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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

30/04/2021

FRIZIONI ECCLESIASTICHE

Don Francesco Rimauro, il prete coinvolto nella vendita di un terreno su cui è ubicata l’antenna dell’emittente Telespazio1 e per cui l’arcivescovo di Salerno-Acerno-Campagna è stato citato in tribunale ad Avellino, ha detto no al trasferimento deciso da monsignor Andrea Bellandi dalla parrocchia di Santa Maria a Zita e San Bartolomeo a Montoro di Montoro a quella di Brignano nel capoluogo. Un gran rifiuto dichiarato ieri mattina presso il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” a Pontecagnano Faiano dove proprio il massimo rappresentante della chiesa salernitana aveva convocato tutti i parroci dell’Arcidiocesi che nei giorni scorsi avevano ricevuto la comunicazione del trasferimento dalla parrocchia di cui sono alla guida ad un’ altra con decorrenza dal prossimo mese di giugno. (La Città)

L'APPELLO

A circa una settimana dalla zona gialla con lo sblocco delle aperture in Campania per il comparto della ristorazione, giungono le considerazioni di Mario Ventura, responsabile FIPE Salerno per Confcommercio Campania: “Siamo molto amareggiati, inutile girarci intorno. Quello che sarebbe dovuto essere un Decreto Aperture, in realtà appare come un Decreto Chiusure già annunciato, in quanto il 50% delle attività non ha potuto rialzare le serrande, non disponendo degli spazi esterni, senza tenere conto del fatto che, molti altri esercizi si sono dovuti adeguare ad accogliere un numero ridotto di clientela distribuita a un numero esiguo di tavoli”. A questo, Ventura aggiunge: “Viviamo l’incombenza della serrata, da un momento all’altro, con la politica del cambio-zona-colore che determina la nostra precarietà”. Per quanto riguarda le proteste portate avanti a supporto di una categoria continuamente messa in ginocchio, sottolinea: “Ci siamo sempre schierati in modo altruista e costruttivo, pertanto, ancora una volta non resteremo in silenzio, continuando a dimostrare il malcontento a sostegno di chi ancora aspetta di poter ripartire. Restando in primis dalla loro parte, non smetteremo di avanzare proposte e richieste, sia per la questione coprifuoco che per l’anticipazione delle riaperture che abbraccino tutti, indistintamente dalla disponibilità delle aree all’esterno”. Una lucida analisi, figlia di un bilancio in cui vengono tirate le somme, ormai da un anno a questa parte: “Non molleremo, nel rispetto delle regole, come abbiamo fatto sin dal primo momento ma, soprattutto, manteniamo ferma la nostra posizione: ristori ad hoc e indennizzi sicuri e subito che garantiscano la sopravvivenza a chi non ha potuto riprendere servizio, assieme a una prospettiva di organizzazione destinata a tutti i ristoratori che sia unica e definitiva”. Per concludere, Ventura avanza una riflessione su tutte: “Sembrerebbe una mossa politica tesa a spaccare una categoria che, adesso più che mai, deve mantenere non solo i nervi saldi, ma una compattezza necessaria, affinché la propria voce arrivi più forte al punto”.

CAOS MONZA

“Bene ha fatto il Sindaco di Salerno ad intervenire nella vicenda che vede alcuni calciatori del Monza resisi responsabili della violazione delle norme anti Covid, emanate dal Ministero della Salute per la salvaguardia della salute dei cittadini. Meglio ancora se nelle prossime ore vigilerà perché venga rispettata la normativa che impedisce la circolazione all’interno della città e delle sue strutture di persone che si sono recate all’estero e al ritorno non hanno osservato la prescritta quarantena”. Queste le parole del Commissario UdC – Aniello Salzano in merito alle ultime vicende riguardanti il Monza di Galliani, ospite domani all’Arechi. “Del resto casi del genere già si sono verificati e quindi l’ASL di Salerno e il Sindaco, che è la massima autorità in campo sanitario, sono tenuti a far semplicemente rispettare la normativa, assumendo ogni provvedimento utile e tutte le misure idonee alla tutela della salute pubblica. Infatti è in gioco la salute dei nostri concittadini – ha sottolineato -ma anche, naturalmente, quella dei calciatori della Salernitana, che ci sta particolarmente a cuore, soprattutto in un momento delicato come in questo appassionante finale di campionato che vede la squadra della nostra città impegnata nella lotta promozione. Non si lasci solo il Sindaco in questo che sicuramente sarà un braccio di ferro con una Società forte e ben protetta. E’ assolutamente necessario che si mobilitino tutti i rappresentanti delle forze politiche, affinché si ripristini l’osservanza delle leggi, e con essa il rispetto che si deve ad una intera città e ai tantissimi tifosi che stanno palpitando per le sorti della squadra del cuore”.

