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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

29/04/2021

LA POLEMICA

“Ringrazio il segretario nazionale del Psi per l’attenzione che mi ha dedicato, io non ho tempo per queste cose sono impegnato nel lavoro, devo dare risposte alla mia comunità e alle attività commerciali, in questa fase di ripartenza”. Poche parole ma ben mirate quelle pronunciate dall’assessore al Commercio Dario Loffredo che replica alle dichiarazioni di Enzo Maraio di lunedì sera. Il segretario nazionale dei socialisti, ospite di Tribuna Politica, ha dichiarato di non essere convinto di “averci guadagnato con la candidatura di Loffredo” (cinque anni fa, ndr) ma di averci guadagnato “politicamente dopo il suo addio”. Intanto, l’assessore Loffredo ha voluto fortemente una delibera che proroga, fino al 31 luglio le autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico per l’installazione di arredi urbani, i cosiddetti dehors, a servizio dei pubblici esercizi per aiutare i titolari dei locali, a lavorare nel rispetto delle norme anti covid imposte dal governo nazionale mentre la prossima settimana dovrebbe chiudersi l’iter amministrativo relativo al bando per per l’affidamento dei locali sottostanti, a partire dai commercianti che, già nel 2012, aveva dato la loro disponibilità. “Si parte da loro per il nuovo bando”, ha chiarito l’assessore al Commercio del Comune di Salerno, impegnato a dare risposte immediate ai commercianti, in questa fase di zona gialla. Assessore Loffredo, una delibera per aiutare ancora di più i commercianti in questa fase di ripartenza… “Ho voluto fortemente una determinata dall’ufficio Suap, il mio assessorato. In questa determina abbiamo fatto una semplificazione e una sburocratizzazione per dare, ancora di più, un aiuto ai locali che hanno il permesso di tenere i tavolini all’esterno. Tutti i titolari di locali che avevano il permesso in scadenza hanno ottenuto una proroga d’ufficio, fino al 30 luglio 2021, senza richiedere autorizzazioni o altri incartamenti. Mi sembrava giusto procedere con lo snellimento della procedura. Abbiamo fatto questa determina perché, in questo momento di ripartenza, i locali devono avere la possibilità di avere tavolini all’esterno, per poter lavorare in serenità. Chi già ce li aveva o ha la possibilità di farlo, non deve essere sottoposto a lungaggini burocratiche di altre carte, abbiamo stabilito una proroga d’ufficio senza la necessità di ricorrere all’intervento dei tecnici. Non c’è un minuto da perdere, bisogna fare tutto quello che si può fare per aiutare i locali e le attività commerciali. Dirò di più: a me dispiace non poter dare a tutti i locali lo spazio esterno perché questa norma del governo che dà la possibilità degli spazi esterni ma nel rispetto del codice della strada, ci limita un po’; avevo chiesto al governo una deroga ma non è stato possibile. Mi sembra giusto però aiutare quanti più commercianti possibili”. Piazza della Libertà, il bando a che punto è? “La settimana prossima chiuderemo la procedura amministrativa per quanto riguarda le persone che devono notificare il bando del 2012; la settimana prossima chiuderemo l’iter degli ammessi e andremo andare in giunta per deliberare quanti sono i posteggi nuovi che metteremo a bando. Poi, la settimana prossima avremo il quantum di quanti hanno confermato l’interesse maturato nel 2012, in base a questi poi, i restanti posteggi li metteremo a bando. Contiamo, con la consegna della piazza, di andare di pari passo con il bando in modo da provvedere in tempi rapidi”. Recentemente, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio, ospite di Tribuna Politica, ha dichiarato che la sua candidatura non è stata una “vittoria” e che, politicamente parlando, i socialisti ne hanno tratto beneficio solo dopo l’addio al partito. Cosa risponde? “Io ringrazio il segretario nazionale del partito socialista Enzo Maraio perché, tra tutti i suoi impegni, riesce a trovare il tempo per parlare dell’assessore del Comune di Salerno. Lo ringrazio per la considerazione, significa che anche lui apprezza il lavoro che sto portando avanti ma io non ho il suo stesso tempo a disposizione, sono impegnato nel lavoro, a dare risposte ai cittadini e a tutte le attività commerciali. Io sono impegnato, è necessario far ripartire la nostra città”. (Cronache)

VERSO LE COMUNALI

La voce girava già da qualche giorno. La ritirata di Michele Tedesco dalla corsa a sindaco era già attesa e negli ambienti annunciata. L’avvocato penalista stretto nell’indecisione del centrodestra alla fine ha gettato la spugna, ringraziando il gruppo ‘Oltre’ (composto dai sei consiglieri comunali fuoriusciti dalla maggioranza Napoli) per l’indicazione e il sostegno ricevuto. Dunque si ritorna al punto di partenza. O quasi. Il centrodestra dovrà provare a ricomporre il suo tavolo, forte anche delle indicazioni che arriveranno dal livello nazionale e da quello regionale. Forza Italia, alle prese con una riorganizzazione interna, attende le nomine prima di ritornare sul tavolo delle trattative e la Lega resta alla finestra. Quest’ultima, però, con un candidato sindaco già calato sul tavolo: ossia l’attuale consigliere comunale e provinciale Dante Santoro. Secondo un primo schema, Fratelli d’Italia dovrebbe imporre la sua leadership a Salerno; Forza Italia dovrebbe spuntarla con Maresca a Napoli e la Lega si accaparrerebbe il candidato sindaco della coalizione a Caserta. In più nel salernitano potrebbe giocare un ruolo di primo piano a Battipaglia. Nel comune capoluogo, dunque, si dovrebbe consolidare la linea Cirielli. Dunque una candidatura di Michele Sarno, allo stato già ben vista, dopo lo stop di Tedesco, da parte di Forza Italia che, a prescindere, secondo le più rosee previsioni, qualche pezzo per strada perderà da qui alla presentazione delle liste. Nell’area del centrodestra c’è anche Antonio Cammarota che potrebbe attirare parte degli scontenti o dell’ex coalizione costruita intorno a Michele Tedesco. Poi c’è l’Udc di Polichetti e Salzano che dovranno riposizionarsi in vista delle ultime novità. Ragosta (Verdi) dal canto suo avrebbe già lanciato la sua alternativa cercando di ricompattare il gruppo ‘Oltre’. Il candidato è, secondo l’ex deputato, Saverio Dambrosio che non accontenterebbe, per la sua storia politica, i partiti di centrodestra. Si pensa anche alla carta D’Alessio, tra i consiglieri comunali del gruppo ‘Oltre’ e dirigente regionale di Azione. Ma questa potrebbe essere l’ultima carta nel caso di una lista che composta solo da ‘Oltre’. A sinistra (nell’area anti deluchiana) si lavora e si prepara un nuovo cantiere. Sullo sfondo c’è la ‘Primavera Salernitana’ con una Casa della Sinistra che si aprirà il prossimo primo maggio a Torrione. (Andrea Pellegrino)

