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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

02/05/2021

CONSIGLIO COMUNALE

Un gruppo consiliare sempre più lontano dalla maggioranza e sempre più polemico. Venerdì, è andato in scena l’ennesimo consiglio comunale show, con un continuo di offese e accuse che hanno caratterizzato la seduta straordinaria per approvare i provvedimenti relativi al canone unico patrimoniale. Ed è proprio su questo punto che entra in gioco l’opposizione che lascia l’aula per provare a far saltare il numero legale e invalidare la seduta. Una mossa strategica che, però, non va a buon fine: i consiglieri Giuseppe Zitarosa e Antonio Cammarota restano in aula con quest’ultimo che si astiene dal voto. A chiedere il rinvio del punto all’ordine del giorno i consiglieri di Oltre e, in particolar modo, il consigliere Leonardo Gallo che ha palesato una serie di diciture poco chiare rispetto a quanto chiarito dall’assessore al Bilancio Luigi Della Greca: il regolamento per il canone unico patrimoniale prevede infatti un unico ufficio per la gestione, con il coinvolgimento di tutti gli uffici che si occupano di entrate. Per quanto riguarda la Cosap, che coinvolge gli esercizi commerciali, è stata confermata la disciplina per le aree verde, impianti sportivi e i dehors. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di mettere a regime alcune agevolazioni con misure speciali per il periodo dell’emergenza Covid e si tratta, come chiarito dall’assessore Della Greca, sono agevolazioni aggiuntive: l’occupazione del suolo pubblico, ad esempio, non è soggetto a canone fino al prossimo 31 dicembre 2021, è stata disposta la riduzione del canone del 50%. Nel frattempo, il consigliere Fabio Polverino, presidente della commissione Finanze, patrimonio e personale ha proposto due emendamenti: le esenzioni non dovrebbero valere per i marchi commerciali e per il lucro. Il consiglio comunale, che ha visto i consiglieri di Oltre Corrado Naddeo, Giuseppe Ventura, Donato Pessolano, Nico Mazzeo, Antonio D’Alessio e Leonardo Gallo lasciare l’aula insieme al capogruppo di Forza Italia Roberto Celano. A “salvare” la seduta ci pensano dunque Antonio Cammarota e Giuseppe Zitarosa che restano in aula ma mentre il capogruppo de La Nostra Libertà si astiene, l’ex consigliere leghista vota a favore del provvedimento. Nel frattempo, è la consigliera Sara Petrone a portare in consiglio comunale la problematica relativa a Salerno Pulita, chiedendo al sindaco di procedere in tempi rapidi alla nomina del nuovo amministratore unico e a individuare dei locali da concedere alla società per la sistemazione delle spazzatrici da utilizzare nel centro storico. La nomina del nuovo amministratore è necessaria anche per procedere con gli acquisti già concordati e facilitare il lavoro degli operatori ecologici. (Cronache)