TRINCERONE EST

Domenica di un qualsiasi mese dell’anno: un automobilista decide di parcheggiare in uno dei 30 stalli messi a disposizione con l’apertura del Trincerone Est. Una volta trovato il posto, paga 1 euro ogni ora o frazione proprio come un qualunque giorno della settimana. L'automobilista, però, sarebbe stato più fortunato se avesse trovato uno spazio nella vicina via Nizza dove la sosta, la domenica e i festivi la sosta è gratis. Stesso giorno, sempre festivo: un altro automobilista decide di parcheggiare sul Trincerone tra la fontana dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e via dei Principati. Anche in questo caso, dovrà pagare 1 euro l’ora. Non è così, invece, per la sosta nella porzione di Trincerone tra via dei Principati a via Sant’Eremita. Il parcheggio, in questo caso, è gratuito tutte le domeniche e nei giorni festivi, come indicano i cartelli di Salerno Mobilità. Incoerenze che non riguardano solo la sosta per chi è di passaggio ma anche i residenti delle diverse zone che attraversino i pezzi di Trincerone. Quindi per i residenti delle Zpru (Zona di particolare rilevanza urbanistica) numero 1, 3 e 7 la sosta è gratuita sul Trincerone principale; gratis lo spicchio di Trincerone tra le fontane per i residenti delle Zpru numero 5 e 8 e così anche a via Nizza. Non è segnalata alcuna Zpru nel caso del Trincerone est, inaugurato (e ancora non terminato) lo scorso 23 aprile. Incoerenze che non hanno alcuna spiegazione, almeno apparente nè si comprende come mai ogni nuovo spicchio di Trincerone che viene realizzato abbia delle tariffe differenti. L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda proprio il Trincerone est e, in particolare, la delibera varata dalla giunta il giorno precedente l’inaugurazione nella quale si affida la gestione dell’area di sosta alla società in house Salerno Mobilità e fissa le tariffe per i 30 posti auto a disposizione. “Ultimati i lavori relativi al completamento dell’asse di collegamento est/ovest, a copertura della trincea ferroviaria tra via Nizza e via Luigi Cacciatore - è la premessa - si è resa disponibile la copertura del fascio binari da destinare a parcheggio pubblico”. Per di più, si sottolinea, “in una area che si trova nel pieno centro cittadino e rappresenta uno snodo strategicamente importante per il cuore della città”. Per questa ragione, si affida “la custodia e gestione dell’area parcheggio in questione nei giorni dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 21, compreso i festivi” e si fissa la tariffa di 1 euro all’ora o frazione di ora per tutti i giorni. Insomma, altre strisce blu con sosta a pagamento (senza indicazione dell’area Zpru). E la ratio di confermare il ticket anche nei giorni festivi e la domenica ancora non è chiara visto che la strada che costeggia l’area è completamente free nel week end. (La Città)

ALLARME TRUFFE

È ancora allarme truffe nei Picentini. Lo sanno bene a Giffoni Valle Piana. Ieri l’ennesimo caso: è accaduto nella frazione di Chieve. Nel mirino dei malviventi è finito un 93enne, che non è caduto nel raggiro grazie all’intervento della figlia. Ed è accaduto pure ad un’altra anziana. L’arma prediletta resta sempre il telefono. «Nonno, sono Carmine. Stanno venendo a casa tua due miei amici. Bussano al citofono e ti consegnano un pacco per me. Tu da’ a loro 700 euro: poi passo in serata e te li restituisco». La voce era simile, ma in casa dell’anziano c’era la figlia del 93enne, che ha ascoltato la telefonata. Ed ha contattato Carmine, suo figlio, per assicurarsi sulla veridicità di quella telefonata, nel corso della quale la voce del giovane era stata emulata alla perfezione. Niente di tutto questo: Carmine, ignaro della richiesta che gli veniva addebitata, riferiva di non aver fatto alcuna telefonata al nonno. Solo pochi minuti dopo, una telefonata diversa, con un racconto ben architettato, l’ha ricevuto un’anziana donna che, manco a dirlo, abita proprio nella palazzina dall’altra parte della strada rispetto all’abitazione della truffa sventata. Ed il raggiro è stato smascherato proprio grazie all’aiuto del dirimpettaio, che l’ha allertata. Sventata la truffa, sono state allertate le forze dell’ordine per provare ad individuare la banda di truffatori che nell’area dei comuni picentini, negli ultimi tempi, si sta facendo sentire con frequenza. I carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Luigi Ferri , coordinati dai militari della Compagni di Battipaglia, guidati dal maggiore Vitantonio Sisto , di concerto con gli uomini del Comando di polizia municipale, guidato da Rosario Muro , nonostante il numero risicato di uomini e mezzi, stanno continuamente in giro nel vasto territorio comunale per assicurare sicurezza e tranquillità ai cittadini. E intanto le forze dell’ordine sollecitano figli e nipoti di persone anziane a riferire loro che in nessuno modo bisogna farsi lasciare convincere dalle telefonate, soprattutto quando vengono chiesto soldi. (La Città)

