

Condannata a “vivere” in ospedale, per colpa del Covid. Condannata ad aspettare che si liberi un posto, al San Giovanni Bosco di Napoli. La signora Maria è caduta in casa, cinque giorni fa. Si è rotta il femore, dolore atroce. È stata accompagnata al Pronto Soccorso di Eboli, dove le hanno dato dei sedativi. «L’osso è spezzato» le hanno detto in Radiologia. «Dobbiamo operare» le hanno spiegato al Pronto Soccorso. «Ma non possiamo farlo qui - hanno precisato i medici - perchè lei ha il Covid». Condannata ad aspettare. Perchè è infetta. La signora Maria ha ottant’anni. E tanta pazienza. Non ha ancora chiamato i carabinieri, nè la guardia di finanza. È tentata di farlo, ma è educata. Vittima della sanità negata, la campagnese Maria aspetta una chiamata dall’ospedale partenopeo.
«Posti letto non ce ne sono», rispondono ogni giorno, al centralino flegreo. Condannata a stare a letto, per colpa del Covid e di una Regione senza posti per il ricovero: «La colpa non è nostra, rispettiamo il protocollo regionale» spiegano i camici bianchi. L’ospedale di Eboli è nosocomio Covid. Ma solo per le cure, non per le operazioni. Il reparto di Ortopedia è pure aperto. Ma possono entrarvi solo i pazienti negativi. Gambe, testa e braccia rotte. Gli ortopedici sono pronti a operare. Purchè il paziente abbia il tampone negativo. Maria è stata sfortunata. Da cinque giorni “vive” in Pronto Soccorso. Isolata dal mondo. Non può vedere i familiari, non può parlare con nessuno. Per avvicinarsi a lei, bisogna indossare la tuta integrale, il casco e tutte le precauzioni contro il virus. Ogni mattina il centralinista dell’ospedale chiama a Napoli e chiede se c’è un posto libero per la pensionata. Ogni mattina la risposta da Napoli è che i posti sono finiti.
La pensionata 80enne deve aspettare. Ci vuole pazienza. Con il Covid. Ma soprattutto con i politici che avevano promesso grandi opere, grandi cambiamenti. Dopo la prima ondata virale, quella del marzo 2020, nulla è cambiato. È arrivata la seconda, poi la terza ondata. Un solo ospedale in Campania operava i pazienti Covid. Un anno fa. Un solo ospedale opera i “Covid”, un anno dopo. In una regione con 5,8 milioni di residenti, c’è un solo reparto di Ortopedia per chi cade e si spezza. Risultando positiva al tampone ospedaliero. Paradossi sanitari e ritardi politici. Da cinque giorni si cerca un colpevole. Ma intorno a Maria si proclamano tutti innocenti. Mostrano i protocolli, per l’assoluzione medica e morale. Ma il conto alla fine lo paga sempre lei. La signora campagnese, diventata “cittadina onoraria” del Pronto Soccorso all’ospedale di Eboli.
FONTE: La Città
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