VERSO LE COMUNALI

Ammette la responsabilità della Lega e di Forza Italia, egualmente responsabili circa la decisione dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura alla carica di sindaco Rosario Peduto, coordinatore cittadino della Lega Salerno che, in queste settimane, sta portando avanti un dialogo con i consiglieri di Oltre, senza però chiudere le porte in faccia al candidato sindaco sostenuto da Fratelli d’Italia, Michele Sarno e ad Antonio Cammarota. Peduto, nei giorni scorsi l’avvocato Michele Tedesco ha comunicato la decisione di rinunciare, almeno per il momento, alla candidatura a sindaco. Una scelta dettata soprattutto dall’indecisione di Forza Italia e Lega… “Sì, in effetti penso dipenda da questo e non possiamo dire il contrario. Io ho sollecitato anche il mio partito, effettivamente i tempi si sono molto dilatati e Tedesco aveva fatto capire che proprio sulla tempistica si giocava l’opportunità di questa candidatura ed è evidente che, con tempi dilatati e senza soluzione, si è venuta a creare questa insofferenza. Mi rendo conto che c’è una responsabilità e non la nego, più volte al mio partito ho detto che bisogna scegliere; dal punto di vista locale, siamo vincolati da uno statuto della Lega che prevede che, sui capoluoghi di provincia, la chiusura degli accordi spetta al coordinamento regionale. Di conseguenza, noi abbiamo dato indicazioni, io ho parlato con tutti e sono sempre stato dell’avviso che, pur avendo dato la disponibilità di Dante Santoro come candidato del centrodestra, la Lega fosse al centro di un progetto elettorale ampio e desse l’idea di un rinnovamento, non solo nel centrodestra ma anche come forza politica. Io non ho posto un out out ma fatto intendere che se il partito mira a curare un orticello piuttosto che a fare in modo che la Lega fosse al centro di una proposta importante che la città ci chiede, potremmo perdere un’opportunità storica perché il sistema deluchiano scopre un po’ di problemi in maniera anche abbastanza plateale e se noi non ci facciamo trovare pronti con una proposta politica ampia, condivisa e convincente credo che abbiamo una responsabilità storica. Bene ha fatto il direttore Tommaso D’Angelo, anche con durezza, ad evidenziare questa cosa, le critiche partono da dati di fatto e vanno accettate. Se dobbiamo fare una partita di testimonianza vuol dire che la Lega intende curare un orticello ma non è questo che dobbiamo fare: siamo il partito principale del centrodestra, a livello nazionale e non possiamo giocare da riservisti; dobbiamo essere motore di un’alleanza, di un cartello ampio e di una proposta politica buona, se non lo facciamo credo che abbiamo perso come partito e come centrodestra, come alternativa. Rischiamo di perdere un’occasione storica che ci ricapiterà forse tra 30 anni”. Resta in piedi anche l’ipotesi Michele Sarno che sembra stuzzicare anche Forza Italia, ora. La Lega potrebbe annunciare il sostegno all’avvocato? “Michele Sarno è un amico, noi siamo stati fra i primi – quando è stato inaugurato il tavolo del centrodestra – a parlare di queste candidature e credo che Michele Sarno sia un candidato di spessore in grado di unire il centrodestra. Ma a noi non è piaciuta la fuga in avanti di Fratelli d’Italia perché ci ha messo in una condizione di difficoltà; noi volevamo ragionare su Sarno candidato, nome che ha un suo effetto di trascinamento importante al di là del valore aggiunto che possono dare i partiti ma il punto è se il centrodestra vuole andare unito o meno perché è ciò che mi chiedo; se vogliamo andare uniti ritroviamoci, cerchiamo di fare sintesi e di andare con un solo candidato perché questa sarebbe la cosa che la città riconosce come proposta forte e convincente. Veniamo da una precedente competizione elettorale con il centrodestra che aveva toccato il fondo, con almeno sei candidati ideali e se noi ripetiamo quanto accaduto vuol dire che il centrodestra non ha capito assolutamente niente. Si rischia di buttare un’opportunità che la città vorrebbe. Io sono disponibile a parlare con tutti e lo siamo stati fin dall’inizio ma è arrivato il momento di decidere e noi dobbiamo farci trovare pronti ad offrire un’alternativa credibile”. Dopo l’arrivederci di Michele Tedesco da dove riparte il centrodestra e la Lega, in particolar modo? “Noi portiamo avanti il discorso aperto con i consiglieri di Oltre perché hanno fatto un passaggio importante, spaccando la vecchia maggioranza. Nel frattempo, attraverso Tedesco è iniziato un percorso con loro e noi stiamo facendo una valutazione: questo progetto politico credo debba essere portato avanti perché le comunali hanno un sistema ben chiaro ovvero il 50+1 del corpo elettorale e se non abbiamo questa percentuale è chiaro che dobbiamo ragionare con quei pezzi di elettorale e rappresentazione politica che la volta scorsa ha votato De Luca e qui nessuno si vende a lui (al governatore della Regione Campania ndr) ma si sta facendo un ragionamento politico e credo che i consiglieri di Oltre anche oggi (ieri, in consiglio comunale per chi legge) hanno dimostrato di voler portare avanti un progetto alternativo a un sistema che sta in grossa difficoltà e credo sia arrivato alle fasi finali”. A proposito di Oltre, in consiglio comunale l’opposizione ha lasciato l’aula per far saltare il numero legale, a salvare la maggioranza Napoli i consiglieri Antonio Cammarota e Giuseppe Zitarosa, con quest’ultimo sempre più vicino all’attuale maggioranza… “Sì, rispetto ai percorsi personali non amo additare le persone, non è giusto. Credo che dall’altra sia sempre più evidente un’insofferenza di quest’amministrazione comunale che, chiaramente, non ha più i numeri di prima e soprattutto credo inizi a perdere numeri importanti, anche in termini di consenso: ora, un po’ la pandemia, un po’ i problemi mai risolti che contraddistinguono questa città, un po’ il disastro amministrativo su aspetti fondamentali come i rifiuti, la tassazione e credo che questo abbia portato coloro che prima votavano con convinzione il modello deluchiano a fare un passo indietro e attendere un’alternativa. Questo sta accadendo e se non sappiamo cogliere questa cosa allora il sistema deluchiano continuerà a piegare il consenso elettorale; se noi siamo bravi ma soprattutto credibili nella proposta di rinnovamento credibile della città, sono convinto che parecchi spezzoni della società appartenente al modello deluchiano potrebbero affidarci un nuovo risorgimento di una città che, in questo momento soffre”. Tra i candidati sindaco il presidente della commissione Trasparenza Antonio Cammarota. La Lega potrebbe decidere di sostenerlo e scendere in campo al suo fianco? “Noi stiamo ragionando su tutte le possibilità, ci sembra opportuno che un partito come la Lega non possa chiudere nessuna porta. È stata la strategia che, umilmente, ho tentato di mettere in campo fin dall’inizio e voglio continuare a valutare tutto quello che accade in città ma lo farò con i militanti, con il consigliere Dante Santoro che resta una risorsa che il partito ha messo a disposizione del centrodestra e di chi vuole creare un’alternativa; partiamo da questo, senza mettere davanti una volontà ostativa e un pregiudizio ma questi ragionamenti devono arrivare a sintesi altrimenti se tutti non fanno un passo indietro rispetto ad un’unica candidatura a sindaco vuol dire che questa maturità non è stata raggiunta”. (Cronache)