ABUSI EDILIZI

Giuseppe Borrelli bacchetta le amministrazioni comunali. Ieri mattina, nel talk organizzato da Legambiente Campania per illustrare i dati emersi dal nuovo rapporto “Ecomafie 2020”, il capo della Procura di Salerno ha evidenziato le enormi responsabilità della pubblica amministrazione in materia di abusivismo edilizio. La storia e i numeri della criminalità ambientale in Campania parlano chiaro: il 30% dei reati riguarda il ciclo del cemento. Caratteristiche geografiche, quelle del territorio salernitano, che hanno reso la provincia estremamente appetibile per le mafie. «L’abusivismo edilizio - commenta Borrelli - è figlio del mancato controllo da parte delle pubbliche amministrazioni. Siamo pieni di strutture realizzate in totale assenza di permessi di costruire e che funzionano senza che nessuno abbia mai controllato. La presenza così radicata delle mafie in questi affari si sposa tradizionalmente con un mancato funzionamento delle amministrazioni comunali in reati di materia urbanistica». Dati allarmanti soprattutto in Costiera amalfitana, dove «sono triplicati i sequestri dei manufatti abusivi - aggiunge il procuratore Borrelli - in una zona nella quale, fino a qualche anno fa, eravamo nell’ordine di poche decine. Numeri decisamente incompatibili con quel panorama. La Procura da me diretta ha avuto modo di approfondire le tematiche investigative dando un forte impulso, e una svolta decisiva, nel contrasto all’abusivismo edilizio». E la stagione post pandemia non si prospetta rosea secondo il capo della Procura. «Il contesto che ci attende è allarmante spiega Borrelli - perché ci saranno conseguenze pericolose in seguito ai flussi di denaro che arriveranno dopo la crisi determinata dalla pandemia. Queste sono occasioni di investimento enormi per la criminalità organizzata. Le realtà imprenditoriali saranno oggetto di mire da parte di chi avrà disponibilità di liquidità negli investimenti, e sappiamo bene che non sarà la parte sana dell’imprenditoria». Il magistrato napoletano, poi, torna sugli abusi edilizi. «Nel Salernitano c’è una situazione di particolare interesse che induce a qualche riflessione sul sistema dei controlli. E sulle ragioni del mancato funzionamento. Innanzitutto bisogna porre l’accento sul problema degli immobili riconosciuti come abusivi, ma che continuano a funzionare. Perché non vengono demoliti dopo le sentenze di condanna? ». Un intoppo tra Enti locali e magistratura. «Le demolizioni sono affidate anche alla magistratura, è vero. Ma oramai assistiamo quotidianamente - prosegue Borrelli - a uno scontro tra la magistratura e l’indisponibilità da parte dei Comune di mettere a disposizione i fondi per abbattere questi manufatti. Addirittura, ci sono numerosi comuni del Salernitano che non hanno partecipato mai ai bandi, che di volta in volta vengono presentati, per ottenere i fondi necessari. Occasioni perse per le quali le amministrazioni comunali vanno richiamate». Un richiamo alle responsabilità per le ricadute che un’attività di ripristino della legalità può avere. «Spesso si viene richiamati all’attenzione per le ricadute economiche - conclude Borrelli - . Non v’è dubbio che una struttura turistica abusiva determini ricchezza, perché alimenta movimenti di denaro, ma la differenza è tra ricchezza e sviluppo. Un’attività abusiva non determina sviluppo, e questa mancanza emerge fatalmente negli anni successivi. Quando poi si fanno i conti. Su questo terreno cerchiamo di operare, ma c’è bisogno che tutti quanti abbiano contezza del fenomeno dell’abusivismo e delle sue conseguenze». (La Città)

