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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

03/05/2021

L'AGGRESSIONE

È stato picchiato da un pregiudicato che si era offerto di "recuperargli" l' auto appena rubata in cambio di denaro. È accaduto ieri mattina a Pontecagnano Faiano. La vittima si è recato a denunciare il furto della sua "Peugeot 206" alla stazione dei Carabinieri. In precedenza, però, si era rivolto ad un uomo di 26 anni già noto alle forze dell'ordine - del quale non è stato fornito il nome - che gli aveva chiesto in cambio, per il recupero del maltolto, 600 euro. Il pregiudicato ha avvicinato la vittima dopo aver "recuperato" l' auto ed ha preteso il denaro, sostenendo che gli era servita per farsela restituire. Al rifiuto del proprietario lo ha colpito con un pugno ed ha danneggiato l'auto. Il 26 enne è stato identificato ed arrestato dai militari. Deve rispondere di tentata estorsione, ricettazione, lesioni personali, danneggiamento aggravato e minaccia. L'auto è stata restituita al proprietario che, a causa del pugno, ha subito un trauma cranico con quattro giorni di prognosi. (La Città)

PARLA TAFURI

“Siamo veramente meravigliati – dichiara in una nota stampa il Coordinatore Cittadino di Gioventù Nazionale Salerno, Gerardo Tafuri – come il Comune di Salerno, non sia capace di garantire in sicurezza e in modo civile l’organizzazione dei punti vaccinali: ogni giorno, specie nel hub di Matierno, si notano scene di lunghe file fuori dagli hub con assembramenti spaventosi. In un momento così delicato – prosegue il coordinatore cittadino dei giovani di Giorgia Meloni – garantire l’organizzazione era una sfida necessaria: purtroppo l’Amministrazione comunale ha fallito al momento e a farne le spese sono sia i soggetti che devono usufruire del vaccino e sia i lavoratori dei centri che assiduamente svolgono il loro lavoro nonostante il caos. Il Comune di Salerno – conclude il coordinatore cittadino Tafuri – faccia maggiore attenzione e, in tempi celeri, migliori l’organizzazione dei centri: ad oggi chi paga le conseguenze di queste nefaste scelte sono i cittadini anziani”.

PARLA CAMMARANO

“L’inserimento, tra gli interventi strategici del PNRR, di un progetto di fattibilità per una linea ferroviaria Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, dimostra l’attenzione del Governo per il Sud del Paese, oltre che rappresentare un’importante prospettiva di sviluppo di territori da grandi potenzialità attrattive. Sulla scorta delle indicazioni recepite, abbiamo per questo avviato una campagna di ascolto e di confronto con amministratori pubblici e comitati di cittadini delle aree interessate, con l’obiettivo di formulare ulteriori proposte tese ad arricchire un’opera strategica per l’intera Campania e il Mezzogiorno”. Così il presidente della Commissione regionale speciale Aree Interne Michele Cammarano, che con i consiglieri regionali e componenti della stessa Commissione Attilio Pierro, Tommaso Pellegrino e Corrado Matera, ha firmato una lettera indirizzata al ministro dei Trasporti nella quale si sottolinea “il carattere sovranazionale, in qualità di asse di collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, di un’opera che potrà rappresentare una svolta anche per lo sviluppo di un’intera area”. “Alla luce di tali premesse – si legge nella lettera – intendiamo sottoporre alcune proposte. Sulla base delle istanze che abbiamo raccolto in Commissione dai sindaci, dalle associazioni di categoria e dai referenti delle Aree Intere, riteniamo che lo scalo di Battipaglia dovrebbe assumere il ruolo di hub ferroviario strategico per l’intera infrastruttura, in ragione della vicinanza con l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, configurandosi come snodo centrale in virtù dell’interconnessione tra due linee ferroviarie, dell’importante snodo autostradale e della convergenza di due arterie storiche, le Statali 18 e 19. La tratta Tirrenica Battipaglia-Sapri deve essere valorizzata con investimenti tesi a velocizzarla e a metterla in sicurezza, garantendo un servizio di treni nazionali e sarebbe per questo opportuno che il Compartimento di Napoli di Rfi subentrasse nella gestione a quello di Reggio Calabria, superando un’anacronistica divisione. Con il passaggio della linea ferroviaria nel Vallo di Diano, sarebbe opportuno prevedere uno scalo tra i comuni di Atena Lucana e Padula, così da garantire una porta di accesso a un comprensorio da sempre sofferente in termini di servizi di mobilità. Andrebbe infine valutata l’opportunità di indirizzare la linea verso il Golfo di Policastro, così da garantire il collegamento con un territorio fondamentale per l’indotto turistico regionale, e verso cui nel corso delle ultime stagioni estive sono state già garantite alcune corse di treni Alta Velocità”.

