

Come si suol dire, “due indizi non fanno una prova”. In questo caso si potrebbe trattare di qualcosa di più concreto che semplici coincidenze. E si tratta di elementi che portano diritto verso il crollo di uno degli ultimi baluardi di quelle che furono le cosiddette “chiancarelle”: sarà abbattuto, infatti, ciò che resta del manufatto che si trova tra la Sala Pasolini e la Casa del Combattente, proprio a ridosso del cantiere del Crescent. Il primo indizio è un cartello esposto, all’inizio del mese, all’esterno di un noto negozio di surgelati.
«Informazione alla clientela: a partire dal primo maggio - è scritto in caratteri con colori che vanno sbiadendosi - il punto vendita di Lungomare Trieste chiuderà definitivamente per esigenze urbane di riqualificazione delle attività pubbliche». Il resto del cartello è un insieme di notizie tecniche sui restanti punti vendita, ma il passaggio in cui si annunciano le ragioni dell’inderogabile chiusura sono elementi già abbastanza indicativi da far pensare che il progetto, rimasto finora nel cassetto, potrà rivedere nuova vita. Chi dovrebbe dare la certezza ufficiale, per ora non si sbottona definitivamente ma è evidente che l’obiettivo dell’amministrazione è far cadere giù il rudere. «Sono previsti degli interventi di riqualificazione della Sala Pasolini, per cui stiamo ragionando insieme all’impresa di procedere anche in questo senso», spiega l’assessore all’Urbanistica, Domenico De Maio . Alla domanda se l’obiettivo finale sarà abbattere la struttura, la risposta dell’assessore è tutta racchiusa in un unico sospiro: «L’obiettivo che stiamo cercando di raggiungere - ammette - è proprio l’abbattimento. Sarebbe razionale visto che ci sono già dei lavori programmati ma è ancora prematuro dire che sarà così», tenta poi di frenare alla fine De Maio.
La Sala Pasolini, così come altri edifici importanti della città come Palazzo Guerra, il teatro Verdi, il Casino sociale, rientra nel pacchetto di fondi europei destinati alla sostenibilità e alla città smart, i cosiddetti fondi Pics (Programmi integrati città sostenibili) che sono stati distribuiti su due differenti partite, la prima finanzia cantieri come la riqualificazione della sede del Comune, successivamente - per una seconda fase di gare - saranno aperti i cantieri per le altre opere, tra le quali anche la Sala Pasolini. Con l’abbattimento del manufatto, quindi, si completerebbe il disegno urbanistico che ha nel Crescent e in piazza della Libertà i suoi fulcri. Resta, invece, in cerca di un’identità la Sala Pasolini, non abbastanza ampia per gli spettacoli teatrali con il pubblico e mortificata dall’organizzazione di qualche convegno. Lo spazio dell’ex cinema a luci rosse non ha mai avuto una sua funzione effettiva e, di conseguenza, non è mai stato un contenitore che rappresentasse un valore aggiunto continuativo nella crescita culturale della città e nell’ampliamento dell’offerta. Al di là dell’interno e dei progetti che saranno svelati, ora resta un contorno di degrado con vista sul mare.
FONTE: La Città
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.