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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

24/04/2021

ECODISTRETTO

«Ci fa piacere che il sindaco continui a ribadire la volontà di chiudere l’impianto di Sardone. Il problema è che c’è sempre un anello mancante in questo processo: come chiuderà Sardone? Quali sono, delibere di finanziamento a parte, gli atti concreti che verranno messi in campo per chiudere l’impianto di trasferenza che ad oggi ospita 300mila tonnellate di rifiuti all’anno? L’impressione è che il primo cittadino voglia spostare l’attenzione su una questione atavica molto sentita dai cittadini, vale a dire quella relativa ai miasmi, che però non si può risolvere con semplici annunci. Per questo motivo il comitato “Per il Territorio” ha avanzato, ed avanzerà in futuro, proposte che andranno in una sola direzione: tutelare i cittadini ed il tessuto produttivo della città attraverso l’individuazione di soluzioni alternative più sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale. A tal proposito ribadiamo ancora una volta che non siamo contrari all’impiantistica tout court, ma riteniamo che vada avviato un ragionamento organico sulla questione che metta al centro lo sviluppo, le peculiarità e la vocazione del territorio di Pontecagnano Faiano nella sua interezza». (Ora Notizie)

LA LETTERA

Antonio Montuori è il Presidente del Consiglio d’Istituto del liceo “Alfano I” di Salerno. E in qualità di genitore e di Presidente ha scelto di scrivere una lunga lettera al Ministro Bianchi, premettendo in primis di essere stato, da sempre, “innamorato” della scuola. “Perché alla scuola devo tutto quello che sono”. Antonio Montuori scrive ancora che “La scuola mi ha messo alla pari con gli altri e mi ha chiesto solo di studiare. Ed allora, Ministro, la discussione non dovrebbe essere sul prolungamento del calendario scolastico, ma l’obiettivo dovrebbe essere quello di riportare la scuola, con i suoi valori, al centro del villaggio”. Montuori chiede di ripensare alla scuola come organo centrale della Democrazia. Riaffidare alla scuola il compito di formare le coscienze e di consegnare alla società persone oneste e leali… “Ma, oggi, mi creda, sono deluso ed amareggiato. Questa insistenza sul rientro in presenza, a un mese dalla conclusione dell’anno scolastico, ed in piena pandemia, è inspiegabile”. Per il presidente del consiglio d’istituto dell’Alfano I in questa fase, la Dad è l’unico strumento che può riuscire a conciliare il diritto alla salute e il diritto all’istruzione. “Occorre, nel contempo, preparare una riforma seria della scuola che coinvolga, tutte le componenti del mondo scolastico. È necessaria una collaborazione che parta dal rispetto dei ruoli e da un leale confronto. Un rapporto collaborativo può avere ripercussioni positive sul rendimento scolastico dei ragazzi e sul futuro sociale della nostra Nazione. – prosegue ancora il genitore – I nostri figli non devono essere considerati meri numeri o un rischio calcolato. Sono Persone che devono frequentare la scuola, in sicurezza, per essere liberi. Uomini liberi e donne libere. Venga a Salerno, signor Ministro. La pandemia ha messo a dura prova le nostre risorse fisiche, mentali ed economiche. Ma i ragazzi, i nostri figli, hanno reagito. Sono riusciti a trovare …..un equilibrio sopra la follia… E tutto questo, anche grazie alle famiglie e ai docenti. Perché la scuola non si è mai fermata. Aiutiamo questi ragazzi a pensare, a sognare, a portare avanti le loro idee. Perché le idee sono come le farfalle, a cui non puoi togliere le ali; le idee sono come le voci delle nostre madri, che non ascoltiamo più, ma che teniamo dentro di noi. Non disperdiamo le nostre energie su un rientro in presenza, a conclusione dell’anno scolastico. – afferma ancora Antonio Montuori – Guardiamo avanti. Pensiamo in Grande. Leggiamo e sfogliamo, insieme, le pagine della nostra vita. Perché, riprendendo, sommessamente, una frase del grande giurista Piero Calamandrei: Se si vuole che la Democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola, a lungo andare, è più importante del Parlamento, della Magistratura e della Corte Costituzionale. Sig. Ministro, creiamo le condizioni per sognare ed emozionarci nuovamente, attraverso una svolta sociale e culturale. – conclude il Presidente del Consiglio d’Istituto del liceo “Alfano I” – Operiamo un rinnovamento nel mondo della scuola, valorizzando i talenti e le competenze che abbiamo. Non ci deluda, signor Ministro. Non lo meritiamo e non lo meritano i nostri figli”. (Cronache)

