

“Assurdo realizzare l’Arena del Mare e tenerla aperta solo per 10 giorni senza dare la possibilità ad altri imprenditori culturali di poter organizzare eventi in città”. Ugo Piastrella, presidente della Città Teatrale e direttore artistico del Teatro Nuovo commenta, molto amareggiato le ultime decisione assunte dall’amministrazione comunale di Salerno in merito agli eventi estivi. “Capisco che ci sono problemi di bilancio, che le casse comunali al momento sono vuote, visto che non vi sono state entrate. Così come capisco che riproporre la stessa operazione della scorsa estate, a causa di questa mancanza di fondi non era pensabile.?Però questo non vuol dire che non vi sono operatori disposti ad investire di tasca loro. La soluzione ideale sarebbe stata proprio quella di lasciare l’Arena a disposizione di coloro che sono disposti ad investire di tasca propria. Ma questa opportunità purtroppo ci è stata negata.?E’ vero lo scorso anno il comune ci mise a disposizione gratuitamente la struttura e alcuni servizi come il service audio e luci e l’accoglienza, ma gli spettacoli, parlo per me ad esempio, li ho acquistati io, rimettendoci in caso di mancata vendita dei biglietti. Ora visto che già la scorsa estate ho scelto di investire di tasca mia, perchè non posso farlo anche quest’estate, pagando anche service e accoglienza?” Lei aveva fatto richiesta al?Comune per alcune date? “Si avevo chiesto cinque date all’Arena del Mare, per una serie di spettacoli comici. Nessuna richiesta di contributo, solo la possibilità di poter avere come spazio la struttura di piazza della Concordia”. Invece gli è stato detto di no? “Al momento così sempre.?Anzi è sicuro che l’Arena non sarà a disposizione di altri. L’assessore Willburger sta lavorando per trovare delle location alternative. Ho parlato con lei più volte e da parte sua c’è tutta la buona volontà di far lavorare tutti gli operatori culturali. Solo che c’è un problema. L’Arena del Mare è una location conosciuta oramai dagli artisti. Posizionata al centro della città. Con una sua storia. Quando si chiama un’artista e gli si dice di venire all’Arena del Mare è facile ottenere un parere positivo, quando invece gli si propone una location magari isolata, improvvisata, è facile che l’artista ti dica di no. Quindi c’è anche il rischio che ciò che si aveva intenzione di fare non si possa più realizzare perchè vengono meno gli artisti”. Lei aveva già preso accordi per i cinque spettacoli? “Certo avevo parlato con le compagnie, ci eravamo accordati sui costi, qualcuno sarebbe venuto anche ad incasso. Non ho ancora firmato i contratti, ma è come se l’avessimo fatto”. Ed ora? “Ed ora se non si trova una soluzione a stretto giro, rischio di perdere queste date, perchè ovviamente gli artisti si sentiranno liberi di accettare altre proposte. Diciamo che se a stretto giro mi fanno sapere qualcosa, forse 2 o tre 3 spettacoli li riesco a recuperare”. Povera estate o estate povera? “Estate di speranza, speriamo ancora, speriamo perchè mi sembra assurdo che un arena montata dopo dieci giorni si debba smontare quando con una minima spesa la si può tenere aperta”.
LA NOTA
“Apprendiamo dalle pagine del quotidiano Le Cronache, che il Comune di Salerno ha deciso di ridimensionare di molto i finanziamenti per iniziative culturali estive da organizzarsi in città ad opera di associazioni culturali e del terzo settore. Come Coraggio Salerno dobbiamo esprimere la nostra più assoluta contrarietà a questa scelta, che sebbene abbia le sue radici finanziarie nel disastrato bilancio comunale, avrebbe potuto essere evitata, garantendo ai cittadini e ai turisti la Salerno viva culturalmente che, tra tante contraddizioni, pure si intravedeva l’anno scorso”. Dunque gli esponenti del gruppo contestano la riduzione degli eventi estivi specificando questa scelta fatta dal?Comune “lascia totalmente impreparate le associazioni organizzatrici degli eventi. In un momento in cui, al contrario dell’anno scorso, si può, parlare di reale ripartenza, il settore ancora una volta lasciato indietro è quello culturale. Il comparto, potrebbe e dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della nostra comunità ma invece, da anni, è ridotto al deserto. L’estate scorsa, oltre a essere una timida boccata d’aria fresca per la città, aveva rappresentato anche una possibilità di lavoro per tanti. Negare, nel momento più propizio, questa possibilità aggiunge al danno la beffa”. Ed ancora proseguono affermando che questo “taglio elimina la cultura partecipata, le esperienze dal basso, incluse iniziative giovanili di rilievo nazionale, favorendo i soliti noti da tantissimi anni. Si soffocano possibilità culturali nuove e meritevoli per continuare a sostenere sempre gli stessi, senza allargare gli orizzonti e senza aprirsi alle molteplici proposte artistiche, anche e soprattutto giovanili, che Salerno è capace di esprimere, anche se a Palazzo di città questo sembra non interessare”. Per Coraggio?Salerno questa scelta è “stata operata da parte dell’amministrazione per mere ragioni di consenso elettorale. Fatto il pieno di consensi, l’amministrazione ha deciso di fuggire col bottino desertificando culturalmente una città dalle possibilità culturali tanto grandi quanto inespresse? Davvero, per l’amministrazione, la cultura è solo e soltanto una merce di scambio? Noi non vorremmo crederlo, ma sono proprio queste scelte che ci portano a presumerlo. Noi non possiamo starci perché non si deve e non si piò tagliare ulteriormente la cultura. La città che immaginiamo è un’altra. Ma, noi, unica opposizione credibile in città, non possiamo fermarci alla critica. Per noi sarebbe stata un’ottima soluzione, pur transitoria, quella di razionalizzare le spese per fornire comunque una programmazione culturale partecipata in luoghi idonei, capace di valorizzare le tantissime esperienze di grandi dimensioni dello scorso anno e dare un luogo più consono a quelle piu piccole. Davanti all’ennesima revisione al ribasso, risponderemo con quel che ci viene meglio: la costruzione di proposte, l’attivazione di chi con la cultura ci mangia tutti i giorni, l’organizzazione, la rifioritura di una città intera.
FONTE: Cronache
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