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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

07/05/2021

SPIAGGE LIBERE

Dovrebbe partire a breve il bando per l’assegnazione dei servizi balneari sugli arenili salernitani. Gli arenili interessati sono: il tratto di spiaggia compreso tra lo stabilimento balneare Conchiglia fino all’ex Ostello della Gioventù; il tratto tra il lido Caravella e l’area destinata a sosta natanti; l’arenile compreso tra l’area utilizzata a parcheggio dopo il Polo nautico e lo stabilimento balneare Colombo; il tratto di spiaggia tra questo ultimo arenile e il Nuovo Mercatello; l’arenile compreso tra il Nuovo Mercatello e il Lido; tra quest’ultimo e il Miramare; il tratto tra Arenella e il cantiere Motonautica Mercatello. Stando alla delibera approvata in giunta, ogni soggetto giuridico potrà essere assegnatario di un solo arenile, in caso di parità, si procederà mediante sorteggio. Inoltre, gli arenili che non risulteranno affidati potranno essere proposti alle medesime condizioni dell’avviso ai concorrenti affidatari per gli altri arenili, mediante sorteggio; l’affidatario avrà anche la possibilità di effettuare la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande preconfezionate. Dunque, le spiagge rimarranno libere ma avranno servizi extra che saranno affidati a privati e il bando potrebbe partire già nei prossimi giorni. La fruizione delle spiagge La fruizione delle spiagge resta libera per tutti i bagnanti che, con questa attività, potranno usufruire di servizi aggiuntivi che è possibile acquistare al bisogno. “La delibera della giunta comunale definisce un modello di fruizione degli arenili pubblici cittadini che garantisce la libera fruizione, genera economia e lavoro, offre servizi aggiuntivi opzionali, assicura la pulizia e la sorveglianza delle spiagge pubbliche”, aveva dichiarato il sindaco Napoli, presentando il bando. Le spiagge cittadine, a seguito dell’intervento di ripascimento e con il progressivo ampliamento della rete e del servizio di depurazione, diventano una preziosa risorsa sociale ed economica. (Cronache)

VERSO LE COMUNALI - BATTIPAGLIA

Parla di una campagna elettorale particolarmente lunga e di motivi di salute che lo costringono ad un’operazione e ad una lunga convalescenza Alfredo Liguori che annuncia la decisione di ritirare la sua candidatura alla carica di sindaco per la città di Battipaglia. Voci che, a onor del vero, si rincorrevano ormai da diverse settimane con un susseguirsi di addii e di dimissioni da parte delle liste che erano scese in campo con Liguori, in vista dell’attesa tornata elettorale. Ieri l’annuncio ufficiale: poche parole e due motivazioni che l’avrebbero spinto a fare un passo indietro. “A malincuore devo annunciare il ritiro della mia candidatura a sindaco della città di Battipaglia, fondamentalmente per due motivi diversi eppure complementari tra loro – ha dichiarato Alfredo Liguori – Il primo è di tipo politico. Quando il 17 ottobre 2020 ho ufficializzato la mia discesa in campo, si prospettava una campagna elettorale di soli sette mesi e con uno scenario politico completamente diverso rispetto a quello attuale. Eravamo già costretti a fare i conti con le preoccupazioni e le restrizioni causate dalla pandemia, ma il voto era previsto per maggio. Poi, come è noto, il ritorno alle urne è stato rinviato a ottobre e il panorama politico è cambiato, con nuovi nomi e nuove candidature. Ciò avrebbe richiesto, da parte mia, uno sforzo fisico e organizzativo improbo, che avrebbe dovuto vedermi impegnato in una campagna elettorale troppo lunga in confronto a quella preventivata”. E poi, la seconda motivazione, riconducibile a problemi di salute: “A causa di un problema di salute sopraggiunto nelle ultime settimane, dovrò sottopormi ad un intervento chirurgico che richiederà una lunga convalescenza e che, di fatto, mi impedirebbe di condurre la campagna elettorale e l’attività politica nel mio modo tradizionale, quello che ha caratterizzato la mia attività politica per trentacinque anni: porta a porta, faccia a faccia, occhi negli occhi con i cittadini – ha dichiarato ancora l’ormai ex aspirante sindaco – Nell’informare del ritiro della mia candidatura a sindaco, che non ha motivazioni diverse da quelle espresse in questo comunicato, ringrazio di vero cuore tutti gli amici, i collaboratori, i candidati delle mie tre liste civiche – “Liguori Sindaco”, “Battipaglia in Movimento” e “Battipaglia Insieme” – per aver creduto in me, “il candidato del popolo” come recitava il mio slogan elettorale, e avermi onorato della loro vicinanza in questa (comunque bella) avventura”. Liguori ringrazia poi il consigliere comunale Luigi D’Acampora e l’Avvocato Monica Giuliano, che “mi hanno dimostrato una lealtà encomiabile e assoluta dall’inizio alla fine di questa esperienza. Tutti loro sono naturalmente liberi di scegliere il candidato a sindaco che più riterranno opportuno e di collocarsi nelle liste che preferiranno. Non è mia intenzione dare indicazioni di voto e condizionare nessuno nelle sue scelte – ha detto infine – Prima di essere un politico, sono un marito e un padre, ed è mio dovere concentrarmi esclusivamente sulla mia salute, in questo momento. Sono certo che questa scelta verrà rispettata e non strumentalizzata”. Ad esprimere solidarietà a Liguori Vincenzo Inverso, coordinatore cittadino di Italia Viva: “Vicini ad Alfredo Liguori, cui auguriamo innanzitutto di risolvere quanto prima ogni problema di salute – ha dichiarato il renziano – Sul piano politico, a prescindere dalle singole posizioni in campo, ci auguriamo che comunque non venga meno (nei modi e nelle forme che riterrà più opportune) il suo contributo di idee ed esperienza per la Città”. (Cronache)

