

Sembrava la soluzione definitiva. E invece la scelta d’un test scritto come prova finale del percorso di tirocinio del concorsone della Campania non convince né i sindacati né i protagonisti. La Cgil, in particolare, chiede un incontro con il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e contesta come «più che semplificare la procedura concorsuale», un’ulteriore prova scritta «la aggravi». Oltre al timore che «un’altra prova sia occasione di diffusione del contagio pandemico, di rallentamento alle assunzioni per la prevedibile necessità di recuperare le prove di candidati affetti da Covid», il sindacato rileva che «non c’è nessuna preoccupazione sul fatto che i borsisti siano in grado di superare altre prove, purché messi nelle adeguate condizioni».
In particolare ci sarebbe un problema di tempistica: «Considerando che sono impegnati nel tirocinio fino a maggio e che la prova scritta è programmata per giugno, non può sfuggire l’evidente impossibilità di potersi preparare ad affrontare un altro scoglio che, allo stato, prevede ancora uno sbarramento minimo di 21 punti ». Dal Coordinamento Sindacale Unitario dei borsisti arrivano critiche analoghe. «Sindaci, Anci, onorevoli, presidenti, politici di tutti gli schieramenti, sindacati, e tanti di noi - scrive il Coordinamento - si sono impegnati e spesi direttamente per poter ottenere una norma che consentisse la totale semplificazione del Corso - concorso, che desse la possibilità di utilizzare subito le risorse umane disponibili senza dover sostenere un’altra selezione.
Nonostante la volontà comune si sia espressa in tal senso, riuscendo in questo intento non semplice, con una norma che effettivamente sancisce che il nostro corso - concorso può considerarsi espletato in presenza di una prova scritta (già sostenuta) eliminando quella orale, la Commissione Ripam ha incomprensibilmente deciso di non seguire questa strada, esponendo noi borsisti, nonostante un lungo percorso già sostenuto, ai rischi di un’altra provaa giugno, al momento con permanenza dello sbarramento di superamento a 21 punti, senza banca dati e chiarezza sulle materie, senza tempi materiali per prepararsi e che rischia così di vanificare il lavoro di tutti noi». In mancanza d’un cambiamento, il Coordinamento annuncia una manifestazione dei borsisti di tutti gli enti campani che hanno aderito al piano del concorsone.
FONTE: La Città
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