LAVORI NEL CAOS

Sembra essere diventato un “cantiere maledetto” quello della riqualificazione dell’area di via Degli Etruschi, fra Fratte e Matierno, dove un tempo sorgeva il campo dei container installati dopo il terremoto del 1980, a pochi passi dall’acropoli etrusca: il Comune di Salerno, infatti, ha annullato la determina con cui, lo scorso 17 febbraio, aveva affidato l’intervento - a base d’asta da 2 milioni e 410mila euro - alla Fenix Consorzio Stabile di Bologna. L’aggiudica dell’intervento non è diventata efficace dopo le verifiche sulla documentazione presentata dalla ditta, facendo “scalare” l’appalto alla seconda classificata in graduatoria, la Rti Eurosaf di Napoli, per un importo di 1 milione 529mila euro. Un nuovo colpo di scena, dunque, per un cantiere che sembra davvero che “non s’ha da fare”: i lavori per il lotto A del maxi intervento coperto dai fondi del Bando Periferie, infatti, furono già appaltati il 5 ottobre del 2019 alla Ati Fratelli Ferrara-Euro Cantieri per l’importo di un milione 400mila euro. L’impresa, però, rinunciò agli interventi per problemi legati ai ritardi nella consegna dell’area dove il Comune avviò dei rilievi per verificare la presenza di rifiuti inquinanti.  Il Comune, il 3 febbraio del 2020, aveva approvato il progetto esecutivo per i lavori da 2 milioni 410mila euro del lotto A relativo alla riqualificazione dei prefabbricati dei via degli Etruschi. L’approvazione del “disegno” degli interventi fu l’ultimo passo per bandire nuovamente la gara: il 17 febbraio scorso l’appalto fu assegnato alla Fenix Consorzio Stabile di Bologna che si era aggiudicato la gara per 1 milione 640mila euro. Gli uffici del settore Opere e Lavori Pubblici hanno passato al vaglio la documentazione presentata dalla ditta per rendere efficace l’aggiudica. Ed è proprio qui che è sorto l’intoppo: «Nell’ambito di approfondita attività di verifica istruttoria sul possesso dei requisiti di origine generale da parte della Fenix Consorzio Stabile, finalizzata all’efficacia dell’aggiudica definitiva del bando, veniva comunicato l’avvio del procedimento finalizzato all’annullamento d’ufficio della determina dirigenziale anche relativamente all’approvazione di aggiudicazione disposta in suo favore», si legge in una determina pubblicata nelle ultime ore. Il procedimento si è concluso lo scorso 23 aprile con la “cancellazione” dell’atto con cui furono affidati i lavori alla Fenix. Così, gli uffici comunali hanno proceduto a rideterminare la graduatoria dove la migliore offerta è risultata quella della Rti Eurosaf di Napoli che ha offerto un ribasso sull’importo a base di gara pari al 21,391% per un totale di 1 milione 529mila euro. Ora la Fenix - che già negli scorsi mesi era stata esclusa, in seguito a varie istanze presentate al Tar, dall’assegnazione dei lavori di riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele - potrà eventualmente presentare un ricorso. (La Città)

IL SEQUESTRO

I Carabinieri della stazione di Borgo Carillia hanno denunciato il legale rappresentante di un’azienda agricola zootecnica di Serre. In particolare: la ditta non era in grado di giustificare l’avvenuto smaltimento dei rifiuti speciali contenenti sostanze pericolose come i fanghi e le acque di lavaggio della sala mungitura effettuati con prodotti altamente corrosivi e tossici per l’ambiente; veniva accertato un diffuso fenomeno di inquinamento del terreno a causa della mancata intercettazione dei liquami prodotti poiché gli stessi venivano illecitamente smaltiti per ruscellamento su una superficie di quasi 4000mq;veniva accertato un diffuso deposito incontrollato di letame su diverse aree aziendali per complessivi 8000mq. In totale quindi venivano sequestrati circa 12000mq di aree. (La Città)