CASA DELLA SINISTRA

Il Primo Maggio in piazza Mario Ricciardi a Torrione alle ore 17.00 nasce la Casa della Sinistra. Una sede che vuole accogliere il “popolo perduto” della sinistra che ancora crede nella politica fatta “in presenza” e non solo sul web o nei talk show televisivi. Presenti buona parte di tutte le donne e gli uomini che hanno a cuore la rinascita dell’unico impegno pubblico che ci interessa: l’affermazione del bene comune. Nel rispetto delle regole anticovid, sono state aperte le porte della nuova casa a tutte le diverse formazioni e forze civiche, ai vecchi militanti senza tessere, alle persone che chiedono uno spazio di confronto. E’ stato fatto un lavoro di coinvolgimento, ancora parziale. Si deve fare molto di più. E’ necessario discutere con chi esprime ancora dubbi e perplessità sul difficile cammino dell’unità, ma indubbiamente un importante passo è stato compiuto. Il Paese deve ripartire, la Sinistra deve ripartire. Occorre un vero Big Bang che porti ad un reale cambio di rotta. Questo è l’impegno che Insieme per la Primavera Salernitana sente di assumere per dare nuova vita alla città di Salerno. Un documento che ha raccolto già tantissime firme: da semplici militanti a personalità che hanno svolto ruoli, da tanti giovani a professionisti stimati. Una sede aperta non è un episodio: avrà una funzione per le imminenti elezioni amministrative ma continuerà anche dopo e spero per tanto tempo, a svolgere una funzione vitale per recuperare un rapporto tra la buona politica e la gente. “Come una sezione di base che hai frequentato tu ai tempi del Pci?” mi ha chiesto un giovane attivista che ho invitato personalmente. Magari. E’ quello che proviamo a fare. I tempi cambiano, ma le passioni restano e gli insegnamenti si perpetuano. La nuova casa accoglierà tutti quelli che non si rassegnano al declino della nostra città e che soprattutto hanno ancora la voglia e la determinazione di lottare per un cambiamento possibile. Sarà luogo di incontro intergenerazionale. Per porre fine al malgoverno locale c’è bisogno di collaborazione tra chi ha esperienza politica e chi intende iniziare apportando nuove energie ed idee. Sembra finalmente possibile avere, a sinistra del Pd, un’unica formazione aperta e plurale che rimetta al centro la politica nel senso più nobile del termine. Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera (Pablo Neruda). (Cronache della Sera)

PARLA BONAVITACOLA

“La produzione dei rifiuti, in ambito provinciale e regionale deve essere trattata con impianti presenti dove i rifiuti sono generati, una rivoluzione per la Regione Campania”. Lo ha annunciato il vice presidente di Palazzo Santa Lucia, Fulvio Bonavitacola, intervenuto ieri mattina all’inaugurazione dei nuovi uffici direzionali di Ecoambiente, la società che si occupa di gestire in modo efficiente, efficace ed economico il ciclo dei rifiuti urbani nella provincia. “Ecoambiente è la prima società tra quelle presenti in Regione Campania, di proprietà pubblica che ha acquisito la titolarità dello stir di Battipaglia, subentrata a tutti gli effetti alle funzioni che, in modo anomalo, erano attribuite alle province e, di conseguenza alla provincia di Salerno, nella fase post emergenziale – ha dichiarato il vice presidente della Regione Campania – Siamo entrati a regime, l’amministrazione De Luca ha voluto una legge ispirata al codice dell’Ambiente, fino alle stagioni di commissari, sub commissari, eserciti, poteri eccezionali e della spazzatura al primo piano. Noi siamo per andare a chiudere il ciclo, in tutte le province e a livello regionale, ovvero la produzione dei rifiuti in ambito provinciale e regionale deve essere trattata con impianti presenti dove i rifiuti sono generati, una rivoluzione per la Regione Campania”. A rimarcare la buona gestione di Ecoambiente il parlamentare del Pd, Piero De Luca: “Dopo gestioni passate che avevano portato quasi al fallimento questa realtà siamo stati in grado, con il lavoro della Provincia, dell’Eda di rilanciare una struttura pubblica di eccellenza che gestisca i siti destinati alla raccolta dei rifiuti sul nostro territorio – ha dichiarato il deputato dem – I risultati sono eccezionali, noi li rivendichiamo”. Di fatti, nel gennaio 2018 la Ecoambiente Salerno è stata sciolta e messa in liquidazione, perché tecnicamente in stato di insolvenza ed in soli 3 anni, l’azienda è stata risanata e rilanciata, con un notevole incremento dimensionale della Ecoambiente, sotto il profilo dei ricavi e dei dipendenti. (Cronache)

