

La Pro Recco sfiderà i campioni uscenti del Ferencvaros Telekom Budapest nella finale della Champions League, in svolgimento a Belgrado. I liguri battono per 12-10 (parziali 2-4, 4-3, 4-1, 2-2) lo Zodiac Barceloneta, che aveva eliminato facilmente i greci dell'Olympiacos, campioni a Genova nel 2018 superando in finale la Pro Recco, che l'anno seguente ha nuovamente sconfitto in semifinale prima di cedere il trofeo solo ai tiri di rigore agli ungheresi del Ferencvaros Telekom Budapest. I magiari si impongono invece 14-12 (4-0, 4-6, 3-5, 3-1) sull'AN Brescia. I Campioni d'Italia, sotto 4-0 dopo un tempo e 8-6 in avvio di terzo tempo, dopo un lungo inseguimento riequilibrano il punteggio con Jokovic e Renzuto Iodice (8-8) e tengono fino al 12-12 di Dolce a due minuti dal termine; poi i magiari trovano il jolly con Constantin-Bicari a a venti secondi dalla fine e mettono in ghiaccio la finalissima e la possibilità di difendere il titolo con la rete a fil di sirena di Vamos.
L'inizio della gara vive di fiammate, ma dopo il doppio vantaggio della Pro Recco (1-0 Mandic dai sei metri e 2-1 Younger in superiorità numerica, che segue il pari di Perrone in extraman), lo Zodiac Barceloneta piazza il primo break: pareggia con Fernandez dal lato corto e passa sul +2 con una veloce transizione, nata addirittura da un'inferiorità, finalizzata da Granados e con una serie di passaggi sull'arco d'attacco che portano Fernandez al tiro del 4-2 a 4'29. La Pro Recco accusa il colpo, ma nella prima metà del secondo parziale risponde con personalità e le reti di Figlioli, che scarica nell'angolino, e del mancino serbo Mandic che trasforma prima una superiorità numerica e poi un rigore guadagnato da Di Fulvio: 5-4. Gli spagnoli riagganciano il punteggio con Perrore in superiorità numerica; poi ripassano, a 5'51, con Granados che sfrutta un rigore contestato, che porta il secondo fallo grave a Ivovic e l'espulsione a Pastorino, assistente tecnico di Hernandez. Quindi un capolavoro di Aleksic, che piazza una mezza finta strepitosa e centra il sette per il 7-5. Si viaggia di 3-0 in 3-0. Manca un minuto al cambio campo, ma basta per -1 siglato dal mancino Echenique e per l'ultima superiorità catalana che porta al secondo fallo grave di Figlioli e che viene vanificata dalla difesa ligure.
In apertura di terzo quarto Luongo, da posizione proibitiva, propizia l'errore del portiere Lopez Pinedo tirando in modo potente per il 7-7. La Pro Recco non finalizza due extraman consecutivi, ma Bijac e la difesa recchelina sono pronti dall'altra parte e si oppongono a quattro azioni offensive consecutive. Così alla successiva superiorità ancora Mandic (e sono 4!) riporta i suoi avanti per l'ennesimo controbreak di 3-0 e il vantaggio di 8-7 a 5'08. Lo Zodiac Barceloneta sembra imbrigliato, addirittura resta con il possesso in mano senza tirare e lo statunitense Hallock dal centro, dopo aver ricevuto da Figlioli, segna il 9-7 a 6'22. Nell'ultimo minuto che porta al quarto periodo Larumbe passa dietro la schiena di Younger e segna il -1 a 10", ma tanto basta a Di Fulvio per ruotare intorno a Munarriz e piazzare all'incrocio il diagonale del 10-8. Grande Pro Recco, cresciuta tanto con la difesa imbattuta da oltre un tempo e fredda quanto basta per non farsi condizionare da qualche decisione arbitrale controversa. L'ultimo tempo si apre con lo sprint vinto dai catalani che guadagnano con Bodegas la superiorità numerica, ma il muro Recco regge sostenuto da Hallock che, come in precedenza, stoppa un tiro destinato al gol. Pochi secondi dopo, però, Perrone riceve al volo, si sposta col corpo e la mette nell'angolino: 10-9 a 1'23. Tante perle. Bellissima partita. I liguri non ci stanno e con prepotenza Aicardi la ributta dentro per l'11-9 a 2'03 dopo che la traversa aveva respinto la conclusione in superiorità di Di Fulvio e Younger aveva vinto il duello sul rimbalzo. La Pro Recco continua a mantenere bene la vasca, elude il pressing e si insinua nella zona ad emme avversaria con Figlioli che la spara il diagonale per il 12-9 a 4'18. Lo Zodiac deve accelerare i tempi, si scompone. Così Aicardi vola in uno contro zero, ma la palla pesa e il petto di Lopez Pinedo copre tutta la porta. Si passa dal +4 al +2 perché Mallarach Guell segna il 12-10 nella superiorità che manda Ivovic fuori dalla partita. Ma mancano 2'15 e la Pro Recco resiste. Nicholas Presciutti va fuori per limite di falli, ma la difesa non cede. I secondi finali non cambiano il punteggio; eliminano Velotto e Larumbe fuori per reciproche scorrettezze. La Pro Recco è in finale alla ricerca del nono titolo dopo sei anni dall'ultimo successo.
