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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

28/04/2021

CAOS VACCINI

Ennesimo pomeriggio di caos, code e assembramenti al centro vaccinale del Centro Sociale di Pastena, nella zona orientale di Salerno. Una giornata che, nonostante i cattivi umori di tanti presenti, ha regalato un barlume di speranza. Quando tutto sembrava andare di male in peggio, fra operazioni che andavano al rilento e la rabbia delle persone in attesa, è arrivato un momento di gioia - anche inatteso - che ha tranquillizzato un po’ tutti. Giovanni, 78 anni, malato oncologico affetto da leucemia, ha ricevuto dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, la risposta che aspettava da ormai un mese: «Nelle prossime ore sarà chiamato dall’Asl, avrà il vaccino». Fogli di carta compilati a penna, senza alcun input dall’alto. Stilati «in buona fede», ma capaci comunque di superare ogni regola - anche di buon senso - prevista per la campagna di vaccinazione. Salerno, quartiere Pastena, Centro Sociale: in via Cantarella, da giorni, sono comparse le “liste di riserva” per le vaccinazioni anti-Covid. Decine di persone, infatti, a ogni apertura del punto per le somministrazioni allestito dal Comune di Salerno in collaborazione con l’Asl si recano in via Cantarella per lasciare la propria identità. E sperare: spesso sono anziani, anche in condizioni di salute abbastanza precarie, a lasciare il nominativo e restare lì, per un pomeriggio intero, in attesa di una chiamata dall’ambulatorio. E il tutto avviene all’oscuro degli addetti dell’Azienda sanitaria che, nelle rare occasioni in cui si ritrovano delle dosi dei farmaci anti “mostro invisibile” in eccedenza, procedono secondo quella sorta di graduatoria. (La Città)

SALERNO SOLIDALE 

Non ci sono i fondi per adeguare i contratti e i lavoratori di Salerno Solidale dichiarano lo stato di agitazione. Dopo il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori della Sanità privata, anche 54 addetti della partecipata del Comune avrebbero avuto diritto agli scatti salariali e a quanto previsto a livello nazionale; invece così non sarà. Per questa ragione, con una nota inviata al prefetto Francesco Russo, il segretario generale e il numero uno della Cgil e quello della Funzione pubblica, Arturo Sessa e Antonio Capezzuto, chiedono l’attivazione di un tavolo di confronto urgente con il Comune e l’amministratore unico della società un house, Mena Arcieri. I nodi sarebbero essenzialmente due: nel contratto di servizio non è previsto che ci sia un adeguamento automatico e, soprattutto, non ci sono le risorse per aumentare lo stipendio di questi lavoratori inquadrati nell’ambito dei servizi di assistenza alle persone. (La Città)

MOBILITA'

“Tra il 2017 ed aprile 2021 sono stati immatricolati a Salerno città circa 400 auto ad alimentazione completamente elettrica, con un trend in rapida salita a partire dal 2019″. Comincia così la nota dell’associazione Arcan Salerno. “Secondo lo Smart Mobility Report del Politecnico di Milano, il ruolo “trainante” per la diffusione dei veicoli elettrici è associato alla contestuale presenza di incentivi all’acquisto dei veicoli elettrici e di un’infrastruttura di ricarica «capillare», ma a Salerno quest’infrastruttura è praticamente assente, con la presenza di una sola (!) colonnina di ricarica pubblica per veicoli elettrici. Si tratta di un cane che si morde la coda da solo: se non vi è un’infrastruttura di supporto per la ricarica, l’immatricolazione di nuove vetture sarà sempre limitata. Se non si supporta un processo di transizione nella mobilità – incentivando dapprima l’acquisto di veicoli ad alimentazione elettrica ed eventualmente supportando una riduzione dei veicoli privati in favore di soluzioni meno impattanti anche sul tessuto urbano – la nostra città non sarà mai al passo delle sfide di questi decenni. Lo stesso problema è legato alla mobilità su bici. Oltre all’annosa e tragica assenza di piste ciclabili, perchè a Salerno sono presenti solo 10 rastrelliere per bici (a mo’ di ornamento sul corso Vittorio Emanuele)? Come può essere una persona incentivata ad utilizzare la bici se all’ingresso di uffici pubblici, supermercati e altre attività non sono presenti rastrelliere? Invitiamo il Comune di Salerno a non perdere più tempo e a dedicare più attenzione a questi temi. I tempi lo richiedono ed è notizia di pochi giorni fa che il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili approveranno a breve il decreto che rende obbligatorio il mobility manager per le città oltre i 50.000 abitanti. Non ci sono più scuse. Chiediamo di: provvedere ad implementare un piano per l’installazione di postazioni di ricarica di veicoli elettrici diffuse su tutto il territorio cittadino; prevedere l’installazione di colonnine di ricarica e rastrelliere in tutti i parcheggi e le aree di sosta di nuova costruzione obbligando l’installazione anche nei PUA di iniziativa privata; posizionare rastrelliere della tipologia ad arco in prossimità dei principali luoghi di interesse e uffici pubblici; prevedere premialità o un fondo di incentivo per le attività private (supermercati, negozi, etc.) che decideranno di installare rastrelliere a servizio dei propri clienti″. (aSalerno.it)

