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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

24/05/2021

LA TRAGEDIA

"Aspetteremo che la Capitaneria faccia gli accertamenti dovuti, poi chiederemo il dissequestro e la riapertura del sentiero". Carmelo Stanziola, il sindaco di Centola, dopo la tragedia che ha scosso l’intera comunità di Palinuro, chiede che si faccia chiarezza sulla dinamica dell’incidente, senza penalizzare però le guide turistiche che da anni accompagnano gli escursionisti su quel tratto di costa. La tragedia si sarebbe potuta evitare? "Credo proprio di sì. Il sentiero, a detta di tanti escursionisti, non è particolarmente difficile, ma è pur sempre un sentiero di trekking con un dislivello di circa 130 metri. Dico solo che forse non era adatto a una famiglia con 5 bambini piccoli e senza una guida". Il sentiero è stato sequestrato e la Capitaneria effettuerà dei controlli lungo il tracciato: "Massimo rispetto per gli inquirenti e per gli investigatori. Credo sia giusto controllare ogni cosa e non tralasciare alcun aspetto della vicenda. Ma credo che le condizioni del sentiero c’entrino davvero poco in questa vicenda. Anche perché all’inizio del percorso sono affissi cartelli con tutte le avvertenze del caso. Purtroppo si è trattato di una terribile disgrazia". (La Città)

L'ANNIVERSARIO

Nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo - anche lei magistrato - e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, don Peppino De Luca annuncia che l'albero che cresce vicino la casa del giudice siciliano, avrà una "copia" a Scafati, simbolo della lotta contro le mafie. L'Albero Falcone, il ficus che cresce a pochi metri dal palazzo dove abitava il magistrato assassinato il 23 maggio 1992 nei pressi dello svincolo di Capaci lungo l’autostrada A29, avrà in autunno, a Scafati, la sua “copia”. La parrocchia San Francesco da Paola, infatti, ha aderito all’iniziativa, intitolata “Un albero per il futuro”, promossa dal ministero della Transizione ecologica e del raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri come simbolo dell’impegno verso lo Stato e la lotta alle mafie. (La Città)