Un accordo politico-programmatico su temi di grande rilievo per la città come la sicurezza, l’ambiente e il turismo. E’ quello siglato tra il neonato movimento “Battipaglia Capitale”, fondato e presieduto da Gianluca Barile, e il candidato a sindaco Ugo Tozzi. L’accordo prevede, in caso di elezione dell’esponente di “Fratelli d’Italia”, l’istituzione dei “Vigili di Quartiere”; l’opposizione ferma e decisa all’allocazione di qualsiasi nuovo impianto per il trattamento di rifiuti sul territorio comunale, con la drastica riduzione di quelli attualmente trattati presso l’ex “Stir”, e la riqualificazione della fascia costiera, con la partecipazione di pubblico e privato per la realizzazione di nuove strutture alberghiere, sportive, ricreative e abitative, con la realizzazione di un vero e proprio lungomare. “Battipaglia Capitale” sarà presente con una propria nutrita delegazione, composta prevalentemente da giovani, nelle liste a sostegno di Tozzi. “Il nome del nostro Movimento – spiega Gianluca Barile – nasce dalla necessità e dal desiderio di far ritornare la città ai fasti di un tempo, quando era considerata tra i comuni più virtuosi d’Italia ed era, di fatto, la capitale della Piana del Sele. Io e il consiglio direttivo, abbiamo trovato da parte del dottor Tozzi la massima disponibilità ad accogliere le nostre istanze perché questo sogno divenga realtà. Uniti alle nostre idee ci sono e ci saranno i nostri valori cristiani. Il nostro caro e amato Papa Francesco ha detto più volte che un buon cattolico deve immischiarsi in politica dando il meglio di sé. Noi vogliamo provarci. Non a caso il nostro stemma è un’áncora, il segno distintivo della nostra venerata patrona, Santa Maria della Speranza”. “Sono orgoglioso di questa scelta di campo del gruppo umano e politico guidato da Gianluca Barile – afferma, dal canto suo, il candidato a sindaco Ugo Tozzi – e sono convinto che i giovani che si candideranno con noi e quelli che ci sosterranno con il loro voto dall’interno del Movimento sapranno farsi valere e dare un contributo determinante affinché Battipaglia divenga nuovamente la capitale della Piana del Sele. Mi sento emozionato e responsabile nell’accogliere i sogni e i desideri di questi giovani, ma anche sicuro di non deludere le loro attese”. Tra i sicuri candidati al consiglio comunale per “Battipaglia Capitale”, il responsabile del Gruppo Giovani, Josef Ben Othman; la responsabile del Gruppo Femminile, Demetria Barile; il segretario Antonio Marzucca, il socio fondatore Romeo Nuzzi ed altri attivisti che aderiranno a questo progetto nelle settimane a venire. (Ora Notizie)

L'APPELLO

Hub vaccinali ad Eboli. È l’appello lanciato dall’Anpi della Valle del Sele che, nei giorni scorsi, ha scritto al commissario prefettizio di Eboli per chiedere di individuare – e mettere a disposizione – strutture mobili o immobili per far partire il centro vaccinale di popolazione. “La liberazione dal Coronavirus non passa solo per le restrizioni delle libertà individuali e i sacrifici richiesti a cittadini, ma passa anche per le azioni positive delle amministrazioni comunali. In particolare, la vaccinazione di popolazione presso i comuni. Abbiamo chiesto al commissario De Iesu di adoperarsi e mettere a disposizione strutture immobili e mobili nelle disponibilità della città, in sinergia con il Distretto Sanitario di Eboli, per far partire un “centro vaccinale di popolazione” pure a Eboli – ha dichiarato il comitato dell’Anpi Valle del Sele – Eboli, che pure è capofila territoriale della Valle del Sele, non deve essere il fanalino di coda nella organizzazione dei centri vaccinali di popolazione, che, invece, sono stati già attivati dalle amministrazioni comunali dei paesi del comprensorio. Fiduciosi di un riscontro positivo per la città, ci dichiariamo sin d’ora disponibili a mettere a disposizione le professionalità presenti nella nostra associazione maturate a livello di protezione civile nazionale Covid19, nel campo vaccinale e dell’emergenza”. (Cronache)

LE PROPOSTE

“Ottima iniziativa la card vaccinale” dichiara Claudio Pisapia, presidente della FederComTur, “però, noi come FederComTur insieme ad A.b.b.a.c., faremo delle osservazioni migliorative. Daremo un contributo fattivo, invieremo alla Regione il nostro progetto Covid Free, che integrato alla card potrà coprire una più ampia fascia di utenti”. Va considerato, infatti, secondo i presidenti delle due associazioni, che a giugno ci saranno ancora persone da vaccinare e bisognerà adottare provvedimenti “sicuri e non discriminatori” per i cittadini non ancora vaccinati non per propria scelta e che vogliono godere di una vacanza in Campania. “Bisogna mettere tutti in condizione di fruire delle nostre spiagge, delle nostre meravigliose località turistiche in sicurezza” sostiene Agostino Ingenito, presidente dell’A.b.b.a.c. “Chiaramente siamo d’accordo sull’iniziativa della Card” prosegue il presidente Pisapia “se corroborata da deroghe sicure. Coloro che non hanno il vaccino vanno seguiti, controllati e aiutati, con la possibilità di avere tamponi gratuiti, laboratori di analisi convenzionati a disposizione. Inoltre con un App da noi generata, si vanno ad individuare le strutture che rispettano i protocolli e si mette in condizione il turista visitatore di conoscere le bellezze del nostro territorio. Un’ipotesi del genere è praticabile, sempre che la Regione promuova presso le prefetture un tavolo di coordinamento delle forze di polizia locale, per il controllo e la garanzia dell’estate sicura Covid Free”.

