cinematografici italiani si incontrino per conoscersi e discutere. Sto lavorando perché gli eventi dedicati alla cultura cinematografica possano rientrare nell’ambito dell’Art Bonus così da poter attrarre quegli investimenti che sono fondamentali per la loro crescita». Lo ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni, che è intervenuta questa mattina a Giffoni alla cerimonia di inaugurazione della Sala Truffaut e della Sala Galileo, oggetto di un importante intervento di restyling. Ad accogliere con entusiasmo queste parole il direttore Claudio Gubitosi: «Una buona notizia per il settore culturale italiano. Da anni ci siamo fatti portavoce di questa esigenza, certamente condivisa anche dagli organizzatori dei festival e delle rassegne cinematografiche presenti da oggi qui a Giffoni, in occasione della tre giorni di confronto che ho fortemente voluto». L’intervento di restyling delle sale, che rientra nelle iniziative e nelle azioni promosse in occasione del Cinquantennale del Festival, è stato finanziato dal Ministero della Cultura. Giffoni ha risposto ad un bando dal valore di 4 milioni e 300mila euro pubblicato dal Mic ed è risultato primo in graduatoria tra tutte le proposte presentate, ottenendo risorse pari a 600mila euro. La Sala Truffaut torna ad essere la casa dei juror con settecento poltrone di nuova generazione e un sistema di proiezione 4K laser, mentre la Sala Galileo raddoppia la sua capienza con quattrocento posti ancora più comodi. I lavori di ristrutturazione hanno riguardato i servizi, le tecnologie delle sale per i collegamenti on line, l’impianto di aria condizionata. Infine è stato installato un sistema di video sorveglianza ed un servizio anti-intrusione in tutte le strutture. Parola d’ordine sicurezza, ancor di più in questa fase di emergenza sanitaria: le due sale hanno un modernissimo sistema di sanificazione dell’aria tale da distruggere virus e batteri, garantendo così la massima sicurezza agli spettatori. «Non sono uno che si emoziona facilmente – ha continuato Gubitosi –ma questa mattina non posso farne a meno perché oggi si aggiunge una pagina importante alle tante che in questi cinquant’anni abbiamo scritto. La Sala Truffaut ha fatto la storia del nostro Festival e finalmente si presenta totalmente rinnovata e sicura. La Sala Galileo, invece, sarà destinata alla formazione, alle Università. Oggi consegniamo queste strutture alla comunità in un esempio virtuoso di collaborazione tra un ente culturale come il nostro ed i livelli istituzionali. È questo, infatti, un caso unico di risorse pubbliche che vengono restituite al servizio pubblico. È anche così che intendiamo celebrare il nostro cinquantennale. Adesso, quello che ci aspettiamo dal Governo è che ci venga incontro rispetto alla possibilità di aumentare la capienza delle sale, passando dall’attuale limite del 30% al 50%. Sarebbe una grande opportunità per tutto il settore». Non si è lasciata attendere al riguardo la reazione del Sottosegretario Lucia Borgonzoni: «Mi sono sempre detta contraria alla chiusura dei luoghi della cultura perché, a mio avviso, sono sempre stati sicuri – ha aggiunto – Ora dovremo perciò avviare una narrazione di segno contrario perché è giusto che la gente torni al cinema o al teatro. Dobbiamo dirlo: la magia della sala non è ripetibile altrove. Sono, perciò, convinta che bisognerà aumentare la capienza possibile attraverso appositi protocolli che coinvolgano le Regioni. È quanto accaduto con l’Arena di Verona. È quanto stiamo facendo in Toscana. Per la Campania mi rendo disponibile a seguire questa procedura perché si possa anche qui arrivare ad un aumento della capienza. La sicurezza nei luoghi della cultura non è in discussione. Il mio appello, anzi, è a tornare in sala per riprendere a vivere la magia del cinema, del teatro, della cultura». Emozione per la giornata che rappresenta il simbolo della ripartenza possibile è stata espressa da Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Regione Campania: «Giffoni – ha dichiarato – è un po’ come un cammino. Ogni giornata riserva cose belle e cose meno piacevoli: ecco, Giffoni rappresenta la parte bella di una giornata. Ed è il luogo in cui ci si riconcilia con la cultura e con i giovani. Ora siamo in un momento molto delicato che è quello della ripartenza. Siamo cambiati noi ed ecco perché dobbiamo organizzare un nuovo inizio. In questo i giovani sono e devono essere protagonisti perché i ragazzi sono naturalmente proiettati verso il futuro. A Giffoni si fa questo: si costruisce nuova classe dirigente». Soddisfazione per Antonio Giuliano, sindaco di Giffoni Valle Piana: «È una bella giornata, quella di oggi. Sento il dovere di ringraziare tutti coloro che in questi mesi hanno prestato il loro servizio per permetterci di uscire dall’emergenza e di guardare nuovamente in faccia al futuro. L’anno scorso, in piena pandemia, insieme al direttore Gubitosi decidemmo che il Festival non si doveva fermare. Oggi inauguriamo le sale rinnovate ed è questa la conferma di come se c’è sinergia tra le istituzioni si vince sempre. Adesso è in via di realizzazione il secondo lotto funzionale della Multimedia Valley con la realizzazione del Museo ed il terzo con l’Arena per i grandi eventi. Poi verranno gli Studios e le strutture dedicate alla formazione. Inizia così una nuova fase che ancora una volta mostra come la collaborazione tra enti ed istituzioni sia la strada vincente». Ringraziamenti al Ministero della Cultura per la fiducia mostrata sono arrivati da Piero Rinaldi, presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience: «Siamo orgogliosi – ha detto – di questa ristrutturazione perché è fatta all’insegna dell’innovazione che da sempre contraddistingue Giffoni. Il Ministero della Cultura ci ha dato nuovamente fiducia offrendoci così la possibilità di ospitare i nostri juror in un ambiente rinnovato e tecnologicamente avanzato. L’obiettivo ora è di superare le restrizioni di questa fase per abbracciarci di nuovo e continuare quel percorso di condivisione che a Giffoni non si è mai interrotto». In chiusura di mattinata la proiezione in anteprima di “This is Giffoni” il docufilm che celebra la storia del “festival più necessario”. L’opera, realizzata dal dipartimento produzione di Giffoni, porta la firma in particolare di Fiorenzo Brancaccio che ne ha curato l’aspetto autoriale e il montaggio. Ottanta minuti di grande intensità per un racconto che attinge all’imponente materiale d’archivio del festival. Si parte dal 1971, l’anno in cui la scintilla dell’intuizione di un appena diciottenne Claudio Gubitosi accese il sogno di un festival del cinema per ragazzi, per arrivare all’evoluzione dei giorni nostri. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte anche i direttori ed i rappresentanti dei Festival e delle rassegne cinematografiche che fino a domenica si confronteranno per dare vita a un manifesto di proposte e idee dedicato al settore, il primo mai scritto. Sono circa 200 i partecipanti a nome di oltre 100 festival e rassegne cinematografiche italiane che rappresentano, in modo capillare, diverse realtà da tutte le regioni d’Italia, si incontrano per costruire un pensiero e una riflessione corale sugli indirizzi di politica culturale da assumere nel post Covid-19. La tre giorni – sostenuta dalla Regione Campania – vede la partecipazione dei sociologi Domenico De Masi e Barbara Maussier. Si alterneranno, poi, esperienze e testimonianze da tutta Italia attraverso sette spunti tematici individuati: dal ruolo dei festival nella rete culturale italiana al racconto di chi li ha ideati, pensati, fondati e fatti crescere; dalla riflessione sulle prospettive all’analisi del ruolo che questi eventi rivestono sui rispettivi territori; dall’innovazione che sono in grado di attivare fino al rapporto con gli investitori, pubblici e privati. L’appuntamento finale di domenica 13 giugno sarà dedicato all’elaborazione di una bozza di manifesto, una piattaforma di idee che rappresenterà la traccia per gli incontri futuri e anche la base per dialogare con le istituzioni, partendo dal Ministero della Cultura, dalle regioni e dai sindaci.