IL CASO

Era il 19 ottobre del 2020 quando, per la prima volta, il capogruppo di Davvero Verdi, Giuseppe Ventura , scrisse all'assessore all'Ambiente, Angelo Caramanno , e al comando della polizia municipale per segnalare i problemi riscontrati in via Fondo Dattero, nel quartiere San Leonardo. A distanza di mesi, però, nulla è stato fatto e il consigliere ha protocollato un atto di intimazione all’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza della zona. È un privato che, come ricorda il consigliere Ventura, avrebbe la responsabilità di potare la «copiosa vegetazione che fuoriesce dalla sua proprietà e rappresenta - scrive nell’esposto - pregiudizio per la regolare percorribilità della strada nonché un grave pericolo per la pubblica incolumità». Ad aggravare la situazione, il fatto che la vegetazione «copre la pubblica illuminazione ». La richiesta rinnovata del capogruppo di Davvero Verdi quindi è che gli uffici tecnici del Comune mettano a punto un atto per effettuare lavori in danno con la massima urgenza. Inoltre, aggiunge Ventura, «il manto stradale versa in condizioni pietose e pericolose sia per la circolazione veicolare che per i cittadini». Alla prima segnalazione del consigliere, nell’ottobre dell’anno scorso risposero i dirigenti del settore Mobilità spiegando che «i tecnici hanno effettuato un sopralluogo in via Fiondo Dattero riscontrando una copiosa crescita di vegetazione che, fuoriuscendo dalla recinzione, invade la strada pubblica rappresentando pregiudizio per la regolare percorribilità della strada ». Le tesi di Ventura, quindi, vengono confermate dal sopralluogo dei tecnici e si aggiunge anche che quella del consigliere non è la sola segnalazione tanto che si precisa come «tale inconveniente, al momento (8 mesi fa) risulta non rimosso, nonostante le diverse intimazioni, per cui il quadro è notevolmente peggiorato tale da rendere necessario nell'eventualità, che si persista nella noncuranza in spregio ai provvedimenti emessi, tanto da obbligare questa amministrazione a denunciare agli organi competenti». Al proprietario del terreno da cui fuoriesce la vegetazione, per l’ennesima volta, quindi, è stato intimato «di dare corso a tutti gli interventi tecnici di messa in sicurezza utili a rimuovere qualsivoglia motivo di pregiudizio per la privata e pubblica incolumità ». Non solo, perché, si precisa, che «l’attività dovrà essere eseguita sotto la responsabilità di un tecnico abilitato il cui nominativo dovrà essere comunicato prima dall’inizio dei lavori». Si richiede anche, al termine dei lavori, «di provvedere ad attestare all’Ente che con le attività svolte si è rimosso compiutamente ogni pregiudizio per la pubblica incolumità». Infine «si avverte che, nel caso si persista nell'inottemperanza », il privato in questione «sarà perseguito nei modi e nei termini di legge e che l’amministrazione si riserva ogni azione». Nonostante i dettagli su come l’operazione di manutenzione deve essere condotta, la richiesta di massima trasparenza nella comunicazione degli interventi e gli avvisi di sanzioni in caso di non ottemperanza, il proprietario del terreno non ha mosso un dito. (La Città)