LA TRAGEDIA

Trovato senza vita il pensionato di Caggiano scomparso questa mattina dopo essere andato in cerca di asparagi. Il pensionato era uscito di casa intorno alle 7 per andare in cerca di asparagi, alle 11 sarebbe dovuto rientrare perché aveva un appuntamento e i familiari non vedendolo rincasare hanno dato l'allarme. Nella tarda mattinata sono partite le ricerche che si sono concentrate da subito in località Fabbricata - Bosco.mDopo circa quattro ore i volontari della Protezione Civile Gopi insieme ai Carabinieri ed ai Carabinieri Forestali sono riusciti ad individuare il corpo dell'81enne. Sul posto anche il sindaco Modesto Lamattina. Il corpo è stato portato presso l'obitorio dell'ospedale Luigi Curto di Polla e nelle prossime ore sarà restituito ai familiari. (La Città)

SOS USURA

Le mani dell’usura sul tessuto economico, ancor più a causa delle criticità dovute all’emergenza Covid 19. L’allarme lanciato da don Andrea La Regina, presidente della Fondazione Antiusura Nashak e Responsabile Ufficio macro-progetti ed emergenze Caritas Nazionale, viene raccolto da Michele Albanese, direttore generale di Banca Monte Pruno. «Credo che qualcosa vada fatto, perché il silenzio può essere la vera occasione per mettere ulteriormente in difficoltà la nostra economia, oltre che in mani sbagliate. Sono convinto che sia importante parlarne, cercando, come sempre, di sensibilizzare gli addetti ai lavori, in quanto, è fondamentale far scoprire le carte prima che sia troppo tardi. La mia preoccupazione, per il circuito economico dei nostri territori, già in grosse difficoltà strutturali, anche questa volta, è grande», spiega Albanese il cui contributo sull’argomento viene determinato anche da un’esperienza più che ventennale nel mondo della lotta all’usura, in quanto, le azioni poste in essere dalla Banca Monte Pruno, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Teggiano-Policastro e la Fondazione Antiusura Nashak di Teggiano, per la prima volta, forse, qualche decennio fa, misero intorno allo stesso tavolo un istituto di credito, un’Associazione antiusura e le vittime di questa odiosa attività illegale. «Non si scopre nulla di nuovo, purtroppo, rileggendo, ad esempio, un report mensile di inizio anno pubblicato da Caritas Firenze, dove viene focalizzata l’attenzione sul concetto molto pericoloso “la mafia si nutre di povertà”, accendendo i riflettori verso un fenomeno già visto in passato, che crea sgomento e timore: l’usura. - riflette Albanese - Se confrontiamo tale periodo rispetto all’attualità, ritroviamo alcuni tratti comuni, come, ad esempio, le difficoltà di accedere, con una certa facilità, al credito sia per imprenditori che per altre categorie. Da qui nasce un primo assunto: tutte le occasioni che il post-pandemia potrà determinare, dal punto vista economico, saranno solo la punta di un iceberg, mentre ci potrebbe essere un qualcosa di diverso e invisibile che potrebbe silenziosamente annidarsi dietro tante attività economiche». Per Albanese la volontà di responsabilità delle banche locali va sostenuta: «Il perdurare di un settore bancario immobilizzato da normative che sembrano puntare, sempre più, a quello che definii come una “disintermediazione degli istituti di credito”, significa abbassare inequivocabilmente la guardia e prestare il fianco ad altri meccanismi che, con facilità, potrebbero entrare, a mani basse, nelle maglie dell’economia. Siamo arrivati al punto che vengono a mancare le condizioni per finanziare imprese, anche solide e sane, che si trovano ad avere alcuni valori contabili negativi, conseguenza, nello specifico, di ciò che è accaduto nell’ultimo anno con l’emergenza Covid; questo perché tali posizioni, immediatamente, diventerebbero crediti a rischio default, con rating basso e tutto ciò che ne consegue nella loro gestione, per le Banche, circa gli accantonamenti prudenziali. Le Banche, quindi, si troverebbero ad erogare un credito già problematico e non è sicuramente, come ovvio che sia, un buon punto di partenza». Quindi Michele Albanese traccia un possibile percorso virtuoso da seguire per il contrasto all’usura: «I nostri territori, le famiglie, le imprese, hanno necessità di servirsi delle nostre banche e di ricevere risposte che, mio malgrado, purtroppo, ho molta paura che possano ricevere da altri soggetti, totalmente estranei al nostro mondo, oltre che ai nostri valori. Regolatori, decisori, ognuno per il proprio ruolo, mi affido a Voi affinché facciate in modo che ciò non accada; torniamo all’economia reale, torniamo a parlare di “persone, famiglie piccole e medie imprese”, affinché né la pandemia né le difficoltà all’accesso al credito possano generare usura». (La Città)