LA SECONDA SEMIFINALE
Il primo affondo è magiaro ma Nemet trova pronto Del Lungo. Ferencvaros poi avanti con Sedlmayer che sfrutta la prima chance in extraplayer (1-0). Vogel fa buona guardia su Vlachopoulos ed Alesiani. Lombardi che non trovano sbocchi in avanti. E Jansik, imbecatto alla perfezione al centro da Vamos, fa 2-0. Un super Del Lungo dice no a Constantin-Bicari da distanza ravvicinata. Brescia che non riesce a pungere in avanti: movimento palla lento e passaggi sbagliati. Successivamente Jaksic elude la marcatura di Christian Presciutti: rigore che Varga trasforma per il 3-0; il 4-0 che chiude la prima frazione è un capolavoro di Jansik che scappa in contropiede e con un pallonetto beffa Del Lungo. Si riparte e i campioni d'Italia finalmente si sbloccano con Renzuto Iodice in superiorità numerica (4-1). Gitto dimezza il gap con una conclusione precisa e potente dal perimetro (4-2). In seguito botta e risposta tra Fountoulis (rigore) ed Alesiani (angolo lungo) per il 5-3. I lombardi crescono e tornano in scia con Jokovic che, con l'uomo in più, fissa il 5-4. Neanche il tempo di respirare che Varga dai dieci metri toglie la ragnatella dal sette e sigla il 6-4. Primo rigore per il Brescia, conquistato con un ottimo movimento da Alesiani, che Vlachopoulos trasforma per il 6-5. Lombardi che faticano a marcare i magiari e Varga piazza un'altra saetta da distanza siderale (7-5). Jansik si prende un altro penalty, questa volta il fallo lo commette Cannella, e Vamos firma l'8-5. La partita è bellissima Vlachopoulos imita Varga e dagli otto metri brucia Vogel per l'8-6; l'estremo difensore magiaro è poi strepitoso sui diagonali di Renzuto Iodice e Alesiani. E sull'8-6 per il Ferencvaros si va all'inversione di campo. Avvio di terza frazione con un capolavoro di Jokovic che mulina il braccio e da post due fulimna Vogel per l'8-7. Il Brescia difende meglio e compatto e finalmente, dopo un lungo in seguimento, riequilibra il punteggio (8-8) con il diagonale da distanza ravvicinata di Renzuto Iodice. I ritmi rimangono altissimi. Cannella sbaglia un movimento e Zalanki trova lo spazio giusto per il 9-8 che fa male alla squadra di Bovo. Cannella è ancora poco aggressivo in marcatura, Vamos ne approfitta e fissa il 10-8 con una saetta imprendibile per Del Lungo. Lazic si prende l'ennesima superiorità numerica e Jokovic punisce Vogel e rida ossigeno ai Campioni d'Italia (10-9). Vamos ha la dinamite nel braccio e da posizione uno scarica una sassata micidiale per l'11-9. Il Brescia c'è: Lazic si prende il rigore che Vlachopoulos trasforma (11-10). Renzuto Iodice e Vamos sparano alto da buona posizione. Il terzo tempo si chiude con Vincenzo Dolce che va a referto, bravo a smarcarsi al centro e ben servito da Vlachopulos, per l'11-11 dopo tre quarti di gara. Cresce la stanchezza e il quarto tempo è per uomini duri. Varga, complice un intevento imperfetto di Del Lungo, fissa il 12-11 con un altro micidiale diagonale dai sette metri. Il Brescia perde d'incisività in avanti, i magiari provano a gestire il possesso e sbagliano. I lombardi girano palla veloce in superiorità numerica e Dolce dall'angolo corto spiazza Vogel per il 12-12 a due minuti dal termine. Gitto va fuori per tre falli. Il pallone inizia a pesare. Renzuto Iodice si guadagna la superiorità numerica ma Presciutti non trova il pallone a due metri da Vogel. Sulla ripartenza difesa bresciana leggera in marcatura su Varga e il fuoriclasse magiaro trova smarcato in posizione da centroboa Costantin-Bicari che supera Del Lungo per il 13-12; sul fil di sirena con Del Lungo proiettato in avanti Vamos fissa il 14-12 finale a porta sguarnita. L'AN saluta il sogno continentale a testa altissima e con la consapevolezza di poter presto rompere non più soltanto l'egemonia tricolore ma anche quella europea. Intanto c'è un terzo posto da conquistare ed un match della fase a gironi da riscattare contro il Barceloneta.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.