

La Regione approva e finanzia in provincia di Salerno 13 manifestazioni d’interesse per la realizzazione di Programmi integrati di edilizia residenziale sociale. Piovono più di 60 milioni di euro sul Salernitano, la provincia campana che strappa più soldi per la realizzazione delle case “quasi-popolari”: si tratta di programmi sovvenzionati e agevolati per innescare processi di qualità e coesione sociale di ambiti degradati attraverso la rigenerazione urbana. E per incrementare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale popolare e sociale attraverso interventi di recupero e ristrutturazione di volumi esistenti, di demolizione e ricostruzione edilizia volti a migliorare la qualità urbana ed architettonica, l’acquisto di immobili e solo in misura residuale, nuove costruzioni, per contenere il consumo del suolo; realizzare interventi con caratteristiche edilizie di alta sostenibilità, con efficientamento energetico (energia quasi zero) nonché interventi di adeguamento o miglioramento sismico.
I progetti approvati. Per otto manifestazioni d’interesse la procedura è già in fase avanzata, con l’indicazione del finanziamento massimo concedibile. Ad ottenere il semaforo verde sono il “Borgo Maddalena”, a Cava de’ Tirreni (6,6 milioni di euro), i lavori di riqualificazione dell’area urbana degradata della zona destinata al Piano d’edilizia economica popolare di Sant’Antonio a Pontecagnano Faiano (7,2 milioni), il programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile del Fondo Badia ad Angri (7,2 milioni), lo studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di alloggi “Ers” in Via Napoli, a Nocera Inferiore (5 milioni), il programma integrato di edilizia residenziale sociale da farsi in località Gromola di Capaccio Paestum (quasi 4 milioni), quello per Palomonte capoluogo (quasi 3,2 milioni), il piano di “Sirius Abitare Cooperativo” di Salerno (4,7 milioni) ed il “co-housing Salerno” (4,7 milioni euro). Ammessi in graduatoria pure la compartecipazione alla manifestazione di interesse per la realizzazione di programmi integrati d’edilizia residenziale a Salerno in via Picarielli e via dei Mille (4,4 milioni), la riqualificazione dell’ex stabilimento industriale Peroni di via Spineta di Battipaglia, recentemente bocciata dal Tar (5 milioni di euro), il nido “Green house” a Salerno (3 milioni) ed infine il programma residenziale “Casa David” (3,7 milioni) ed il quartiere ecologico di San Giuseppe al Pozzo (5 milioni), entrambi a Cava de’ Tirreni.
La destinazione delle case. Gli alloggi che verranno recuperati o realizzati saranno destinati all’assegnazione a canone sociale (edilizia Sovvenzionata), per una quota non inferiore al 10% di tutti gli alloggi realizzati o recuperati, alla locazione o assegnazione a canone concordato per almeno 30 anni o - con patto di futura vendita - non meno di otto. E poi sono previste la vendita e l’assegnazione in proprietà per una quota non superiore al 30 per cento di tutti gli alloggi realizzati o recuperati.
L’iter da seguire. L’attribuzione definitiva del finanziamento, tuttavia, fanno sapere dalla Regione, avverrà con successivo provvedimento a seguito della formalizzazione delle necessarie intese con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Dunque, prossimamente nel Salernitano saranno portati a termine interventi di edilizia residenziale pubblica, realizzata, direttamente o indirettamente, dallo Stato, per soddisfare la necessità abitativa dei nuclei familiari con redditi bassi o che si trovino in condizioni economiche disagiate. A tal proposito la strategia regionale punta proprio, come viene messo in evidenza da Palazzo Santa Lucia «sull'integrazione di molteplici forme di intervento, in un approccio multidimensionale dell’intervento pubblico, per garantire a tutti non solo l’accesso ad un alloggio adeguato, sicuro e sostenibile, ma anche contesti urbani vivibili, la riduzione dei consumi di energia e di suolo, la riduzione dell'inquinamento, la valorizzazione del verde urbano e delle sue funzioni eco-sistemiche, attraverso la realizzazione di programmi di rigenerazione urbana, edilizia sociale, e la valorizzazione del patrimonio di edilizia pubblica esistente».
FONTE: La Città
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