AL RUGGI

Nessun abbattimento. Ma gli alberi dell’ospedale “Ruggi” saranno comunque spostati. Questione di giorni: gli esemplari - in particolare nove cedri cresciuti nello slargo dove sta nascendo la nuova area di sosta a raso, utile a smaltire l’enorme richiesta di posti auto per il nosocomio cittadino saranno a breve “delocalizzati”. Sempre nel perimetro della struttura sanitaria di via San Leonardo dove sono iniziati già gli interventi preliminari per consentire lo spostamento degli alberi e, di conseguenza, completare la realizzazione del parcheggio da 80 posti auto atteso da tempo. L’ultima decisione, però, va in contrasto con quanto affermato, soltanto qualche settimana fa, dal consigliere comunale di “Salerno di Tutti”, Gianpaolo Lambiase , che - insieme ad alcune associazioni ambientaliste - è sceso in campo per comprendere a fondo una questione che va ad intersecarsi con le altre battaglie per la salvaguardia del verde pubblico in città, come quella relativa ai platani abbattuti in via Generale Clark, nei pressi del cantiere dell’ex fabbrica Marzotto. «Ho ricevuto copia della lettera protocollata del 12 aprile scorso con la quale il responsabile ed il direttore dell’Ufficio Verde Pubblico hanno rigettato la richiesta dell’Azienda Ruggi», spiegò Lambiase sui social. «Spero che il sindaco Vincenzo Napoli imponga la modifica del progetto per salvare definitivamente la vegetazione storica all’interno dell’area ospedaliera». Lo scenario, invece, è diverso: non ci sarà l’abbattimento ma gli alberi saranno in ogni caso spostati per completare il cantiere del parcheggio. E basta farsi una passeggiata nell’area più orientale dell’ospedale dove, già venerdì mattina, erano più d’una le ruspe in azione. I mezzi meccanici, in particolare, erano all’opera nelle aree verdi più “isolate” del plesso ospedaliero principale dell’Azienda Universitaria guidata dal manager Vincenzo D'Amato : stavano “sbancando” il terreno, livellando alcune zone dove saranno ripiantati gli alberi. Che, intanto, “resistono” ancora nella loro sede originaria “trincerati” da transenne e nastri bianchi e rossi mentre tutt'attorno proseguono gli interventi di completamento dell’area di sosta che, una volta realizzata, potrà ospitare 80 auto. Che la situazione degli alberi del “Ruggi” sia destinata ben presto a esser rivoluzionata lo si comprende non solo dai lavori in corso. Ma pure da una delibera dello scorso 14 maggio - firmata da Elvira Mastrogiovanni , responsabile dell’Unità Attività Tecniche e Manutentive dell’Azienda Universitaria - con cui vengono appaltati a una ditta di Pontecagnano Faiano, con un impegno di spesa di poco superiore ai 34mila euro, i “lavori di espianto e reimpianto delle alberature poste all’interno del costruendo parcheggio Area 1 del plesso Ruggi”. Dodici pagine di documento in cui, oltre alle varie disposizioni tecniche e amministrative, viene riepilogata l’intera vicenda e pure allegata la relazione dell’intervento. Dagli atti si legge che lo scorso 13 aprile, in seguito alla richiesta del “Ruggi”, il Comune di Salerno rilasciava il nulla osta per la delocalizzazione dei nove cedri. Non solo: il provvedimento riguarda la ripiantumazione anche di quattro “alberi di Giuda”, di una “palma di San Pietro” e di due esemplari di lentisco, sempre presenti nell’area del nascente parcheggio. Nella relazione tecnica firmata dall'ingegnere Luigi La Rocca , invece, viene definito l’intero intervento che consentirà di chiudere il cantiere dell’area di sosta: «Il reimpianto verrà effettuato in un’area di circa 1.500 metri quadri per i nove cedri e di circa 470 metri quadri per gli altri alberi», scrive il tecnico incaricato dall’Azienda Universitaria. «Saranno fatti degli interventi di potatura sugli alberi e espiantati con una macchina a caldo in grado di estrarre pure la maggior parte dell’apparato radicale. Nella nuova sede verrà realizzato un impianto irriguo in grado di distribuire il giusto apporto idrico alle piante». Nel documento, inoltre, sono allegate anche le foto del “nuovo regno” degli alberi del “Ruggi”: la “zolla” più piccola, dove saranno posizionati gli esemplari meno “ingombranti”, si trova fra il perimetro dell’ospedale e il tracciato della vicina tangenziale, nell’area che sovrasta l’obitorio e i moduli per la terapia intensiva. Per i cedri, invece, il “trasferimento” sarà più lungo: saranno ripiantati in un’ampia area - adesso inutilizzata - superiore rispetto al parcheggio già esistente dell’ospedale di via San Leonardo. (La Città)