IL PREMIO

Proclamati i vincitori di “Cento di questi anni”, la special edition di Premio Giotto La Matita delle Idee e Premio LYRA, i concorsi che F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini porta nelle scuole italiane ormai da diversi anni. Nati per supportare e dar voce alla creatività, hanno vissuto al fianco degli studenti questo periodo storico unico, tra rallentamenti e didattica a distanza, fino a sottolineare con ancora più forza la voglia dei ragazzi di fare, di impugnare una matita, di accendere e condividere la creatività. La stessa passione che coinvolge Fila e che l’ha spinta a prorogare l’edizione lanciata nel 2019, una decisione fortemente voluta per continuare a restare accanto a chi la scuola la vive e la anima. E la Campania emerge in modo importante, con ben 4 scuole selezionate tra i vincitori nazionali. “The weather project- Olofen Eliasson” della Scuola dell’Infanzia Comunale Mario Ruta-2° Circolo Comunale di Napoli – Premio Giotto La Matita delle Idee, sezione infanzia. “Caretakers of future (Custodi del futuro)”, del IV° Circolo didattico scuola dell’infanzia Annunziatella di Castellammare di Stabbia (NA) – Premio Giotto La Matita delle Idee, sezione infanzia. “Lo dirò a Dio”, Scuola Secondaria di I Grado Dante Alighieri di Roccadaspide (SA) – Premio LYRA. “Avanguardie” della Scuola Secondaria di I Grado Aldo Moro di San Felice a Cancello (CE), Premio LYRA. Gli elaborati delle scuole campane si aggiungono ad altri 36 vincitori nazionali e 60 regionali, di cui altre 3 dalla Campania. “100 Colori”, Scuola dell’Infanzia di Bellosguardo (SA) – Premio Giotto La Matita delle Idee, sezione infanzia. “Un alfabeto…ad arte”, I.C. De Filippo-DD2 di San Nicola La Strada (CE) – Premio Giotto La Matita delle Idee, sezione primaria. “Emozioni a colori”, Scuola Secondaria di 1° Grado Statale Angelo Mozzillo di Afragola (NA), Premio LYRA. Sono dunque 100 i vincitori totali. Elaborati ricchi di talento, dal punto di vista tecnico e progettuale. Opere che sottolineano il grande impego degli insegnanti, capaci di orchestrare, in quest’edizione più che mai, il lavoro di bambini e ragazzi tra casa e scuola, guidandoli in un percorso conoscitivo ed espressivo intensissimo. I due concorsi, naturalmente diversificati a seconda del ciclo scolastico, hanno poi accompagnato i partecipanti verso la stessa strada sotto la traccia “Cento di questi anni”, 100 anni di innovazione, 100 anni di pensiero creativo, 100 anni di rivoluzioni artistiche: sperimentare e contaminare con la libera espressione degli studenti, i linguaggi che l’arte dell’ultimo secolo ci ha regalato attraverso i colori, gli accostamenti, le forme, le tecniche e le azioni. Tutte gli elaboratori, completi di descrizione e dettagli, sono visionabili sui siti dedicati: https://lamatitadelleidee.fila.it/vincitori/ e https://premiolyra.fila.it/vincitori/. Alle scuole vincitrici, Fila assegna una fornitura completa di prodotti per dare voce e forma alla creatività: colori e album Giotto per i più piccoli, LYRA e carte Canson per le scuole secondarie di primo grado (un valore di circa 3.500 euro per ogni assegnazione nazionale e di circa 1.000 euro per ogni regionale). Inoltre, a tutti i 100 premiati, due libri firmati Fabbri Editori (per le scuole vincitrici del Premio Giotto La matita delle Idee) o un libro sul tema dell’arte fornito da Rizzoli Education (per gli istituti che hanno vincitori per il Premio LYRA). I concorsi FILA e i premi assegnati confermano il supporto dell’azienda alle scuole e alla crescita creativa delle nuove generazioni. F.I.L.A. (Fabbrica Italiana Lapis ed Affini), nata a Firenze nel 1920 e gestita dal 1956 dalla famiglia Candela, è una Società italiana e una delle realtà industriali e commerciali più solide, dinamiche, innovative e in crescita sul mercato. Dal Novembre 2015, F.I.L.A. è quotata alla Borsa di Milano, segmento STAR. L’azienda, con un fatturato di 608,2 mln di euro al 31 Dicembre 2020, ha registrato negli ultimi vent’anni una crescita significativa e ha perseguito una serie di acquisizioni strategiche, fra cui l’italiana Adica Pongo, le statunitensi Dixon Ticonderoga Company ed il Gruppo Pacon, la tedesca LYRA, la messicana Lapiceria Mexicana, l’inglese Daler-Rowney Lukas e la francese Canson fondata dalla famiglia Montgolfier nel 1557.