SALERNO PULITA

Impugnano di nuovo il “contratto di servizio” per puntare il dito contro un servizio che non viene ritenuto all’altezza di quanto stipulato nero su bianco. Gli attivisti del Comitato Centro Storico alzano di nuovo la voce. E, nuovamente, a finire nel mirino è Salerno Pulita, la municipalizzata che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti in città “censurata” proprio dopo un esposto presentato al Comune di Salerno dai rappresentanti del comitato di quartiere. Questa volta a suscitare l’intervento social è la pulizia delle strade che, secondo quanto denunciato dagli attivisti, risulta essere carente rispetto a quanto stipulato nell’accordo fra la società partecipata e l’amministrazione comunale: «Con maggio inizia, secondo il contratto di Salerno Pulita, la stagione dei lavaggi strade, ben due a settimana in ogni strada cittadina già oggetto di spazzamento», si legge in un messaggio pubblicato su Facebook dove viene allegato anche il passaggio del contratto di servizio che riporta i servizi da effettuare da parte di Salerno Pulita. «Le strade del centro storico ne hanno un gran bisogno, specialmente vicoli e vicoletti attorno alla movida che frequentemente vengono usati come urinatoi, e con l’inizio del caldo l’odore sgradevole si fa sentire. Per fortuna le ultime piogge hanno alleviato la situazione. Pure i cestini della spazzatura avrebbero un gran bisogno di essere lavati. Staremo a vedere se in questo secondo anno di contratto la società si è organizzata per svolgere realmente i servizi di cui il centro storico ha bisogno e ai quali è contrattualmente obbligata», la conclusione del messaggio. Si ripete, dunque, quanto si è verificato qualche mese fa. Sui social, infatti, gli attivisti del Comitato Centro Storico avevano evidenziato - anche grazie ad alcune fotografie - le carenze del servizio di raccolta rifiuti nella parte più antica della città oltre alle mancanze anche riguardo la pulizia delle strade. Documentazione che è finita in un esposto consegnato all’amministrazione comunale che, dopo aver analizzato il report elaborato dagli attivisti del comitato, ha censurato l’operato di Salerno Pulita. «Il Comune ha confermato la validità del nostro reclamo sulle mancanze nel servizio di Salerno Pulita. Il reclamo formale inviato con l’appoggio dei tanti cittadini che l’hanno sottoscritto, nel quale abbiamo evidenziato le gravi inadempienze nel servizio effettuato da Salerno Pulita rispetto a quanto previsto dal contratto, è stato accolto dal Comune di Salerno», evidenziarono gli attivisti dopo la risposta arrivata direttamente dagli uffici Ambiente. Non è da escludere, dunque, che in caso di mancato intervento si possa procedere con un’altra istanza. (La Città)

TRASPORTI

Uno snodo dell’Alta Velocità nel Golfo di Policastro e il potenziamento della tratta ferroviaria tirrenica che va da Capaccio a Sapri. E’ la richiesta dei sindaci del Cilento per evitare l’esclusione della costa, dell’hinterland vallese e del golfo di Policastro dal nuovo tracciato dell’Alta Velocita. La proposta è scaturita a Vallo della Lucania, nel corso di un’assemblea con i sindaci, alla quale hanno preso parte anche il vice presidente della Provincia Carmelo Stanziola, il consigliere regionale Luca Cascone, il parlamentare Piero De Luca e il senatore Francesco Castiello. Al termine dell’incontro è stato sottoscritto un documento che verrà inviato ai vertici delle Ferrovie dello Stato e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Il Cilento non può essere escluso - ha spiegato Stanziola - è necessario trovare una soluzione condivisa per non mortificare l’economia di questo territorio e dare al Cilento un’opportunità di crescita senza precedenti. Continueremo a batterci per l’alta velocita nel Cilento in tutte le sedi opportune. Tutti d’accordo i sindaci. «In uno spirito di fattiva collaborazione e di alta responsabilità - hanno scritto i primi cittadini nel documento al termine dell’incontro - si chiede di integrare all’interno del progetto di Rfi il potenziamento e l’ammodernamento della tratta ferroviaria tirrenica, che va da Capaccio fino a Sapri, con la risoluzione definitiva della problematica della frana di Rizzico, tra i comuni di Ascea e Pisciotta, sfruttando le enormi possibilità finanziarie messe a disposizione dal Recovery Fund”. «Ciò consentirebbe - spiegano i sindaci - di garantire una connessione veloce da Sapri verso il nord del Cilento e superare definitivamente le problematiche di stabilità della linea ed un collegamento veloce con i centri Hub dell’Alta Velocità e con l’aeroporto di Pontecagnano». (La Città)

