

Pazienti fragili e anziani, ma non solo. Tutti vaccinati contro il Covid, tutti col pieno di anticorpi. È quel che emerge negli immunizzati più delicati, categoria che non era stata testata dall’Asl di Salerno e dall’Università, che avevano monitorato i loro dipendenti. Nel caso delle due istituzioni pubbliche, il monitoraggio sui vaccinati con dosi di vaccini mRna, persone al di sotto dei 70 anni aveva visto la produzione di anticorpi in un caso nel 95%, nell’altro del 97,8% delle persone vaccinate. Presso i laboratori privati, invece, si è rivolta una popolazione anche di anziani, e nella maggior parte dei casi di fragili. Per questo, i risultati dei loro studi vanno a completare la massa di dati a disposizione per eventuali ricerche. Su 1.500 test eseguiti in un laboratorio di analisi di Salerno (il 70% dei quali a residenti in città), la presenza degli anticorpi oltre la soglia minima per una risposta efficace è stata rilevata nel 97,7% dei casi.
«Una risposta eccellente, se consideriamo che in oltre il 70 per cento, la loro presenza è addirittura con livelli altissimi - afferma il professor Pierpaolo Cavallo, responsabile del laboratorio e docente di Igiene all’Università di Salerno - Dati riscontrati anche in pazienti con fragilità e anziani». I 1.500 test hanno riguardato per il 21% ultra 70enni, per il 46% persone dai 50 ai 70 anni, per il 23% immunizati dai 31 a 50 anni e per il 10% vaccinati “under 30”. «A controllare la risposta anticorpale sono venuti per la maggior parte fragili con patologie importanti, tra cui quelle neoplastiche, e operatori sanitari nella fascia al di sotto dei 50 anni - specifica il docente universitario - Gli over 50 hanno scelto perlopiù la sottoposizione ai test per sicurezza ».
Il professore Cavallo commenta: «Questi risultati impensabili a febbraio 2020. Davvero la scienza ha compiuto un grande miracolo». In questi giorni sono tanti i guariti dal Covid che vanno a controllare la presenza di anticorpi anche in previsione dell’inoculazione della dose: «Nei guariti – aggiunge il docente - abbiamo notato che tendenzialmente la presenza di anticorpi è maggiore nei soggetti che hanno avuto una forma più grave della malattia. Un buon livello di anticorpi la si nota anche a distanza di otto mesi dalla guarigione». E c’è di più: «Nei vaccinati - specifica il professor Cavallo - la presenza di anticorpi anti-Covid è risultata di gran lunga superiore a quella della media dei guariti». Insomma, chi si vaccina ha mediamente più protezione di chi ha patito gli effetti del Sars-Cov-2.
«Ora bisogna stabilire quanto tempo durino questi anticorpi, anche se va ricordato che esiste la memoria immunologica che dovrebbe essere stimolata con un’eventuale dose di richiamo». In linea con questi risultati i 630 test eseguiti in un istituto polidiagnostico di Nocera Inferiore. In 33 casi appena (il 5%) non è stata registrata una risposta anticorpale, in sette era borderline (al di sotto dei 50 Bau, l’unità di misura specifica), in 335 ne è emersa una fino a mille e in 295 oltre i mille. «Anche se in minima parte c’è qualcuno che non ha avuto una risposta anticorpale - sottolinea Costabile d’Agosto, medico responsabile della radiodiagnostica - da questi numeri, si evince una lezione prioritaria: nonostante la vaccinazione bisogna rimanere prudenti, anche in previsione delle diffusioni delle varianti.
Fondamentale è quindi vaccinarsi, anche per i giovani, ma altrettanto lo è mantenere una soglia di prudenza e di attenzione nella nostra vita, a partire, purtroppo, dall’uso della mascherina per alcuni mesi. A fine estate, poi, quando saranno trascorsi oltre sei mesi dalla vaccinazione delle prime persone, quelli di gennaio e febbraio, bisognerà organizzarsi per vaccinarsi nuovamente. Nel frattempo il controllo sulla presenza di anti-spike è comunque opportuno per stabilire la propria risposta al vaccino ».In generale, differenze di pochi punti percentuali tra le varie rilevazioni sono possibili tenendo conto che la platea delle persone esaminate non è omogenea, al pari della tipologia di dosi. La risposta, però, rimane altissima.
FONTE: La Città
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