

Inizio col botto per le Semifinali play-off di A1 femminile. Sotto una pioggia battente l'impresa di giornata è della VetroCar Css Verona che espugna Padova con una prestazione di assoluto spessore in cui le performance dei singoli vengono esaltate da un grande spirito di gruppo e forza collettiva contro il favoritissimo Plebiscito. Il Sette di Zizza fa sua gara 1 (10-15) e adesso sogna il colpaccio bis martedì nel fortino delle Monte Bianco. Profetiche le parole della vigilia di Veronica Perna, tra le più pimpanti ed autrice di due reti frutto di una pregevole combo di tecnica e fisica, che aveva promesso la versione imprevedibile delle scaligere, caricate anche dall'esibizione del pre-partita con le ragazze dell'Hellas Verona Woman. Un allenamento promosso dal main sponsor che ha coniugato la promozione dello sport femminile all'ombra dell'Arena. Ma tornando ad oggi, la prima buona notizia per l'ex ct del Setterosa è rappresentata dal recupero di Esposito che seppur non in condizioni ottimali torna abile ed arruolabile. Di contro la compagine di Posterivo torna a vedere i fantasmi di Ostia (Len Trophy e Coppa Italia) e dopo un buon inizio (Millo subito a segno), subisce il veemente ritorno ospite con le reti in rapida successione di Gragnolati, Alogbo, Bianconi e Marcialis (foto Paul Take). Sarà l'inizio del personale show della calottina numero 7 di origini liguri che dopo la momentanea sospensione del match per un violento temporale trafigge in bello stile Teani, oggi in giornata no, nel giro di due minuti. Prima dello stop le marcature biancoscudate di Martina Savioli e Cocchiere, rilevatesi illusorie. Alla ripresa dopo il terrificante uno-due di Carolina, la VetroCar continua a spingere e allunga il divario con la beffarda parabola disegnata da Borg e l'astuzia di Perna che dal centro resiste alla carica di un'avversaria e trova il varco giusto per spedire la sfera alle spalle del numero 1 di casa. Nel mezzo al via lo show tra i pali di Divina Nigro che para l'impossibile, facendo mettere le mani nei capelli alla panchina avversaria. Verona ha la possibilità di arrotondare il punteggio ma il 5 metri di Gragnolati s'infrange sul palo, sul ribaltamento di fronte Ranalli riesce a fatica a superare l'estremo difensore calabrese. Al cambio vasca, l'Antenore prova a reagire ed accorcia con Dario in superiorità numerica ma non ha fatto i conti con l'ispirazione di Marcialis che con due giocate d'alta scuola firma la sua manita. C'è gloria anche per l'ormai ritrovata Alogbo su imbeccata di Zanetta poi Teani si fa sorprendere dalla palomba di Perna e dalla schiacciata dai 2 metri della baby Sbruzzi. L'unica fiammata patavina reca ancora la firma di Martina Savioli. Il sigillo che mette in ghiaccio il confronto arriva in apertura degli ultimi 8' con Bianconi, letale in extraplyer. Con la vittoria ormai in pugno, Verona, dopo il tris di Alogbo, può gestie il vantaggio e solo la forza della disperazione porta Padova a diminuire il vistoso divario con Meggiato, Ilaria Savioli, Queirolo e Cocchiere. A fine gara torna finalmente il sorriso a 32 denti sui volti delle atlete gialloblu mentre è di umore diametralmente opposto la truppa di Posterivo. Si preannuncia una gara 2 spettacolare.
Vendetta servita a Catania da L'Ekipe Orizzonte che si riscatta del ko nell'ultima giornata del Preliminary Round Scudetto e si aggiudica con una prova convincente gara 1 ai danni della Lifebrain Sis Roma (10-5) cui non basta il pokerissimo dell'inesauribile Silvia Avegno. Il confronto si decide dopo la prima metà di gara: nel primo tempo alla terna catanese Vukovic-Marletta-Palmieri rispondono per la Roma il capitano del Setterosa e Picozzi. Il secondo parziale è segnato dagli errori ai 5 metri; due rigori falliti delle ospiti (traversa di Giustini e miracolo di Gorlero su Picozzi) e uno da L'Ekipe (Sparano dice no a Garibotti) che però riesce comunque a compiere l'allungo definitivo grazie ai gol di Viacava, Riccioli e Marletta. Più equlibrate le ultime due frazioni dove le ragazze di Martina Miceli mettono al sicuro il risultato con Palmieri, la mancina Riccioli ed il rigore questa volta trasformato da Garibotti. Il tris di Avegno carica la squadra di Capanna che subisce però troppi goal in situazioni di parità numerica. Ultimo tempo avaro di grosse emozioni: dopo lo squillo di Palmieri, bisogna superare il 6' per vedere una porta violata con la stoccata di Marletta che darà il via poi alla volata finale in cui Galardi prima ed Avegno (ancora) poi rendono meno pesante il passivo. L'incrocio a campi invertiti martedì al Polo Natatorio di Ostia.
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