

Quattro partite su cinque finite ai rigori, la spunta la squadra che ha vinto l'unico match finito ai tempi regolamentari. L'Ekipe Orizzonte Catania (foto Emanuele Pennacchio/DBM) sale nuovamente sul trono d'Italia dopo l'annullamento della precedente stagione per Covid e lo fa nel modo più rocambolesco possibile, dopo aver dilapidato un netto vantaggio, essere andata sotto, aver ripreso la partita per i capelli e sciupato il colpo del ko a cinque secondi dalla fine. Per le etnee - che conquistano il 21esimo titolo della storia - è double dopo il successo in Coppa Italia ad Ostia. Il successo del Sette rossazzurro chiude, di fatto, la stagione della massima serie italiana dopo i trionfi dell'AN Brescia in campionato e della Pro Recco in Champions sul fronte maschile ed il quarto posto in Len Trophy della Lifebrain Sis Roma. L'Antenore Plebiscito Padova si arrende con l'onore delle armi, con il rimpianto ed il vespaio di polemiche susseguite a gara 4 ma con la consapevolezza di aver recitato fino alla fine il ruolo dell'attrice protagonista. Alle biancoscudate non basta una spaziale Elisa Queirolo, autrice di 6 (7 se consideriamo i tiri dai 5 metri) reti e regina d'umiltà quando a fine gara come prima cosa si complimenta con le avversarie. Valeria Palmieri alza al cielo della città di Sant'Antonio il trofeo consegnato da Fabio Conti ed esplode la festa.
LA PARTITA
I primi minuti della partita ricalcano la sinfonia di gara due. Padova vince lo sprint, ma sul ribaltamento Viacava fulmina subito Teani, controsole, con un tiro a schizzo (1-0). Palmieri ripulisce al centro e con una beduina raddoppia dopo un minuto (2-0); la fuoriclasse serba Vukovic poi trasforma la prima superiorità numerica (3-0) da posizione 5. Padova sbanda; sbaglia perfino una doppia opportunità con l'uomo in più e viene tenuta su solo da una conclusione da fuori di Queirolo (1-3). Ma è un'eccezione, immediatamente archiviata dalla beduina di Vukovic innescata da Riccioli e dal tiro mancino della stessa talentuosa calottina numero 11 che chiude la prima frazione sul 5-1. Nel mentre Gorlero risponde da campionessa su Centanni e Dario. La partita sembra ormai indirizzata, ma la storia di questa finale insegna che non potrà finire certo con questo divario. Il Plebiscito Padova reagisce con veemenza e compostezza. Ranalli si prende il rigore (fallo grave di Palmieri - secondo) che capitan Queirolo butta alle spalle della spiazzata Gorlero (2-5). Cocchiere beffa Emmolo e si esibisce nella sciarpata del -2 (3-5). Queirolo piazza la bomba del -1 (4-5) sbloccando la statistica in superiorità. Catania non ci sta e risponde sfruttando con Marletta il seguente extraman per il 6-4 che porta al cambio campo con l'inerzia imprevedibilmente cambiata.
In apertura di terzo tempo un tiro da fuori di Dario viene deviato da Marletta con la palla che colpisce la traversa e carambola beffardamente sulla testa di Gorlero e in rete il meno uno (5-6). Marletta ristabilisce le distanze insaccando la terza superiorità su sette; ma la difesa catanese a metà tempo compie un'ingenuità ai cinque metri e consente a Teani di lanciare direttamente Queirolo che fulmina Gorlero (6-7). Elly Queiro is on fire! Il poker galvanizza l'ex capitano del Setterosa che pareggia (7-7) con una bordata da fuori; Vukovic non ci sta e la piazza sul palo lungo per la personale tripletta, ma Padova è viva e passa ancora in superiorità con l'ormai proverbiale no look di Centanni (8-8). Nell'ultimo parziale sale la tensione ma Catania sembra più lucida nel gestire i preventivabili e giustificabili errori come quello di Emmolo. Alla decima occasione in più, per fallo grave di Dario, una Garibotti in crescendo sul doppio versante attacco/difesa si iscrive a referto per il nuovo vantaggio. Dall'altra parte anche le venete sfruttano l'uomo in più con Centanni, che si invola in controfuga e serve l'assist al bacio per il sesto goal di Queirolo. Palmieri esce per limite di falli gravi, ma Ranalli fallisce il possibile primo vantaggio. Sull'undicesima superiorità però è ancora decisiva Queirolo che trova in mezzo Ilaria Savioli che con una schiacciata dopo 21' porta avanti Padova per la prima volta (10-9). Ultimi due minuti di fuoco: Martina Savioli e Ranalli escono per tre falli gravi e allora Aiello, che a fine gara preannuncia la possibilità di appendere la calottina al chiodo, segna dal centro il definitivo pareggio (10-10) che manda ai rigori la serie per la quarta volta su cinque gare. Teani e la traversa, infatti, si oppongono a Vukovic allo scadere e le due squadre, ormai rassegnate al destino, lasciano scorrere inesorabilmente gli ultimi 5 secondi.
Dai 5 metri decisivi i pali colpiti da Centanni e Meggiato; a segno per le siciliane con precisione chirurgica Barzon (al primo titolo con l'Ekipe dopo i quattro conquistati col Padova dal 2015 al 2018), Marletta, Vukovic ed Emmolo al cospetto della trasformazione locale di Queirolo. La serie infinita è finita, parte la caccia al tuffo in piscina di Tania Di Mario e Martina Miceli: L'Ekipe Orizzonte è Campione d'Italia.
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