

Dopo quindici anni e 14 trionfi consecutivi la Pro Recco abdica. Lo scudetto 2020/21, il primo assegnato durante la pandemia che ha imposto lo stop alla stagione precedente, è dell'AN Brescia che dopo 18 anni risale sul tetto più alto d'Italia. Capolavoro della squadra allenata da Sandro Bovo che in gara 4 conquista il tricolore nella vasca amica di Mompiano. I liguri di Hernandez le tentanto tutte ma a prevalere è il gran cuore dei Leoni lombardi che sopperiscono con grinta ed acume tattico ad ogni difficoltà, soprattutto alla fine con Renzuto, Gitto ed Alesiani fuori per limiti di falli. L'MVP della finale è il salernitano Vincenzo Dolce che rispolvera le prodezze della finale mondiale con la Spagna e con 4 reti scava il solco decisivo del match. Una di queste sarà indubbiamente dedicata al concittadino Matteo Leone, con cui aveva diversi amici in comune, prematuramente scomparso e che ha lasciato un vuoto incolmabile in città. Le prime due reti nel primo periodo dopo che Nikolaidis e Renzuto Iodice vanificavano le marcature ospiti di Luongo e Di Fulvio in superiorità. Che sia la volta buona per la compagine di patron Malchiodi lo si intuisce dalla resurrezione di due uomini chiave rimasti in ombra nelle precedenti sfide: Jokovic beffa due volte il compagno di nazionale Bijac, Cannella va a segno dai 5 metri e mette i brividi al croato da posizione impossibile. Il resto lo fa un monumentale Marco Del Lungo, al passo d'addio. Il portierone di Civitavecchia che il prossimo anno vestirà con ogni probabilità proprio la calottina recchelina, para tutto con riflessi felini e non si scompone davanti alle realizzazioni di Nicholas Presciutti, Echenique, Figlioli e Aicardi.
Al cambio vasca si sveglia Mandic ma Recco cincischia troppo, commette gravi ingenuità come nel caso del fallo di Figlioli su Renzuto, e presta il fianco alle micidiali ripartenze locali, concretizzate da Cannella, due volte Dolce e con un capolavoro balistico capitan Christian Presciutti. Si va agli ultimi 8' con l'AN in vantaggio di tre reti. I nervi prendono il sopravvento, si gioca di meno e Del Lungo è protagonista assoluto neutralizzando anche le mosche. Riescono a perforarlo in extraplayer solo Younger e Figlioli ma non basterà al pluridecorato club di Felugo per agguantare nemmeno il pareggio. Non c'è più tempo, inizia il count down, Bovo ed il suo staff si tuffano in acqua: è, la meritata, apoteosi AN Brescia. Il ct del Settebello consegna la Coppa a Presciutti, inizia la festa. E la testa va anche già a Belgrado per sognare un irripetibile double: campionato e Champions.
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