PARLA CAMMAROTA

“L’amministrazione comunale mente su tutta la linea rispetto alle staccionate sulle spiagge di Salerno. Da alcune dichiarazioni emerse su alcuni organi di stampa, ed in particolare dell’assessore Domenico De Maio, emergono tante anomalie. Manca il regolamento, mancano gli atti e al momento il tutto si riduce a rassicurazioni di tipo elettorali. E’ tempo di ripristinare la verità”. Così il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota che annuncia che il caso sarà istruito in commissione per accertare quanto stia accadendo sulle spiagge cittadine. “Responsabilità che accerteremo sotto il profilo politico, più che tecnico – continua Cammarota – perché si mente quando annuncia un invito ai gestori, perché l’invito è stato già fatto. L’azione del dirigente c’è stata rispetto a quanto si apprende da organi di stampa che mostrano un’altra versione da parte dell’amministrazione comunale. In più il regolamento, perché la Regione Campania, guidata dal suo padrone politico non ha emanato gli atti utili per l’attuazione del Puad (piano di utilizzo aree demaniali) che contempla anche la regolamentazione degli arenili; si mente quando rimanda tutto al prossimo anno”, incalza Cammarota. “Il mese scorso con “La Nostra Libertà” insieme al dirigente Francesco Vota abbiamo presentato, nel corso di incontro pubblico, la “La Città del Mare” e avevamo denunciato l’assenza del Puad, ribandendo, quindi, la necessità di un assessorato al mare, in una città turistica come è quella di Salerno, per creare ordine, sviluppo, economia e turismo intorno alla risorsa mare. La nostra “Città del Mare” è ben diversa, dunque, da quella dei secchielli e palette disegnata dall’amministrazione comunale”, prosegue Antonio Cammarota. “Ancora una volta diciamo basta ad operazioni elettorali e opportunistiche; basta al clientelismo e tutto ciò che ha contraddistinto la gestione di questa città negli ultimi anni. Diciamo la verità ai cittadini e alla città, non è più tempo di illusioni”, conclude Cammarota.

PARLA CAMMARANO

Alla presenza dei dirigenti sanitari, dei sindaci e degli amministratori locali, questa mattina il presidente della Commissione speciale regionale Aree Interne Michele Cammarano ha donato due respiratori portatili rispettivamente al presidio ospedaliero di Roccadaspide e all’ospedale Luigi Curto di Polla. I macchinari, dal costo complessivo di 11.894 euro, sono stati acquistati dal Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, destinando una quota del taglio degli stipendi della scorsa consiliatura. “Chi vive in questi territori – ha spiegato Cammarano a margine delle donazioni – sa bene cosa vuol dire percorrere anche venti chilometri su strade tortuose e non sempre agibili. Una condizione di disagio che, unita allo stato di emergenza dell’ultimo anno e mezzo di pandemia, ci ha indotti a destinare un contributo per aumentare l’offerta assistenziale a beneficio delle comunità che vivono in queste due aree interne. Due respiratori portatili assumono un valore enorme per presidi come quello di Polla e Roccadaspide, già alle prese con ataviche carenze di organico. Immaginare che con la nostra donazione possiamo contribuire salvare vite umane ci rende orgogliosi e ci stimola a fare ancora di più, nel nostro ruolo istituzionale, per garantire i diritti di chi vive in queste zone da anni alle prese con fenomeni di spopolamento e carenza di servizi. Facendo rete con i sindaci e gli amministratori – ha concluso Cammarano – e facendomi portavoce delle comunità locali, grazie anche alla Commissione Aree Interne che abbiamo istituito quest’anno, vogliamo impegnarci a invertire una volta per tutte questa tendenza”. Alla donazione all’ospedale di Roccadaspide, erano presenti il sindaco Gabriele Iuliano e il dirigente sanitario Fernando Chiumiento, e il presidente Aree Interne del Cilento Girolamo Auricchio. Al Luigi Curto, ad accogliere presidente Cammarano sono stati il sindaco di Polla Massimo Loviso, il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone e presidente Aree Interne del Vallo di Diano, il direttore sanitario del presidio ospedaliero Luigi Mandia.

AEROPORTO

Partiranno a luglio i lavori per la realizzazione della pista dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi. Lo ha annunciato il presidente della Camera di Commercio, Andrea Prete. Nelle prossime settimane, dunque, si entrerà nel vivo della fase operativa per i lavori di ampliamento e approfondimento. “Pare che le cose stiano andando secondo i nostri piani”, ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli. “Le cose evolvono al meglio e credo sia il coronamento di un ragionamento che ha visto Salerno al centro di un progetto ampio, di armatura urbana e di possibilità di sviluppo – ha poi detto il primo cittadino – L’aeroporto, insieme a Porta Ovest, la metropolitana, l’escavo e i tanti progetti credo si abbia la visione esatta di cosa può significare l’Hub di Salerno rispetto alle due costiere e ai piani nazionali”. Grazie al decreto Sblocca Italia, per lo scalo salernitano, saranno presto concessi circa 40 milioni di euro mentre i lavori dovrebbero essere conclusi in un anno e mezzo circa. Le offerte per l’appalto dei lavori – del valore complessivo di 5,8 milioni di euro – dovranno essere presentate entro il prossimo 9 luglio. Successivamente, si darà il via alla realizzazione del nuovo terminal, con un importo complessivo di spese pari a 4 milioni di euro. Dunque, nell’arco di poco tempo potrebbe finalmente vedere la luce anche l’ampliamento della pista, dopo i numerosi stop and go che hanno caratterizzato i lavori.