L'AZIENDA FANTASMA

Scoperta azienda fantasma a Scafati: sette i lavoratori “in nero” che si occupavano della pulizia di cipolle senza rispettare la normativa anti-Covid. Nei guai un’imprenditrice, che ora rischia una multa di 20mila euro. Operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia municipale, nella giornata di ieri in via Michelangelo Nappo, zona periferica della città dell’Agro. Il blitz è scattato a seguito di una lite di vicinato, per futili motivi, dopo che sul posto erano intervenuti già gli agenti della polizia municipale. Tra le coinvolte nella lite anche la nonna del vicesindaco di Scafati, Serena Porpora, nonché madre del segretario cittadino della Lega, Vincenzo Porpora. Dopo il litigio, durato diversi minuti, e che stava assumendo una brutta piega, si è deciso di avvertire le forze dell'ordine. Sul posto, in via Michelangelo Nappi, sono intervenuti, in primis, gli agenti della municipale agli ordini del comandante Salvatore Dionisio. Giunti sul posto, gli agenti hanno provveduto a sedare gli animi, identificando i presenti e accertando anche che nell'abitazione vicina a quella della nonna del vicesindaco Porpora, vi era in corso un'attività imprenditoriale abusiva. (La Città)

IL CASO

La “Maccaferri” vuole ricollocare negli stabilimenti tra il centro ed il Nord-Italia gli ormai ex operai dello stabilimento di Bellizzi. Tre a Bologna, cinque in un altro stabilimento nel Trentino. Gli altri, invece, verrebbero inserirti in un progetto aziendale come trasfertisti. Attraverso l’inserimento in un elenco di società specializzate che possa aiutarli a trovare lavoro, anche, qualora ci fosse la possibilità, in Campania. «Non è mia abitudine alimentare speranze. E non voglio farlo con ii lavoratori dello stabilimento della Maccaferri di Bellizzi. Non c’è strada che si possa percorrere per riaprire quei cancelli e riprendere l’attività produttiva. Bellizzi è ormai storia del passato. Lo stabilimento non è nostro». Ad affermarlo è Paola Musuraca, responsabile delle risorse umane delle multinazionale bolognese, durante un incontro in videoconferenza con i lavoratori e i sindacati. Un’ora di colloquio, soluzioni alternative lanciate e varie proposte illustrate agli operai bellizzesi che ormai da un anno e mezzo sono rimasti senza lavoro. L’attività dello stabilimento della Maccaferri di Bellizzi si è fermata all’inizio della pandemia. Da un anno e mezzo i circa 30 lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione straordinaria, grazie alle misure anti-Covid in scadenza il prossimo 30 aprile. Ieri mattina, davanti allo stabilimento della “Maccaferri” di Bellizzi con le organizzazioni sindacali di categoria, Francesca D’Elia della Fiom Cgil, Vincenzo Ferrar a della Fim-Cisl ed i lavoratori hanno preso parte con la massima attenzione ad un incontro virtuale con i vertici dell’azienda davanti ai cancelli chiusi con i lucchetti. Sul tavolo ci sono molte proposte e percorsi alternativi, agli ammortizzatori sociali, illustrati dalla manager Musuraca. Si parte dagli incentivi ai licenziamenti volontari, con una serie di proposte, basate sull’età, l’anzianità di servizio e i carichi familiari, avanzate a chi accetta di uscire. E poi la ricollocazione all’interno d’altri stabilimenti, rivolta soprattutto ai più giovani. «E laddove non possiamo arrivare noi con la Maccaferri - spiega la dirigente Musuraca - c’è questa società da noi sostenuta economicamente che è uno strumento che di solito porta anche dei risultati. Stiamo valutando anche un dialogo con i nostri fornitori principali, che operano in regioni del Sud-Italia, segnalando, qualora qualche operaio fosse interessato a coglierla, un’eventuale opportunità. Tutto questo è un percorso che si farà se siamo tutti quanti d’accordo. Valuteremo singolarmente ogni lavoratore secondo le proprie esigenze. Credo che possiamo condividerlo». Soluzioni che, però, non mettono tutti d’accordo. «Con un’età non più giovane - spiega Martino D’Auria della Rsu aziendale - ed una famiglia, figli, mutui di casa, ed un forte legame con la propria terra non credo si possa pensare di andare nel Trentino per lavorare. E poi quegli incentivi ai quali fa riferimento la dottoressa Musuraca sono spiccioli per una persona che perde il posto di lavoro». Nei prossimi giorni, ad ogni modo, i lavoratori s’incontreranno con le organizzazioni sindacali per valutare le proposte dell’azienda e dare una risposta. Con ogni probabilità, il raggiungimento d’un eventuale accordo rimane ancora un’ipotesi assai lontana. Anche se l’obiettivo dei lavoratori rimane sempre quello d’ottenere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, per portare sui tavoli capitolini l’intricata vertenza d’uno stabilimento che, per chi c’ha dedicato una vita intera, non è possibile sia così facilmente ridotto a «parte del passato». (La Città)