VERSO LE COMUNALI/2

All’indomani dell’annuncio dell’avvocato Michele Tedesco di fare un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco, il centrodestra sembra essere in serie difficoltà. La decisione del legale salernitano sembra infatti dipendere, prevalentemente, dalla Lega e da Forza Italia: entrambi, infatti, hanno preso tempo nonostante gli incontri, gli appelli e gli ultimatum, quelli dell’Udc in particolar modo che, in più occasioni, si sono detti pronti a lasciare la coalizione. Ora, Forza Italia fa i conti con una frattura interna al partito che non fa altro che indebolire l’intera coalizione. Il più deluso dall’accaduto sembra essere il consigliere uscente Roberto Celano: “faccio politica da lustri nell’esclusivo interesse di Salerno, mettendoci sempre la faccia”, ha infatti detto il capogruppo degli azzurri a Palazzo di Città. “Nessuno potrebbe mai accusarmi di accordi sotterranei e desistenze. Tengo però a ribadire alcuni punti irrinunciabili della mia attività politica: la città e l’interesse comune viene prima di una bandiera di partito (che pure rispetto); la dignità prima di ogni aspirazione personale; il rispetto degli elettori e dei militanti prima di ogni altra cosa – ha aggiunto Celano – Se davvero ci fosse nei partiti chi intende favorire, dall’interno, un sistema che combatto da anni, esca allo scoperto e più dignitosamente si accomodi dall’altra parte. Ho perfino più considerazione dei traditori palesi che dei disertori ammacchiati. Per mesi si è lavorato ad un progetto largo, che andasse oltre i partiti del cdx, il solo capace di abbattere la finta democrazia cittadina e di restituire agibilità politica, spazi di dibattito e speranze a chi non intende chinare il capo o “svendersi” al sistema. Mi auguro che chi ha responsabilità dimostri anche “senso di responsabilità” e lavori con serietà per non mortificare l’impegno di mesi e per non spegnere ancora una volta le speranze che tanti simpatizzanti, elettori e cittadini hanno riposto in quanti hanno cercato di offrire finalmente un progetto serio e vincente alla città”. Lancia invece un appello ai partiti e alla società civile Alfonso Baviera, delegato della Direzione nazionale di Cambiamo che spera ancora che Tedesco possa fare un passo indietro: “Cambiamo si rammarica moltissimo di questa decisione anche se, al contempo, cerca di essere propositiva perché l’avvocato Tedesco ha comunicato un suo momentaneo stop, lasciando ancora uno spiraglio aperto o almeno questa è la speranza che noi di Cambiamo abbiamo: si tira indietro ma lascia intendere che, se a breve termine, dovesse cambiare la situazione con i passi in avanti dei partiti che, al momento, non si sono espressi”. Per Baviera, anche la società civile dovrebbe e potrebbe fare un passo in avanti, per dare la spinta a quel cambiamento tanto sognato dal centrodestra e mai reso concreto: “Se all’indecisione di Forza Italia e Lega si potesse affiancare la voglia della società civile di Salerno di dare una spinta al cambiamento, credo che l’avvocato Tedesco possa anche tornare sui suoi passi e noi vorremmo spingere in questa direzione, favorire una dichiarazione da parte dei partiti e della società civile che, in questo periodo, aveva mostrato un fortissimo interesse verso la candidatura dell’avvocato Tedesco”. Cambiamo, fin da subito, ha scelto di sostenere la candidatura del legale salernitano, considerando – quella di Tedesco – “l’unica alternativa valida” a quelle “che possono venire dalla nostra controparte, De Luca perché noi sappiamo che qualsiasi nome salti fuori dipende sempre dal governatore; noi vogliamo combattere questo sistema, far sì che il pluralismo sia la regola e non il deluchismo che, da oltre 25 anni, governa questa città e non solo”. Per Baviera, infatti, il messaggio di Tedesco non è la chiusura di un percorso ma potrebbe essere l’inizio di una nuova fase che, ha chiarito l’esponente del partito fondato da Giovanni Toti, “dobbiamo metterci tutte le nostre energie per far sì che questo sia possibile”. La candidatura di Tedesco raccoglieva il consenso del partito, anche a livello nazionale. Da qui, poi, l’attacco alla Lega e a Forza Italia, egualmente responsabili di questo disastro elettorale, a sei mesi dal voto: “Credo ci sia una responsabilità al 50% tra Lega e Forza Italia anche se, da quello che si percepisce, la base di FI e della Lega era per condividere questo progetto, anche questo segnale deve essere chiaro ai partiti”. Dunque, stando a quanto emerge, a livello locale il sostegno sembrava certo ma a frenare la corsa ci hanno pensato i vertici regionali e nazionali, per la Lega, e il ministro Mara Carfagna, per gli azzurri. E poi l’invito a non perdere altro tempo: “Datevi una mossa perché Tedesco è riuscito in un’impresa non di poco conto, facendo dialogare la destra con la sinistra e il centro “ed è quello che serve; a livello nazionale c’è un governo che abbraccia tutto lo scenario politico, ad eccezione di Fratelli d’Italia ed è lo stesso messaggio che Tedesco voleva portare a Salerno: la politica per il territorio, mettendo da parte le battaglia ideologiche per il bene dei cittadini”, ha infatti aggiunto Baviera. Intanto, annuncia nuovamente la possibilità di fare un passo indietro il coordinatore cittadino della Lega Salerno, Rosario Peduto: “Nel mio lavoro di responsabile cittadino di un partito politico, mi son dato – fin dall’ inizio – tre coordinate fondamentali ed irrinunciabili: la città viene prima del partito; la volontà complessiva dei militanti viene prima degli interessi del singolo rappresentante istituzionale o partitico; il progetto vale più della tattica e la dignità più del ruolo – ha infatti dichiarato il coordinatore segretario – A tutto questo io non derogo e se, domattina, una delle condizioni di cui prima fosse ignorata da talune scelte, non esiterei neanche un minuto a cedere il passo”. (Cronache)