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LA REQUISITORIA

Smentito dalla procura Antimafia di Salerno un accordo politico mafioso stipulato tra l’ex sindaco di Pagani Alberico Gambino, l’esponente di Fratelli d’Italia Massimo d’Onofrio e la cosca della Lamia dei D’Auria Petrosino. Lo ha messo nero su bianco, ieri, durante la sua requisitoria il Pubblico Ministero della Dda di Salerno Elena Guarino nell’aula bunker della Cittadella Giudiziaria. Per l’ex primo cittadino e consigliere regionale è stata chiesta l’assoluzione, non luogo a procedere per l’esponente di Fratelli d’Italia (prescrizione). Mano pesante invece sugli imputati ritenuti parte attiva della cosca paganese. L’udienza si è aperta con le dichiarazioni spontanee di Antonio Petrosino d’Auria, sempre assolto in altri processi. Per lui e il fratello Michele l’accusa ha chiesto rispettivamente diciotto e ventuno anni, diciotto anni per i fratelli Daniele e Vincenzo Confessore, stessa pena per Francesco Fezza, 7 anni per Michele Faiella e cinque per Gerarda Giordano. Chiesti inoltre cinque anni per l’imputazione relativa all’estorsione legata al Caf a Pagani a carico di Renato e Gerardo Cascone detto Aldo, candidato a sindaco alle amministrative 2020 a Pagani, Francesco De Risi ed Aniello Esposito, mentre per Gennaro Napolano, c’è stata una richiesta di pena a 15 anni di reclusione per algtre accuse. Assoluzione a carico di Giuseppe De Vivo, Salvatore De Maio, Tommaso Fezza, Rita Fezza e Maurizio Annunziata. Per Gennaro Galdieri e Michele Califano chiesti 15 anni di reclusione. L’inchiesta denominata Criniera, poi sfociata in processo (Elettro Pandolfi in abbreviato fu assolto) fu all’origine di Vincenzo Montemurro (ora a Potenza) e ora ereditata da Elena Guarino che ha smontato la prima tesi accusatoria secondo cui esisteva un patto tra gli esponenti della cosca della Lamia e i politici di Palazzo San Carlo. I fatti contestati nei capi d’imputazione si fermano al 2015, data del rinvio a giudizio. Questo è l’intervallo temporale su cui si basa il giudizio contro il presunto gruppo criminale di allora, Fezza – Petrosino D’Auria, egemone a Pagani – secondo il pm titolare del fascicolo prima di Guarino- in quegli anni. Un clan di camorra che sarebbe stato attivo tra il 2009 e il 2015, con rapporti tra esponenti della cosca e alcuni politici in carica a Pagani. I politici avrebbero avuto rapporti con il clan per ottenere voti in cambio di favori. Una tesi, questa, già smontata del tutto per assenza di prove nel primo processo “Linea d’ombra” e smontata ieri dalla stessa Procura. Sentenza a luglio dopo la discussione degli avvocati. (Cronache)

BEST PRACTICES

Questa mattina nella sede di Confindustria Salerno, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione della XV edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione. Sono intervenuti: Antonio Ferraioli, Presidente di Confindustria Salerno, Giuseppe Gallo, Vice Presidente della Camera di Commercio e Francesco Serravalle, Presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno e coordinatore del Premio Best Practices per l’Innovazione. Hanno partecipato i referenti di alcuni partner dell’ecosistema del Premio, tra cui Banca di Credito Popolare, Banca Sella, Tim, Unicredit, Banca Campania Centro, Isolkappa, Enea e Sider Pagani. L’iniziativa è organizzata da Confindustria Salerno – in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno – e ha l’obiettivo di diffondere la cultura dell’innovazione attraverso la presentazione e promozione di progetti concreti di imprese, start up, spin off e organizzazioni. “Grazie al PNRR – ha sottolineato Antonio Ferraioli – le prospettive di cambiamento e innovazione sembrano a portata di mano per innescare uno sviluppo che sia sostenibile e duraturo. Questo Premio, da anni, dà il suo piccolo grande contributo a diffondere la cultura dell’innovazione e della sostenibilità, ponendo Salerno al centro del dibattito sui temi più cari alle imprese.” “Le nuove sfide che l’economia post coronavirus si trova ad affrontare – ha affermato Francesco Serravalle – impongono di dare spazio alle idee capaci di generare un impatto positivo sul benessere sociale, sull’ambiente, sulla competitività delle nostre imprese. Per questa ragione, abbiamo scelto tre settori che, per motivi diversi, necessitano di nuovi modelli di business sostenibili nel lungo termine: la digitalizzazione, le innovazioni tecnologiche 4.0 applicate alla filiera turismo e beni culturali e quellenel settore agrotech. E’ significativa, inoltre, la presenza di molti progetti realizzati in collaborazione con altri partner, allo scopo di favorire lo scambio di conoscenze tra aziende, spin off e start up”. “Da tempo – ha precisato Giuseppe Gallo – la Camera di Commercio di Salerno sostiene e collabora a questo progetto che porta a Salerno aziende e start up provenienti da tutta Italia. E’ un modo per far conoscere il valore del nostro sistema imprenditoriale facendo, al contempo, marketing territoriale. E’ una best practices ormai consolidata che giova all’intero sistema economico salernitano”. Mercoledì 16 e giovedì 17 giugno, presso la Stazione Marittima di Salerno, avrà luogo l’evento finale del Premio, una due giorni in cui aziende, start up e spin off avranno l’opportunità di presentare i loro progetti a una giuria composta da esperti, imprenditori, policy marker, investitori, accademici e rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione del Premio. Concorreranno 70 progetti provenienti da tutta Italia – di cui 22 progetti sono campani e 24 progetti sono realizzati in collaborazione con altri partner. Sono tre le sezioni di concorso: Tecnologie abilitanti 4.0 applicate al settore e filiera del turismo/beni culturali; Digitalizzazione – innovazioni di processo; Agrotech - innovazioni di settore. L’evento finale rappresenta il momento più significativo dell’iniziativa e costituisce la conclusione dell’edizione con la proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi. Per i tre vincitori della XV edizione del Premio BPI è previsto un premio totale del valore di 15mila euro.