A PROCESSO

L’imprenditore nel settore del trasporto infermi ed onoranze funebri, il prossimo 10 maggio comparirà dinanzi ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno per l’avvio del processo a suo carico. Oltre a Roberto Squecco (difeso da Mario Turi), attualmente detenuto nel carcere di Salerno; a processo con il rito ordinario vi saranno anche la ex moglie Stefania Nobili e l’imprenditore di Pompei Domenico Sorrentino entrambi agli arresti domiciliari. Hanno scelto invece il rito dell’abbreviato: Elena Vitale di Capaccio, moglie di Mario Squecco, Giuseppe Pinto, di Capaccio, Giuseppina D’Ambrosio, di Capaccio, cognata di Squecco; Donato Potolicchio, di Acerno; Assunta Salerno, di Acerno, moglie di Potolocchio; Mario Squecco, di Capaccio, nipote di Roberto; Michele Montefusco di Eboli. Almomento il Giudice per le udienze preliminari ancora non ha fissato la data dell’udienza per il rito alternativo. Intanto il Gip ha disposto a carico di: Elena Vitale, Giuseppe Pinto, Giuseppina D’Ambrosio, Donato Potolicchio, Assunta Salerno e Michele Montefusco di Eboli la revoca degli arresti domiciliari. Al posto della misura restrittiva è stato applicato il divieto dell’esercizio dell’attività d’impresa per un periodo di 12 mesi. Le accuse sono di intestazione fittizia beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d’ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’indagine ha preso il via dagli avvenimenti successivi alla vittoria elettorale di Franco Alfieri. Questi, alla guida di una coalizione di centro sinistra, fu eletto sindaco di Capaccio Paestum il 9 giugno 2019. Qundo fu decretata la vittoria di Alfieri i cittadini assistettero ad un carosello di ambulanze. I mezzi di soccorso, di Squecco, sfilarono per le strade di Capaccio a sirene spiegate. Un episodio pubblicizzato su Facebook e che fu oggetto di numerose segnalazioni. Inoltre, il 20 giugno del 2019 vi fu una querela ratificata dal senatore Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia a cui seguirono due interrogazioni parlamentari. L’attenzione degli investigatori si concentrò così su Roberto Squecco, imprenditore gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle collegate società di onoranze funebri, associazioni e società solo formalmente intestate a suoi parenti e collaboratori. Squecco ha precedenti penali di rilievo (è’ stato condannato, con sentenza definitiva per tentata estorsione in danno di un imprenditore proprio del settore delle onoranze funebri, reato commesso al fine di agevolare il clan camorristico Marandino) ed è stato già sottoposto a misura di prevenzione patrimoniale. Tuttavia, l’uomo continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, non giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle societa’ funebri controllate e di volontario delle associazioni/onlus a lui riconducibili. Già a ottobre 2019, venivano eseguiti, nei confronti di Squecco e di suoi prestanome provvedimenti di sequestro preventivo di alcune società e associazioni, operanti nel trasporto infermi in convenzione con l’Asl di Salerno e nelle onoranze funebri, e anche conti correnti e rapporti bancari sui quali erano stati rintracciati movimenti di somme di danaro pari a circa mezzo milione di euro. Secondo la Pubblica accusa, Squecco ha una pericolosita’ sociale “qualificata” in quanto interno al clan Marandino ma anche “generica”, poiche’ vive abitualmente con i proventi di attività delittuose. (Cronache)

CAMORRA

“Sono io, il camorrista della Campania… ti faccio saltare in aria, insieme al ristorante che adesso è mio; sei un’ombra che cammina, ti tolgo l’anima e ti sparo se non mi ridai i soldi”. A pronunciare, in più occasioni tali minacce è stato Pietro Galasso noto imprenditore 52enne di Capaccio Paestum. Per l’uomo si sono aperte le porte delcarceredi Fuorni. Le gravi minacce sono state indirizzate al suo ex cognato, socio del ristorante-pizzeria ‘Regina Sofia’, gettonato locale di cucina napoletana in via Clavature a Bologna città: una “escalation di aggressività”, come definita dal gip Roberta Dioguardi del Tribunale romagnolo, perpetrata nel richiedere la restituzione di un presunto prestito di denaro elargito nella fase di avviamento del locale tramite la sorella, ex moglie del ristoratore. Galasso, alias Pierino, figlio della nota maga cartomante Iside ed ex commerciante di automobili, rivuole per la precisione 1 milione e 200mila euro dall’ex parente acquisito con tutti gli interessi: soldi di cui i carabinieri della stazione di Bologna Indipendenza, però, non trovano alcuna traccia. Ad innescare le indagini l’ennesima denuncia dell’ex cognato, stanco di subire le continue vessazioni, telefoniche e di persona, di Pierino “il camorrista”: proprio così infatti si definisce al cellulare, forse per avvalorare lo spessore delle sue parole minatorie, definendo “soldi della camorra” quelli che vuole riottenere, a tutti i costi, arrivando più volte a presentarsi di persona nella trattoria. “A questo lo devo uccidere, lo sparo davanti a voi, lo faccio schiattare qua, sopra al bancone” afferma Galasso con fare da guappo, davanti a tutti, in una delle sue incursioni a sorpresa nel locale emiliano, comportandosi come se fosse suo in virtù del credito vantato. I precedenti penali del 52enne capaccese, ovvero porto illegale di armi e ricettazione, inducono gli inquirenti ad approfondire i suoi affari, presenti e trascorsi, nella città dei Templi. Intanto, Pierino insiste, batte cassa e cerca finanche di convincere il ristoratore a non presentarsi all’udienza del processo per minacce e molestie nei confronti suoi e dell’ex consorte-congiunta. I carabinieri registrano tutto e la posizione di Galasso si aggrava: il procuratore capo Giuseppe Amato ed il sostituto Domenico Ambrosino lo indagano anche per atti persecutori, violenza privata e tentata estorsione. Accuse che, il 2 aprile scorso, fanno scattare l’arresto: il 52enne finisce ai domiciliari a Ponte Barizzo, con divieto di comunicare con la persona offesa. Chiuso in casa, però, Pietro Galasso non la smette: continua a chiedere i soldi al ristoratore con intimidazioni e rancore maggiori, inviperito. Circostanze che inducono i carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo, diretti dal luogotenente . Giuseppe D’Agostino, a chiedere ed ottenere l’aggravamento della misura cautelare, che stamane ha confinato Pierino presso la casa circondariale di Salerno. (Cronache)