REGINA MARGHERITA

Continuano i problemi al liceo “Regina Margherita” di Salerno, l’istituto resta ancora con poche aule a disposizione degli studenti. Solo qualche mese fa, con la presenza del sindaco durante una riunione tenutasi presso l’edificio lasciato libero dal Tribunale sembrava risolta la questione, con l’accordo e la conseguente divisione delle aule e dell’ingresso lato piazza XXIV maggio da utilizzare in comune con la scuola media “Pirro”. Ad oggi, però, mancano ancora aule per la didattica, mentre il portone e la scala (plesso ex Tribunale Corte di Appello) potranno essere utilizzati, ovviamente una volta adeguati a tutti i sistemi di sicurezza, come via di evacuazione per il Liceo. Sulla questione, arriva l’accorato appello alle istituzioni locali del rappresentante dei genitori in seno agli organi collegiali dell’istituto, Michele Faiella. La missiva va in primis al sindaco della città Vincenzo Napoli e al presidente della Provincia, affinchè ognuno per il proprio ruolo di competenza risolva al più presto il disagio di quest’ultimo scorcio scolastico degli studenti dello “storico” Liceo salernitano, con la speranza che a settembre (anno 2021-2022) tutto possa ripartire a pieno ritmo. (Cronache)

QUI EBOLI

Il Tar accoglie il ricorso della società Ladurner. La società di Bolzano che gestisce l’impianto di compostaggio dovrà essere risarcita. Il dimezzamento dei costi dell’umido, da 90 a 45 euro, non fu legittimo. Il danno per la società privata ammonta a 850mila euro. La cifra verrà pagata dagli ebolitani. Nelle prossime bollette della spazzatura. «Diamo i numeri giusti, la pagheranno quel 60/65 per cento degli ebolitani che paga la tassa sui rifiuti. Gli altri evadono » spiegano a palazzo di Città. Ennesima stangata per il Comune di Eboli. Ma questa volta i politici, travolti dallo scandalo giudiziario, non hanno colpe. La responsabilità sarebbe di un dirigente comunale che avrebbe effettuato il taglio da 850mila euro. «Fu una scelta del tutto personale. Al dirigente costerà tra gli 80mila e i 100mila euro. Il resto lo metteranno gli ebolitani». Parlare di stangata, non sarebbe nemmeno esatto. «Gli ebolitani- spiegano negli uffici comunali- hanno beneficiato di uno sconto. Per il Tar non è legittimo. Questa è la sentenza, quella lacuna va colmata». Pochi giorni fa, il dispositivo del Tar è arrivato anche sulla scrivania del commissario prefettizio Antonio De Iesu . L’ente pubblico, ora, dovrà decidere cosa fare: ricorrere al Consiglio di Stato o spalmare il risarcimento alla Ladurner tra le bollette della spazzatura che arriveranno nelle case degli ebolitani. Continuando il contenzioso, il Comune rischia di essere condannato a pagare altre spese legali. Il “ripristino” dei costi della spazzatura saranno le famiglie ebolitane oneste. Quelle che le tasse le pagano. Dal primo all’ultimo euro. In piazza Tito Flavio Silvano, durante la pausa caffè, c’è un sindacalista che però solleva una questione morale. «Chiuso il rapporto con la Soget, nessuno più si occupa di combattere gli evasori fiscali. All’ufficio tributi in Comune ci sono due persone che tra mille difficoltà riescono a stento a completare il lavoro ordinario. Per combattere l’evasione bisognava assumere delle figure all’uopo ». Il commissario prefettizio ha annunciato 30 nuovi posti di lavoro: «Sono tutte figure che non rientrano nella guerra agli evasori - spiega il sindacalista-. Per questo potevamo fare di più. Arrivare a 50 assunzioni e destinare venti persone a occuparsi solo di questo. La lotta all’evasione. I vincoli di spesa sono allentati, fino al 2025 potremmo tentare altre assunzioni». I vecchi dipendenti di via Ripa rilanciano un loro ancestrale cavallo di battaglia: riaffidare al Comune la raccolta differenziata. Lo fanno a Battipaglia. E a fare due conti, la spesa appare conveniente. «Con 7 milioni di costi annuali e l’evasione tra il 35 e il 40 per cento, per l’ente sarà sempre anti economico affidare la gestione della spazzatura alle ditte esterne ». Tornare al passato: «Quando l’ex sindaco Antonio Morrone e Biagio Darino acquistarono il materiale necessario per la raccolta della spazzatura. Materiale che venne, dai sindaci successivi, regalato a una società privata».

