

Questa mattina a Pagani l’inaugurazione di un murale realizzato da Jorit, artista di fama internazionale che ha accettato di realizzare, su commissione della famiglia Torre, un’opera davvero straordinaria. Quella del 30 maggio non è una data scelta a caso. Il 30 maggio del 1980, infatti, Marcello Torre redasse di suo pugno una lettera che costituisce per tutti il suo testamento spirituale, nella quale, andando incontro al suo sacrificio in piena consapevolezza, rilanciava il sogno di una “Pagani civile e libera”.
«Vi consegno mio padre», dice Annamaria Torre. Poi il telo scivola via e rivela il volto di Marcello Torre, primo cittadino paganese ucciso dalla camorra, di fronte ad una folla di persone arrivate da ogni parte della Campania per ammirare il murales di Ciro Cerullo, in arte Jorit. È successo ieri, 41 anni dopo la lettera-testamento consegnata dal sindaco che si avviava al martirio, a testa alta e consapevolmente, nel mezzo della sua ultima battaglia. Era il 30 maggio 1980, prima del terremoto, prima dell’agguato, con il murales che ora riproduce lo sguardo dell’avvocato, una veglia continua sui quartieri delle palazzine. «È un monito per tutti noi», ha detto la figlia, ancora commossa dall’ennesima testimonianza d’affetto ricevuta dalla città e non solo. Di fronte ci sono gli ultras che non hanno dimenticato, la gente comune. Via Mangiaverri è zeppa di persone, qualcuno piange. «Questa città ti appartiene», aveva detto la vicepresidente della fondazione Polis, Rosaria Manzo, ricordando il martirio e il dolore dei familiari delle vittime.
FONTE: aSalerno.it/La Città
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