

Dal nuoto sincronizzato ad astro nascente della Pallanuoto. E' l'acqua il minimo, o meglio massimo, comun denominatore della rapida escalation sportiva di Dafne Bettini. Classe 2003, l'attaccante ligure in forza alla Pallanuoto Trieste è entrata sin da giovanissima nei radar della Waterpolo internazionale seguendo le orme di papà Daniele, che della formazione alabardata è allenatore della squadra maschile. Un talento puro, capace di esaltarsi nelle difficoltà: lo ha imparato sin da piccolina iniziando a collezionare i primi titoli tricolore con il Bogliasco. Un palmarès da fare invidia alla sua età: 5 Scudetti, 4 Argenti e 2 Bronzi in Italia, 1 Argento ed un Bronzo ai Mondiali giovanili ed un Bronzo agli Europei. Ma è solo l'inizio. Riavvolgendo il nastro, è la stessa Dafne a ripercorrere le tappe salienti dal primo amore dal sapore clorato all'attualità: "Inizialmente facevo nuoto sincronizzato nella Pro Recco a Punta Sant'Anna. Poi vedevo mio papà che vinceva e mi è venuta voglia di fare goal e di provare questo sport, iniziando a Bogliasco - racconta ai nostri microfoni - Ho avuto la fortuna di avere un allenatore bravissimo, Mario Sinatra, che ringrazio. Senza di lui non sarei la persona e l'atleta che sono. Rifarei tutto, certo, non ho un ricordo "preferito" dei miei trascorsi. Ogni titolo italiano e ogni medaglia è speciale a modo suo e ha una storia dietro". Una storia da condividere con compagne che diventano come sorelle: "La mia migliore amica Giulia Santinelli, nonché ex compagna di squadra, è la persona alla quale devo tanto e alla quale voglio un bene dell'anima", aggiunge Bettini Jr.
Cresciuta a pane e Pallanuoto, non ha mai pensato di vivere nell'ombra paterna ma di apprendere ogni piccolo segreto del mestiere per imporre successivamente il suo nome nell'albo dei vari trofei. "Diciamo che sono cresciuta in una famiglia di sportivi specialmente pallanuotisti. Mio zio, mio papà e soprattutto un "parente aggiunto" che è Alberto Angelini (il tecnico della RN Savona ndr), che reputo come un secondo papà ed è il mio padrino di battesimo nonché migliore amico di mio padre. Per me è un punto di riferimento di grande importanza, visto la carriera che ha fatto e i successi ottenuti. La pallanuoto è all'ordine del giorno in casa. Io e papà facciamo video analisi, guardiamo partite e commentiamo. Lui mi aiuta molto, senza pressarmi o essere pesante. Mi insegna tanti aspetti sportivi, sia dal lato tattico anche se abbiamo due ruoli diversi, che dal lato umano, ad esempio l'umiltà e il sacrificio. La vittoria più bella è vedere la mia famiglia orgogliosa e con le lacrime agli occhi dopo una vittoria importante".
Sarà stato così in casa Bettini anche qualche mese fa alla notizia della convocazione per il primo collegiale del new deal Setterosa alle dipendenze di Carlo Silipo. Ma quella del Polo Natatorio di Ostia non è stato il battesimo azzurro ma solo un altro step di una costante scalata: "La soddisfazione più grande è stata la prima presenza con la nazionale maggiore, nel 2018 a 15 anni. È arrivata dopo una serie di collegiali nei quali ero stata inserita e mi sembrava di sognare. La convocazione è arrivata poco dopo la scomparsa di un grande uomo, amico, padre e allenatore, Marco Paganuzzi, al quale ho dedicato questa prima presenza. Quando ho ricevuto la chiamata quest'anno ero molto contenta, perché è iniziato un nuovo ciclo con l'obiettivo Parigi 2024. Sono e sarò sempre orgogliosa di difendere i colori della mia nazione".
La palla passa poi alla stretta attualità che ha visto Trieste chiudere in bellezza il proprio campionato dopo un torneo ad ostacoli, risentendo e non poco della sospensione della stagione precedente: "La pausa è stata pesante per tutti, stare lontano dall'acqua per così tanto tempo non mi era mai successo - evidenzia la calottina numero 9 del team giuliano - Noi a Trieste siamo isolati geograficamente quindi fare amichevoli con qualcuno è difficile. Fortunatamente la società ci permette di fare tamponi regolari per rimanere tranquilli e poter giocare tra di noi. Siamo stati sfortunati, sia maschile che femminile, i casi Covid sono stati tanti già dalle prime giornate. Il nostro obiettivo era il quinto posto, non lo abbiamo centrato ma siamo cresciute partita dopo partita, anche commettendo passi falsi. Nel momento di difficoltà ci siamo prese per mano e siamo state una vera squadra come testimoniato dai risultati delle ultime partite. Ci tengo a ringraziare la società, il presidente, Ilaria Colautti, Andrea Piccoli e Giulio Torlo".
Se il campionato è finito, di certo non lo sono gli allenamenti in vista di quelli che sono i prossimi appuntamenti intercontinentali previsti dall'estate che vedranno sicuramente Bettini tra le punte di diamante, dalla Nazionale maggiore alle selezioni giovanili. Intanto Daffy, grande tifosa del Genoa e di Lewis Hamilton, prepara l'esame di maturità, ben consapevole di non dover trascurare il fondamentale binomio studio-sport nonostante tutte le difficoltà imposte dall'attuale situazione. Una ragazza seria che come tutte quelle della sua età non deve mai smettere di chiudere il cassetto dei desideri: "Il mio sogno è vincere un triplete con il club (Scudetto - Coppa Italia - Coppa dei Campioni) proprio come ha fatto mio papà quando era giocatore della Pro Recco - conclude - Poi ovviamente partecipare alle Olimpiadi che è il sogno che ogni atleta custodisce".
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