QUI FISCIANO

Abusi edilizi e terreni da acquisire al patrimonio comunale: c'è la diffida della Regione Campania nei confronti del Comune di Fisciano per la vecchia vicenda del deposito di camion della Napoli Trans a Bivio Penta, che ora vede l'ultimatum ad adempiere alle direttive del Tar entro un mese, per vedere scongiurato il commissariamento. I fatti riguardano l'area Pip a destinazione artigianale-commerciale, in cui era stato realizzato anni fa un parcheggio di autocarri. La presa di posizione della Regione parte da una delibera di giunta comunale con cui, nel 2020, la N. F. Group Immobiliare srl era stata autorizzata a presentare, entro il termine di sei mesi, il Pua relativo ai terreni di Bivio Penta, nella frazione di Lancusi, con l'Ente di Palazzo di Città peraltro ancora in attesa dell'approvazione del nuovo Piano urbanistico. La società in possesso dei terreni, alcuni anni fa, era stata destinataria di un'ingiunzione per la demolizione di opere abusive, tra cui l'abbattimento di manufatti realizzati senza titoli edilizi, rimozione e smaltimento di materiali di risulta, liberazione delle aree occupate e adibite a deposito di camion, nonché il ripristino dello stato dei luoghi. In caso contrario, i terreni oggetto della disputa, stando alle ordinanze dirigenziali allora diramate dal Comune di Fisciano (era il 2014, ndr), sarebbero stati acquisiti al patrimonio dell'Ente. Ordinanze contro cui la società aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Salerno. Tuttavia, nel 2016, i giudici del Tar dichiaravano improcedibile il ricorso, e successivamente giungeva un primo sollecito della Regione al Comune, affinché si desse seguito quanto prima all'attività repressiva, e avvertendo che in caso di inerzia sarebbe stato nominato un commissario ad acta a fare le veci dell'Ente. Con apposita ordinanza dell'ufficio tecnico comunale, veniva attivata la procedura per l'acquisizione dei terreni oggetto del contendere, in ottemperanza alle indicazioni dei giudici. La società a quel punto proponeva un ulteriore ricorso al Tribunale Amministrativo, che in questa circostanza accoglievano la domanda cautelare, sospendendo l'efficacia dell'ultima ordinanza e fissando il merito. Si arriva al 2018, quando il nuovo dirigente dell'Utc annullava l'ordinanza. Da allora le procedure per l'acquisizione dei fondi di Bivio Penta non sono ancora state riattivate. Da qui all'intervento, tramite formale diffida, della Regione. L'Ente comunale, in particolare, viene invitato a portare a termine l'iter per la sanatoria degli abusi edilizi nell'area, sulla scorta delle ordinanze dirigenziali del 2014, della sentenza pronunciata dal Tar nel 2016 e delle direttive della stessa Regione in merito all'abusivismo edilizio. A partire dalla diffida, il Comune di Fisciano ha 30 giorni di tempo per chiudere la pratica dell'acquisizione dei terreni. In caso contrario, ha puntualizzato la giunta regionale nella sua comunicazione, si provvederà alla nomina di un commissario ad acta. (La Città)