AUTO ELETTRICHE

Gli automobilisti che usano auto elettriche (o ibride) anche in città sono sempre di più. Al momento sono 700 le autovetture green in circolazione per le strade del capoluogo; e altrettanti automobilisti sono costretti a fare i conti con la mancanza di colonnine per il rifornimento di energia. E, soprattutto, con i continui disservizi e con i vari guasti dell'unica colonnina che si trova a piazza della Concordia. Affidata a Salerno Mobilità, la gestione dell’impianto non sembrerebbe essere così semplice. Anzi, stando alle denunce e alle lamentele di molti automobilisti salernitani i problemi sarebbero anche abbastanza frequenti. «Certe volte la colonnina è spenta, oppure c’è un cartello che segnala il guasto », racconta un automobilista. Il problema (e il disagio maggiore) è che si tratta dell’unico impianto di rifornimento che si trova in città, quindi se non si può caricare l’auto non ci sono alternative e si rischia di restare - letteralmente - a piedi. A questa situazione l’Amministrazione conta di trovare una soluzione con un Piano delle colonnine. «Abbiamo a disposizione 50mila euro di fondo per mettere in campo uno studio che dovrà individuare il fabbisogno e dove collocare le colonnine. Ora - spiega l’assessore alla Mobilità, Domenico De Maio - abbiamo i soldi, il quadro normativo è più chiaro e la domanda di auto elettriche cresce». Una sensibilità ecologica crescente tra i salernitani che, sostiene l’assessore, «è stata ulteriormente incentivata dalle politiche di premialità e di supporto al parcheggio per i possessori di auto elettriche. Ora si tratta di equilibrare questa politica ma anche di procedere rapidi verso l’istallazione delle colonnine'. Il progetto dovrà rientrare nell’ambito del più generale piano per la mobilità sostenibile (Pums) che sta mettendo a punto la società Sinmtagma che, proprio negli scorsi giorni ha fatto il punto con l’assessore sulle priorità. E la destinazione delle nuove colonnine è tra i primi punti dell’elenco. Secondo i piani, quindi, entro i prossimo 10 giorni dovranno essere presenti gli assi fondamentali su cui si dovrà realizzare il progetto. E poi dovrà essere avviata la procedura di gara. «Sulla scrivania ha moltissime istanze di gestori che chiedono di essere parte del piano. Si tratta di una procedura simile a quella di un affidamento di una pompa di benzina, quindi per risorse e importanza - chiarisce l’assessore - immagino che ci potrà essere anche una pluralità di soggetti coinvolti ma va comunque messa in campo una procedura di gara a tutti gli effetti attraverso un bando di pubblica evidenza». Quindi non ci potrebbe essere un gestore unico ma più società coinvolte. Non solo, nei piani c’è anche un potenziamento immediato del numero delle colonnine: «In piazza della Libertà sono previsti tra gli 8 e i 12 stalli per il rifornimento delle auto elettriche», garantisce De Maio. L’apertura della piazza (con annesso sottopiazza con parcheggi e stalli per il rifornimento delle auto elettriche) è fissata per il 30 di giugno. (La Città)

LA TRUFFA

È allarme truffe in città. Nei giorni scorsi ignoti si sono spacciati per promoter di una società elettrica dell'Enel, presentandosi all’uscio delle abitazioni di diversi residenti. I truffatori usavano toni perentori, chiedendo di sottoscrivere contratti capestro e fittizi. «Uno di questi - dice una residente di via Moio - si è presentato con tono minaccioso dopo il mio rifiuto. Quando sono scesa di casa per chiedergli il nome ed il cognome, si è dileguato». In via Giotto, la truffa stava già per compiersi dice un'altra cittadina: «Mia madre aveva già firmato il contratto, ma è riuscita è farsi restituire in qualche modo il modulo, per fortuna sono riuscita ad avvisarla che si sarebbe trattato di una truffa ». Episodi a macchia d'olio su tutto il territorio verificatisi anche in via Madonna del Carmine («qui hanno insisto per entrare in casa e vedere la bolletta», sostiene una ragazza) e in località Fuondi. In questo caso i cittadini hanno subito chiamato le forze dell'ordine. I carabinieri della locale compagnia, diretta dal capitano Fabiola Garello , hanno operato dei controlli. Attenzione alta non solo nelle periferie, ma anche nelle zone centrali. Episodi di disturbo sono stati verificati anche in via Risorgimento, la principale arteria che porta al lungomare San Marco, e in via Pio X. Segnalazioni anche in via San Francesco ed in viale Europa: una delle arterie stradali principali del centro cittadino, proprio nelle vicinanze della casa comunale. Più volte l'Enel, negli anni scorsi e nelle varie realtà nazionali, si è vista costretta a fornire indicazioni ai cittadini sul corretto riconoscimento del proprio personale, quello regolare, provvisto di tesserino plastificato con relativa foto, ma solo per ciò che concerne le offerte promozionali. Oltretutto nessuno è autorizzato dall'azienda a riscuotere somme di denaro presso le abitazioni. Se si presentasse un operatore alla porta, e il caso appare sospetto, è sempre meglio avvertire le forze dell’ordine. Un rischio, quelle delle truffe sui contratti per la fornitura elettrica, che ritorna d’attualità nel territorio di Agropoli. Episodi delinquenziali di questo genere si registrarono già nella primavera del 2019 e, in quella circostanza, i cittadini misero in atto un sistema di autotutela, lanciando l'allarme sui social e nei gruppi “WhatsApp” per segnalare la presenza di fantomatici operatori della società elettrica. Il fenomeno è purtroppo in recrudescenza e non solo nel Cilento. L’attenzione va mantenuta alta, soprattutto come nei casi di Agropoli dove i presunti promoter erano anche piuttosto insistenti, a tratti verbalmente violenti, decisi a chiudere quello che è un affare solo per loro. Perché, nella maggior parte dei casi, dietro alle offerte strabilianti si nasconde una truffa. In questo periodo, inoltre, i malintenzionati si muovono con maggiore tranquillità, camuffandosi con i primi vacanzieri. (La Città)