IL TIROCINIO

Rafforzare le competenze e favorire l’occupabilità dei giovani campani. Sono questi due dei pilastri del progetto presentato questa mattina da Fmts Experience, “MEN_TECH 5.0 – transnational approaches for MEN & TECH integration towards industry 5.0”. Il bando, rivolto a 100 giovani campani diplomati in informatica e telecomunicazioni, in elettronica/elettrotecnica e in meccanica/meccatronica, è il frutto di un’intesa tra la Regione Campania, Confindustria Campania, Fondazione Carisal, Unione Sindacale Territoriale – CISL Salerno, Camera Sindacale Provinciale – UIL Salerno.  Sei sono le scuole partecipanti: l’istituto Dorso di Avellino, l’istituto Ferraris di Caserta, l’istituto Nitti di Portici; l’istituto Barsanti di Pomigliano D’Arco, l’istituto Pacinotti di Scafati e l’istituto Cenni-Marconi di Vallo della Lucania. Il bando è aperto a tutti i giovani diplomati ad indirizzo tecnico; per maggiori informazioni sulla candidatura consultare il sito di Men Tech oppure inviare una mail a info@erasmus-mentech5.eu. I beneficiari potranno svolgere un tirocinio professionale all’estero (Irlanda, Spagna, Malta e Belgio), della durata di 180 giorni (6 mesi circa), in aziende interessate da processi di trasformazione digitale e innovazione tecnologica. La scelta di realizzare una mobilità di lunga durata è partita dall’esigenza di rispondere con efficacia alla complessità delle skills che sono alla base di specifiche figure professionali: tecnico della progettazione, implementazione e manutenzione di sistemi di gestione di database; tecnico per l’automazione industriale; analista tempi e modi. Tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di promuovere la trasparenza e il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso l’applicazione delle metodologie e degli strumenti dell’ECVET (European Credit system for Vocational Education and Training), il sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale. “Questo progetto è un tassello importante di una più ampia azione programmatica che punta a ridurre il persistente disallineamento delle competenze – ha sottolineato il direttore di Fmts Experience, Silvano Del Duca, durante il suo intervento – In Italia questo aspetto riguarda il 26% degli oltre 4,5 milioni di contratti di lavoro stipulati. Da ciò nasce la necessità di definire dei percorsi formativi mirati, flessibili e in grado di rispondere alle esigenze dei singoli settori produttivi con uno sguardo rivolto al futuro e quindi alle nuove tecnologie”. Andrea Volpe, consigliere regionale della Campania, ha rimarcato il ruolo centrale delle scuole: “Investire sui giovani è quanto mai necessario per costruire un mondo migliore. Le scuole sono importanti per la loro formazione e reti operative come questa sono esemplificative di come è possibile rendere concreti dei progetti ben radicati sulle realtà territoriali. La Regione Campania ha da sempre in agenda politiche concrete a favore dei giovani e azioni che puntano alla crescita delle aziende in chiave innovativa”. Il presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino: “MEN_TECH 5.0”realizza a pieno la strategia d’intervento che la Fondazione Carisal sta attuando da tempo, con azioni di supporto ai giovani e per il futuro delle nuove generazioni, investendo anche su percorsi formativi mirati, per favorirne l’occupabilità e per supportarli nell’acquisizione di conoscenze e di competenze sempre più richieste dal mercato del lavoro. Riponiamo estrema fiducia nella FMTS Experience Srl – soggetto capofila e nel coinvolgimento di tutti gli altri partner locali ed esteri, per il raggiungimento del massimo risultato per i nostri giovani nei prossimi 12 mesi”.

QUI CAPACCIO PAESTUM

Sarà inaugurato sabato 12 giugno, alle ore 18.00 in località Laura Mare, il primo tratto di lungomare della Città di Capaccio Paestum. Si tratta del primo stralcio dell’intervento che porterà alla riqualificazione ambientale e alla messa in sicurezza della fascia litoranea della Città. Alla cerimonia, che si terrà nel rispetto delle norme anti Covid, interverrà, insieme al sindaco Franco Alfieri, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Il primo stralcio dell’intervento conferisce un aspetto del tutto nuovo a 1.100 metri di litorale. L’opera è stata finanziata dalla Cassa depositi e prestiti con i fondi del risparmio postale per un importo complessivo pari a € 1.500.000. Responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Giovanni Vito Bello. «Inauguriamo la prima parte di un’opera rivoluzionaria per Capaccio Paestum. La Città, pur avendo una delle fasce litoranee più conosciute e gettonate della Campania, non ha avuto finora un metro di lungomare riqualificato adatto a consentire una passeggiata in sicurezza – afferma il sindaco Franco Alfieri – Il progetto che noi abbiamo approvato, e del quale inauguriamo per ora il primo tratto, conferirà alla fascia litoranea del nostro Comune un volto completamente nuovo, darà finalmente dignità e sicurezza a un’area per anni lasciata nell’abbandono e nel degrado e offrirà un nuovo impulso anche alle attività turistiche che su esso insistono, perché potranno così lavorare non solo nella stagione estiva ma per tutto l’anno. Quando abbiamo immaginato quest’opera a molti sembrava un sogno. Ma con coraggio, passione, tenacia e abnegazione abbiamo fatto in modo che diventasse realtà». Il tratto che si va a inaugurare è la parte iniziale di un processo di riqualificazione e valorizzazione, avviato a gennaio 2020, con l’approvazione in Consiglio comunale del progetto definitivo per l’importo complessivo di € 5.862.268,53 totalmente finanziato. L’intero progetto, infatti, porterà alla realizzazione di 3 km di lungomare lungo la fascia litoranea del Comune di Capaccio Paestum. Un’opera che, anche grazie agli interventi previsti nel Piano di assestamento forestale, va a valorizzare un litorale interessato da numerose infrastrutture, attività turistiche e ricettive che rappresentano una parte economica consistente del tessuto imprenditoriale della Città.