IL CASO

Martedì scorso durante la pausa pranzo Carmen, consigliera di Antinoo Arcigay Napoli, fa un bagno al mare in Cilento e posta una foto su Facebook con una riflessione sull’ingiustizia della censura sui seni femminili. “Non sopporto – si legge nel post che accompagna la foto – che un uomo possa sfoggiare il suo petto con fierezza, mentre un seno deve essere mortificato, censurato, considerato osceno, scandalo. Mi godo la spiaggia in solitudine, grassa, pelosa e libera”. Tutto bene fin quando non arrivano alcuni commenti offensivi: una persona (che nella foto profilo dichiara di sostenere il Ddl Zan) definisce Carmen addirittura “Schifosa”. Ma se il DDL Zan fosse già legge, il commento da lui fatto sarebbe un reato perseguibile con l’aggravante di violenza a matrice misogina. “Vi chiediamo, oltre ad esprimere solidarietà a Carmen, di segnalare le offese che proseguono in commenti e condivisioni. Ma soprattutto invitiamo ad una riflessione sui corpi, sul sessismo e sul body shaming dentro e fuori la comunità Lgbtqi. In particolare il corpo delle donne si rivela essere ancora motivo di offesa, ogni volta che si ribella agli standard imposti dalla società”, hanno dichiarato dall’Arcigay di Napoli. “Portiamo nelle nostre carni – dichiara Daniela Falanga, presidente di Antinoo Arcigay Napoli – gli sguardi insistenti e indesiderati, trasportiamo il peso delle aspettative di genere, che ci vogliono composte, magre e depilate. Resistiamo all’omonormatività, che ci vuole belli e rassicuranti, binari e borghesi. La comunità Lgbtqi è composta di donne e uomini bisessuali, persone trans e non binarie, intersex, sex workers, migranti, richiedenti asilo e rifugiate, disabili, anziani… ma lo sappiamo che voi volete solo i pink money”. (Cronache)

FONDERIE PISANO

Si apre un nuovo capitolo penale sulla vicenda delle Fonderie Pisano. La Procura di Salerno ha infatti affermato la penale responsabilità di Antonio Setaro, Luca Fossati, Guido Pisano, Renato Pisano, Ciro Pisano, Ugo Pisano, le fonderie Pisano &Co. Per la vicenda relativa all’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento di via dei Greci con l’ipotesi d’accusa di disastro ambientale. Il tribunale di Salerno ha infatti proposto appello avverso la sentenza di primo grado emessa nel processo a carico dei componenti del consiglio di amministrazione della famiglia Pisano e di altri soggetti imputati: la pubblica accusa non ha condiviso la decisione emessa dalla dottoressa Zambrano, Gup presso il tribunale di Salerno, ritendendo che la sentenza vada modificata nella direzione di un accertamento della responsabilità penale a carico degli imputati. “Esprimiamo grande soddisfazione per questa scelta della Procura e annunciamo sin da ora che saremo presenti al loro fianco, come parte civile, rappresentati con decisione dal nostro Avvocato Fabio Torluccio, perché siamo convinti che i reati contestati dall’impianto accusatorio delle indagini della Procura si siano tutti consumati e pertanto auspichiamo in una condanna piena nei confronti degli imputati per i reati commessi contro la popolazione e contro l’ambiente”, ha dichiarato Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita. Nei prossimi mesi verrà fissata l’udienza davanti alla Corte di Appello di Salerno per proseguire il giudizio. “Si tenga anche conto che precedentemente il difensore dei Pisano ha proposto ricorso per Cassazione per contestare la condanna dell’unico reato loro ascritto e per ottenere di conseguenza la piena assoluzione; sull’altro fronte, con questa scelta, la Procura si dimostra convinta dei capi di imputazioni per i gravi reati commessi e noi siamo determinati a partecipare a questo processo come parte civile per andare fino in fondo a questa triste vicenda ed ottenere finalmente giustizia piena, anche perché a tutt’oggi l’aria nella valle dell’irno è irrespirabile e la popolazione soffre le conseguenze di un’attività industriale che sta avvelenando ormai da troppo tempo l’aria e l’ambiente della nostra città”, ha dichiarato Forte. “L’iniziativa della Procura di Salerno, che ha proposto appello alla sentenza di primo grado nel processo a carico dei membri del Cda di Fonderie Pisano, consentirà di aggiungere nuovi tasselli alla verità su una vicenda che si trascina da decenni con troppi dubbi. Da un lato c’è una comunità che ha diritto di sapere se e quali siano stati gli effetti di anni e anni di emissioni sull’ambiente e sulla salute delle comunità di interi quartieri e della Valle dell’Irno. Dall’altro va fatta piena luce sul livello di pericolosità di un sito che potrebbe presto essere trasferito nella vicina Buccino, in un’area soggetto a vincolo paesaggistico e che per questo andrebbe salvaguardata e rilanciata”, ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione speciale regionale Aree Interne Michele Cammarano. “L’auspicio – sottolinea Cammarano – è che siano resi noti i risultati dello studio Spes, realizzato ben cinque anni fa e in possesso della Regione Campania, ma i cui dati non sono mai stati ancora pubblicati. Un’indagine che evidenzia, in maniera drammatica, l’incidenza del fattore ambientale sulla popolazione residente a ridosso delle Fonderie Pisano”. ““La procura ha dato un bel segnale soprattutto nel giorno in cui emerge drammaticamente la realtà dei reati ambientali nella nostra provincia, adesso però quello che va fatto attraverso un iter procedurale amministrativo già avviato da tempo è aprire un vero tavolo politico per salvare l’azienda, dove concretamente e con componenti autorevoli si ragioni e si proceda alla delocalizzazione in modo spedito e quindi costruzione di un impianto tecnologicamente avanzato in grado di dare ancora più occupazione nel nostro territorio”, ha dichiarato invece il vice presidente del Codacons nazionale Matteo Marchetti. (Cronache)

