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La Confunisco su "Quota 100": "Occorre una riforma a lungo termine, no a misure sperimentali"

27/04/2021

Novità in vista per quanto riguarda il mondo delle pensioni. Il Governo, avendo messo nei suoi programmi del piano nazionale di ripresa e di resilienza che i pensionamenti previsti a 62 anni e con 38 anni di contributi sarebbero cessati a fine anno al termine della sperimentazione triennale varata dal Governo Conte, avrebbe trovato un ostacolo essendo scomparso il testo di riferimento nella versione del testo licenziato dal Consiglio dei Ministri del 24 aprile scorso. Diverse opzioni ci sono sul tavolo: agevolazioni per lavoratori impegnati in attività usuranti ed il rafforzamento dei contratti d’espansione fino a quota 21 e quota 102. L’ipotesi presa maggiormente in considerazione sarebbe un ritorno in toto alla Legge Fornero lasciando aperte le tre possibilità già previste per una pensione anticipata che attualmente consiste nel pensionamento, indipendentemente dall’età anagrafica, avendo maturato quarantadue anni e dieci mesi di servizio per gli uomini e quarantuno anni e dieci mesi per le donne.

Ci sarebbe, tra le varie opzioni, un’altra possibilità: quella dell’Agape sociale, un anticipo pensionistico (con almeno sessantatre anni di età) per alcune categorie di lavoratori in difficoltà, come i lavoratori disoccupati da lungo tempo ed i disabili. La misura, al vaglio da lungo corso, sarebbe stata prorogata per tutto il 2021

Interessati alla trattazione il mondo dei Sindacati che spingono da tempo per garantire a tutti i lavoratori un pensionamento al raggiungimento del quarantunesimo anno di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica.

Tra le altre varie opzioni al vaglio esaminate lo scorso anno dai tecnici dell'esecutivo “Conte 2” c’era anche quella di consentire l’uscita anticipata con almeno 63-64 anni d’età e 39-38 anni di versamenti (Quota 102) ma con un sistema di penalità “a crescere” (imperniato sul ricalcolo contributivo) per ogni anno d’anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia (67 anni). Un’opzione che è stata lasciata sui tavoli del Mef e del ministero del Lavoro. A rilanciare l’ipotesi di Quota 102 è Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali ed ex sottosegretario al Lavoro, rispolverando una sua proposta per consentire il pensionamento con 64 anni d’età e 38 anni di contributi, di cui non più di due di contribuzione figurativa.

 

Sul tema si è espressa la Presidenza nazionale della Confunisco : “ La fine della “Quota 100” prevista nel 2018 produrrà effetti negativi e per alcune realtà anche devastanti. L’introduzione di tale misura doveva portare, anche se con aumento della spesa previdenziale, un “ringiovamento” per il sistema lavorativo, ma  dopo 3 anni, in quanto misura sperimentale, ha fatto aumentare il rapporto tra spesa pensionistica e pil, producendo molto piuì pensionati e meno organico per la produzione interna lorda.

Un altro risvolto negativo sarà quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti che, bloccati a causa della pandemia, non avendo nessuna flessibilità in uscita farà trovare i i lavoratori e le imprese a gestire una situazione non semplice. Con il Il ritorno alla Fornero, tranne alcune agevolazioni in uscita come ape sociale, gravosi e opzione donna, le imprese si troveranno a non poter riorganizzare il personale tra quello in uscita e in entrata.

Bisogna fare presto in quanto le imprese invecchiano e senza una riforma ben definita sia per il mercato del lavoro alle nuove generazioni e sia per la flessibilità in uscita per le pensioni, il sistema lavorativo collasserà. Investimenti:  questa è la parola d’ordine che il governo deve prendere in considerazione, approfittando anche del Recovery Plan, portando dunque linfa nel capitale umano.

Occorre una riforma di media e lungo termine e non una rincorsa a misure sperimentali che arrecano al mondo del lavoro tutto un effetto negativo.

La crisi portata dalla Pandemia ci ha insegnato che il sistema non è in grado di reggere nel caso non ci siamo riforme volte a garantire sia le aziende e sia i lavoratori.”

(Fonte: Marco Rogari, Pensioni, ecco tutte le opzioni sul tavolo (vecchie e nuove) per il dopo Quota 100), Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2021)

 

Stefano Pignataro - Rassegna - - Vai alla Home

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