QUI PELLEZZANO

«Dopo quasi tre mesi nessuna risposta, c’è tanta rabbia». Sceglie i social network per il suo sfogo Carmine Brescia, uno degli inquilini della palazzina situata in via Livatino a Coperchia di Pellezzano, devastata da una frana a febbraio. Le tre famiglie residenti nello stabile, per un totale di 11 persone, fortunatamente non riportarono danni, ma da allora per loro è iniziata una “traversata nel deserto” per trovare un alloggio fisso, in attesa che l’inchiesta della Procura faccia il suo corso e vengano definiti i tempi e le modalità con cui ripristinare l’edificio. L’area è stata dissequestrata dopo la richiesta del sindaco Francesco Morra, ma non ci sono stati ulteriori sviluppi. E Brescia, che ha trovato una sistemazione in affitto con i suoi cari, non nasconde la frustrazione: «Abbiamo finalmente trovato una nuova casa che possa ospitarci, anche se in fitto - scrive su Facebook - La sentiremo un po’ meno nostra ma l’abbiamo trovata. Oramai sono passati quasi tre mesi dal giorno della frana - aggiunge - e noi, mai abituati ad avere a che fare con la giustizia italiana, ci stiamo rendendo conto, anche grazie a tanti amici avvocati, dei tempi della magistratura». Un iter rallentato dalla burocrazia, che le persone coinvolte nel disastro hanno osservato a lungo in silenzio, venendo peraltro “travolte” dalla solidarietà dei concittadini, tra raccolte fondi e varie offerte di aiuto. Trascorsi tre mesi, però, la pazienza sembra aver raggiunto il limite: «Siamo tre famiglie che ogni santa mattina cercano di fronteggiare le innumerevoli problematiche legate a questa nuova quotidianità, sempre col sorriso, ma con tanta rabbia. Chiediamo che qualcuno si svegli e non aspetti vacanze o letarghi». Qualcosa, intanto, sembra sbloccarsi per quanto riguarda i lavori sul costone lungo la provinciale 27, iniziati poco prima che due frane causassero l’interruzione forzata della strada. Si sono conclusi senza intoppi i rilievi topografici per valutare la sicurezza del cantiere e già dalla prossima settimana gli operai della ditta incaricata potrebbero tornare sul posto. Se tutto dovesse andare come previsto, occorrerà almeno un mese prima che si possa procedere con la riapertura parziale della Sp27, importante arteria di collegamento tra Salerno e la Valle dell’Irno. Gli interventi in programma sono quelli già finanziati per circa 700mila euro dal ministero dell’Interno, ma gli smottamenti di febbraio hanno cambiato lo scenario e, specie per il tratto franato in corrispondenza della palazzina sventrata dal fango, sarà necessario adeguare ed estendere il piano. La prospettiva, dunque, è quella di chiedere altri fondi alla Regione. «Il progetto andrà rivisto con l’aggiunta di altre opere di ingegneria », ha puntualizzato il consigliere comunale Vito Mona. (La Città)

TRA VIETRI E CAVA

“Sono numerose le segnalazioni e le denunce che il Comitato Civico Dragonea si è prodigato di sporgere da diversi anni per quanto riguarda l’abbandono indiscriminato di rifiuti tossici e ogni altro tipo di materiali sul ciglio della strada e di tutta l’area adiacente la strada SP 75 Avvocatella che collega Dragonea e le frazioni altre di Vietri sul mare a Cava de’ Tirreni”. Scrive il comitato Civico Dragonea. “I cittadini dopo la riapertura della strada avvenuta venerdì 30/04 u.s. chiusa per otto mesi a causa di un incendio del costone roccioso sovrastante la strada, ora si fanno avanti in prima linea per denunciare lo stato di degrado che versa la strada e la macchia mediterranea circostante. I cittadini già lo scorso 28/04 in occasione della giornata mondiale in memoria delle morti causa amianto, denunciarono attraverso un comunicato pubblicato da Legambiente Cava, le foto che ritraevano grosse buste di plastica contenenti materiali in eternit lasciati proprio lungo la strada SP75. Uno scempio ambientale, un attentato alla salute pubblica operata da gente senza scrupoli che pur di disfarsi di questi materiali non hanno minimamente pensato a quali risvolti avrebbero potuto condurre azioni di una scelleratezza simile. Il Comitato Civico Dragonea ha già interessato con un comunicato anche altri organi a tutela del territorio tra cui la Protezione Civile e le autorità competenti a vigilanza del territorio. Può un cittadino che cerca con una passeggiata di respirare aria pulita, rischiare di inalare amianto con tutte le conseguenze del caso? I cittadini di Dragonea adesso dicono basta, vogliono delle azioni concrete di contrasto a questi attentati all’ambiente, sanzioni penali per i responsabili attraverso controlli sempre più serrati dell’intero territorio. D’altro canto, invitano a denunciare sempre queste azioni, e non a soprassedere con comportamenti omertosi che minano la salute di migliaia di cittadini e per anni, visto che sono materiali tossici che una volta abbandonati e non rimossi inquinano l’ambiente per decenni. Intanto la prima cosa necessaria da fare è che qualche organo di competenza si attivi subito per rimuovere quei rifiuti tossici dalla strada SP75, la Provincia ha provveduto a riaprire la strada ma quei rifiuti sono ancora la che giacciono “indisturbati” a terra. E’ necessaria una presa di coscienza da parte di tutti, cittadini e autorità competenti, perché l’eredità che lasceremo ai nostri figli è già molto compromessa a causa dell’inciviltà e la non curanza del nostro territorio. Basta chiacchiere, facciamo qualcosa per la nostra natura, per il bene della nostra salute…SUBITO!”. Conclude il Comitato Civico Dragonea.