CO.FA.SER

“La recente chiamata in giudizio degli attuali Amministratori Comunali di Sarno e di Mercato S.Severino impone di fare chiarezza sulla vicenda del Consorzio Farmaceutico Co.Fa.Ser.” E’ quanto dichiara Giovanni Romano, coordinatore del Movimento Civico Sanseverinese. “Le criticità economiche e finanziarie del Consorzio erano venute a galla già nel 2016 grazie ai dettagliati rilievi del Consiglio di Amministrazione dell’epoca. Ma erano rimaste nell’ombra per continuare a propagandare l’immagine di una struttura in eccellente stato. Si sarebbe dovuto intervenire già allora invece di proseguire nelle disinvolte spese di rappresentanza e di personale assunto dalle agenzie di lavoro interinale. L’Amministrazione Romano aveva opportunamente deliberato di non proseguire a tenere in vita il Consorzio la cui scadenza naturale era fissata al 2018 e di riprendere in gestione diretta la Farmacia di S.Vincenzo, la più produttiva di tutte. Avremmo avuto una entrata certa nel bilancio comunale e non ci saremmo dovuti preoccupare di rimetterci come, purtroppo, potrebbe accadere ora. L’attuale Sindaco pro-tempore sembrava dello stesso avviso. Basta leggere quanto scritto nel suo programma elettorale e verificare i primi atti dopo la sua elezione. Ma quando si è trattato di concludere l’accordo politico con il PD e il centrosinistra che gli ha consentito di mantenere salda la poltrona fino ad oggi, cambiò idea e si accucciò al volere dei nuovi alleati scegliendo di mantenere in vita il “carrozzone” per altri 20 anni! Una “stranezza” visto che nel 2018 l’attuale Sindaco pro-tempore di Mercato S.Severino si rifiutò di approvare i bilanci del Co.Fa.Ser. in Assemblea lasciando che a farlo fosse solo il Sindaco pro-tempore di Sarno. Era a conoscenza di fatti specifici della gestione che sconsigliavano l’approvazione dei bilanci? E se così fosse, a chi e quando ha denunciato questi fatti? Quando ha informato la nostra Comunità? Soprattutto, ha informato i consiglieri comunali di Mercato S.Severino della sua posizione e delle sue perplessità quando li ha chiamati ad approvare i bilanci consolidati del Co.Fa.Ser.? Se il Sindaco pro-tempore ha omesso di informarli deve dar conto del suo operato. Se i Consiglieri Comunali erano a conoscenza di tutto, allora hanno agito in virtù dell’accordo politico con il PD e il Centrosinistra e, quindi, per mantenere la poltrona. E’ giusto, quindi, che chiariscano la loro posizione in Tribunale e che la nostra Comunità sappia cosa davvero è accaduto e sta accadendo al Consorzio Farmaceutico. Anche perché i recenti fatti lasciano intravedere un altro (per ora inconfessabile) epilogo. Abbiamo letto le dichiarazioni trionfalistiche dei “salvatori” del Co.Fa.Ser. impegnati a dare il proprio contributo professionale per improbabili operazioni di ristrutturazione finanziarie. A noi sembra che l’impegno sia stato profuso non tanto per il “bene comune”, ma per costituire le condizioni necessarie a giustificare la “privatizzazione” del Consorzio attraverso la sua cessione totale o parziale ai “creditori” che sono spuntati dopo l’accertamento delle perdite di bilancio. Avanzo il terribile sospetto, quindi, che i debiti del Consorzio siano stati fatti emergere “ad arte” solo quando servivano tentando di addossare le presunte “colpe” agli Amministratori di precedenti agli attuali in modo da precostituirsi un “alibi” di ferro. Una sorta di “svendita” orchestrata per favorire qualcuno e raccattare consensi favorendo liberamente “amici” e “conoscenti”. Era questo l’obiettivo finale da conseguire con l’accordo politico del 2017 che ha visto l’attuale sindaco pro-tempore cambiare la sua posizione e appiattirsi sulle posizioni del PD e del centrosinistra? Stiamo ricostruendo fatti e circostanze per presentare un esposto all’Autorità Giudiziaria e alla Magistratura Contabile e chiedere di fare luce sull’intera vicenda”, conclude Romano.

IL CASO

Sindaci espropriati dal loro ruolo all’interno dell’Ente Idrico Campano. La componente “acqua pubblica” si ribella e tra questi Franco Gioia, intervenuto, nel corso dell’ultima riunione della Rete Civica No Gori. Gioia, rappresentante del Comune di Fisciano rappresenta come pur avendo il 51% delle quote societarie di Gori Spa, i 76 Comuni sono espropriati di fatto delle loro prerogative di Soci di maggioranza da un Commissario che li sostituisce nelle Assemblee e dal 2013 sta ricamando la chiusura di un ente inutile: l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano (sostituito dall’EIC). Inoltre, Franco Gioia preannuncia un’ iniziativa alla Corte dei Conti per porre fine.

LA RADIO

Una radio di Salerno gestita dai giovani. La Nostra Libertà presenta la sua “città dei giovani” con una sua prima ed innovativa iniziativa: una radio, gestita dai ragazzi che per i quartieri incontreranno, ascolteranno, daranno voce ai cittadini salernitani. La ‘prima’ della radio in strada ci sarà nel corso dei gazebo che la Nostra Libertà allestirà nella mattinata di domenica al lungomare, nei pressi di Camera di Commercio, a partire dalle ore 11. Questa mattina, Antonio Cammarota, consigliere comunale e candidato sindaco de “La Nostra Libertà”, Anna Borrasi, responsabile del movimento giovani “La Nostra Libertà” e Matteo Marchetti, vicesegretario nazionale del Codacons, hanno illustrato i progetti e le iniziative a favore dei giovani. “Valorizziamo e sosteniamo il diritto allo spazio libero. Altro concetto fondamentale è fare sistema per difendere la nostra economia. Ancora la nostra bellezza, la nostra arte, per difendere il lavoro dei nostri giovani e farli rimanere nella terra dei padri. Anche in questo caso la città del talento va in questa direzione”, afferma Antonio Cammarota secondo cui “il comune di Salerno ha perso fondi per non aver partecipato a progetti proprio per realizzare una radio dei giovani, cosa che è avvenuta in altre realtà’. Si è fatto, dunque, ciò che l’amministrazione non ha fatto con soldi pubblici, attraverso forze private. Questo strumento è a disposizione di Salerno e della sua libertà”. “La radio sarà trasmessa sulle pagine social de ‘La Nostra Libertà’ e sarà aperta a tutti i giovani di Salerno che vorranno prendere parte a questa iniziativa. Noi giovani siamo l’occasione di Salerno, la web radio è il nostro strumento per partecipare attivamente alla vita della nostra città ed è anche la possibilità di far conoscere la realtà dei giovani attraverso i nostri occhi”, dichiara Anna Borrasi. “Nasce una web radio a prescindere da ogni colore politico, ed è un fatto unico ed importante per questa città. E’ una realtà che si concretizza ed una opportunità per i giovani. Mentre gli altri discutono, noi abbiamo le idee chiare e abbiamo già avviato delle iniziative concrete”, sostiene Matteo Marchetti. Intanto tornano i gazebo della Nostra Libertà: appuntamento sabato pomeriggio a via Velia e domenica mattina a lungomare.