BCC AQUARA

Trasparenza e partecipazione prima di tutto. Per questo la Bcc Aquara di cui è direttore generale Antonio Marino in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 9 maggio, considerato che il tradizionale incontro annuale non potrà essere effettuato in presenza per le misure adottate dal Governo al fine di evitare restrizioni dettate dalla pandemia da Covid 19 in corso, ha deciso di utilizzare i moderni mezzi tecnologici effettuando un pre-incontro con tutti i soci per lunedì, alle ore 18 tramite un webinar su Google Met, in cui saranno presentati i numeri del bilancio 2020 chiuso in positivo con volumi cresciuti e un livello di sofferenze tra i più bassi di sempre. Gli impieghi verso la clientela sono aumentati nell’ultimo anno di 10 milioni di euro ed hanno superato i 257 milioni. L’utile ha risentito di accantonamenti molto prudenziali, mentre il patrimonio ha raggiunto i 35 milioni. Le sofferenze nette si attestano allo 0,65%, livello tra i più bassi nel sistema creditizio italiano. I numeri dei conti correnti indicano un + 8,33% da 17.410 del 2019 a 18.860 del 2020. Aumentati del 7,36% i clienti: da 33.012 a 35.443. A fronte di 1.838 soci (+ 1,88%), 76 dipendenti (+13,4%) e 15 sportelli rispetto ai 13 del 2019. Boom della raccolta diretta (+20,79%), degli impieghi ai clienti (+ 3,93%). Aumentano anche i nuovi fidi deliberati (+ 2,75%) passati da 109.216.023 a 112.223.442. «Abbiamo certificato il nostro ruolo di “banca di comunità” - spiega il direttore generale Antonio Marino - sostenendo le famiglie e le imprese, ma anche intervenendo in campo socio-sanitario con donazioni varie. Abbiamo concesso moratorie sui mutui e nuove linee di credito». Per quanto riguarda l'attuale andamento delle attività sul territorio, Marino sottolinea che «il primo trimestre 2021 ci fornisce segnali incoraggianti, sebbene con la preoccupazione determinata dal proseguire dell'emergenza sanitaria. Continua il progressivo incremento del numero dei clienti: sono famiglie e imprenditori che apprezzano il nostro modello tradizionale di fare banca. In questo ultimo difficile anno si è rafforzata la convinzione che il fattore umano sia sempre più un valore assoluto, un punto fondamentale per Bcc di Aquara». Quindi il direttore generale Marino conclude sottolineando che «per conciliare la nostra vocazione alla vicinanza con il distanziamento sociale imposto dall’emergenza sanitaria, ci spetta un esercizio impegnativo: proseguire nell’opera di digitalizzare le operazioni ordinarie e, in modo sempre più convinto, umanizzare le relazioni con le persone. Abbiamo aperto nuovi sportelli a Capaccio, Salerno e Agropoli. Senza dimenticare le origini e la nostra presenza nei piccoli centri dove Banca di Aquara svolge un ruolo importante per la comunità».

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