

Il Covid si “combatte in Chiesa”, a Salerno il primo centro vaccinale in una chiesa. Sarà inaugurato ufficialmente questo pomeriggio, nella parrocchia Sant’Eustachio Martire a Pastena, l’hub per incrementare i punti di immunizzazione al Coronavirus. E porterà il nome di don Alfonso Santamaria, storico parroco (dal 1966 al 2016) della popolosa comunità della zona orientale. Il nome del prete che, il 26 febbraio scorso, ha perso la vita stroncato dal Covid. Nella parrocchia che per mezzo secolo è stata casa sua, oggi pomeriggio vedrà la luce il primo centro della campagna vaccinale salernitana che utilizzerà gli spazi e i locali parrocchiali, un’innovazione che vede protagonista la chiesa della zona orientale di via Quintino Di Vona, nell’iniziativa nata dal “Rotary Club Salerno Duomo” d’intesa con il parroco don Nello Senatore. Uno studio certosino, quello effettuato sulla struttura da parte del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di Salerno, individuando diverse aree per predisporre l’accoglienza, la somministrazione e l’attesa post-vaccino. In parrocchia, infatti, una stanza è stata dedicata alla preparazione delle dosi, un’altra area sviluppata su quattro spazi diversi per le fasi dell’iniezione delle dosi. Non mancherà, ovviamente, la sala d’attesa nei 15 minuti canonici post vaccino per tutte le verifiche del caso.
L’hub si chiamerà Centro Vaccinale “Don Alfonso Santamaria e Pietro Fiocco” (storico tifoso granata che ha perso la vita nel 2020), con l’ingresso previsto nell’area nella quale sorge anche il teatro parrocchiale “Annabella Schiavone”. «Siamo soddisfatti perché è un progetto a cui stiamo lavorando da tre mesi – racconta soddisfatto il presidente del Rotary Club Salerno Duomo, Alberto Cerracchio - in tutt’Italia è la prima volta che un centro vaccinale Covid apre con l’interesse specifico del “Rotary Club”, avevamo pensato di realizzare un hub anche in altre parrocchie e altri spazi ma poi per alcune difficoltà legate alla logistica da valutare il discorso non è andato avanti, grazie invece alla collaborazione di don Nello ha proseguito il presidente Cerracchio - abbiamo fin da subito ricevuto una disponibilità importante per gli spazi. Sul posto è stata fatta un’analisi approfondita da parte degli ingegneri dell’Asl di Salerno che hanno ovviamente valutato ogni compatibilità con le loro esigenze e con le dinamiche che si devono tener presente per un centro vaccinale. Una cosa fondamentale e di grande rilievo riguarda proprio gli spazi infiniti che concede e offre la parrocchia di Sant’Eustachio Martire. Sono state individuate le stanze per ogni tipo di attività e non solo, abbiamo provveduto a realizzare anche tutta la segnaletica che è importantissima per i cittadini, perché è giusto che siano veicolati nel modo migliore e abbiano tutte le informazioni necessarie per il sito».
Particolare attenzione alla conservazione delle dosi: si è lavorato infatti per individuare degli spazi per le celle frigorifere in cui conservare i flaconi, una necessità per rendere l’hub operativo aldilà di ogni decisione riguardante la scelta dei vaccini che potranno essere somministrati all’interno dei locali della parrocchia. La parrocchia di S.Eustachio Martire, quindi, diventa un punto di riferimento non solo per la fede dei tanti residenti ma anche nella rinascita post-Covid. In nome di chi, stroncato dal mostro, la vita l’ha persa, come don Santamaria, che quella chiesa l’ha costruita e che ha tirato su intere generazioni, chiamate a rincorrere un pallone sul campo da calcio. Ora nel nome dello storico presule ucciso dal virus la Chiesa e i rotariani aprono i battenti d’un nuovo fronte nella guerra al mostro Covid.
FONTE: La Città
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