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Pallanuoto, il cielo è biancoceleste sopra Belgrado: la Pro Recco mata il Ferencvaros ed è Campione d'Europa

05/06/2021

La Pro Recco alza al cielo la Coppa dalle grandi orecchie! Battuti in finale i magiari del Ferencvaros 9-6. Il club del presidente Maurizio Felugo, che nel giorno dell'ultima Champions sedeva in tribuna, torna sul tetto d'Europa sei anni dopo (foto Sandic). L'ultimo successo il 13 maggio 2015 a Barcellona quando aveva battuto i croati del Primorje 8-7. Corsi e ricorsi storici: la compagine ligure torna a vincere la manifestazione continentale dopo aver perso la finale Scudetto, così come già avvenuto in occasione della stagione 2002/2003. Recco allunga la serie record portandola a nove successi Champions e toglie la coppa dalle mani proprio dei precedenti detentori, che nel 2019 batterono in finale l'Olympiacos Pireo (oggi settimo). Partita vibrante; 5-5 dopo 17 minuti di gioco, poi il +2 bianco celeste con Echenique e il "padrone di casa" Mandic che conduce alla fine del terzo tempo. Nel frattempo gli ungheresi perdono Fontoulis e Mezei per limite di falli. Di nuovo Mandic protagonista con il gol dell'8-5 a 4 minuti dalla fine, poco dopo Di Fulvio mette il sigillo del 9-5 quando restano poco più di tre minuti da giocare. La festa è già iniziata, il rigore parato da Bijac la ciliegina sulla torta prima del tuffo collettivo di staff e squadra in acqua! Un trionfo da "quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare", un trionfo della forza mentale del collettivo che trova negli azzurri Di Fulvio, Figlioli, Presciutti, Velotto, Echenique, Aicardi, Figari (assente negli ultimi confronti ma fondamentale pedina) e Luongo la spina dorsale di un sol uomo che si arricchisce di persone prima che atleti di assoluto valore come Negri, mai una parola fuori posto e sempre pronto a rispondere presente, capitan Ivovic e la sua leadership, il braccio armato di un Mandic le cui lacrime a fine gara in vista dell'addio fanno da controcopertina all'impresa, la lucidità di un Bijac ritrovato, l'opportunismo di Younger senza dimenticare il contributo centellinato ma indispensabile di Dobud prima ed Hallock poi. E che ha trovato in Hernandez un condottiero dalla grande umiltà, capace nel trasformare i suoi nel momento più difficile dopo la fine dell'egemonia tricolore.

LA PARTITA

Il primo affondo è della Pro Recco ma Mandic, dal lato corto, spara addosso a Vogel. Poi il numero 3 recchelino sfonda la porta con una sassata dai sei metri (1-0); replica immediata magiara con Constantin-Bicari che dai due metri supera Bijac per l'1-1. Ferencvaros avanti con Vigvari che da post 4 fa 2-1. Bijac è reattivo su Fountoulis e nell'azione successiva Figlioli, in extraplayer, fissa il 2-2. L'estremo difensore recchelino è miracoloso sul tap-in di Zalanki e Figlioli concede il bis con un diagonale che bacia il palo e poi si infila alle spalle di Vogel per il nuovo vantaggio ligure e il 3-2 che chiude la frazione d'avvio. Si riparte e subito 3-3 con Vigvari che dal perimetro non lascia scampa a Bijac (3-3). La Pro Recco c'è, il giro palla è veloce e Younger dal lato corto scarica alle spalle di Vogel una sassata imprendibile 4-3. Non c'è un attimo di respiro. Vamos imita Younger e riporta il punteggio in parità (4-4). Si iscrive a referto Di Fulvio che da posizione ravvicinata piega le mani a Vogel per il 5-4 a metà della seconda frazione. Gli ungheresi rispondono con Zalanki che sfrutta al meglio, un assist di Vogel, e dai due metri sigla il 5-5 a metà gara.
In apertura di terzo tempo Fountoulis va fuori per tre falli ed Echenique si sblocca con un mancino tutto potenza e precisione dai cinque metri (6-5). Poi un capolavoro di Mandic che con una finta si prende gioco di Vogel e trova lo spiraglio giusto per il 7-5 che vale il primo strappo nel match. I magiari perdono anche Mezei per tre falli. Il Ferencvaros si disunisce, Bijac stoppa un paio di conclusione velleitarie di Varga. Echenique scuote la traversa dai dieci metri. Ma il risultato non cambia e si va all'ultima pausa sul 7-5 per la Pro Recco.
Aumenta la stanchezza in acqua. I recchelini continuano a difendere alto e pulito. Bijac è reattivo su Vigvari. E finalmente arriva il +3 della Pro Recco: Luongo conquista una preziosa superiorità numerica e Mandic la capitalizza con una bordata da zona quattro (8-5). I magiari crollano e Di Fulvio li punisce dal lato corto per il +4 e il 9-5 di punteggio che vale come un ko. Il digiuno del Ferencvaros, durato dodici minuti, lo interrompe il canadese Constantin-Bicari che fissa il 9-6 in beduina. I liguri non si scompongono: Varga spara a salve. Constantin-Bicari, il migliore nel Ferencvaros, si conquista il rigore ma Bijac ipnotizza Vamos per la parata simbolo della sua avventura in conclusione con la calottina biancoceleste. Il punteggio non cambia e la Pro Recco è Campione d'Europa.

IL POST GARA

"Campioni del mondo col Settebello, campioni d'Europa con la Pro Recco, campioni d'Italia con la AN Brescia. La Pallanuoto italiana continua ad essere un esempio per il movimento internazionale grazie al lavoro piramidale e progettuale, che coinvolge la base quanto il vertice, pianificato in sinergia con le società prima e durante la pandemia - il commento del presdiente FIN Paolo Barelli - Desidero rivolgere i complimenti al presidente Felugo per questo successo prestigioso, rincorso per sei anni dopo scottanti sconfitte che non hanno mai condizionato la passione della dirigenza e la tenacia del gruppo. Complimenti allo staff tecnico guidato da Hernandez, ai dirigenti e ai giocatori tutti. Colgo l'occasione per rivolgere un sentito ringraziamento a tutto il movimento della Pallanuoto che ha affrontato con entusiasmo, idee e sacrifici le difficoltà che ci hanno investito negli ultimi 16 mesi. Questi risultati sono il plauso al coraggio e alla determinazione di un movimento che si è dimostrato unito e più forte della pandemia".

Mi è piaciuta l’intensità della squadra fin dal primo minuto. I giocatori hanno messo in acqua grinta e voglia di vincere. Rispetto ai play-off in campionato, abbiamo cambiato l’atteggiamento: siamo stati più umili e abbiamo imparato dai nostri errori. Avevo detto ai ragazzi che ci sarebbe stata da soffrire. È un onore allenare la Pro Recco”. Così a caldo il tecnico recchelino Gabi Hernandez, pronto a passare alla storia come colui che ha riportato il team che ha fatto la storia con i fratelli Pizzo sul tetto d'Europa.

Redazione Sport - Sport -

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