A GIUDIZIO

Comincerà il prossimo 9 giugno il processo per l’accusa di intestazione fittizia di beni relativa alla “Boutique del pane”, esercizio commerciale di panetteria a Cava. Cinque le persone imputate. La vicenda giudiziaria si collegata al filone investigativo antimafia contro il “clan” guidato da Dante Zullo. Al centro di quest’inchiesta l'imprenditore Antonio Di Marino che avrebbe ricevuto - secondo la Dda di Salerno - agevolazioni dal gruppo malavitoso dei Zullo. Nella fase di indagini preliminare, su questa vicenda, si sono avute una sequenza di questioni cautelari, tra blocchi dei beni e dissequestri. Sul banco degli imputati, oltre a Di Martino, sono chiamati Carmela Palumbo, Michele Conte, Gerardo Paolillo ed Emanuele Passero. L’udienza è fissata da ai giudici della sezione collegiale del tribunale di Nocera Inferiore. (La Città)

IL SEQUESTRO

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sarno, allertati dalla Centrale Operativa 112, si sono portati presso un panificio per verificare una segnalazione relativa all’uso di legna verniciata utilizzata come combustibile per la cottura del pane. Giunti presso l’esercizio commerciale che svolge anche attività di panificazione i militari, coadiuvati da tecnici dell’ASL di Angri, hanno ispezionato i locali adibiti ad esercizio di vicinato ed a laboratorio artigianale di prodotti da forno freschi e secchi. Nel laboratorio i militari hanno trovato rifiuti speciali derivanti dalla lavorazione del legno (legno verniciato, impiallacciato e comunque trattato, frammenti di pallet) pronti per essere utilizzati all’interno dei forni come combustibile ed altro legno verniciato stivato in cassoni destinato allo stesso utilizzo; altri cassoni, tutti contenenti la stessa tipologia di rifiuto speciale, si trovavano nell’area esterna di pertinenza del panificio. Richiesta documenti relativa alla provenienza dei rifiuti rinvenuti e fatture di acquisito di legna da ardere quale combustibile per i forni, il titolare non era in grado di esibire documentazione comprovante la provenienza dei materiali né l’acquisto di legna. All’esito di quanto accertato i militari hanno provveduto al sequestro di otto cassoni pieni di rifiuti speciali e di due cumuli di rifiuti speciali (legno verniciato, impiallacciato e comunque trattato, frammenti di pallet), inoltre hanno sequestrato 350 kg di prodotti da forno (pane fresco, fette biscottate, taralli e freselle). Deferito alla AG il titolare dell’esercizio per gestione non autorizzata di rifiuti speciali e per preparazione di sostanze alimentari con trattamento nocivo; interdetta con provvedimento dell’autorità sanitaria l’attività di panificazione.

DROGA

I Carabinieri della tenenza di Pagani hanno arrestato in flagranza del reato di coltivazione illecita e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 47enne di Nocera Inferiore già noto per precedenti di altra tipologia. L’operazione è scaturita nell’ambito dei servizi di controllo del territorio Espletati dalla tenenza nel proprio territorio di competenza, nel corso dei quali una pattuglia ha effettuato una perquisizione d’iniziativa all’interno di un fondo comprendente terreno incolto e un manufatto adibito a deposito. Nel corso della perquisizione, è stata individuata dagli operanti una vera e propria coltivazione di marijuana realizzata all’interno di una serra, munita di sistema di termo-ventilazione, lampade di irradiamento, impianto di irrigazione nonché dispositivo per la misurazione dell’umidità. La coltivazione, composta da circa 110 piante dell’altezza media di 1 metro circa, è stata sottoposta a sequestro unitamente a un quantitativo di cocaina, bilancini e materiale per il confezionamento. Dato il rilevante quantitativo di stupefacente rinvenuto, le indagini proseguiranno, nell’ambito della più ampia attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti espletata dalla tenenza di pagani, per l’individuazione dei canali di smercio cui la sostanza era evidentemente destinata. La persona arrestata, su disposizione del P.M. di turno della procura della repubblica di Nocera Inferiore, è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo.

