

Questa volta i rigori premiano Catania che batte 10-8 il Plebsicito e trascina la sfida all'ultimo round. Dopo meno di 48 ore L'Ekipe Orizzonte e il Plebiscito Padova si ritrovano alla "Francesco Scuderi" per la gara 4 della finale del 37esimo scudetto femminile. Catania è costretta a vincere e Padova si gioca il primo match-point. La partita è molto equilibrata, come lo sono state le tre precedenti, non senza una serie di errori dovuti all'alta posta in palio, allo stress nervoso e fisico di una stagione particolarmente dura. Prima parte di marca catanese (4-1 e 6-3) e seconda con le venete arrembanti alla ricerca del pareggio, che arriva con Ranalli al 3'20" del quarto tempo. Ai rigori dopo il 6-6 dei regolamentari vince l'Orizzonte (foto FIN) con Palmieri e Vukovic che realizzano i due decisivi, facendosi perdonare entrambe gli errori davanti alla porta nel terzo e quarto periodo. L'appuntamento con gara5 è in programma a Padova, persso il Centro Sportivo Plebiscito, mercoledì 9 giugno alle ore 18.00, rigorosamente in diretta su Rai Sport + HD.
Ritmo elevatissimo e squadre che cercano sempre la profondità. Queirolo accende il Plebiscito Padova dopo 100 secondi con una bordata che si spegne alle spalle di Gorlero, le padrone di casa ruggiscono e chiudono il primo tempo 3-1 trovando spesso la soluzione vincente dalla distanza grazie a Vukovic, Aiello in più e Viacava: tre gol e altrettante occasioni mancate. La squadra di Martina Miceli è in fiducia e trova con facilità le conclusioni dal perimetro; le ragazze di Stefano Posterivo si rendono pericolose nelle ripartenze ma iniziano a gravarsi di espulsioni pesanti. Il secondo parziale è quello più foriero di reti, con il lungolinea di Garibotti che prova così a riscattare la scialba prestazione di venerdì ed il jolly pescato da Ioannou a mantenere le rossazzurre in vantaggio ma le ospiti sono dure a morire e colpiscono con Ranalli e Centanni in più. L'ultimo sussulto catanese rece la firma di Isabella Riccioli che si arma di coraggio e trova il varco giusto per sorprendere Teani. Vukovic si divora una colossale occasione e Padova accorcia a -1 con la sciarpa di Cocchiere e il rigore trasformato da Ranalli. A metà gara Padova ha già tre difensori con due falli ma c'è poco da fare calcoli.
Zero gol nel terzo tempo; troppo frettolosa Padova nelle conclusioni, poco precisa L'Ekipe in fase di superiorità numerica (2/7 finora). Le ragazze di Miceli sprecano l'impossibile con Viacava, Marletta e Palmieri che sparano addosso a Teani, brava e fortunata. Di contro è diligente la fase difensiva etnea con la stessa Viacava a giocare di mestiere per neutralizzare le biancoscudate e Gorlero lucida e reattiva tra i pali. L'Ekipe sbaglia ancora e all'ennesimo tentativo, Ranalli trafigge Gorlero con l'aiuto di una deviazione e porta nuovamente il confronto in parità. La partita è tesissima, Padova perde per limiti di falli Dario e le gemelle Savioli ma ha l'occasione di chiudere i giochi con Queirolo: non va. Discorso analogo sul fronte opposto con Riccioli, tra le migliori delle sue, che offre un cioccolatino da spingere solo in rete a Palmieri ma il centro locale si fa ipnotizzare da Teani prolungando ad oltre il quarto d'ora il digiuno di realizzazioni. I time out chiamati in sequenza dai due tecnici alzano la snervante attesa dell'ultimo minuto: Cocchiere protesta per l'intervento in copertura di Viacava ma per gli arbitri (già nel mirino per il mancato rosso a seguito della seconda espulsione simultanea) è tutto regolare scatenando l'ira di Posterivo (espulso), sul ribaltamento di fronte Riccioli innesca Aiello ma la beduina dell'esperta atleta è facile preda del numero 1 avversario. Si va per la terza volta ai rigori: segnano in rapida successione Barzon, Queirolo, Marletta, Centanni e Palmieri poi la specialista Ranalli spara sulla traversa, Vukovic non perdona e l'Orizzonte può tirare un sospiro di sollievo dopo il palo colpito dalla Millo. Lo Scudetto si assegnerà all'ultimo respiro.
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