QUI CETARA

È arrivata la notizia tanto attesa, ma che in realtà si rincorreva da giorni per le strade del borgo costiero: Cetara diverrà centro vaccinale. A dirlo è lo stesso primo cittadino Fortunato Della Monica con un post su Facebook. «Come saprete, da voci che si rincorrono da giorni, a Cetara, presso la palestra della scuola, è stata individuata, una possibile area vaccinale. I documenti relativi all’apertura del centro vaccinale sono in fase di lavoro. Si tratta di una progettazione lunga e meticolosa che, tra le altre cose, prevede un’apposita area di parcheggio, come espressamente richiesto dall’ASL. Noi cercheremo di affrettare i tempi per consegnare alla nostra Cetara un punto di riferimento per i vaccini, affinché la campagna possa realizzarsi nel più breve tempo possibile e in totale sicurezza» ha fatto sapere il sindaco che, comunque, ha tenuto a ribadire il concetto della possibilità di una cospicua affluenza di persone nei prossimi giorni. Un messaggio cauto, ma al contempo pieno di speranza. C’è da dire, infatti, che il primo cittadino si è battuto sin dall’inizio a non lasciar indietro nessuno dei suoi concittadini nella campagna vaccinale, chiedendo a coloro che avessero avuto già la prima (o entrambe) dose – in piena discrezione – di avvisare i volontari della Protezione Civile. Un monitoraggio che permetteva di osservare l’andamento della campagna in previsione dell’estate, focus fondamentale per Della Monica che – sempre più in linea con il Presidente De Luca – non vuole arrendersi. Dati alla mano, comunque, sembra che il primo cittadino stia avendo ragione e che quest’ultimo step sia solo una questione di tempi burocratici e aspetti pratici. (Ora Notizie)

IL PROGETTO

“Avalanche 43 – La storia viene dal mare”: si chiama così il progetto ideato e promosso dall’artista Franco Palmentieri, e sposato dall’amministrazione comunale di Capaccio Paestum, per fare memoria dello sbarco dei soldati della 36° Divisione di Fanteria “Texas” avvenuto sulle spiagge di Capaccio Paestum il 9 settembre 1943. Il progetto consiste nella realizzazione di un’opera monumentale da realizzarsi nell’area demaniale marittima, nelle vicinanze del Bunker tedesco in località Licinella, nel punto del litorale in cui lo sbarco americano trovò il suo primo approdo. L’opera rievocherà scene dello sbraco oltre a rappresentare la Pietas e l’Humanitas. Il progetto ha già ottenuto il pieno riconoscimento morale e istituzionale delle autorità civili e militari dello Stato del Texas. Le autorità texane, infatti, ritengono che “Avalanche 43” possa creare un ponte tra la Città dei Templi e la loro realtà. In particolare con la città di Austin, che ospita il Museo militare del Texas a Camp Mabry. «L’Operazione Avalanche è stata una delle più grandi operazioni anfibie delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale, un’operazione per numeri e importanza storica non inferiore al D-Day in Normandia. Nonostante tutto, rimane un evento storico ancora poco conosciuto – dichiara il sindaco Franco Alfieri – Con la realizzazione dell’opera monumentale dell’artista Franco Palmentieri vogliamo fornire una memoria storica dell’importantissimo sbarco, evidenziare la centralità del litorale di Capaccio Paestum in quell’operazione, rendere omaggio al ruolo chiave svolto dalla 36° divisione di fanteria del Texas nella lotta contro il fascismo e il nazismo. L’opera sarà un monumento al valore della libertà, al sacrificio per la sua conquista e un promemoria per le giovani generazioni, perché non si ripetano più le aberrazioni delle dittature fascista e nazista».

SALUTE E VITA

Le Associazioni “Salute e Vita” e “Help Tutela e sostegno dei consumatori” denunciano il mancato rispetto del Piano Vaccinale nazionale ed i ritardi per le somministrazioni domiciliari ai fragili e si rivolgono al Commissario straordinario per emergenza Covid Generale Figliuolo, al Difensore Civico Regionale, al Sindaco di Salerno ed al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Salerno. “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in merito ai ritardi nella somministrazione dei vaccini per una parte delle categorie fragili e per le persone anziane allettate. Ci chiediamo- scrivono i presidenti delle due Associazioni, Lorenzo Forte e Nadia Bassano- come mai il piano vaccinale della Regione Campania, sulla carta conforme a quanto previsto dal Commissario Figliuolo e in vigore in tutta Italia, non rispetti l’ordine impartito per una parte delle categorie deboli: in particolare il piano vaccinale Regione Campania Marzo 2021 prevede alla pagina 3 l’elenco delle priorità per la somministrazione dei vaccini e, nella categoria 4, richiama “tutte le persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili”.