COLDIRETTI

“E’ necessario avviare un Piano strutturale di rilancio della provincia di Salerno, creando una rete di tutti i principali attori socio economici del territorio e costruire una vera e propria alleanza tra Istituzioni, forze economiche e produttive, banche di credito cooperative locali e cittadini”. E’ la proposta lanciata dal direttore di Coldiretti Salerno Enzo Tropiano, con l’obiettivo di porre in essere soluzioni per contribuire a superare la crisi causata dalla pandemia che sta investendo anche il territorio salernitano. “In questa difficile congiuntura economica e sociale – spiega Tropiano – il mondo agricolo è pronto a fare la sua parte e a dare un contributo importante ma siamo convinti che sia necessario attivare, in un’ottica di sistema, tutte le sinergie possibili tra i vari attori istituzionali ed economici per valorizzare ogni risorsa che il territorio è in grado di esprimere. Il settore agricolo e turistico possono rappresentare un motore di sviluppo, capaci come sono di trasferire il “valore del territorio” in “valore economico”, sia in termini di prodotti che di servizi. Occorre quindi attivarsi senza indugi per valorizzare concretamente le produzioni locali a Km zero, attivando sempre più mercati agricoli in città, iniziative a filiera corta dal campo alla tavola, favorendo l’utilizzo delle eccellenze locali nella ristorazione privata e pubblica. Se già riuscissimo a promuovere, in tutti i ristoranti, gli alberghi e i locali della provincia, una carta dei vini locali e dell’olio di oliva, potremmo avere un forte indotto sui territori sia sotto il profilo di reddito che occupazionale. Lo stesso discorso potrebbe essere declinato per il comparto ortofrutticolo, della carne, dei formaggi e della pesca locale”. “Ma occorre fare sistema – ribadisce Tropiano – in primis attraverso una campagna comunicativa unitaria di rilancio di tutti i settori economici e avviare un progetto di interventi che renda possibile una strategia condivisa delle prospettive di sviluppo del territorio. Penso a tutte le associazioni di impresa, alle banche locali, alle istituzioni. Dobbiamo sviluppare interventi coordinati per il turismo, la valorizzazione dei prodotti agricoli e delle produzioni locali, la rivitalizzazione delle attività artigianali e commerciali nei centri storici”. “In questa fase – sottolinea il direttore di Coldiretti Salerno – è strategico il ruolo delle banche di credito cooperativo, per accompagnare le imprese nella rinascita ed evitare il ricorso a canali di finanziamento opachi e illegali. Necessario è l’impegno di tutti: non è più tempo che ognuno faccia per sé, ma è tempo di prendere coscienza dell’importanza della comunità, fatta di persone, di imprese, di radicamento al territorio. Occorre ripensare, ma anche rifondare in tempi brevi – conclude Tropiano – non restare in apnea, aspettando che la crisi passi”. (Cronache)

LA NOVITA'

