

La UnipolSai Cup è de L'Ekipe Orizzonte, che al Polo Acquatico Frecciarossa, il centro federale di Ostia, solleva per la quarta volta la Coppa Italia, giunta alla sua decima edizione nella versione al femminile per le compagini di massima serie. Sconfitta, come nell'ultimo atto del 2018, la Lifebrain Sis Roma che vinse invece il trofeo nel 2019, imponendosi su Rapallo. Etnee sempre avanti nel punteggio e sul 3-0 a metà gara; le giallorosse, che pagano anche l'1 su 7 in superiorità numerica, rientrano quattro volte sul -1, ma mancano l'aggancio che avrebbe portato il match ai rigori. Proteste capitoline per un 5 metri non assegnato su Tabani ma nel complesso il successo rossoblu, per quanto visto nella kermesse sul litorale laziale, è ampiamente meritato. Decisive la tripletta di Garibotti, la doppietta di Emmolo e l'immancabile sigillo di Palmieri. Alle "padrone di casa" non bastano il bis di Avegno, quello di Picozzi (eletta MVP) e il sigillo della già citata Tabani. Nel prologo la finalina per il terzo posto è vinta dalla Plebiscito Padova che supera 14-3 la Css Verona con triplette di Centanni e Queirolo, doppiette di Ranalli e Casson, Gottardo, Dario, Cocchiere e le due Savioli con una rete a testa. Alle gialloblu non bastano le perle balistiche di Marcialis (2) e Carotenuto.
"Alziamo questa Coppa Italia dopo aver disputato una partita vera, contro un eccellente avversario - ha commentato Martina Miceli, tecnico de L'Ekipe Orizzonte - Ci aspettavamo un match del genere. La Lifebrain SIS Roma c'ha messo molto in difficoltà. Le ragazze hanno ritrovato la voglia di giocare e soffrire che avevamo perso negli ultimi tempi. E' una vittoria importante per tutto il gruppo e, in particolare, per coloro che ancora stanno soffrendo per la mancata qualificazione olimpica del Setterosa. Vincere aiuta a dimenticare e a trovare slancio per gli obiettivi futuri".
"Sono contentissima, non solo per la vittoria della Coppa Italia, ma soprattutto perché abbiamo la possibilità di giocare in un periodo molto difficile come questo. Siamo molto fortunate. La partita è stata molto bella, tirata, corretta. La squadra può crescere ancora molto: nel frattempo ci godiamo questa vittoria", il pensiero espresso invece da capitan Valeria Palmieri.
Al termine della tre giorni del Polo Natatorio, abbiamo stilato la Top7 di questa inedita Final Five dopo la rinuncia forzata della RN Florentia che si va ad aggiungere al premio di MVP conferito dagli addetti ai lavori al capitano della Sis Roma, Domitilla Picozzi.
Loredana SPARANO (Lifebrain Sis Roma): L'estremo difensore originaria della provincia di Caserta sfodera in serie le migliori prestazioni stagionali. Già a partire dalla sfida con Trieste dove, a discapito del punteggio finale, nei primi due tempi ci mette più di una pezza. Eccellente la performance nella Semifinale con Padova, si ripete con interventi provvidenziali anche nell'atto conclusivo. In una competizione che ha esaltato riflessi e reattività di tutti i portieri, da Gorlero e Teani alle baby Giacon e Condorelli passando per Nigro e Ingannamorte, il numero 1 della Sis ha lanciato un chiaro messggio al ct Silipo.
Giulia EMMOLO (L'Ekipe Orizzonte): Cinque goal in due partite di cui solo uno in superiorità numerica contro Verona, ripaga le aspettative della vigilia con prestazioni confortanti sotto l'aspetto non soltanto tecnico ma anche fisico. Personalità e carattere nei momenti topici della finale, la ciliegina sulla torta o meglio sulla coccarda tricolore etnea porta la sua firma.
Silvia AVEGNO (Lifebrain Sis Roma): Nella tre giorni che per molte protagoniste sancisce una sorta di rinvincita personale dopo la mancata qualificazione alle Olimpiadi, il capitano del Setterosa sfodera una prestazione monstre contro Trieste mettendo a segno la bellezza di 7 reti. Letteralmente immarcabile, nella sfida con Padova lascia la palma di top scorer a Picozzi ma è il suo goal ad aprire la strada della remuntada. Di qualità anche in finale, è pronta per trascinare le sue compagne nella spedizione europea in quel di Barcellona.
Arianna GARIBOTTI (L'Ekipe Orizzonte): Dopo aver ingoiato il rospo della mancata qualificazione olimpica e quello dell'eliminazione dall'Europa, si prende la scena. Senza proclami, è la regista del trionfo etneo facendosi trovare al posto giusto al momento giusto. Pedina fondamentale nello scacchiere di Miceli che ora potrà contare su una giocatrice ritrovata per l'assalto allo Scudetto.
Sara CENTANNI (Antenore Plebiscito Padova): La vasca di Ostia in questa inedita stagione in piena pandemia ormai pare appurato non porti tanta fortuna al Sette veneto che dopo l'eliminazione europea, si deve accontentare solo del terzo posto in Coppa. Ma nell'ombra del risultato c'è sempre una luce abbagliante, quella del talento napoletano. Sugli spalti il ct Silipo prende appunti e difficilmente potrà ignorare in vista dei prossimi raduni le prestazioni della classe '95. Al di là dei goal, è la semplicità con cui trasforma anche le giocate più difficili ad impressionare.
Carolina MARCIALIS (VetroCar Css Verona): I punteggi con cui le ragazze di Zaccaria chiudono al quarto posto senza successi non rappresentano il reale divario tra le gialloblu e le dirimpettaie. La partecipazione alla rassegna tricolore è fortemente influenzata da una precaria condizione atletica che ha influito indirettamente anche sull'aspetto mentale e dalla pesantissima assenza di Krys Alogbo. Ma al contempo è impossibile ignorare le perle balistiche della numero 7 che realizza 3 reti di pregevole fattura, tranquillamente additabili come le più belle del torneo. La trasformazione in acqua di colpi di genio tipici del marito Antonio Cassano quando infiammava le gradinate del "Ferraris".
Dafne BETTINI (Pallanuoto Trieste): Tra le più giovani in acqua, la classe 2003 dimostra a pieno titolo di avere tutte le carte in regola per bruciare le tappe e conquistarsi il posto fisso nell'orbita del restyling Setterosa. Da sola o quasi mette a ferro e fuoco la difesa della Sis per i primi due tempi dell'unico Quarto, poi può poco o nulla nel calo complessivo e preventivato della squadra di Colautti. Approccio da veterana, il futuro è dalla sua parte.
Allenatrice, ovviamente, Martina MICELI che con un gran lavoro psicologico e ben supportata da patron Tania Di Mario ha tratto il meglio da ognuna delle sue atlete. Scelte e tempi di rotazione rasentano la perfezione, ottima anche la gestione delle più giovani tra cui Isabella Riccioli, nota lieta nel largo successo in Semifinale con Verona.
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