BLACK OUT

Venti famiglie “al buio”. E la estenuante attesa d’una risposta. Un “black-out' più lungo del previsto, quello che si è verificato in via Ferdinando II, nel cuore del quartiere Sant’Anna, il più popoloso in città. Da sette giorni, nelle case alle spalle di viale della Libertà manca la corrente. E i condomini sono costretti a vivere al buio. Una situazione di disagio che si somma a una struttura a tratti fatiscente: ci sono infiltrazioni, ormai da anni, in ogni angolo del palazzo, manca un’uscita di emergenza e la pompa antincendio. E addirittura, il condominio è sprovvisto di finestre. È lo scenario di degrado che descrivono alcune delle 20 famiglie che da più d’un lustro vivono in queste case popolari. Da mercoledì scorso, manca la corrente nel palazzo dove vivono diversi anziani e cinque disabili, costretti a percorrere tre, quattro o addirittura cinque piani a piedi senza la luce. E con l’ascensore bloccato. E a nulla è valso l’incontro tenutosi dei giorni tra il commissario dell’Acer, società che gestisce le case popolari, e i sindacati della Uil. Avevano promesso che entro il fine settimana il problema sarebbe stato risolto, e che alcuni tecnici sarebbero giunti in loco. Ma degli uomini della principale multinazionale dell’energia elettrica in Italia, nemmeno l’ombra. «Non è venuto nessuno in questi sei giorni - commenta Gerardo Vitagliano, uno degli inquilini -, siamo venti famiglie e ci fanno vivere in queste condizioni. Non ci rispondono nemmeno a telefono». Eppure, la quota mensile che dovrebbe garantire i servizi minimi di base è stata regolarmente pagata. «Abbiamo pagato i 14 euro - aggiunge Carmela Iuliani , un’altra residente - come ogni mese. Paghiamo regolarmente, ma sembrerebbe che da gennaio scorso Iacp non paghi la società elettrica, e noi subiamo questi disagi». Il più delle volte, i condomini sono costretti a ricorrere al “fai da te”. (La Città)

BANCA

Approvato il Bilancio 2020 e confermate le scelte del Consiglio di Amministrazione in merito alle cariche di presidente e del consigliere da cooptare all’interno del CdA. Decisioni prese all’indomani della scomparsa, lo scorso giugno, di Silvio Petrone, da 25 anni presidente di Banca Campania Centro, e che avevano portato alla presidenza il commercialista Camillo Catarozzo e in consiglio di amministrazione, il dott. Amabile Guzzo. Sono queste le principali decisioni prese dall’Assemblea dei Soci di Banca Campania Centro, la più grande Banca di Credito Cooperativo campano con i suoi oltre 8000 soci e 26 sportelli tra le province di Salerno e Avellino, riunitasi ieri mattina, nella sua sede centrale di Battipaglia. Per il secondo anno consecutivo, a causa delle norme anticovid, l’assise si è svolta senza la presenza dei soci, con la modalità del “rappresentante designato”, a cui oltre 1000 soci hanno fatto avere, nei giorni precedenti, la delega con l’intenzione di voto sui vari argomenti all’ordine del giorno. Unanimità piena sia per il Bilancio 2020 che per le nomine in CdA. Segno evidente di una piena sintonia tra compagine sociale e governance della banca. Unanimità confermata proprio dal numero di deleghe giunte al notaio Carlo Carbone, il rappresentante designato a presiedere l’assemblea. “E’ stato un anno estremamente complesso per tutto il paese – ha dichiarato al termine dell’assemblea il presidente Catarozzo – a cui la nostra Banca ha saputo rispondere con prontezza e con iniziative mirate, sia di supporto all’economia locale e sia nell’ambito dell’aiuto sociale. Abbiamo continuato a essere punto di riferimento per le nostre comunità, ma al tempo stesso non abbiamo messo da parte i nostri progetti per lo sviluppo del territorio”. Banca Campania Centro, che fa parte del Gruppo Bancario Iccrea, in questi mesi si è resa protagonista di una serie di iniziative tese a creare uno sviluppo sostenibile unito alla coesione sociale in uno spirito di rete. Da qui le collaborazioni con l’Università, Confindustria, Fondazione Cassa Rurale, Fondazione Saccone, Symbola e tante altre realtà, per fare in modo che le sinergie producessero economia. “La cooperazione di credito – ha confermato Catarozzo che tra l’altro proprio in questi giorni è stato chiamato nel consiglio di amministrazione del Fondo Nazionale di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo – ha la grande forza di poter contare sul protagonismo dei propri Soci. Tante persone unite dagli stessi valori e dallo stesso obiettivo. Anche per questo – ha proseguito il presidente – siamo arrivati a questa assemblea, che anche quest’anno non poteva essere vissuta in presenza, al termine di un percorso di informazione e confronto fatto attraverso i media, i social, le piattaforme internet e l’importante opera della Consulta dei Soci che si è attivata per confrontarsi con le varie aree del nostro territorio”. Per quanto riguarda i numeri di Bilancio, l’esercizio 2020 si è chiuso con un utile di 1,3 milioni di euro, facendo registrare nei suoi parametri più importanti dati positivi come il Patrimonio salito a oltre 120 milioni di euro e un indice di solidità, il famoso CET1, al 23,86%, quasi il doppio della media nazionale del sistema bancario italiano. “Al di là dei semplici numeri, comunque estremamente positivi – ha commentato il direttore generale Fausto Salvati – va rilevato il ruolo di sostegno e di partnership a imprese e famiglie che la banca ha continuato a dare in questi difficili mesi, grazie all’impegno di tutta la struttura”.