AMBIENTE

Come riconoscere la traccia lasciata da una tartaruga marina sulla sabbia quando nidifica, quali sono i comportamenti corretti per non disturbare l’animale mentre cerca il luogo più appropriato per deporre le uova, come evitare di arrecare danni al nido; questi sono soltanto alcuni degli argomenti che saranno trattati nel corso della giornata di informazione a favore degli operatori balneari organizzata dalla rete "I Lidi del Parco" Legambiente, WWF, FIBA Confesercenti Campania, dal Comune di Camerota e dal network per il monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga marina in Campania coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn. La Campania, ed in particolare il Cilento, è l’area del Mediterraneo Occidentale dove la nidificazione delle tartarughe marine avviene con maggiore frequenza, l’unica in cui ciò si verifica regolarmente fin dal 2012. «Quella passata è stata l’estate dei record con ben 32 nidi censiti, di cui 27 lungo le coste cilentane, da Ascea ad Acciaroli, da Marina di Camerota a Palinuro - spiega Sandra Hochscheid, coordinatrice del netwoork di monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga marina in Campania -. Un risultato eccezionale ottenuto nell’ambito del progetto finanziato dal Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni e reso possibile anche dal costante sostegno ricevuto dalle amministrazioni locali». (La Città)

QUI MERCATO SAN SEVERINO

Ogni due mesi, uno schianto. Una media tutt’altro che invidiabile detenuta dalla frazione Ospizio, a Mercato San Severino, dove risale a pochi giorni fa l’ultimo incidente tra due autovetture, fortunatamente senza conseguenze gravi, ma che va ad aggiungersi ad una lista sempre più nutrita. In rotta di collisione, all’incrocio tra via Cirillo e via Acquarola, sono entrate una Fiat Panda di colore bianco e una Fiat 500. La prima, in particolare, si è ribaltata, facendo temere per l’incolumità del conducente, che insieme all’altro è stato trasportato in ospedale. Per entrambi, in ogni caso, niente di serio. Ma il sinistro ha riacceso i fari su un punto dove episodi di questo tipo si ripetono periodicamente da tempo. Le cause sono da ricercare in vari fattori, dalla semplice distrazione alla conformazione dell'incrocio, passando per l’elevata velocità con cui alcuni automobilisti percorrono il tratto. Fatto sta che il gruppo consiliare “Noi S. Severino” ha protocollato «una richiesta di adozione di misure idonee e immediate tese a ridurre drasticamente la pericolosità di un incrocio, quello tra via Cirillo e via Acquarola nella frazione Ospizio, che da anni è lo scenario di sinistri talvolta pericolosissimi per i residenti e per i fruitori in genere di quel tratto viario. Ci auguriamo che l’amministrazione, su nostro invito, voglia con gli altri Enti per quanto di competenza trovare prima possibile una soluzione, anche tra quelle da noi prospettate (dissuasori di velocità, semaforo giallo permanente, implementazione segnaletica)». Il problema, in ogni caso, è già all'attenzione del locale comando di polizia municipale, che ha chiesto un intervento della Provincia di Salerno per apportare modifiche al tratto della Sp309 che permettano di rendere l'incrocio più sicuro. Tra le soluzioni al vaglio, quella di cambiare il senso di marcia, con deroghe esclusivamente per i residenti. Anche se persino tra loro c’è chi, ogni tanto, non rispetta il codice della strada, come ammette il comandante dei vigili di Mercato San Severino, Giancarlo Troiano: «La cosa fondamentale è sempre la prudenza, ed è su questo tasto che continuiamo a battere, facendo appello agli automobilisti. La maggior parte degli incidenti sono provocati da distrazioni o velocità troppo elevata, quindi non bisogna mai dimenticare di fare attenzione. Mi rivolgo sia ai residenti che a chi non conosce la zona, in cui ogni due-tre mesi interveniamo per un incidente». (La Città)