PIERINO A 360°

“Non é possibile stare al governo e fare al tempo stesso opposizione all’esecutivo di cui si fa parte”. Questo il commento di Piero De Luca, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd, sulle ultime vicende in seno alla maggioranza governativa. Il deputato salernitano inoltre parla in merito al tanto contestato coprifuoco delle 22, spiegando che… “Il coprifuoco è, e sarà, oggetto di una rivalutazione costante sulla base dei dati epidemiologici. Ma questo era già previsto ed è stato chiarito dall’esecutivo. Non dipende certo da un odg strumentale presentato da Fdi e cui si sono appiattiti gli altri partiti di centro destra. Cosi’ non si fa molta strada. Gli interessi dei cittadini e delle famiglie devono avere la priorità rispetto alle bandiere di partito”. Piero De Luca prosegue poi spiegando che “La fase in cui si trova il Paese è estremamente delicata da un punto di vista sanitario, economico e sociale. Si metta da parte la propaganda e la demagogia almeno in questo momento storico. Serietà, unità e responsabilità devono essere le coordinate della nostra azione politica, se intendiamo aiutare e sostenere davvero le nostre comunità”. Sul coprifuoco arriva nella giornata di ieri anche il commento del primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa Menichetti, che afferma che “L’accordo raggiunto proprio sul coprifuoco ha il buonsenso degli accordi politici ma non so fino a che punto fotografi la realtà epidemiologica della situazione. Quello che mi continua a preoccupare – dice Menichetti – è il numero delle infezioni: noi abbiamo ancora 450mila infetti quando a luglio del 2020 erano 15mila. L’Rt è chiaramente molto calato ma ci sono varianti che incombono. Non tanto l’indiana che è quella ora di moda, ma la brasiliana che nel centro Italia sfiora il 30% e mette in crisi i vaccini e gli anticorpi monoclonali. Se non si riesce a cambiare passo in modo deciso sulla campagna vaccinale e vaccinare entro maggio tutti gli anziani e i fragili – avverte il virologo – noi rischiamo qualcosa. Il coprifuoco – afferma – è una finta linea del Piave. La linea del Piave sono i vaccini”. (Cronache)

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PARLA CARAMANICA

“Rivoluzione Animalista intende esprimere tutta la propria preoccupazione in merito ai dati, diffusi da Legambiente nel documento “Rapporto Ecomafia 2020”, che parla di oltre 44mila reati commessi contro l’ambiente. E, tra questi, anche i traffici illeciti di animali, che vanno ad arricchire la criminalità organizzata. Una realtà allarmante, sedimentatasi nel corso degli anni, e inaccettabile visto e considerato che tende a lucrare ed implementare le economie illegali della filiera malavitosa attraverso lo sfruttamento dei nostri amici animali. Sono mesi che Rivoluzione Animalista denuncia questo genere di reati ed è fondamentale che istituzioni competenti aumentino il loro impegno e la loro azione contro i reati ambientali e animali, attraverso una più ficcante attività di controllo e monitoraggio del territorio regionale: e questo anche e soprattutto per non vanificare il prezioso lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine, le cui inchieste hanno spesso smascherato pericolosi fenomeni illeciti in Campania”. Così, in una nota, il segretario nazionale del partito politico Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

PARLA BILOTTI

«L’impegno per salvaguardare i posti di lavoro dello stabilimento Maccaferri di Bellizzi prosegue e mi auguro che l’azienda si fermi a riflettere rispetto all’annunciata decisione di chiusura della fabbrica, collaborando nella ricerca di una possibile soluzione della vertenza. L’incontro che avevo sollecitato e che si è tenuto stamattina al Ministero dello Sviluppo economico con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e l’assessore regionale alle Attività produttive costituisce solo l’avvio di un confronto che merita di essere ulteriormente sviluppato nei prossimi giorni. È il momento di operare in sinergia, tra tutte le parti in causa, per raggiungere l’obiettivo prioritario: evitare la chiusura dell’azienda e consentire ai dipendenti di tornare al lavoro». Lo dichiara Anna Bilotti, deputata del Movimento 5 Stelle, al termine della riunione ristretta tenutasi al Mise per affrontare la vertenza dell’azienda salernitana che produce da 70 anni i gabbioni impiegati nel contrasto al dissesto idrogeolico.