LA MOSTRA

Sabato 8 maggio, alle ore 18:00 presso la Terrazza degli aranci del Museo-FRaC Baronissi, Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi e Massimo Bignardi, direttore del museo, presenteranno la vernice della mostra Spoerri & gli amici del Nouveau Réalisme. Opere della Collezione Caporrella”, promossa in occasione del novantesimo compleanno dell’artista e il sessantesimo anniversario del manifesto del Nouveau Réalisme, tenutasi, per motivi legati alla malattia pandemica da COVID-19, online nell’inverno scorso.  Il progetto della mostra realizzato dal Museo-FRaC Baronissi in collaborazione con la Fondazione d’Arte Vittorio Caporrella di Roma, è stato finanziato dalla Regione Campania (Iniziative per la valorizzazione patrimonio culturale regionale D.D. 42 del 25/09/2020) e gode del patrocinio del Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’Università di Siena; della Fondazione »HIC TERMINUS HAERET-IL GIARDINO DI DANIEL SPOERRI«, di Seggiano e dall’Archivio biblioteca Enrico Crispolti di Roma. L’esposizione, curata da Massimo Bignardi, propone ventisette opere, tra sculture, tableaux-pièges e grafiche realizzate da Daniel Spoerri tra il 1970 e il decennio in corso e quattro significative sculture di Mimmo Rotella, Arman e César (Baldaccini), suoi amici negli anni del Nouveau Réalisme, tutte provenienti dalla collezione Caporrella. “Avevamo ospitato online, nel periodo delle festività natalizie – rileva Gianfranco Valiante nella presentazione al catalogo –, la mostra promossa per festeggiare i novant’anni del Maestro Daniel Spoerri, tra i principali interprete della scena artista mondiale sin dagli anni sessanta, che oggi inauguriamo in presenza e che segna la ripartenza del Museo. Una mostra che si affianca alla grande retrospettiva, ospitata, dal 24 marzo e fino al 27 giugno 2021, dalla Bank Austria Kunstforum di Vienna. Questa promossa dal Museo-FRaC, Baronissi è una mostra di eccezionale bellezza, di rilievo nazionale, resa possibile grazie alla disponibilità del Maestro Spoerri e della Fondazione d’Arte Vittorio Caporrella, che ha reso possibile il prestito delle opere […] Il FRaC Baronissi in questi lunghi mesi di chiusura, ha dato un’efficace risposta attraverso la reta dell’etere, delle articolate strade dell’online, tessendo un continuo rapporto con il suo pubblico e con quanti in questo periodo hanno condiviso le nostre iniziative: oggi riprendiamo la nostra linea di marcia, aprendo gli spazi, proponendo la necessità dell’incontro”. “La mostra che il Museo-FRaC Baronissi dedica a Spoerri – scrive Massimo Bignardi nel saggio introduttivo al catalogo pubblicato da Gutenberg Edizioni –, concentra l’attenzione sulla sua esperienza di scultore presso la Fonderia Caporrella, un tempo Immart, con sede a Poggio Magliano, un borgo poco distante da Torrita di Siena e, successivamente, in quella di Roma. Un’esposizione che, con la presenza di un ridotto numero di opere di Arman, César e Rotella, concesse in prestito anch’esse dalla Fondazione d’Arte Vittorio Caporrella, vuole ricordare, a sessant’anni dalla sua formazione, il gruppo di artisti che, nell’ottobre del 1960, diedero vita alla compagine del Nouveau Réalisme. Anche se la figura centrale del percorso espositivo è quella di Spoerri, le opere dei suoi amici novorealisti ci segnalano la vitalità di una generazione di creativi che, nel tempo, hanno mantenuto fede al progetto di presa di coscienza “de leur singularité collective”. Una mostra, quindi, che non aspira a proporsi con un inquadramento sincronico o antologico, ma con un taglio centrato sul carattere di un’esperienza, quella scultorea, che vede Spoerri assiduo frequentatore, dai primi del decennio settanta a quello attuale, della fonderia dei Caporrella. In questo spaccato non potevano mancare, al fine di tessere una stretta relazione, le esperienze che maggiormente hanno connotato la sua presenza sulla scena dell’arte contemporanea, a partire dalla seconda metà del XX secolo: i tableaux-pièges. La scelta di esporre tre tableaux del 1992, tratti dalla serie “Post Sevillane”, risponde alla necessità di rendere più chiaro il rapporto che l’artista tesse tra gli oggetti e lo spazio o, meglio ancora, l’ambiente. Difatti, non è tanto l’intricata combine di oggetti a sostenere l’interesse dell’artista, quanto il suo desiderio di prendere coscienza di una realtà nuova, che vive calandosi nell’ambiente quotidiano, indossando gli abiti di ‘assistente dell’accidentale’”. In occasione della mostra è stato pubblicato dalla Gutenberg Edizioni il catalogo contenente il saggio introduttivo del curatore, i contributi di Vladimiro Caporrella, Barbara Räderscheidt, Claudia Filippeschi che ha curato l’intervista a Pietro Caporrella, nonché gli apparati biografici e bibliografici. L’edizione è arricchita dalla documentazione fotografica messa a disposizione dalla Fondazione »HIC TERMINUS HAERET-IL GIARDINO DI DANIEL SPOERRI« e da un ampio apparato di illustrazioni a colori realizzato da Antonio Caporaso e Jacopo Naddeo. ISBN 978-88-7554-162-0.