LA SCOPERTA

È stato liberato dai Carabinieri un esemplare di macaco giapponese delle nevi (Macaca fuscata), specie in via di estinzione, detenuto illegalmente in gabbia a Montecorvino Rovella. I militari del Nucleo Carabinieri Cites di Salerno, a conclusione di un'indagine nata a seguito di una segnalazione della Lega nazionale per la difesa del cane di Salerno, hanno denunciato all'autorità giudiziaria il possessore del macaco giapponese delle nevi, specie minacciata di estinzione e pertanto tutelata dalla Convenzione Cites, nonché ritenuta pericolosa per l'incolumità e la sicurezza pubblica. Il macaco era detenuto in gabbia in condizioni incompatibili con la specie e produttive di gravi sofferenze, nonché lesive del benessere, in quanto collocato in ambienti privi di arricchimenti ambientali, inadeguati dal punto di vista delle dimensioni, della salubrità e delle condizioni etologiche.I Carabinieri Forestali hanno pertanto anche proceduto, al fine di evitare il perdurare dello stato di sofferenza del piccolo primate, al sequestro dell'esemplare. Con il coordinamento della Facoltà di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli sono state svolte le operazioni tecnico-veterinarie volte ad assicurare il prelievo in sicurezza, la manipolazione, le prime cure, il contenimento, il trasporto e la custodia giudiziaria presso un'idonea struttura ospedaliera veterinaria attrezzata che provvederà alla osservazione in quarantena e all'esecuzione degli esami clinico diagnostici, nonché alla microchippatura dell'esemplare. Hanno lavorato a supporto i medici veterinari dirigenti dell'Asl di Salerno, dello Zoo delle Maitine di Pesco Sannita (Benevento), del Criuv (Centro di riferimento regionale per igiene urbana veterinaria - Presidio ospedaliero veterinario) dove verrà ospitato inizialmente il primate in custodia giudiziaria, fino al suo trasferimento presso il Centro di recupero animali selvatici di destinazione, e della ditta Dog's Town, che si è offerta di eseguire gratuitamente il trasporto.

QUI CAPACCIO PAESTUM

L’erosione costiera lungo il litorale pestano sta fagocitando metri e metri di arenile. Nel tratto Foce Sele - Varolato, quel che resta dell’ex Villaggio Merola è praticamente finito in acqua. I manufatti, di quello che una volta era un complesso residenziale, sono crollati e tutto intorno regna il degrado assoluto. Il tratto di arenile andrebbe messo in sicurezza con la demolizione delle strutture pericolanti e la successiva bonifica totale con la rimozione dei materiali abbattuti. Il complesso residenziale, costituito da numerose villette, fu costruito intorno alla fine degli anni Settanta. All’epoca era stato collocato nella retroduna, nelle immediate vicinanze della fascia pinetata, a centinaia di metri dal mare. Con il trascorrere del tempo, le continue mareggiate e i danni causati dall’erosione le varie abitazioni sono crollate e la spiaggia si è assottigliata sempre di più. Innumerevoli le ordinanze emesse dal Comune di Capaccio Paestum nei confronti dei titolari delle unità abitative, ai quali venivano contestate una serie di violazioni urbanistiche. Le strutture infatti, sono state oggetto di un procedimento giudiziario, avviato negli anni passati, a seguito delle indagini della Forestale di Foce Sele e della polizia municipale. Nel 2012 furono emesse dal Comune oltre una cinquantina di ordinanze di abbattimento per occupazione abusiva di suolo demaniale mai eseguite dai destinatari. Nel 2014 l’allora amministrazione comunale, guidata dal sindaco Italo Voza, dispose la messa in sicurezza dell’arenile nel tratto di spiaggia Foce Sele - Varolato con l’abbattimento e la rimozione dei vecchi manufatti pericolanti, residui del complesso residenziale. L’area fu in pochi giorni recintata e delimitata. Con il trascorrere degli anni, le case si erano avvicinate sempre più al mare, finendo per essere raggiunte dalle onde durante le mareggiate. La demolizione dei ruderi pericolanti era stata chiesta al Comune anche dalla Capitaneria di Agropoli. Nel 2014 il Comune, quindi, ha proceduto in danno per inadempienza dei destinatari delle ordinanze di abbattimento e proprietari delle unità abitative. In circa sette anni il mare ha raggiunto anche i restanti ruderi, che si trovavano nella parte più a nord della spiaggia. Strutture, che rappresentano un pericolo per i bagnanti, che insistono su un tratto di spiaggia libera e facilmente accessibile a chiunque. Oggi, dunque, il problema si ripropone in tutta la sua drammaticità. In quel tratto è impossibile, per la presenza dei ruderi, percorrere il bagnasciuga inesistente anche in prossimità di due campeggi che insistono in quella area raggiunti dal mare. Inoltre sulla spiaggia sono presenti una miriade di tronchi che andrebbero, anche questi rimossi. E, in alcuni tratti dell’arenile adiacente la pineta, a causa dell’erosione sono emerse in superficie le radici degli alberi di pino. Occorrerebbe un intervento con una decisa riqualificazione dell’area demaniale al fine di consentirne il libero accesso in tutta sicurezza. L’estate 2021 è alle porte, ma nulla è stato fatto per dare un nuovo volto a quel tratto di spiaggia ed eliminare gli abusi compiuti nell’ex villaggio Merola. Una delle difficoltà che ha rallentato l’azione di riqualificazione, nel corso degli anni, è stata anche l’incertezza della titolarità dell’area demaniale, dove insistono i resti delle villette, e la serie di ricorsi e controricorsi che hanno caratterizzato questa lunga vicenda giudiziaria e di abusi edilizi. (La Città)

