

Il dado è tratto. Antenore Plebiscito Padova e L'Ekipe Orizzonte ristabiliscono le gerarchie della regular season e conquistano in scioltezza il pass per la finale Scudetto. Dopo le palpitanti emozioni offerte da gara 1 e gara 2, i punteggi eloquenti maturati al termine delle due gare 3 sancisono il predominio delle squadre allenate da Posterivo (alla sesta finale in sette anni alla guida del club di cui ben quattro vinte) e Miceli. Ma sia la VetroCar Css Verona che la Lifebrain Sis Roma (che salvo sorprese dovrebbero disputare il prossimo 28 maggio lo spareggio terzo e quarto posto) escono dall'acqua con la consapevolezza che non ci vuole molto per accorciare il divario dalle dirimpettaie e alzare l'asticella a partire dal prossimo campionato dove ci si augura possa tornare protagonista anche il pubblico.
Nel derby veneto delle 14, il Plebiscito, caricato a mille dai festeggiamenti per il matrimonio di Elisa Queirolo, non risente della pesante assenza di Ranalli e mette subito le cose in chiaro. E' proprio la neo sposa ad aprire i giochi trasformando dai 5 metri a cui fa seguito il primo sussulto di Millo, top scorer con 4 reti. Guidate per l'occasione sul piano vasca dal duo Trevisan-Molena, le padrone di casa ingabbiano Alogbo alternando una difesa a pressing ad una a zona, mandando in tilt gli schemi di Zizza. Le scaligere provano a riorganizzarsi e trovano il pari con Marchetti ed il rigore di Bianconi. Quando la bilancia sembra pendere di nuovo dalla parte gialloblu, inizia lo show patavino che cancella gli spettri di gara 1. Queirolo non perdona davanti a Nigro poi Ilaria Savioli trova la deviazione vincente in superiorità su imbeccata di Dario. Il secondo parziale è un tiro al bersaglio delle biancoscudate che trovano soluzioni vincenti soprattutto dalla distanza e dalle posizioni 1 e 2. La scena se la prende Alessia Casson, il cui recupero dopo lo stop forzato è autentico toccasana per Posterivo, con due parabole beffarde per l'estremo difensore avversario. Verona non molla e trova altre due realizzazioni con Gragnolati e Marcialis, con un tiro a schizzo alle soglie del perimetro ed un 5 metri. Una saetta di Millo coglie di sorpresa Nigro poi è da applausi il no look con cui Centanni tiene al sicuro il vantaggio delle sue. Il rigore neutralizzato da Teani a Gragnolati, insieme all'occasione sciupata da Borg ed alla traversa di Zanetta, suona come il campanello d'allarme decisivo per le sorti del team veronese che assiste impassibile alle doppiette in rapida successione di Millo, letteralmente incontenibile, e Gottardo, lesta nel farsi valere al centro e anticipare le marcature. Una prodezza balistica di Dario che beffa anche il cronometro allo scoccare della terza sirena chiude di fatto le ostilità. Nell'ultimo parziale il gioco, ben diretto dal duo Gomez-Petronilli, subisce un evidente rallentamento ma lo spettacolo non ne risente e c'è ancora tempo per altre due reti misto di classe e precisione targate Centanni, il rigore trasformato da Casson, il minutaggio concesso alla baby Tognon e le reti della bandiera veronese con Sbruzzi e Gragnolati in extraplayer. Finisce 16-6.
Ventiseiesimo atto conclusivo per il tricolore targato L'Ekipe Orizzonte. Partenza rabbiosa di Catania e Sis Roma in tilt: 5-0 in meno di un tempo e mezzo con doppietta mancina di Emmolo che apre e chiude i conti. Nel mezzo Sparano non può nulla sulle conclusioni di Palmieri, Viacava nell'inedito ruolo di boa e Vukovic, a bersaglio con una spettacolare palomba. Il primo gol delle romane, in difficoltà in fase di finalizzazione, arriva dopo 13'38" di gioco con Tabani, in più, che prova a dare una scossa. Nella seconda metà la partita diventa nervosa, ruvida e L'Ekipe, dopo i goal di Barzon e Marletta, sacrifica Vukovic, Garibotti e Viacava che lasciano il campo per raggiunto limite di falli. La Roma ci prova ma non riesce a rientare. Emmolo realizza il terzo gol personale (8-2), Picozzi e Galardi vanno a segno in superiorità numerica ma rimangono due episodi. Gorlero e la traversa murano a ripetizione Giustini, Avegno e Chiappini. Nel finale esce per limite di falli anche la giallorossa Tabani dopo gli acuti di Palmieri in superiorità e Marletta e le etnee ruotano l'intera rosa a disposizione con l'ingresso di Leone e Condorelli tra i pali. Il 10-3 premia le ragazze di Martina Miceli che dimenticano la trasferta di Ostia e si preparano all'ennesima supersfida con Padova.
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