1 MAGGIO

Il percorso del MayDay Festival, nato dalla sinergia tra Cgil, Cisl e Uil e le associazioni che si riconoscono nel “Comitato verso il Primo Maggio” di Salerno, con il patrocinio del Comune di Salerno, continua nonostante le restrizioni imposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Per il secondo anno consecutivo, quindi, il MayDay Festival Concerto del Primo Maggio, potrà tenersi solo in streaming con l’augurio di ritrovarsi tutti in piazza l’anno prossimo. L’appuntamento è per le 18.30 di sabato primo maggio per la trasmissione in diretta dalla pagina facebook 1MayDay Festival – Salerno. Sarà la musica dei Fiori di Cadillac – band salernitana dal registro artistico elettronico e visionario – insieme agli interventi dei Sindacati e delle Associazioni, a sottolineare il momento particolarmente difficile che attraversa il mondo del lavoro insieme a tutto il Paese. Nel corso della diretta interverrà anche la giornalista e speaker radiofonica Barbara Landi. Previsto l’intervento del sindaco Vincenzo Napoli. “1MayDay è un progetto in cui crediamo tantissimo, nato dalla fondazione del comitato verso il 1 Maggio che ha riunito oltre 40 associazioni sul territorio salernitano, in rete con le tre sigle sindacali e con il patrocinio del Comune di Salerno che ha dato vita proprio a questa realtà”, ha dichiarato Flavio Giordano del comitato 1 Maggio. “Sull’arenile di Santa Teresa, per due anni è stato possibile raccontare dal palco, in musica e in parole, storie importanti che parlano di diritto e di lavoro, di vertenze e temi importanti che siamo riusciti a raccontare ad oltre 2mila presenti nelle due edizioni ma purtroppo, per il secondo anno consecutivo, siamo costretti a dover mettere in piedi uno spettacolo con una realtà che non ci appartiene, da sempre legati a spazi reali, facciamo sempre un po’ più fatica a raccontarci in una sede virtuale ma era fondamentale mantenere la continuità. Speriamo che il prossimo anno possiamo riappropriarci dei nostri spazi, riunire tante persone sull’arenile di Santa Teresa”, ha aggiunto Giordano. “Come da slogan nazionale, quest’anno il 1 maggio è all’insegna dell’Italia sicura con il lavoro. Tutto il tema è dedicato alla prospettiva di uscire dall’emergenza sanitaria ed economica, attraverso il lavoro, gli investimenti, l’occupazione. in particolar modo, come da progetto del Recovey Plan, soprattutto per le donne e per i giovani. Questo sarà il terreno di lavoro e che trova nel 1 maggio la sintesi simbolica di questa idea”, ha dichiarato il segretario della Cisl Gerardo Ceres. “La Pandemia non ci fermerà, osserveremo le regole ma Cgil, Cisl e Uil, simbolicamente, manterranno vivo il 1 Maggio. Con la parola d’ordine “l’Italia sicura con il lavoro”, noi siamo certi che il Paese potrà ripartire in sicurezza e che l’accelerazione delle vaccinazioni ci consentirà di traguardare questo obiettivo prima e meglio. In occasione del 1 maggio, fondamentale per il Paese e per il Mondo del Lavoro, il binomio salute e lavoro. Fiduciosi dobbiamo guardare ad una prospettiva che ci restituisca una stabilità economica, una prospettiva di lavoro per i giovani e le nuove professionalità e che finalmente riallinei il Mezzogiorno al resto del Paese con un saggio ed intelligente utilizzo dei fondi che l’Europa metterà a disposizione”, ha invece dichiarato il segretario generale della Cgil Arturo Sessa.” Il 1° Maggio, malgrado il condizionamento che ancora la pandemia pone, resta la festa dei lavoratori e come tale va onorata, nel segno dei valori costituzionali repubblicani e nell’ottica di quella che è la matrice cultura, democratica, laica, riformista degli ideali del sindacato e della Uil in particolare. Onoreremo il 1 Maggio anche nelle piazze di Nocera e Battipaglia, unitariamente; a Salerno abbiamo scelto la piazza all’interno del Ruggi d’Aragona mentre nelle altre due città dinanzi i Municipi. Come Uil, il sindacato ha riaffermato con forza la propria presenza nella società, dando lavoro ai lavoratori, ponendo prioritariamente la vita e la sicurezza nei luoghi di lavoro e nella società”, ha aggiunto Gerardo Pirone, segretario della Uil.

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