PARLA CAMMARANO

“L’iniziativa della Procura di Salerno, che ha proposto appello alla sentenza di primo grado nel processo a carico dei membri del Cda di Fonderie Pisano, consentirà di aggiungere nuovi tasselli alla verità su una vicenda che si trascina da decenni con troppi dubbi. Da un lato c’è una comunità che ha diritto di sapere se e quali siano stati gli effetti di anni e anni di emissioni sull’ambiente e sulla salute delle comunità di interi quartieri e della Valle dell’Irno. Dall’altro va fatta piena luce sul livello di pericolosità di un sito che potrebbe presto essere trasferito nella vicina Buccino, in un’area soggetto a vincolo paesaggistico e che per questo andrebbe salvaguardata e rilanciata”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione speciale regionale Aree Interne Michele Cammarano. “L’auspicio – sottolinea Cammarano – è che siano resi noti i risultati dello studio Spes, realizzato ben cinque anni fa e in possesso della Regione Campania, ma i cui dati non sono mai stati ancora pubblicati. Un’indagine che evidenzia, in maniera drammatica, l’incidenza del fattore ambientale sulla popolazione residente a ridosso delle Fonderie Pisano”.

FONDERIE PISANO

“In qualità di Associazione Salute e Vita, abbiamo appreso che la Procura presso il Tribunale di Salerno ha proposto appello avverso la sentenza di primo grado emessa nel processo a carico dei componenti del consiglio di amministrazione della famiglia Pisano e di altri soggetti imputati: la pubblica accusa, quindi, non ha condiviso la decisione emessa dalla Dott.ssa Zambrano, GUP presso il Tribunale di Salerno, ritenendo quindi con fermezza che la sentenza vada modificata nella direzione di un accertamento della responsabilità penale a carico degli imputati”. Così Lorenzo Forte, presidente del comitato “Salute e Vita”.  “Esprimiamo grande soddisfazione per questa scelta della Procura e annunciamo sin da ora che saremo presenti al loro fianco,   come parte civile, rappresentati con decisione   dal nostro Avvocato Fabio Torluccio, perché siamo convinti che i reati contestati dall’impianto accusatorio delle indagini della Procura si siano tutti consumati e pertanto auspichiamo in una condanna piena nei confronti degli imputati per i reati commessi contro la popolazione e contro l’ambiente”, prosegue. “L’appello è molto corposo, consta di circa 40 pagine, nelle quali la Procura censura punto per punto la statuizione di primo grado: di conseguenza nei prossimi mesi verrà fissata l’udienza davanti alla Corte di Appello di Salerno per proseguire il giudizio. Si tenga anche conto che precedentemente il difensore dei Pisano ha proposto ricorso per Cassazione per contestare la condanna dell’unico reato loro ascritto e per ottenere di conseguenza la piena assoluzione; sull’altro fronte, con questa scelta, la Procura si dimostra convinta dei capi di imputazioni per i gravi reati commessi e noi siamo determinati a partecipare a questo processo come parte civile per andare fino in fondo a questa triste vicenda ed ottenere finalmente giustizia piena, anche perché a tutt’oggi l’aria nella valle dell’irno  è irrespirabile e la popolazione soffre le conseguenze di un’attività industriale che sta avvelenando ormai da troppo tempo l’aria e l’ambiente della nostra città. Nelle prossime settimane renderemo pubbliche anche le importanti evidenze scientifiche che sono contenute nella relazione conclusive dello Studio Spes, che conferma che il territorio e la popolazione  della valle dell’irno sono stati profondamente danneggiati e che sussistente un quadro ambientale gravissimo”, conclude Forte. 

L'APPELLO

Le sale d’attesa degli ospedali raccontano storie. A volte, negli occhi di chi aspetta c’è un mondo che non si riesce a contenere. Prima del Covid si riusciva a leggere cosa quegli sguardi volessero dire: ansia, preoccupazione, lacrime, a volte confusione, altre gioia nell’attendere una nuova vita. Ma oggi il Coronavirus sembra aver lasciato nel dimenticatoio proprio i familiari di chi soffre di altre patologie e attende (spesso) invano una telefonata, una rassicurazione, un “è andato tutto bene”. Nell’organizzazione ospedaliera in Campania manca una vera e propria rete che unisca medici e Personale sanitario, i pazienti e chi rimane in “attesa” di notizie. L’anello di congiunzione proprio tra chi aspetta di sapere e chi invece vive all’interno di reparti e sale operatorie momenti difficili e spesso è solo (soprattutto in questo periodo) a combattere. A sollevare la questione è il consigliere comunale di Palazzo di Città Rosa Scannapieco. Donna sensibile ma anche medico, che nei reparti dei nosocomi ha vissuto gran parte della sua vita e di occhi e sguardi ne ha visti e incontrati tantissimi. “Ci sono parenti dimenticati e in ansia che ancora oggi mi chiedono di risolvere la questione che il Covid da più di un anno ha soltanto amplificato – ha sottolineato la Scannapieco – personalmente ho vissuto una situazione analoga. Attendevo notizie di una persona a me molto cara che stava subendo un intervento molto delicato e che lottava tra la vita e la morte e siamo riusciti ad avere sue notizie soltanto da lei, al suo risveglio dall’anestesia. Prima sono stati attimi davvero di ansia e tensione al massimo, non sapevamo neanche se si fosse risvegliata o meno”. La preoccupazione alle stelle, l’ansia che sale e i parenti che spesso vengono avvisati in ritardo o addirittura non vengono considerati, tra le corse di infermieri e gli interventi urgenti e non da effettuare, il tempo stringe. “Si potrebbe pensare semplicemente ad una nuova figura ad esempio – conclude il consigliere comunale – che possa fare da tramite tra medici, pazienti e parenti che troppo spesso si sentono lasciati soli”. E chissà che non possa nascere proprio al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona (ma non solo) ad esempio un nuovo progetto: il “telefono amico” che possa dare conforto ma soprattutto notizie in poco tempo a parenti e amici messo troppo spesso “in attesa”. Partire dalle piccole cose ma che in realtà sono grandi, per dare anche solo per un attimo sollievo ad una società sempre meno empatica.