TURISMO

“Sono particolarmente soddisfatto della risposta ricevuta alla mia interrogazione presentata questa mattina in Consiglio regionale, che mira a velocizzare l’approvazione del Regolamento attuativo della legge regionale sulla valorizzazione della sentieristica approvata il 25 giugno 2020. La risposta manifesta non solo la volontà di stabilire il percorso per l’approvazione del Regolamento ma anche la definizione di tempi certi per la costituzione della Consulta regionale per il patrimonio escursionistico che porterà alla stesura del Regolamento stesso. Un vivo ringraziamento lo esprimo alla Giunta, e in particolare alla Direzione generale dell’assessorato all’Agricoltura”. Lo ha dichiarato Tommaso Pellegrino capogruppo di Italia Viva in Consiglio Regionale. “La sentieristica – ha puntualizzato Pellegrino – rappresenta uno dei principali punti di forza del nostro territorio e della nostra regione per l’importante patrimonio naturalistico e paesaggistico. Il Regolamento è uno strumento indispensabile per definire i criteri per la realizzazione degli itinerari escursionistici, per le modalità di catalogazione e la manutenzione dei percorsi e per le modalità di installazione della segnaletica. Purtroppo l’emergenza pandemica – ha concluso il consigliere – ha rallentato l’approvazione del Regolamento stesso, ma con il sensibile miglioramento dell’andamento del contagio oggi possiamo procedere per intraprendere il percorso che mira a valorizzare le nostre risorse naturali che rappresentano un importante volano per il turismo ecosostenibile. Tale situazione è stata evidenziata anche i giorni scorsi dal tavolo convocato dal Prefetto di Salerno, al quale hanno partecipato i rappresentanti del parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, delle Comunità montane, della Provincia di Salerno e dell’Uncem”.

GFF

L’Italia della cultura riparte da Giffoni. Da domani a domenica, circa 200 partecipanti a nome di oltre 100 festival e rassegne cinematografiche italiane che rappresentano, in modo capillare, diverse realtà da tutte le regioni d’Italia, si daranno appuntamento a GiffoniValle Piana per costruire un pensiero e una riflessione corale sugli indirizzi di politica culturale da assumere nel post Covid-19, per dare vita a un manifesto di proposte e idee, il primo mai scritto. È la prima volta che un numero così cospicuo di operatori culturali prende parte ad un’iniziativa simile, pensata per conoscersi e presentare i modelli e i progetti delle loro attività con una prospettiva di cooperazione e sviluppo. Il format, pensato da Claudio Gubitosi, vuole essere dinamico, non convenzionale e lontano dalle formalità che spesso accompagnano gli eventi culturali. La tre giorni – sostenuta dalla Regione Campania – sarà distinta dalla voglia autentica e prorompente di ripartire: alle ore 10.30 di domani, la Sala Truffaut e la Sala Galileo riapriranno le porte dopo un importante restyling strutturale e tecnologico. Un profilo moderno e accogliente è stato scelto per ridisegnare la totalità degli spazi, dalle hall ai servizi. Ogni proiezione, evento e spettacolo sarà reso ancora più affascinante e confortevole per tutti. La sala Truffaut sarà di nuovo la casa dei juror con circa 700 posti e un innovativo sistema di proiezione 4k, mentre la Galileo raddoppia la sua capienza con 400 nuove poltrone ancora più comode. L’intervento è stato reso possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura che si inserisce nelle attività del cinquantennale di Giffoni. All’inaugurazione parteciperanno la sottosegretaria della Cultura, Lucia Borgonzoni; il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola; il direttore della Direzione generale Cinema e Audiovisivo, Nicola Borrelli e altri rappresentanti istituzionali del governo, regionali e locali. La cerimonia sarà anche l’occasione di presentare in anteprima il docu-film realizzato da Giffoni per raccontare i primi cinquant’anni di una storia amata e conosciuta in tutto il mondo. La riflessione, lo scenario, il contesto sociale, quello culturale, la visione: tutto questo sarà affidato all’intervento del sociologo Domenico De Masi dal titolo “I festival: le Università invisibili”. La giornata inaugurale si concluderà con la visita ai luoghi del Giffoni Film Festival: dalla Cittadella del Cinema fino alla Multimedia Valley, icona visionaria frutto di un’idea che è diventata realtà. Sono, infatti, in corso i lavori di realizzazione del Museo “Testimoni del Tempo” oltre a una nuova sala multimediale da 500 posti e a un’arena da 4300 posti.

