

Si intitola "Hotel d'Angleterre", la seconda fatica letteraria del salernitano Carmine Mari, edita da Marlin editore. Una spy story, che si muove su una piccola storia, incorniciandola perfettamente nella Grande storia, in un mix di dramma, ironia e suspense, che lasciano il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Siamo nel 1911 in un albergo salernitano in cui alloggiano cinque ospiti e, mentre si avvicinano i venti dell'imminente conflitto mondiale, il protagonista Eduardo Sacannapieco, aspirante giornalista, costetto a sbarcare il lunario come maître all'Angleterre, si trova a dover risolvere misteri, insidie, sotterfugi in una città sopravvissuta al colera. Non manca l'amore e non mancano le sue inevitabili complicazioni, che vedono Eduardo impegnato ad annientare le trappole tese dai poteri forti contro la lotta per i diritti delle donne, pomosse dalle Suffraggette, di cui la sua amata Amelia Minervini ne è fiera esponente.
Un romanzo storico pieno di riferimenti alla vita politica di un'Italia monarchica che cerca la sua avventura coloniale e la sua vera identità di territorio, nonchè la sua unità di intenti. Pagine ricche di un'accurata ricerca dei dettagli, che, attraverso penetranti battute ed incisivi dialoghi, mostrano, su uno sfondo noir, le luci e le ombre di una Salerno della Bella Epoque e del suo malaffare, "perchè laddove c'è molta luce, l'ombra è sempre più scura".
Lo scrittore Luca Crovi, eperto nel campo dei gialli, nella quarta di copertina scrive che Carmine Mari si muove sulle orme di Greene, Fleming e Follet e che "ha un talento incredibile per scovare storie che possano mostrare gli sviluppi di un romanzo".
Carmine tu hai un talento indiscusso nella scrittura, da dove è nata questa passione e qual è il segreto per mantenerla sempre viva?
In realtà non so se ho veramente un talento. Sicuramente ho una sensibilità particolare nel sentire e vedere ciò che mi circonda e nel riportalo in ciò che scrivo. La scrittura è una mia passione sin da giovanissimo e riesco a tenermi sempre allenato grazie ad un esercizio quotidiano che inizio all'alba, prima di recarmi in ufficio. La mia scrittura è figlia di un'accurata selezione finale dopo un processo di addizione e sottrazione, retta sul fondamentale pilastro dell'esercizio.
Sia questo tuo libro, che il precedente "Il regolo imperfetto" sono romanzi storici ambientati a Salerno. Cosa ti lega a questo preciso genere e cosa ti spinge a scegliere la tua città come ambientazione?
Prediligo il romanzo storico perchè ritengo che solo nella storia possiamo trovare il vero senso del presente. Scelgo Salerno, che è la città in cui vivo, proprio perchè la conosco meglio, ne respiro l'aria, ne vedo le luci, ne intravedo le ombre e posso toccare con i miei sensi il luogo in cui si muovono i miei personaggi.
Prossimi appuntamenti che potremo seguire che vedono te e il tuo libro protagonisti.
Il prossimo 4 maggio sarò ospite della rassegna letteraria on line "Aspettando SalerNoir" in cui "Hotel d'Angleterre" sarà presentato dalla scrittrice Tina Cacciaglia.
Una piccola anticipazione sul tuo prossimo lavoro.
Attualmente sono impegnato a scrivere il secondo volume di una trilogia ambientata nel 1500, che nasce nelle Indie Occidentali per poi giungere in Italia, attraverso un ex conquistador, ma non so dire di preciso quando potrà essere pronto per l'uscita.
Ci auguriamo che il suo allenamento quotidiano, che ha sempre dato ottimi risultati, possa ancora far sì che il lettore si lasci "conquistare" dalle sue avvincenti storie.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.