A PROCESSO

Prestiti fasulli e truffa alla Banca di Sassari: chiesto il rinvio a giudizio per l’ex direttore della filiale della Bper di Bellizzi, Amedeo Saracino, e dei due bancari Michele Del Grosso e Francesco Nappo. Nei loro confronti si procede, tra l’altro, per l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’esercizio abusivo di mediatori creditizi, in concorso con gli intermediari Domenico Cerbone, Massimo Maresca, Gianluca Romano e Mario Ingenito (per gli ultimi tre imputati e Saracino si procede separatamente, le loro posizioni sono state stralciate solo per il reato associativo). In totale sono 81 gli imputati. Tra questi i beneficiari dei finanziamenti erogati dalla banca sarda. Tutti dovranno comparire a metà giugno davanti al gup Francesco Guerra del tribunale di Salerno per l’udienza preliminare. (La Città)

ORDINE DEI MEDICI

“Domani mattina terremo l’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio dell’ordine dei medici di Salerno”. Ad annunciarlo il presidente Giovanni D’Angelo che spiega che… “Quest’anno abbiamo dovuto organizzare quest’assemblea per la fine di aprile perchè non siamo riusciti ad ottenere un ulteriore invio come lo scorso anno, quando l’assemblea per il bilancio è stata rinviata al mese di dicembre. Dunque domani faremo la presentazione del bilancio definitivo del 2020 e preventivo del 2021. Sarà una giornata particolare, perché rappresenta l’inizio del nuovo quadriennio, che si concluderà nel 2024. È l’approvazione di bilancio particolare – spiega ancora il presidente Giovanni D’Angelo – che avrà delle sottolineature diverse anche, in ambito economico. Perchè in quest’ultimo anno, a causa della pandemia, abbiamo risparmiato in termini economici, non potendo organizzare manifestazioni formative in presenza, dunque non abbiamo avuto spese di fitto di locali e catering. E questo risparmio ci consente ora di avere più liquidità che possiamo ovviamente utilizzare in un futuro prossimo per iniziative di importante interesse”. L’assemblea per l’approvazione del bilancio, si terrà presso il Saint Joseph Resort di via Salvatore Allende 66. “Come ho detto è un appuntamento importante per la continuità amministrativa e gestionale dell’Ordine – ricorda Giovanni D’Angelo – La presenza dei colleghi è opportuna e gradita perché l’Assemblea diventi anche un momento significativo di comunione e condivisione della politica sanitaria del nostro Ente, organo sussidiario del Ministero della Salute”. La premiazione dei medici e odontoiatri con 40, 50 e 60 anni di laurea, che tradizionalmente si svolge nel giorno dell’assemblea annuale, per ragioni di sicurezza sanitaria, è prevista invece nel mese di settembre, emergenza sanitaria permettendo. L’Assemblea Ordinaria Annuale degli iscritti all’Ordine è indetta ai sensi degli articoli 23 e 24 del D.P.R. 5 aprile 1950 n. 221, vista la legge n. 409 del 24 luglio 1985, con il seguente Ordine del giorno: relazione del Consigliere Tesoriere; relazione del Presidente dei Revisori dei Conti; approvazione del Conto Consuntivo 2020; approvazione del Bilancio di Previsione 2021; relazione del Presidente. Verranno adottate le misure di distanziamento interpersonale, nonché le modalità previste dalla normativa vigente nazionale e regionale. Gli iscritti non potranno essere accompagnati da familiari, fatto salvo che non siano affetti da patologie che richiedano assistenza. Tutti dovranno essere muniti di mascherine e ottemperare alle disposizioni di sanificazione e controllo della temperatura. Se ci si troverà in zona rossa sarà obbligatorio munirsi di autocertificazione per gli spostamenti. È richiesta la conferma di partecipazione da inviare all’indirizzo email protocollo@ordinemedicisalerno.it, per favorire l’accoglienza e l’adozione delle misure preventive di contenimento da contagio da COVID19, secondo le disposizioni vigenti. I documenti afferenti il bilancio sono visionabili dal sito dell’Ordine: https://www.ordinemedicisalerno.it. (Cronache)