L'OMAGGIO

Il centenario della scomparsa di Enrico Caruso deve avere quale obiettivo, attraverso il percorso del grande tenore napoletano, di porre in luce, Caruso come personaggio tra i più popolari del Novecento e tra i più sintomatici di un certo mondo e di una epoca ben delineata. Ripercorrendo le tappe fondamentali del fenomeno Caruso, ci accorgiamo che gli aspetti essenziali della sua vita si vanno ad intersecare con temi e problematiche fondamentali del nostro passato prossimo, di carattere tecnologico, sociologico, storico e di costume, quali l’invenzione delle incisioni e del grammofono, il cinema muto, gli incontri importanti con Puccini, Toscanini, con i reali d’Inghilterra e Roosevelt, il celebre terremoto di San Francisco, la prima guerra mondiale, l’affondamento del Titanic, i processi, le minacce mafiose, le passioni, i tradimenti, i dolorosi lutti e le malattie. Ma in prima battuta la competizione con le grandi promesse e le voci già affermate della lirica che dominavano le scene teatrali dell’epoca. Ma com’era la voce di Enrico Caruso? Come deve essere una grande voce? Non certo quella che infrange i cristalli o raggiunge con facilità note ultrasoniche; né quella che sfoggia fiati interminabili, le impossibili apnee di certi tenori dalla corona facile; né soprattutto quella reboante e tribunizia, spudorata e tronfia del suo volume. La “grande voce” è lo strumento morbido e flessibile, incisivo, solido e omogeneo in tutti i registri, costruito dallo studio assiduo e sorretto dall’intelligenza, dalla sensibilità dell’interprete; una voce in grado di comunicare qualcosa, e che possa essere ricordata per tutte quelle sensazioni che riesce a trasmettere in teatro. Ne abbiamo potuto seguire la bellezza timbrica indiscutibile, dal 1902, quando Caruso è ancora parzialmente in possesso delle stigmate del tenore “di grazia”, quale era stato considerato, a dispetto del timbro scuro, agli inizi di carriera. Una classificazione dovuta soprattutto alla morbidezza, alla fluidità del legato, all’uso frequente di mezze voci e smorzature, di cui sarà più avaro nel seguito della carriera, nonché all’emissione in falsettone, testimoniata per esempio dal si bemolle conclusivo di “Celeste Aida”, che nelle incisioni successive Caruso emetterà viceversa a voce piena. I dischi americani realizzati a partire dal 1904 riproducono, da parte loro, l’evoluzione e il progressivo rafforzamento tecnico della vocalità tenorile più sfarzosa, virile e sensuale che si sia mai udita nel corso del Novecento. Una voce dotata di un’ampiezza, un velluto, una smaltatura brunita e uno squillo tali da renderla straordinariamente fonogenica in rapporto alle tecniche di incisione dell’epoca. Uno strumento che oltretutto, nonostante gli studi irregolari, risulta sostenuto da una tecnica di emissione di alta scuola, documentata nei dischi Victor da un passaggio di registro divenuto ormai impeccabile, dalla perfezione del legato, dalla dosatura ineccepibile dei fiati, dalla nettezza degli attacchi. Non bisogna, poi, dimenticare il Caruso insuperato interprete di canzoni napoletane che, all’epoca alimentarono le struggenti nostalgie degli emigrati italiani in terra d’America, né l’esecutore timbricamente ammaliante, per quanto poco incline a un gusto miniaturistico, delle romanze da salotto. Il Ravello Festival, diretto da Alessio Vlad, che prenderà il via il I luglio, con la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin diretta da Kent Nagano, come le altre alte istituzioni musicali della Campania e d’Italia, celebrerà Enrico Caruso e lo farà con due prestigiosi appuntamenti, in programma il 29 luglio e il I agosto, sul belvedere di Villa Rufolo, a getto sulla divina da lui tanto amata. La direzione artistica si è affidata a tre eredi contemporanei del grande tenore, Juan Diego Flòrez, Lawrence Brownlee e Michael Spyres. Juan Diego Flòrez si presenterà al pubblico del Festival, il 29 luglio in duo con il soprano Marina Monzò, sostenuto dall’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, diretta da Nicolas Nagele. Flòrez, tra i più amati interpreti del globo, forte di una fama sbocciata all’età di soli 23 anni, è il più grande tenore rossiniano del mondo, una voce timbrata in tutta la sua estensione che raggiunge con faciltà il Re sovracuto, e che, oggi, canta anche Verdi, Puccini, Bizet, Massenet, Bellini, Donizetti, quel nuovo repertorio che gli predisse Luciano Pavarotti. Il I agosto ribalta per Lawrence Brownlee e Michael Spyres, i quali saranno in concerto con la Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” di Salerno, diretta da Michael Balke. I due tenori sono reduci dall’incisione del progetto, “Amici & Rivali” per la Erato, in cui ridanno vita all’amichevole rivalità tra Nozzari e David, due fuoriclasse del belcanto i due cantanti americani, stilisticamente consapevoli, oltre che solidi tecnicamente che, naturalmente, lasciano presagire una complicità e una chimica tra le due voci. I due tenori saranno privilegiati interpreti, del grande repertorio rossiniano, composto per i teatri napoletani diretti dal Barbaja, che spazia dall’Otello alla Elisabetta Regina d’Inghilterra, fino a Ricciardo e Zoraide, al quale si aggiungeranno due preziose chicche, ovvero “Seul sur la terre” dal Don Sebastiano, di Donizetti e l’ouverture “Al conventello” composta da un Rossini, appena quattordicenne, per chiudere con il secondo inno d’Italia l’intramontabile “’O sole mio”. (Cronache)

LA MOSTRA

Stamani (venerdì 11 giugno) alle ore 10,30, nell’aula magna del liceo scientifico “Andrea Genoino”, sarà inaugurata la mostra “Un manifesto per Dante”, realizzata in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna la notte fra il 13 ed il 14 settembre 1321. In esposizione 36 manifesti realizzati dagli studenti (in formato 100×70), incentrati su uno dei versi più celebri della Divina Commedia: “uscimmo a riveder le stelle”. L’iniziativa si inserisce in una più ampia manifestazione organizzata dall’associazione culturale Lectura Dantis Metelliana in collaborazione con la rete Liberi Saperi Campani (che riunisce 56 scuole del territorio salernitano). Il progetto, di cui il “Genoino” è capofila, ha coinvolto scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale e scuole di lingua italiana operanti all’estero. Gli istituti scolastici partecipanti sono stati invitati a realizzare un manifesto su uno dei cento più famosi versi danteschi, diventati di uso comune. Oltre alla frase prescelta, il lavoro avrebbe potuto contenere fotografie, collage, disegni, dipinti, opere d’arte o poesie. Le stesse scuole hanno avuto la possibilità di realizzare una mostra collettiva all’interno della propria sede per presentare le creazioni dei propri studenti e tra esse scegliere il manifesto più bello e originale. Quest’ultimo sarà inserito in una più ampia esposizione con tutte le opere selezionate, prevista per il prossimo settembre. Al “Genoino” il manifesto più originale sarà individuato da una commissione di esperti composta dall’architetto Enzo Adinolfi, presidente dell’associazione “Opificiocrea”; dal fotografo professionista Marco Vitale; da Anna Rita Fasano, presidente dell’associazione “Pandora” e da Emilia Giordano, docente di Arte al liceo scientifico di Cava. Il progetto sulle cento frasi del Sommo Poeta si ispira al libro “Citar Dante” curato dai professori Irene Chirico (Università di Salerno), Paolo Dainotti (Università di Napoli, L’Orientale) e Marco Galdi (Università di Salerno), tutti componenti del Direttivo della Lectura Dantis Metelliana. L’opera, pubblicata dalla casa editrice ETP books di Atene, raccoglie i commenti di noti studiosi di tutto il mondo ai cento versi più famosi della Divina Commedia, divenuti di uso comune. La mostra è visitabile tutti i giorni, negli orari di apertura del liceo “Genoino”.

L'INCIDENTE

Non si ferma all'alt dei Carabinieri, giovane di Sant'Arsenio si schainta contro un muro. Il 20enne era era guida di una Fiat 500 quando nei pressi dell’incrocio di via San Sebastiano non si è fermato all'alt dei Carabinieri che avevano attivato un posto di controllo. I militari si sono messi all'inseguimento dell'auto, dopo poche decine di metri il 20enne ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato contro un muro. Al giovane è stata ritirata la patente di guida. (La Città)

IL SEQUESTRO

Nell’ambito della campagna di monitoraggio e controllo tesa a verificare la regolarità degli scarichi nell’area del bacino del fiume Sarno ed allo scopo di prevenire e ridurre gli inquinamenti incidenti sul corso d’acqua, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cava de’ Tirreni hanno effettuato controlli presso uno stabilimento industriale di lavorazione e commercio di banda stagnata ed imballaggi e di etichettatura di manufatti in carpenteria metallica sito nella zona P.I.P del comune di Angri. Gli accertamenti condotti nell’opificio, che hanno visto impegnati i militari e tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, hanno consentito di accertare irregolarità di carattere ambientale. In particolare, il controllo della rete di scarico e della linea di flusso dei reflui prodotti dalla fabbrica, ispezionata con l’impiego di fluido tracciante, hanno fatto emergere delle irregolarità su uno specifico punto di emissione che costituisce uno scarico di reflui industriali non autorizzato recapitante in pubblica fognatura. All’esito degli accertamenti, i militari hanno proceduto a sequestrare lo scarico illecito e ad interrompere lo scarico dei reflui, deferendo alla AG i responsabili della ditta.