QUI PONTECAGNANO

Esplode la guerra della puzza. Forti miasmi da giorni in città: il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara , punta il dito contro il vicino impianto di trasferenza di Sardone. Rafforza il suo disappunto con uno scatto postato sui social, una sua foto col naso turato: «Credo vi sarete accorti - dice ai concittadini che da diversi giorni nella nostra città si avverte un odore nauseabondo. Vi state chiedendo da dove proviene? Ve lo dico io: Sardone». Accusa sgradita ai vertici di “EcoAmbiente”, la società che gestisce il sito di trasferenza di Giffoni Valle Piana. Le parole del primo cittadino sono commentate con disappunto ed amarezza dal presidente del Consiglio d’amministrazione, Vincenzo Petrosino: «Accuse, quelle espresse dal sindaco di Pontecagnano Faiano, che ci hanno colto di sorpresa. Una presa di posizione che non condividiamo. All’impianto di Sardone non abbiamo giacenze quindi non crediamo che il cattivo odore di cui parla il primo cittadino provenga dal sito di trasferenza. Il sindaco può farci visita in qualunque momento. Voglio ribadire che attuiamo tutti i protocolli previsti». Basito anche il responsabile tecnico dell’impianto, Gerardo Sabato. «Parole e termini utilizzati che commentiamo con amarezza. Sono dispiaciuti anche i nostri dipendenti. Nell’impianto di Sardone non c’è alcuna giacenza di rifiuto. E non arriva nessuna lamentela dai cittadini che risiedono nelle vicinanze del sito. Tutti aspetti che dovrebbero indurre a qualche riflessione sull’attività svolta. In questi mesi di pandemia abbiamo registrato una diminuzione dei quantitativi di rifiuti prodotti in quanto diversi settori commerciali, come nel caso della ristorazione, sono rimasti chiusi. Quindi, l’attività di trasferenza è ancora più efficiente», chiarisce Sabato. Il tema dei rifiuti infuoca il dibattito in città. Specie sulla necessità di chiudere l’impianto di Sardone nel momento in cui sarà operativo il compostaggio a Pontecagnano Faiano. Lo prevede il protocollo d’Intesa stipulato tra il Comune guidato da Lanzara e quello di Giffoni Valle Piana, amministrato dal primo cittadino Antonio Giuliano. Per il consigliere comunale di minoranza, Angelo Mazza di Movimento Libero, il sito di Sardone non chiuderà: «È scientifico che non chiuderà in quanto 10 comuni aderiscono al nostro compostaggio, ne restano altri 35 che conferiscono ancora a Sardone. Per chiudere il sito di trasferenza si dovranno realizzare altri impianti per il trattamento della frazione umida. E ritengo che la partita “Ecosider” non sia ancora chiusa. Quindi basta bugie, non si scherzi su Sardone». (La Città)

SPACCIO

Spaccio di droga, a Nocera Inferiore arrestato pusher 33enne: custodiva 16mila euro in contanti. L'uomo, a seguito di un controllo effettuato dagli agenti del Commissariato di Nocera inferiore, è stato trovato in possesso di 8 panetti di hashish del peso complessivo 800 grammi, 4 involucri di cocaina per 29 grammi, un bilancino di precisione ed un block-notes contenente appunti riconducibili all’attività di spaccio nonché della somma di euro 16.150 euro in banconote di vario taglio, il tutto sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La sostanza stupefacente è stata rinvenuta, in parte occultata indosso all’arrestato ed in parte custodita all’interno di un frigo portatile, nascosto in una cantina di pertinenza dell’abitazione dello stesso e di cui l’arrestato, essendone in possesso delle chiavi, ne aveva la disponibilità. Nel corso dei controlli gli agenti hanno rinvenuto diversi involucri con tutta probabilità usati per il trasporto di ingenti quantitativi di droga. Al termine delle formalità di rito, è stato tradotto, a disposizione della A.G. presso il carcere di Bellizzi Irpino. (La Città)