Nasce il comitato promotore del Grande museo di Salerno per la realizzazione di un museo nell’ex palazzo di Giustizia di corso Vittorio Emanuele. Un’iniziativa anticipata, in esclusiva a Le Cronache, dall’ex magistrato Michelangelo Russo, ospite della puntata di Le Cronache Live proprio per fare il punto della situazione sulla nuova destinazione d’uso del tribunale, ormai abbandonato dopo il trasferimento presso la Cittadella Giudiziaria. Il Comitato è composto da Michelangelo Russo, Marco Alfano, Massimo Bignardi, Antonio Braca, Antonio Ilardi, Emilio Porcaro, Massimo Ricciardi e Matilde Romito. “L’abbandono dell’edificio storico del Tribunale da parte degli Uffici Giudiziari è un’occasione unica, per Salerno, di rilancio d’immagine e di sviluppo economico – hanno dichiarato i membri del comitato promotore – Il territorio salernitano è stato uno dei poli di attrazione degli artisti di tutto il mondo, e quanto loro hanno lasciato nei nostri luoghi è disperso e dimenticato”. In città, infatti, non esiste, ad oggi, che riunisca in un luogo accessibile, centrale ed architettonicamente degno, i tesori dimenticati e sparsi in ogni dove, che le nuove generazioni dovrebbero conoscere per amare la propria terra. “Gli appassionati e gli studiosi d’Arte di Salerno lanciano un appello alle Istituzioni, a tutti i Salernitani e a tutti coloro che amano l’Arte affinché gli splendidi saloni del vecchio Tribunale vengano destinati a sede museale, per il recupero della nostra storia e per la consegna della nostra bellezza a quelli che vogliono ricordarla e a quelli che, nel mondo, vorrebbero conoscerla – hanno aggiunto i promotori del comitato – Non perdiamo una irripetibile opportunità per consegnare alla città di Salerno un fondamentale luogo identitario ed un formidabile attrattore turistico”. Da qui la decisione di costituire il Comitato Promotore del Grande Museo di Salerno nell’edificio storico del Tribunale, aperto a quanti intendano nel prosieguo sostenere questa iniziativa. ù Il Comitato ha creato un Gruppo pubblico su FB denominato “Comitato per il Museo di Salerno”, attivo da oggi sul social network. Tutti i cittadini che condividano l’idea sono invitati ad aderirvi. La nuova destinazione d’uso dell’ex tribunale di Salerno è stata oggetto di discussione anche durante due puntate di Le Cronache Live. Nel corso dell’ultima puntata, in particolar modo, a rivendicare gli spazi era stato il presidente della Camera Penale Luigi Gargiulo che chiedeva delle stanze idonee per l’avvocatura, anche per lavorare nel rispetto delle norme anticontagio in questa fase emergenziale, scontrandosi però con il parere di Michelangelo Russo e il Pm Roberto Penna, entrambi concordi sulla realizzazione di un polo museale, chiedendo all’avvocatura salernitana di adeguarsi e bocciando anche l’ipotesi di una sede distaccata dell’Università degli Studi di Salerno. (Cronache)

ECOAMBIENTE

Nel gennaio 2018 la Ecoambiente Salerno è stata sciolta e messa in liquidazione, perché tecnicamente in stato di insolvenza (al 31.12.2017 la Società presentava un patrimonio netto negativo di €. -9 milioni). In soli 3 anni, l’azienda è stata risanata e rilanciata. In seguito alla revoca dello stato di liquidazione e al conseguente ritorno “in bonis” (dicembre 2020), la Società è diventata il vero e proprio “braccio operativo” dell’Autorità d’Ambito di Salerno (unico Ente d’Ambito della Regione Campania ad aver attuato in parte qua la Legge regionale 14/2016), dovendo gestire – secondo il Piano d’Ambito Territoriale – tutta l’impiantistica pubblica per la gestione dei rifiuti a servizio dell’Ato Salerno. Tale circostanza ha determinato, già a partire dall’esercizio sociale 2021, un notevole incremento dimensionale della Ecoambiente, comprovato dai seguenti indicatori qualitativi e dimensionali: sia sotto il profilo dei ricavi (che passano dai 25 milioni di euro dell’esercizio 2020 agli oltre 39 milioni di euro stimati per l’esercizio 2021) sia sotto il profilo dei dipendenti (che passano dalle attuali n. 96 unità a circa n. 127 unità nell’esercizio 2021). La gestione virtuosa dell’EDA Salerno – attraverso la propria partecipata Ecoambiente Salerno – sta comportando un notevole risparmio per la collettività provinciale: basti pensare che per la sola gestione dell’impianto di Sardone, in soli 3 mesi la tariffa di conferimento per i Comuni è stata ridotta da 171,00 €/ton a 165,00 €/ton, con un risparmio immediato per la collettività provinciale di oltre Euro 500.000,00 annui. I nuovi uffici direzionali verranno utilizzati come sede di lavoro dei 21 lavoratori passati alle dipendenze dalla Ecoambiente dalla Gesco in liquidazione, unitamente alla gestione dell’impianto di stoccaggio e trasferenza dell’umido di Sardone (Giffoni Valle Piana). Entro il prossimo mese di maggio, la Ecoambiente assumerà la gestione dell’impianto di compostaggio di Eboli. Entro la prossima estate, la Ecoambiente assumerà la gestione dell’impianto di selezione di Casal Velino, chiuso da oltre 10 anni, con il riassorbimento di altri 13 lavoratori. (Cronache)