LA SENTENZA

L'ex seminario di Amalfi non diventerà una casa di ospitalità religiosa. È quanto stabilito dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso in appello presentato dall'imprenditore Luigi Savarese , che ha impugnato la sentenza di primo grado favorevole al Comune di Amalfi, verdetto che, nel 2018, aveva bloccato i lavori che avrebbero trasformato la struttura in una casa di ospitalità religiosa, per verificare l'eventuale cambio di destinazione dell'edificio. Nel maggio 2019 sulla vicenda si erano espressi i giudici salernitani del Tribunale amministrativo regionale della Campania, che avevano già respinto il ricorso dell’imprenditore considerando che la conversione in casa religiosa di ospitalità va considerata nell’ambito della categoria turistico-ricettiva. Gli avvocati di Savarese hanno presentato un ricorso in appello al Consiglio di Stato, avanzando l'ipotesi che non dalle attuali risultanze catastali (categoria B/5: scuole e laboratori scientifici) ma dal pregresso accatastamento l'ex seminario era da considerarsi equiparabile a collegi e convitti, educandati e ricoveri. Per questo motivo l’originaria destinazione non sarebbe mai venuta meno anche in caso di trasformazione della struttura in casa di ospitalità religiosa. I giudici del Consiglio di Stato non condividono una tesi simile, poiché «o è dirimente il dato catastale, ed è pacifico in atti che l’immobile sia classificato come B/5, o deve essere dato rilievo al dato sostanziale». In buona sostanza se il complesso è stato predisposto per ospitare una scuola non può essere trasformato in casa di ospitalità religiosa se non attraverso un cambio di destinazione d'uso. La storia recente dell'ex seminario di Amalfi è quanto mai complessa. Era il 2008 quando la Provincia di Salerno rilasciò il fabbricato, fino ad allora adibito ad uso scolastico, in attesa che iniziassero i lavori di ristrutturazione e adeguamento, al fine di poter ospitare nuovamente gli studenti a lavori ultimati. Nel settembre del 2012 ci fu un’intesa tra la Provincia di Salerno e la Curia. Poco meno di un anno dopo partirono i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016. Successivamente, però, la Provincia decise di fare un passo indietro, senza rispettare, di fatto, il contratto di pre-locazione. Si sono susseguiti discussioni, scontri e proteste degli alunni fino all’ultimo atto: l’incontro tra l’allora presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora e l’arcivescovo della Diocesi di Cava- Amalfi, monsignor Orazio Soricelli. Purtroppo, però, anche l’ultimo tentativo di trovare un punto d’incontro per dare una struttura adeguata agli studenti della Costiera Amalfitana, fallì. A questo punto la Curia riuscì a trovare un accordo con Savarese, a luglio del 2017, per trasformare la struttura in una casa di accoglienza per fedeli. A febbraio del 2018, però, l’ufficio tecnico comunale ha ordinato il divieto a proseguire l’intervento per verificare la natura dello stesso e dell’eventuale cambio di destinazione della struttura. Da questo momento è iniziata una battaglia legale tra l'imprenditore sorrentino e il Comune di Amalfi, passata prima per la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso di Savarese e poi per il ricorso al Consiglio di Stato che ha ritenuto definitivamente infondato il ricorso, respingendo anche la richiesta di risarcimento dei danni. Il futuro del complesso posizionato nel cuore di Amalfi è tutto da riscrivere. (La Città)

IL PROCESSO

Processo Criniera, la Procura Antimafia chiede l’assoluzione per l’ex sindaco Alberico Gambino e il non luogo a procedere per la prescrizione intervenuta per l’allora consigliere comunale Massimo D’Onofrio. Chieste le condanne, invece, per gli esponenti della mala criminale paganese e l’attuale consigliere comunale in quota Pd, Aldo Cascone. (La Città)

QUI EBOLI

Lidi vecchi e nuovi, stabilimenti con e senza cabine. Quelli estesi su un lotto di spiaggia. E quelli che di lotti ne hanno avuti due. L’Antimafia ha sequestrato tutti gli atti in Comune. Tutti i documenti degli ultimi 15 anni relativi agli stabilimenti balneari. Ogni lembo dei sette chilometri di spiaggia è ora al vaglio della Dda di Salerno. Tutte le attività su suolo pubblico saranno spulciate: da Foce Sele fino alla zona Lago. Gli investigatori sono stati negli uffici di via Ripa per due giorni. Hanno bussato prima all’ufficio Patrimonio, si sono presentati al responsabile, l’ingegnere Gaetano Cerruti . Poi sono stati all’ufficio Urbanistica, da un altro ingegnere, Lucia Rossi . Stessa procedura, stessa richiesta: «Consegnateci gli atti sulle concessioni demaniali». Sul resto, c’è il segreto istruttorio. Su cosa si indaghi. Su quale infiltrazione malavitosa, quale clan camorristico abbia interessi alla marina di Eboli, il riserbo è massimo. Non parlano gli investigatori, non parlano i dirigenti comunale. «Si sono venuti a prendere le concessioni demaniali, i documenti sui lidi» sussurra un dipendente in pausa tabagista, affacciato sulla piazza dei molteplici inciuci politici, battezzata dalla toponomastica come Tito Flavio Silvano. Che il movimento d’auto e di investigatori fosse corposo, lo aveva notato un consigliere comunale d’opposizione. Ovviamente ex, i politici ebolitani sono stati mandati a casa nel dicembre scorso: «Ho visto delle persone in pettorina, uscivano dal Comune con una mole enorme di carte. Erano faldoni corposi». Gli inquirenti della Dda sono stati al comune di Eboli mercoledì mattina. Sono ritornati giovedì. Con lo stesso obiettivo: acquisire gli atti demaniali, in pratica tutte le concessioni rilasciate agli stabilimenti balneari. La marina di Eboli negli ultimi 15 anni è stata “rivoluzionata” da diversi investimenti. Accantonato il piano spiagge di Rosania , fu l’ex sindaco Melchionda ha iniziare una nuova stagione di concessioni demaniali. In breve tempo sulla marina di Eboli si sono precipitati investitori locali e non. La sabbia dorata e l’arenile ampio, hanno scatenato appetiti imprenditoriali. A prescindere dal colore dell’acqua, ingiallito dall’assenza di un depuratore. Il mare di Campolongo è diventato quasi un dettaglio. Feste, eventi, iniziative hanno calamitato migliaia turisti ma forse anche interessi malavitosi. A questo sta lavorando la Dda. E non è l’unico filone d’indagine seguito al comune di Eboli. Poco meno di un anno fa, gli investigatori della Dda visitarono gli uffici del Piano di Zona al palazzo Massajoli. Con la stessa modalità, acquisirono le carte di diverse gare d’appalto. E con lo stesso obiettivo, vennero a Eboli per scoprire interessi di clan camorristici nei servizi a favore delle fasce deboli. Puntando gli occhi su molte gare che oscillavano tra i 500 e i 600 mila euro. Che i due “blitz” possano essere collegati, è anche in questo caso solo un’ipotesi. Da mercoledì mattina, in piazza Tito Flavio Silvano, prima e dopo la pausa sigaretta, non si parla d’altro. (La Città)

