

Si è concluso con l'agognato terzo posto il campionato dell'Aquatica Torino nel girone Nord-Ovest di A2 femminile. Un percorso ad ostacoli, condizionato inevitabilmente dall'emergenza pandemica che non ha agevolato il lavoro di mister Rosario Ferrigno con un gruppo giovane e per gran parte nuovo. Una salvezza che rappresenta un punto di partenza e non di arrivo per alzare l'asticella il prossimo anno, ripartendo dalle certezze acquisite. Una tra tutte quella rappresentata dalle parate di Federica Ignaccolo che nonostante la giovane età vanta già importante esperienza ed è risultata decisiva a suon di riflessi per consentire alle ragazze care a patron De March di evitare lo spettro dei play-out. "La pausa dell'anno scorso, come per tutti, è stata brutta, noi abbiamo continuato ad allenarci a casa tutte insieme in videochiamata, quasi tutte speravamo ci facessero ricominciare il campionato, eravamo carichissime per il primo anno di A2 dell'Aquatica - esordisce la calottina numero 1 palermitana ai nostri microfoni - Ovviamente la formula adottata per quest'anno non è fantastica, ma con la crisi e l'incertezza che ha portato questa pandemia dobbiamo solo ringraziare di aver potuto giocare. Siamo state fortunate, perchè mentre le altre persone erano chiuse a casa noi abbiamo potuto continuare ad allenarci senza problemi. Il fatto di giocare cosi poche partite, di non poter fare tante amichevoli per via di tutti i protocolli anti-Covid, non ci ha permesso di crescere e maturare tanto, abbiamo una squadra giovane dove quasi tutte sono alla prima esperienza. Durante tutto il campionato, quasi sempre siamo state rimontate nel finale, soprattutto per mancanza di esperienza e questo mi spiace tantissimo. Ma credevamo in noi e nel nostro allenatore e miglioravamo poco alla volta, credo sia per questo che il girone di ritorno sia stato più producente".
Come ogni anno scolastico vuole, anche per quello sportivo è tempo di voti e bilanci: "Al nostro campionato do un bel 6 ma solo perchè ci siamo salvate, il rammarico per i punti persi è tantissimo - evidenzia senza peli sulla lingua la classe '91 - Le ragazze mi hanno sempre seguita e sostenuta in tutto, ho cercato di trasmettergli la voglia di migliorare ogni giorno, è un gruppo che lavora tantissimo. Tutte le ragazze erano sempre presenti ad ogni allenamento e non si sono mai tirate indietro ad ogni lavoro pesante o noioso che ci proponeva Rosario, come per esempio quando dopo una brutta partita abbiamo dovuto fare per tre settimane alla fine di ogni allenamento 10 da 100 nuotati. Per l'impegno voto 10 senza alcun dubbio, dalla prima all'ultima!".
Siciliana d'origine ma ormai torinese d'adozione con la famiglia sempre presente a supportarla a distanza: "A Torino sono finita per lavoro, le ragazze dal primo istante sono state tutte splendide, mi hanno accolto come se fossi una di loro da sempre - prosegue - Le ragazze e soprattutto Rosario, come detto, si sono sempre fidate di me e in difesa mi hanno aiutato tantissimo, le mie parate le devo soprattutto a loro che mi hanno sempre seguita in tutti gli schemi che proponevo". Inevitabilmente il risultato sportivo si accompagna ai sacrifici fuori vasca: "Conciliare allenamenti, studio e lavoro è stato relativamente facile, ma solo grazie al mio capo ufficio che predisponeva turni di servizio ad hoc che mi permettevano di lavorare la mattina e allenarmi di pomeriggio, quindi senza alcun dubbio devo ringraziarlo tantissimo".
Ma come è nato l'amore tra la Waterpolo e Federica Ignaccolo? "Da piccola ho avuto problemi alla schiena, causati dal fatto che ero cresciuta tanto nel giro di pochi anni, così l'ortopedico consigliò a mia mamma di portarmi a nuotare. Fin da subito il Nuoto non mi piaceva, mi annoiavo tantissimo, così mia mamma decise di farmi provare la Pallanuoto. Dal primo allenamento fu subito amore, dall'età di 12 anni non ho più smesso e dico grazie a chi mi indirizzò subito tra i pali. Grazie a questo sport ho conosciuto tantissime persone ed instaurato bellissimi rapporti, ognuna di loro mi ha lasciato e insegnato sempre qualcosa, è impossibile citarle tutte! Alcune di loro mi hanno proprio cresciuta, infatti sono arrivata a Siracusa a soli 18 anni alla mia prima esperienza fuori casa. La compagna che mi ha lasciato più un segno è stata forse Anna Cassone, l'attuale e allora capitano dell'Ortigia che mi ha sempre tenuto sotto la sua ala protettrice: mi ha insegnato tantissimo, l'importanza del gruppo, il saper gestire uno spogliatoio, gestire i rapporti atlete-allenatore e atlete-società, ho rubato molto da lei e ho cercato di emulare la sua figura anche qui all'Aquatica".
Aprendo il cassetto dei ricordi e quello dei sogni: "Ho tantissimi bei ricordi, le promozioni dall'A2 all'A1 o la promozione proprio con l'Aquatica, le Coppe, i trofei nei tornei giovanili e non, gli anni bellissimi passati a Siracusa nel CC Ortigia ma forse quello più bello per me è stato il mio primo anno da titolare in A1 dove alla fine arrivò anche la chiamata per un collegiale con la Nazionale. Rifarei tutto quello che ho fatto, anche gli sbagli perchè è grazie a quelli che sono cresciuta". Ed ora? "Spero di poter continuare a divertirmi grazie a questo meraviglioso sport - conclude Federica che in massima serie ha giocato anche a Palermo, Catania e Firenze - a cui devo veramente tutto, è stato per molti periodi la mia ancora di salvezza, la mia distrazione". Così come le sue mani sono state e saranno ancora pronte a salvare e proteggere la porta dell'Aquatica.
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