QUI GIFFONI

“Desidero lanciare un appello a chi ci governa a livello nazionale, con l’augurio di rivedere quanto determinato nell’ultimo Dpcm. Allo stesso tempo, sottolineo la mia vicinanza e solidarietà all’intera classe commerciante, rappresentata in Consiglio Comunale dall’amico Diego Faino, e a chi ogni giorno combatte per poter garantire il sostentamento alle proprie famiglie, evidenziando anche la totale assenza di sussidi dal Governo centrale”. È quanto scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano. Il riferimento è ai DCPM che regolano il colore delle regioni. Giuliano denuncia la confusione che gli stessi decreti introducono, in particolare per quanto riguarda la chiusura dei bar alle 18 e che consentono invece alla maggio parte delle altre attività commerciali di osservare orari meno stringenti. “Sono sempre stato vicino alla classe commerciante di Giffoni Valle Piana – spiega Giuliano – motore dell’economia della nostra città. Mi sono schierato al loro fianco in passato e lo farò anche questa volta. Purtroppo, le decisioni assunte a livello nazionale ci costringono a fare i conti con l’ennesima decisione controversa. Si può considerare “zona gialla” un paese che costringe i bar a chiudere alle ore 18 lasciando aperte tutte le altre attività e di poter acquistare bevande alcoliche nei vicini supermercati? Un paese che, in piena pandemia, permette ai cittadini di potersi spostare liberamente senza nessun vincolo? Dove è il senso di un decreto riapertura se poi le riaperture sono un miraggio? Da 13 mesi combattiamo con decreti e ordinanze che si susseguono di ora in ora, cancellando in tempo reale quanto deciso giorno prima e che si ripercuotono sui sindaci, senza avere alcun potere decisionale. Una situazione angosciante, che non fa altro che aumentare il malumore dei cittadini. Il tutto, rende sempre più complicato l’esercizio della vigilanza, offuscando per la rabbia e il malcontento il giudizio sul lavoro svolto in maniera egregia dalla locale caserma dei Carabinieri, guidata dal Comandante Ferri, e dal corpo di Polizia Municipale, guidato dal Comandante Muro, esecutori di quanto deciso a livello nazionale”.“Desidero lanciare un appello a chi ci governa a livello nazionale, con l’augurio di rivedere quanto determinato nell’ultimo Dpcm. Allo stesso tempo, sottolineo la mia vicinanza e solidarietà all’intera classe commerciante, rappresentata in Consiglio Comunale dall’amico Diego Faino, e a chi ogni giorno combatte per poter garantire il sostentamento alle proprie famiglie, evidenziando anche la totale assenza di sussidi dal Governo centrale”. È quanto scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano. Il riferimento è ai DCPM che regolano il colore delle regioni. Giuliano denuncia la confusione che gli stessi decreti introducono, in particolare per quanto riguarda la chiusura dei bar alle 18 e che consentono invece alla maggio parte delle altre attività commerciali di osservare orari meno stringenti. “Sono sempre stato vicino alla classe commerciante di Giffoni Valle Piana – spiega Giuliano – motore dell’economia della nostra città. Mi sono schierato al loro fianco in passato e lo farò anche questa volta. Purtroppo, le decisioni assunte a livello nazionale ci costringono a fare i conti con l’ennesima decisione controversa. Si può considerare “zona gialla” un paese che costringe i bar a chiudere alle ore 18 lasciando aperte tutte le altre attività e di poter acquistare bevande alcoliche nei vicini supermercati? Un paese che, in piena pandemia, permette ai cittadini di potersi spostare liberamente senza nessun vincolo? Dove è il senso di un decreto riapertura se poi le riaperture sono un miraggio? Da 13 mesi combattiamo con decreti e ordinanze che si susseguono di ora in ora, cancellando in tempo reale quanto deciso giorno prima e che si ripercuotono sui sindaci, senza avere alcun potere decisionale. Una situazione angosciante, che non fa altro che aumentare il malumore dei cittadini. Il tutto, rende sempre più complicato l’esercizio della vigilanza, offuscando per la rabbia e il malcontento il giudizio sul lavoro svolto in maniera egregia dalla locale caserma dei Carabinieri, guidata dal Comandante Ferri, e dal corpo di Polizia Municipale, guidato dal Comandante Muro, esecutori di quanto deciso a livello nazionale”. (Ora Notizie)

QUI EBOLI

Parrocchia in ostaggio dei bulli: danneggiata l’auto di una collaboratrice, rigato il portone d’ingresso in chiesa, tentati due furti nelle cassette delle offerte. Parlare di maleducazione è un eufemismo. Gli episodi che si registrano da qualche settimana iniziano a essere inquietanti. Da diversi giorni i parroci di Santa Maria ad Intra, don Andrea Arminio e don Leandro D’Incecco, sono finiti nel mirino dei vandali. Un gruppo di bulli che staziona sul sagrato dalle 17 del pomeriggio fino alle 21 di sera. Nell’arrampicarsi a un tubo del gas, lo hanno disarcionato. L’aiuola gestita nella piazza, su delega del Comune, è diventata un tiro al bersaglio. Il portone della chiesa viene rigato come un murales della stazione ferroviaria. (La Città)

TRASPORTI

Prestiti fasulli e truffa alla Banca di Sassari: chiesto il rinvio a giudizio per l’ex direttore della filiale della Bper di Bellizzi, Amedeo Saracino, e dei due bancari Michele Del Grosso e Francesco Nappo. Nei loro confronti si procede, tra l’altro, per l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’esercizio abusivo di mediatori creditizi, in concorso con gli intermediari Domenico Cerbone, Massimo Maresca, Gianluca Romano e Mario Ingenito (per gli ultimi tre imputati e Saracino si procede separatamente, le loro posizioni sono state stralciate solo per il reato associativo). In totale sono 81 gli imputati. Tra questi i beneficiari dei finanziamenti erogati dalla banca sarda. Tutti dovranno comparire a metà giugno davanti al gup Francesco Guerra del tribunale di Salerno per l’udienza preliminare. (La Città)

LA PROPOSTA

Differenza Donna, ONG nata nel 1989 per prevenire, contrastare e far emergere la violenza maschile contro donne, bambine e bambini, propone nell’area geografica delle Regioni Lazio e Campania : Corso di formazione rivolto a Operatori/ci Servizi Sociali, Personale Forze dell’Ordine, Psicologi/ghe, Avvocati/e, Esponenti Magistratura, Operatori/ci Centri Antiviolenza e Case Rifugio, Giornalisti/e, con l’obiettivo di:

• fornire strumenti di analisi socio-culturale, approfondimenti giuridico-istituzionali a livello nazionale
e internazionale, in tema di violenza assistita e di femminicidio
• esaminare la pratica di accoglienza e di accompagnamento nella elaborazione del trauma dei minori e delle minori
• presentare e comparare buone pratiche esistenti nel sostegno ai/lle minori vittime di violenza assistita e agli orfani e alle orfane di femminicidio al fine di implementarne le linee guida.