GLI ESPROPRI

A sette anni dalla frana, ha preso il via il conto alla rovescia per la messa in sicurezza, il ripristino ed il consolidamento della strada regionale 164, nel territorio comunale di Montecorvino Rovella. Partono gli espropri dei terreni interessati dallo smottamento e, cosa più importante, è stato reso pubblico il progetto definitivo dell’opera pubblica, interamente finanziata con fondi regionali. Dopo sette anni. Era febbraio del 2014: a seguito dei temporali, la carreggiata subì un ampio smottamento nei pressi del Cornea. L’intero tratto fu distrutto e trascinato verso valle, determinando la chiusura della strada al transito veicolare e pedonale. La dimensione della colata lenta, così come la definiscono i tecnici che hanno lavorato alla progettazione, presenta le dimensioni di circa 400 metri di lunghezza ed ebbe inizio poco più a valle del Santuario della Madonna dell’Eterno, mentre la sua larghezza è stata misurata in 60 metri. La chiusura di questa importante via di collegamento ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un grave elemento di criticità, in quanto la regionale 164 costituisce una fondamentale arteria di collegamento tra il comune di Acerno e tutti i territori posti ai piedi dei Monti Picentini e del capoluogo. L’opera è stata progettata nel rispetto dei dettami di sostenibilità ambientale e non dovrebbe incontrare difficoltà ad acquisire i necessari nullaosta da parte delle autorità competenti. A sottoscrivere il progetto la società “Sib”, studio di ingegneria guidato dall’ingegnere beneventano Giovanni Vito Bello. Il principale intervento prevede la realizzazione di trincee drenanti, costituite da una gabbia in rete elettrosaldata zincata: all’interno è previsto un sacco in geotessile non tessuto, riempito di blocchetti plastici a permeabilità certificata, utilizzabile per la captazione e lo smaltimento di acque. Sono state previste cinque trincee da 70 metri, nove da 60 metri, cinque da 30 metri e cinque da 20 metri. Nella parte superiore alle trincee è prevista la realizzazione di cunette in legname e pietrame a forma trapezoidale. È stata prevista pure la realizzazione di 26 drenaggi da eseguire in corrispondenza dell’interfaccia tra la coltre superficiale e il substrato roccioso sotto la stradina interpoderale esistente. Per garantire il contenimento e la tenuta del corpo stradale, il progetto prevede la realizzazione di una paratia in pali trivellati con profondità pari a 27 metri. La regionale 164, nel tratto interessato dalla frana, ricalcherà pedissequamente quella esistente fino all'evento franoso. La sezione stradale sarà costituita da due corsie da 3,75 metri. L’ultimo intervento verrà realizzato in corrispondenza dell’alveo del torrente Cornea con opere di sistemazione idraulica del letto e degli argini fluviali. L’opera, finanziata dalla Regione, costerà 5,1 milioni di euro, di cui 3,4 milioni per lavori a base d’asta ed oltre 1,6 milioni di euro per spese tecniche. Mentre serviranno oltre 141mila euro per acquisire le aree, un’operazione che la Provincia ha già avviato. L’intero iter procedurale è stato seguito dal responsabile unico del procedimento, Domenico Ranesi, per conto di Palazzo Sant’Agostino. (La Città)

TEATRO

“Ho ancora qualche dubbio sull’area individuata, ma per il momento aspetto la pubblicazione del bando”… così Ugo Piastrella, attore, regista e direttore artistico del?Teatro Nuovo di Salerno, sulla decisione dell’amministrazione comunale di realizzare un’arena al Parco del Mercatello in sostituzione dell’Arena del Mare, che come detto in diverse occasioni quest’anno sarà allestita solo per una quindicina di giorni… “Tutto dipenderà dalla capienza.?Se i posti disponibili sono 300 allora il massimo che potrò fare sono spettacoli della mia compagnia, se invece si inizia a ragionare dai 500 posti in su, allora posso confermare la mia richiesta di avere cinque date per cinque spettacoli di attori molto conosciuti al pubblico salernitano. Purtroppo quest’anno la capienza è fondamentale, perchè da quello che ci hanno detto il Comune metterà a nostra disposizione solo l’area e i servizi di accoglienza, mentre il service lo dobbiamo pagare noi, a questo si deve aggiungere la siae e ovviamente il costo dei vari spettacoli. Ecco perchè per rientrare delle spese dobbiamo avere posti a disposizione e sperare di riuscire a vendere i biglietti.?E qui tocchiamo un altro tasto dolente. L’Arena del Mare è una struttura collaudata, le persone la conoscono. Ora invece è un salto nel buio perchè non sappiamo il pubblico come reagirà, se sceglierà di venire a Mercatello oppure no”. (Cronache)

LA DEA BENDATA

La Campania torna a sorridere con il SuperEnalotto: nel concorso del 10 giugno, infatti, è stato centrato un “5” del valore di 25.106,78 euro. La giocata vincente è stata registrata nel bar di via A.Rubino 314 a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Nel frattempo il Jackpot è arrivato a quota 39,7 milioni di euro che saranno messi in palio nel prossimo concorso. L'ultima sestina vincente è arrivata il 22 maggio scorso, con i 156,2 milioni di euro finiti a Montappone (FM), mentre in Campania, riferisce Agipronews, il "6" manca dal 30 dicembre 2014 quando a Castellammare di Stabia furono vinti 18 milioni di euro. (La Città)

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