PROTESTE

Si sono ritrovati venerdì mattina in piazza Amendola, per una manifestazione di protesta pacifica di protesta dei lavoratori migranti e delle badanti. I lavoratori, accompagnati dalla Usb, Federazione del Sociale di Salerno, hanno manifestato per chiedere l’immediata applicazione dei decreti legge 34 e 130 e la regolarizzazione di chi è in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla norme vigenti. Davide Trezza, responsabile dell’organizzazione sindacale territoriale, spiega che “solo da questa provincia sono partite 6mila domande dopo i decreti legge 34 e 130 del 2020”. Intanto, “l’analisi delle domande è ancora ferma dopo otto e dodici mesi, a seconda del decreto legge emanato, e i lavoratori si ritrovano con un esborso che va dai 600 a oltre mille euro per la domanda e nessun diritto. Restano invisibili, nonostante portino avanti interi comparti come quello agricolo o il lavoro di cura. Non hanno diritti, sono ricattabili e soggetti a uno sfruttamento assolutamente fuori da ogni mondo che dovrebbe definirsi civile. Questa mancata regolarizzazione mantiene sotto ricatto migliaia di lavoratori, impossibilitati a far valere i propri diritti sul posto di lavoro, ed impedisce di rivolgersi al sistema sanitario in una fase così drammatica a causa della pandemia. Questa condizione favorisce il mancato rispetto di ogni forma di sicurezza sul lavoro e il riproporsi di tragedie, con decine di lavoratori stranieri morti per andare al lavoro con mezzi insicuri o nelle proprie dimore di fortuna”. Davide Trezza spiega inoltre che in tutto in Italia sono state presentata 207 domande, di queste 627mila in provincia di Salerno e sono al 99% tutti impiegati nel comparto agricolo e badanti. Nello specifico nel salernitano la maggioranza delle domande viene proprio dalle badanti, anche se ieri mattina in piazza a protestare erano molto poche visto che non potevano lasciare gli anziani che accudiscono, come spiega la signora Anna, ucraina in Italia da due anni… “Ho lasciato mia figlia insieme con i miei genitori ed ora sono qui in Italia senza alcun sostegno, non ho diritto neanche all’assistenza sanitaria. A febbraio sono stata male e non ho potuto usufruire delle cure necessarie”. Una rappresentanza dei manifestanti, accompagnati da Trezza è poi salito in prefettura, dove ha incontrato un delegato del Prefetto. Al termine del incontro, i manifestanti, non soddisfatti hanno affermato che proseguiranno ancora i loro presidi fino a quando la loro voce non sarà ascoltata. “È importante fare il massimo sforzo per costruire un percorso unitario che porti a moltiplicare le iniziative, fino a riuscire ad ottenere, ciò che ci è stato promesso e che è un nostro diritto di lavoratori” hanno detto al termine della manifestazione alcuni dei partecipanti. (Cronache)

I FONDI

“Grandi notizie per i beni culturali dell’Agro Sarnese Nocerino e di tutta la provincia di Salerno: dopo le mie tenaci e continue richieste, finalmente sono stati inseriti nel programma triennale 2021-23 i lavori dei beni archeologici di Nocera, Scafati e di tutta la Valle del Sarno. Il Ministero della Cultura con il Dm179 del 26 aprile 2021 ha finanziato i lavori nell’area archeologica del Teatro ellenistico romano di Nocera Superiore per 200 mila euro e sosterrà economicamente il catalogo e la conservazione dei reperti della Necropoli protostorica della Valle del Sarno per 100 mila euro. Un patrimonio inestimabile quest’ultimo, in quanto interessa l’area di Nocera Inferiore e Superiore, ma anche quella di Sarno, San Marzano e San Valentino Torio. Inoltre, sono stati stanziati per il restauro della Villa Prete di Scafati, ben 200 mila euro. Fondi anche per Baronissi, Cava de’ Tirreni, Positano, Salerno, Pontecagnano e Padula! È un’occasione d’oro per rilanciare il turismo culturale nel nostro territorio”. Lo ha dichiarato la deputata del MoVimento 5 Stelle, Virginia Villani annunciando lo stanziamento dei fondi per la Campania ed in particolare, per l’Agro Sarnese Nocerino. Tanti i fondi previsti anche per altre città della Provincia di Salerno: oltre agli ottimi finanziamenti per l’area archeologica del Teatro ellenistico romano di Nocera Superiore, per la Necropoli protostorica della Valle del Sarno e per la Villa Prete di Scafati sono stati previsti interventi a Baronissi, per il restauro della Villa romana e per la chiesa di Sant’Agnese per 350 mila euro in totale. A Cava de’ Tirreni, per la sede della biblioteca sono stati stanziati 32 mila e 770 euro. A Salerno invece, sono stati stanziati 200 mila euro per la Villa Romana, 14 mila euro per l’Archivio di Stato. Previsti per Pontecagnano degli interventi di messa in sicurezza dei beni archeologici per 36mila e 500 euro e 12 mila euro per l’abbattimento e la rimozione delle alberature danneggiate dalle perturbazioni meteorologiche nella Certosa di San Lorenzo a Padula. A Positano, ben 170 mila e 900 euro per lo scavo e il consolidamento dell’Ipogeo medievale. “Si tratta di interventi mirati che saranno realizzati con l’impegno delle Soprintendenze, della Regione e dei Comuni interessati nell’arco dei prossimi tre anni”, ha annunciato la deputata Villani.

L'INCIDENTE

Paura questa mattina a Capaccio Paestum per un incidente che ha visto scontrarsi un'auto e uno scooter. Il sinistro è avvenuto in località Rettifilo. A rimane ferito un 16enne che è stato soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno trasportato all'ospedale di Vallo della Lucania. Non dovrebbe essere in pericolo di vita. (La Città)

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