È articolato in 10 Moduli con docenze frontali e con metodologia interattiva. Si svolgerà su piattaforma online.
Il calendario del Corso è previsto per i mesi di maggio e giugno – ogni giovedì e venerdì h 14.30-18.30. La frequenza è obbligatoria per il 70%, è previsto il riconoscimento dei crediti formativi per avvocate/i. La partecipazione al Corso è a titolo gratuito. È possibile iscriversi entro il 7 maggio 2021 scrivendo a dammilamano@differenzadonna.it

NID

Nel giorno in cui si celebra la danza in tutto il mondo viene annunciata la chiusura definita delle iscrizioni alla Nid (New Italian Dance) Platform 2021, che quest’anno si terrà, come già abbondantemente anticipato in diverse occasioni, a Salerno. In tutto sono 78 le compagnie che si sono iscritte alla sesta edizione che avrà inizio il prossimo 16 settembre e si concluderà il 19 settembre. Saranno, in tutto, 154 gli spettacoli candidati, suddivisi in 102 nella sezione Programmazione (con 30 debutti mancati) e 52 per la sezione Open Studios, al vaglio della commissione artistica, composta da giurati nazionali e internazionali quali Anna Cremonini, Gemma Di Tullio, Elisabetta Riva (Argentina), Claire Verlet (Francia), Mario Crasto De Stefano, Samme Raeymaekers (Norvegia), Paolo Brancalion, Marina Dammacco, e coordinata da Michele Mele per il Teatro Pubblico Campano. La selezione, degli spettacoli che dovranno andare in scena a Salerno terminerà il 16 maggio. La commissione individuerà 10 spettacoli per la sezione Programmazione, e massimo 12 progetti per Open Studios. “La partecipazione di così tanti protagonisti della danza italiana alla call pubblica – sottolinea Alfredo Balsamo, direttore del Teatro Pubblico Campano – rappresenta un tangibile segnale di fermento artistico e grande fiducia nella ripresa”. Il progetto NID Platform è nato nel 2012 dalla collaborazione tra alcune realtà della distribuzione della danza nazionale riunite sotto la sigla RTO, la Direzione Generale Spettacolo del MiBACT e gli enti locali. Ogni anno l’evento si tiene in una città italiana diversa. La scelta della città di Salerno è stata fatta sul finire del 2019. Grazie al sostegno della Regione Campania, l’organizzazione della sesta edizione è affidata al Teatro Pubblico Campano – Circuito Regionale Multidisciplinare, quale partner capofila nominato da RTO. (Cronache)

LA MOSTRA

Sabato 1° maggio alle ore 18.00, verrà inaugurata la mostra di Eliana Petrizzi “Altri paesaggi della memoria”, sui canali digitali del Museo FRaC, del Comune di Baronissi e della Gutenberg Edizioni, la rassegna LUOGHI DEL PAESAGGIO. “C’era da aspettarselo – rileva Massimo Bignardi curatore della rassegna – che Eliana Petrizzi, con il tempo, spostasse lo sguardo verso i luoghi della vita, lasciando cadere, non saprei dire se definitivamente, l’attenzione agli imperscrutabili territori del volto e della figura umana. Ha, però, conservato e aggiornato, con i linguaggi della contemporaneità, i valori di una pittura che fa suo l’enigma della visione. I suoi paesaggi sono luoghi dalla memoria e non hanno relazioni con verità referenziali, se non per quei codici perenni che rendono il paesaggio un mistero della natura. Scorci di visioni aurorali, filtrate dai sentimenti dell’alba, di quando il sonno cede all’insorgere di un nuovo giorno.” “A breve – scrive Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi – con l’importante mostra dedicata a Daniel Spoerri, il Museo-FRaC Baronissi riprenderà il programma espositivo in presenza. È un momento significativo, perché segnale di una ripresa concreta, un ritorno al dibattito e agli incontri con la cultura. Parallelamente, alla luce dell’ampio consenso registrato in quest’anno di chiusura, continua l’attività online con questa rassegna dedicata al tema del paesaggio. Un tema che si lega alle aspettative di una transizione ecologica, quindi con lo sguardo rivolto al futuro del nostro pianeta.”  Eliana Petrizzi, è nata ad Avellino, ha studiato presso il Liceo Artistico e, successivamente, si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo storico-artistico, presso l’Università degli Studi di Salerno. Nelle sue opere, in particolare nelle piccole tavolette cifrate da una tecnica controllatissima, l’artista ha sperimentato una ricercata pittura che attinge, almeno per gli aspetti formali, da una radice fiamminga segnata da un’impronta ideista. Le gelide interferenze visionarie dei volti, delle figure e ora anche del paesaggio, ci spingono ai margini dello scarto, verso il crinale che separa queste figure dalla loro vita spesa nei luoghi della realtà, nel loro affermarsi quali presenze effettive. Dalla metà degli anni novanta ha tenuto diverse mostre personali. Tra le più recenti si segnalano quella allestita nel 2006 al Museo FRaC di Baronissi, e alla Galleria Area24 di Napoli; nel 2007 allo Spazio Mediterraneo di Positano, presentata in catalogo da un testo di Ada Patrizia Fiorillo. Nel 2011 espone alla Galleria Il Catalogo di Salerno, presentata da Massimo Bignardi. Nel 2014 alla Galleria Franco Senesi di Positano. Nel 2015 al MARTE di Cava de’ Tirreni. Nel 2016 presso il Convento di S. Maria degli Angeli di Montoro (AV), nell’ambito della rassegna MONTORO CONTEMPORANEA. Tra le principali mostre collettive e rassegne, oltre alle numerose presenze all’Expo Arte di Bari e all’Arte Fiera di Padova, si segnalano: nel 2009 “Persistenze sul confine dell’immagine”, a cura di Massimo Bignardi, Museo dell’Alto Tavoliere, San Severo (Foggia); “RED – L’Opera al Rosso”, Galleria Cerruti Arte, Genova. Nel 2011 espone alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italiano (Lo stato dell’Arte – la Campania), a cura di Vittorio Sgarbi; nel 2013 “Iside Contemporanea”, Benevento, Museo ARCOS, a cura di Ferdinando Creta; nel 2016 “Dalla terra al cielo – Dal figurativo all’informale”, Gualdo Tadino (PG), Chiesa monumentale di S. Francesco, a cura di Vittorio Sgarbi. Nel 2017 è stata invitata a “Ritratto-autoritratto”, Pinacoteca Provinciale di Salerno, ed a “Interni/Interior”, Galleria Nazionale della Puglia, Bitonto, entrambe curate da Massimo Bignardi. Nel 2018 il Museo-ARCOS di Benevento ospita una sua mostra personale Image à la sauvette alla quale fa seguito Dialoghi con la pittura , un’antologica dedicata ad una selezione di opere realizzate nei primi due decenni del Duemila, promossa dal Museo-FRaC, Baronissi e curata da Bignardi. Eliana Petrizzi affianca da sempre la ricerca pittorica alla scrittura, che spazia da brevi prose ai racconti, dalle poesie a saggi sul costume civile e sociale, raccolti nel suo blog www.crateri.wordpress.com. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Mala-mente (Grafic Way, 1997), prefazione di Romano Luperini; Scritture private (2001), prefazione di Franco Arminio; Eruzioni di ordinaria misantropia (2009); Sotto l’albero che qui mi ha piantata (2010); Edificanti macerie (2015), edizione numerata a cura dell’autrice; La vita spiata (Magenes Editoriale, 2015), prefazione di Pino Aprile. Suoi scritti sono stati pubblicati su L’Immaginazione, Altofragile, Nazione Indiana, Zibaldoni e altre meraviglie, Doppiozero, Comunità Provvisorie, Nuova Prosa (60/61), Rivista Milena, Erodoto 108.