IL LIBRO

Dal 6 maggio sarà in tutte le Librerie Feltrinelli (distribuito anche online da Amazon e dall’editore Marlin) il libro curato da Walter Di Munzio, Veronica Benincasa e Giuseppe Galdi: Effetto Lockdown, storia di una pandemia tra cronaca ed esiti psicologici. Si tratta della prima volta che una grave emergenza sanitaria viene affrontata in un’ottica che è contemporaneamente sanitaria e giornalistica. E il nostro giornale ha voluto raccontarla con due rubriche periodiche curate da autori che rappresentano infatti quella strana e affascinante commistione di professionisti sanitari, anche giornalisti. Hanno collaborato con noi dal 2019 ed hanno documentato sistematicamente il percorso fatto dalla crisi epidemica, senza mai distaccarsi dalla cronaca e dalla realtà che li circondava. Un anno di pandemia, quindi, raccontato da professionisti della psiche che, dalla loro una doppia competenza hanno saputo contestualizzare la sequenza di eventi di cronaca e gli esiti psicologici di quest’evento straordinario, rispetto al quale si sono posti, nella loro doppia veste, come osservatori speciali. Il tutto passando attraverso i fatti accaduti in una particolare sincronia. La loro è una narrazione attenta a sottolineare i danni subiti dalla mente e la sincronia di personaggi, eventi e racconti di cronaca politica e ordinaria. La domanda che si sono posti è cosa può accadere nella testa delle persone dopo un prolungato stress collettivo come quello che abbiamo vissuto? La risposta più forte che si intravede leggendo questo diario-cronaca è forse che si tratterà degli stessi esiti registrabili dopo un attentato, un grave cataclisma o un episodio di guerra. Un percorso, insomma, intenso e irripetibile caratterizzato da una tempesta emotiva nella quale si possono osservare diverse fasi che vanno dal sentimento di negazione al senso di liberazione che però potrebbe rischiare una maggiore esposizione al rischio di rilancio del contagio. Il libro ci accompagna ad attraversare questa lunga pandemia, sperando che possa finire presto. Ci ricorda gli errori commessi e le carenze organizzative accumulatesi in anni di diseguaglianze, egoismi territoriali e clamorose ingenuità organizzative. Purtroppo, anche ruberie e tangenti occultate negli ingenti investimenti di ambito sanitario, notoriamente terreno di speculazione delle regioni dalla loro costituzione. Si registra infine il clamoroso fallimento dello spezzettamento del SSN in tanti microsistemi regionali. Gli autori ci ricordano infine che da questo tipo di crisi non si esce migliori, quasi mai, anche perché la memoria è labile e il sentimento della solidarietà viene spesso dimenticato e messo da parte per far emergere la rabbia verso tutto e tutti alla continua ricerca di un responsabile di quanto accade. I dubbi e le riflessioni che scaturiscono da questa lettura sono tanti ed andranno certamente approfonditi anche in seguito.

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