IL CRAC

Bancarotta e truffa, condannato Andrea Milite , il ceo di Techmania: la società di e-commerce nel settore della telefonia che ebbe un boom di vendite una decina di anni fa. La sentenza è stata emessa mercoledì dal gup del tribunale di Salerno. Milite, difeso dall’avvocato Luigi Condoluci, è stato condannato, in primo grado, a sette anni e mezzo di reclusione. L’inchiesta è quella relativa al fallimento del marchio che aveva fatto della vendita on line il suo punto di forza. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati assolti la madre di Milite, Rosalba Bufano, e il dipendente Stefano Palmentieri (difeso dall’avvocato Leonardo Mastia) per non aver commesso il fatto o perché non sussiste. Gli altri due imputati hanno scelto il rito ordinario e sono stati prosciolti. La vicenda giudiziaria è legata al vecchio store che aveva la sede logistica sulla zona industriale. L’inchiesta sul fallimento della Procura di Salerno, pm Roberto Penna, partì dalla vendita online. A richiamare l’attenzione della magistratura sulle attività di Techmania, furono le innumerevoli denunce di clienti che si dicevano truffati: persone residenti in tutta Italia che avevano pagato per prodotti mai ricevuti. Il sito internet di Techmania ebbe un notevole successo in quegli anni: le offerte vantaggiose fecero aumentare a dismisura le visite. Le commesse online si moltiplicarono, ma molti non ricevettero la merce acquistata. Da quest’iniziale fronte investigativo, la Procura ampliò il raggio investigativo, spostandosi sul fronte fiscale della società che aveva in Milite il suo punto di riferimento. Per il gup fu il solo Milite a mettere in campo gli escamotage finanziari per sfuggire all’aggressione di creditori. Nel corso delle indagini dei finanzieri del Gruppo di Eboli furono scoperte delle società satelliti nelle quali sarebbero confluiti i profitti della Techmania. Due quelle su cui gli inquirenti puntarono il faro, ricostruendo l’intera “filiera” fiscale ritenuta irregolare. Palmentieri è stato inquisito perché aveva una delega bancaria ad operare su uno dei conti correnti esaminati dai finanzieri, ma nella sua condotta non è stata riscontrata alcuna violazione di natura penale. Ed è stato assolto. Quello di Techmania è stato un marchio a lungo bersagliato dalle associazioni in difesa dei consumatori e per gli interventi dell’Antitrust, che, quattro anni fa, ne sequestrò il sito per pratiche commerciali ritenute ingannevoli. Salvò poi dissequestrarlo. Ora, c’è la sentenza sul fallimento della società di e-commerce che riconosce la bancarotta. Rimane adesso la sola possibilità del ricorso ai giudici della Corte di Appello. (La Città)

LE FIAMME

Paura a Battipaglia ieri sera per un incendio che è divampato all'interno di un bar che si trova nei pressi dell'uscita autostradale. Sul posto sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco che sono riusciti a domare le fiamme che sono divampate da un cortocircuito della friggitrice. (La Città)

IL ROMANZO

Domani, sabato 8 maggio, alle 11.30, a Salerno, presso il Mediterranea Hotel, verrà presentato per la prima volta ‘Solo’, romanzo storico edito da Mondadori di Riccardo Nencini, presidente della Commissione Istruzione, Cultura, spettacolo e sport del Senato. Alla presentazione del romanzo, oltre all’autore, interverrà Enzo Maraio, Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano e a moderare l’incontro sarà la giornalista Concita De Luca. In ‘Solo’ Riccardo Nencini ricostruisce, in forma romanzesca ma con la precisione dello studioso, l’emozionante vita dell’eroe Giacomo Matteotti. Il risultato è un romanzo di ampio respiro, epico e struggente, che ci restituisce il ritratto commosso di una stagione cruciale della nostra storia. Viene delineata la figura di un uomo coraggioso e solo, come tutti i grandi eroi.

IL LUTTO

A dieci giorni dal suo compleanno, dal compimento dei 38 anni, si è spento Andrea De Mieri. Una storia di tribolazione quella di Andrea. Affetto da una malattia cronica sin dalla nascita, ha affrontato la vita con grande spirito di avventura e sagacia. Un ragazzo dalla battuta facile, di grande compagnia, strappava un sorriso a chiunque. Non c’è persona a Sanza che non abbia riso assieme a lui! Andrea è stato appassionato di sport avventurosi: il suo idolo era Valentino Rossi, infatti viaggiava anche lui sulle due ruote. Si inebriava di adrenalina, musica e serate tra amici. Da oggi saranno in molti a ritrovarsi con un vuoto da colmare, un’assenza da non poter sostituire. A Sanza tutti conoscevamo lo stato di salute di Andrea, ma da lui mai nessun limite alla vita, al massimo un colpo di tosse. Due anni fa arrivò la chiamata tanto attesa: finalmente il trapianto. La notizia si diffuse subito in paese, gioirono i conoscenti quanto i genitori, la sorella e il fratello; dopo una lunghissima lista era giunto il suo turno per la salvezza, proprio quando le sue condizioni di salute stavano cedendo. Andrea era rinato; aveva cambiato aspetto. Lo si incontrava in piazza, al bar, in macchina tra i suoi tanti giri. Solo un anno dopo, il primo intoppo. Probabilmente un controllo mancato a causa del Covid-19, forse una complicanza dovuta all’intervento, ha portato Andrea a spostarsi da un ospedale all’altro. Ieri la sua lotta si è conclusa presso il “Policlinico Umberto I” di Roma. La vita lo ha messo alla prova dal primo vagito, lo ha stremato, sfiancato e stroncato ma Andrea ha reagito lasciando il segno nella storia di chi lo ha conosciuto. Oggi la salma giungerà a Sanza così gli si potrà dare l’ultimo saluto. Nella giornata di domani i funerali. (Onda News)

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