

La città di Salerno continua ad esportare al di fuori dei patrii confini talenti ed ambiziosi professionisti non solo in acqua ma anche sul piano vasca. E' il caso di Rosario Ferrigno, giovane allenatore classe '89, che dopo aver salutato la terra natia ha trovato a Torino la sua seconda casa e famiglia sportiva. L'ex portiere della RN Arechi è alla guida dell'Aquatica Torino, dividendosi tra la prima squadra militante in A2 femminile ed il rinnovato e ampliato settore giovanile a tinte rosa: "Il trasferimento è stata una cosa un po’ improvvisa, venni contattato dalla famiglia De March e dopo una breve chiacchierata subito si instaurò un buon rapporto - racconta Rosario ai nostri microfoni - All'inizio ero un po' titubante anche perchè mi fu proposto di allenare il settore femminile che per me era un mondo davvero sconosciuto, ma poi la passione, la voglia di crescere in questo mondo, mi spinse ad accettare ed oggi sono davvero contento di aver fatto quella scelta. All'inzio è stata un po' difficile anche perché Torino è completamente diversa da Salerno, ma pian piano mi sono integrato ed oggi questa è come una seconda casa per me".
Un cambio radicale di vita e abitudini ma con il sacro fuoco della passione sempre più alto e un'indole nel dna. D'altronde Ferrigno ha iniziato ad allenare quando ancora giocava all'ombra della "Vitale", divendosi tra i settori giovanili di RN Salerno e Arechi: "È stato il mio allenatore e amico fraterno Luca Malinconico che mi propose di prendere in mano un gruppo - rivela - La cosa mi piacque subito e da lì poi è nato tutto. Ed è stato un crescendo di emozioni: voglio ricordare l'anno 2016 quando ho vinto il campionato U13 e nello stesso anno con gli U11 arrivammo in finale all'Haba Waba perdendo solo contro il Marsiglia, quella diciamo che fu una stagione molto particolare".
Ma facendo un salto a ritroso nel tempo la memoria di Rosario si rinfresca anche pensando alle tante battaglie e soddisfazioni raccolte a difesa della porta con gli amici di sempre: "Tra i ricordi più belli da giocatore ci sono gli anni alla Rari Nantes Arechi dove abbiamo disputato per due anni di fila i play-off per la promozione in A2, in particolare nel 2016 (anno ricorrente, ndr) quando nella semifinale con l'Imperia in gara 1 parai 3 rigori e riuscimmo a vincere la partita fuori casa. Quella penso sia stata una delle partite più belle che porterò per sempre nel cuore".
Quell'Imperia che nella versione femminile ha segnato la svolta dell'attuale campionato delle sue ragazze dell'Aquatica Torino. Nella prima giornata di ritorno, infatti, contro il Sette ligure è arrivata finalmente la prima vittoria: "Sapevamo che all'inizio avremmo incontrato qualche difficoltà - continua - rispetto all'anno scorso abbiamo cambiato 7/13 della squadra ringiovanendo ancora di più la rosa. La cosa che mi ha fatto sempre ben sperare è che anche quando i risultati non arrivavano, la squadra ha sempre giocato come io volevo, sapevo che era solo questione di tempo e che anche i risultati sarebbero arrivati". Senza dimenticare tutti gli ostacoli legati al Covid: "E' stato abbastanza difficile, riprendere dopo quasi un anno non è mai facile. Ci sono state molte difficoltà, dagli allenamenti senza contatto dove inizialmente non potevamo nemmeno usare la palla per palleggiare al fatto di non potersi confrontare con altre squadre ma qui ho trovato un gruppo serio che ama questo sport come lo amo io e insieme ci siamo rimboccati le maniche per poter andare avanti e affrontare questa stagione molto particolare. Per quanto riguarda la formula dei campionati non mi fa impazzire, ma l'importante era riprendere quindi per il momento va bene così. Le ragazze hanno bisogno di giocare e se questa era l'unica soluzione, l'accetto".
Inserita nel girone probabilmente più ostico dell'intero campionato di A2 (Nord Ovest), l'Aquatica è pronta al rush finale: "Il nostro obiettivo primario è una salvezza tranquilla, poi se dovesse arrivare qualcosa in più saremo pronti a cogliere l'occasione e a sfruttarla al meglio - aggiunge il rampante tecnico - Per me questo è il quarto anno che passo a Torino e già abbiamo fatto un bel passo avanti salendo dalla B alla A2. Ci sono tutti i buoni propositi per continuare a far bene e crescere". Con un occhio di riguardo alla 'cantera' che vede Ferrigno in prima linea per il suo sviluppo: "Il primo step è stato soprattutto di reclutamento, quando sono arrivato oltre alla prima squadra c'era una sola formazione giovanile. Quest'anno abbiamo Under 20, 18 e 16 (inserita nei concentramenti liguri per mancanza del numero idoneo di squadre piemontesi, ndr), quindi possiamo ritenerci soddisfatti di quanto fatto fino ad ora e continuare a lavorare in maniera lungimirante".
Oltre all'impegno in Piemonte, Rosario Ferrigno è ormai in pianta stabile un punto fermo della prestigiosa Academy di Roberto Calcaterra che organizza annualmente il noto WP Camp: "Con Roberto ci siamo conosciuti durante uno dei suoi tornei. È stato lui a venire da me e propormi di collaborare, ovviamente per me è stato un onore. Stiamo parlando di uno dei centroboa più forti di sempre e quando lui è venuto a chiedermi di partecipare ai suoi camp non ho esitato un attimo a dire di sì. Ormai sono 5 anni che lavoro con lui sia per quanto riguarda il camp estivo di Lignano Sabbiadoro e sia per quello di preparazione che si tiene a settembre a Ravenna. Io principalmente, essendo stato portiere, mi occupo di questo ruolo facendo allenamenti specifici e cercando di trasmettere ai ragazzi i principi fondamentali che ho appreso nella mia carriera da giocatore".
Infine, spazio a sogni ed aspettative: "Da tecnico mi auguro di poter disputare un giorno la Coppa Len e ovviamente coltivo il sogno di tutti: guidare la Nazionale. Da uomo - chiosa Rosario - per il momento sto finendo gli studi in scienze motorie e un domani chissà... Se con la Pallanuoto non dovesse andare bene mi piacerebbe continuare a lavorare con i ragazzi sempre nell'ambito della formazione sportiva come insegnante". Le prospettive, le capacità e la giusta dose di umiltà per recitare un ruolo importante nel mondo della Waterpolo ci sono tutte, nel frattempo Ferrigno continua a lavorare per stupire ancora. Sognando due squadre in Serie A, l'Aquatica Torino e...la Salernitana.
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