FOOD MARKETING EVOLUTION

Si fa presto a dire Food Marketing, ma che cos’è? Quali sono i suoi ambiti applicativi? Come si è evoluto nel tempo? Cosa cambierà dopo la pandemia? A queste domande prova a rispondere “Food Marketing Evolution”, il webinar organizzato da OnFoodHub, il portale di operatori trasversali del Food e del Marketing, in collaborazione con l’Union Européenne des Gourmet, in particolare con il Consolato di Salerno e Avellino. Il webinar affronterà, attraverso gli spunti di riflessione forniti dal food marketer Frank Maria de Feo, la tematica dei cambiamenti in atto nel settore del food per quanto attiene agli scenari e ai modelli di consumo per le nuove generazioni. Volendo dare una definizione di Food Marketing comprensibile a tutti, possiamo dire che è tutto ciò che succede intorno al cibo e al mangiare, è il marketing del gusto, della gastronomia, della cucina e dell’alimentazione. Per gli appassionati di marketing, invece, che non amano le semplificazioni, ricordiamo la definizione canonica: “Il Food marketing è l’insieme delle strategie volte all’ottimizzazione del posizionamento del prodotto/servizio nel suo mercato: dalla scelta del prezzo alla distribuzione, fino alla definizione di un piano di comunicazione che renda il prodotto visibile a un suo pubblico definito”. “Ma se pensate che il food marketing sia semplicemente l’insieme delle strategie di posizionamento e di marketing applicate al settore del food, vi state decisamente sbagliando!” precisa Frank Maria de Feo. “Quello che è certo è che gli scenari post pandemia sono completamente cambiati”, prosegue. “Concordo con Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico, che nell’ultima puntata di Startup Economy, condotta da Carlo Massarini sul canale La7, ha cercato di spiegare l’incertezza del momento in cui stiamo vivendo con la metafora del pendolo e del suo effetto oscillante” – continua de Feo, riportando le dichiarazioni di Temporelli: “Siamo in equilibrio perenne fra due mondi. Quello fisico e quello digitale. Il mondo digitale sono le nostre pizzerie, i ristoranti, i bar etc. Il mondo digitale è invece rappresentato dalla rete. La pandemia è stata come un vento che ha spostato la nostra vita più sul versante digitale. Quanto questo vento smetterà di soffiare non ci sarà un equilibrio nuovo, il pendolo non riacquisterà subito il punto di mezzo fra analogico e digitale. Avremo un’ondata forzata e d’urto verso l’analogico, per riacquistare spazi fisici. Giunti all’estremo l’equilibrio di romperà di nuovo. Avremo un continuo rompersi di equilibri fra analogico e digitale. Saremo sempre più a favore della digitalizzazione, accelerando quel processo che era già in compimento negli ultimi 20 anni, con internet, con i computer e con gli smartphone. La nostra vita fra 10 anni sarà ancora oscillante, con oscillazioni più brevi, ma sempre più spostate verso il digitale, non tralasciando la parte fisica di cui noi homo sapiens siamo affamati”. Negli anni abbiamo attraversato varie fasi del marketing, passando dall’ 1.0 al 4.0. Cos’è cambiato nel tempo? È cambiato il modo di concepire il mercato e lo stesso consumatore. Una volta bastava produrre bene e parlare indistintamente ai propri segmenti di mercato. Oggi la situazione è diventata molto più articolata. Tocca ai brand creare relazioni e veicolare attraverso i propri valori le emozioni che gli utenti, non più passivi ma co-creatori di valore, vogliono sentire e percepire. La pandemia ha reso tale processo ancora più delicato. Oltre l’effetto pendolo esaminato in precedenza, oggi si devono fare i conti anche con la generazione successiva, quella “Alpha” dei nativi digitali che, pur avendo – a differenza dei loro predecessori – strumenti di intrattenimento collegati, palesano una grande voglia di scelte sostenibili, green e di spazialità, seppur attraverso la connessione digitale. Alexa, Google Home, Robot con Artificial Intelligence sono solo alcune delle fiorenti tecnologie che interesseranno le future generazioni. Il compito del marketing in futuro sarà quindi quello di superare il coinvolgimento dei propri pubblici per arrivare a intrattenere. Dalla realtà aumentata alla percezione aumentata delle persone, supportata da device e giochi in chiave digitale. Anche il marketing dovrà però evolversi. Dai contenuti all’estetica dei contenuti si passerà probabilmente a contenuti non solo omnicanale ma anche multidisciplinari, la cui verticalità o profondità è in seria discussione. Le aziende dovranno “mostrare” più che “dire”, “condividere vision” e “risolvere problemi”. Dovranno “immaginare” più che “riciclare”. Ma dovranno soprattutto saper intrattenere. La “chiave di svolta” (per citare Seth Godin) di questa complessità però non sarà più il contenuto da mostrare dal punto di vista del design, ma ciò che sarà percepito dall’utilizzatore finale. Il marketing 5.0 post digital dovrà dunque essere quello della percezione aumentata da parte del cliente. L’appuntamento con il webinar Food Marketing Evolution è per giovedì 29 aprile alle ore 18:00 sui canali Facebook On Food Hub, Info Food Italy, Union Européenne des Gourmets UEG Consolato di Avellino e Salerno e Businessing.

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