QUI BATTIPAGLIA

Ventuno assunzioni per Alba ecologia. A quattro mesi dalle elezioni la partecipata comunale, non potendo far fronte ai servizi di raccolta dei rifiuti e di manutenzione del patrimonio comunale, decide ovviare alla carenza di personale, ricorrendo alle agenzie interinali. E lo fa con una procedura aperta alla ricerca di unità lavorative che possano coprire i servizi in affanno per 12 mesi. In particolare, si cercano un autista per il servizio di igiene urbana, 13 operatori per la raccolta, quelli di livello “J” del contratto di Federambiente, un manutentore, un idraulico, un serramentista, tre operatori del verde (che verrebbero tutti assunti con il contratto delle funzioni locali livello “b1”) e un altro elettricista sempre con contratto delle funzioni locali ma di livello B3. La spesa preventivata per le assunzioni sfora di poco i 500mila euro annui. A tale costo bisogna aggiungere l’aggio per l’agenzia che si occuperà di reperire e somministrare i lavoratori raggiungendo così la cifra di circa 628mila euro. Ma la partecipata comunale, nonostante la minicapitalizzazione e l’approvazione in Consiglio comunale del nuovo statuto che ne amplia il raggio d’azione, si ritrova ancora ad operare in regime di proroga. Una proroga che dura ormai da oltre tre anni. Questa volta la giunta, guidata dalla sindaca Cecilia Francese , ha approvato la proroga dei servizi fino al 31 agosto, portando i lavoratori quasi alla soglia della consultazione elettorale senza una certezza. Nella delibera dell’esecutivo si afferma che l’ulteriore proroga è necessaria nelle more della sottoscrizione dei nuovi contratti «a valle della ricapitalizzazione». Ed ancora non si intravede il “click day” ovvero la materiale erogazione del nuovo capitale di mezzo milione di euro nelle casse di Alba. E non arriverà fin quando non sarà terminata la procedura amministrativa che segue all’approvazione da parte del Consiglio comunale del nuovo statuto della partecipata. Insomma che appare ancora “ingessata” e di certo non dona serenità ai lavoratori. Ed Impedisce alla società di garantire servizi efficienti ed efficaci. Alla situazione, di per sé già delicata, si è aggiunta la contestata riunione dei giorni scorsi alla quale hanno preso parte persone estranee sia ai vertici di Alba sia a quelli comunali, contribuendo a generare un clima di confusione e di malumore. Una riunione durante la quale vi sarebbe stato anche un vivace scontro tra l’amministratore di Alba, Palmerino Belardo , ed il dirigente dell’Ufficio tecnico, Carmine Salerno. Il dipendente comunale avrebbe espresso a chiare lettere un giudizio negativo sulla società in quanto non gli appariva in grado di far fronte ai servizi richiesti. In questi ultimi tre anni il personale si è ridotto notevolmente. I pensionamenti, che i sindacati avevano anticipato calcolando così la possibilità di risanare i conti, hanno dall’altro lato reso difficile effettuare con efficienza sia la raccolta dei rifiuti che la manutenzione. Ma senza capitale non si può rinnovare il parco macchine, altro problema della società, né effettuare assunzioni.

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