L'INTESA

Formazione ed innovazione, driver per la ripartenza della filiera agroalimentare del Mezzogiorno. È stata siglata a Catania un’importante partnership tra il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia ed Fmts Group che punta dritto ad un obiettivo di medio-lungo periodo: rafforzare i pilastri della comunicazione e della cooperazione tra le imprese anche attraverso percorsi di formazione dedicati. La sfida principale è di rispondere alla crisi dovuta alla pandemia con un’azione programmatica congiunta. Così sono stati messi nero su bianco i punti sui quali investire per sostenere ulteriormente la produzione agrumicola siciliana nel suo ruolo di traino per il settore. Ad oggi, infatti, il Distretto conta al suo interno 50 imprese della filiera agrumicola siciliana, 5 Consorzi e Associazioni di Tutela Dop e Igp nonché 32 enti. I dati ISMEA 2019 su 2018 parlano di 42.500 aziende per un fatturato di 532 milioni di euro (Produzione Lorda Vendibile). L’incontro con Fmts Group consente di creare nuove sinergie e pianificare in un’ottica di più ampia cooperazione. Dodici sono le aziende che costituiscono il gruppo Fmts con 220 risorse interne; le ore di formazione erogate sono più di 300mila per un valore di progetti approvati pari a 54 milioni; nel Mezzogiorno d’Italia Fmts è presente oltre che in Campania anche in Basilicata, in Puglia, in Calabria e in Sicilia. A completare l’accordo sottoscritto qualche giorno fa c’è la collaborazione con In Cibum, la Scuola di Alta Formazione Gastronomica che fa capo ad Fmts Group e che rappresenta un’eccellenza del Sud Italia per la formazione sul mondo food. Con la firma del documento la presidente del Distretto, Federica Argentati, (agronomo, siciliana) e Giuseppe Melara presidente e Ad di Fmts Group hanno dato ufficialmente il via ad un nuovo corso. Come sottolineato dalla presidente Federica Argentati: “Questa sinergia nasce dalla volontà di ampliare le connessioni della filiera agrumicola siciliana, allargando la platea di interazioni virtuose del Distretto Agrumi di Sicilia, in questo caso con la rete di Fmts Group. Il valore aggiunto, oltre alla formazione continua per gli addetti della filiera siciliana tramite i progetti di In Cibum dedicati al food, sarà l’opportunità, di declinare la comunicazione delle nostre eccellenze Dop, Igp e Bio attraverso i canali dell’enogastronomia “made in Italy”, celebrata e apprezzata in tutto il mondo”. Per il presidente Giuseppe Melara la firma è solo l’inizio di un percorso che vuole guardare lontano: “Siamo sempre più consapevoli che i prodotti di eccellenza sono gli ambasciatori dei territori. Con questa firma diamo inizio ad un progetto culturale che punta ad una innovazione vera e concreta. Per raggiungere questo obiettivo è necessario investire in percorsi formativi che siano in grado di dare valore alle singole realtà e successivamente alla loro cooperazione. Il Mezzogiorno è una terra plurale, il luogo delle contaminazioni culturali ed è da questi tesori immateriali che è possibile ripartire immaginando percorsi sfidanti all’insegna dell’innovazione”.

LEGGI ANCHE Gabriele Bojano e “I favolosi anni 60”

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