

Un'intuizione...Divina. Potremmo riassumere così quella che tempo fa spinse la madre a lanciare in acqua Divina Nigro, numero 1 della VetroCar CSS Verona e tra gli estremi difensori più apprezzati del panorama nazionale. A pochi giorni dall'impegno in campionato con il Plebiscito Padova e soprattutto dalla Final Six di Coppa Italia ad Ostia, la giovane atleta cosentina si è confessata ai nostri microfoni ripercorrendo le tappe salienti della sua già notevole carriera sportiva. Ma andiamo per gradi: "La mia passione nasce per caso - racconta - Sin da piccola ho praticato diversi sport dal Basket al Calcio a 5 poi mia mamma mia ha iscritto a corsi di Nuoto e durante i classici camp estivi ho provato la Pallanuoto e me ne sono subito innamorata. Ero destinata a sport acquatici piuttosto che quelli terrestri. Sono cresciuta a Cosenza, percorrendo l'intera trafila: da tutte le categorie giovanili alla prima squadra, dalla D all'A1. Poi scegliendo di studiare a Bologna per l'Università, è iniziato il mio peregrinare: Pescara, Milano e ormai da tre anni Verona. Nella mia vita ho cambiato tanto, anche facoltà passando da Medicina a Veterinaria ma la costante, il punto di riferimento è rimasto sempre lo stesso: la Pallanuoto. E lo è diventato sempre di più nel corso degli anni, è un elemento indispensabile per me".
Cresciuta a pane e...acqua, per Divina la pausa forzata dello scorso anno è stata un duro colpo: "L'ho vissuta malissimo - ricorda - Ho trascorso la quarantena lontana da casa, a Bologna. E' vero, ero con la mia migliore amica ma è stata una situazione molto pesante da gestire. Abbiamo programmato delle sedute di allenamento a secco con i ragazzi dell'A2 maschile (President Bologna, ndr) ma mancava l'elemento cardine: l'acqua. Ricominciare a maggio inoltrato è stata la cosa più bella del 2020. Da allora ad oggi sono cambiate molte cose: la gestione degli allenamenti, delle gare, l'atmosfera in generale ma possiamo ritenerci fortunate a poter fare quello che amiamo. Ormai il rispetto delle normative rientra nella nostra routine e seguiamo con la società pedissequamente i protocolli previsti".
Una stagione che vede il Sette gialloblu in prima fila su più fronti: "Partendo dall'Europa - continua Divina - Potevamo fare sicuramente di più. Non sono soddisfatta di come sia andata, abbiamo pagato un atteggiamento un po' troppo remissivo e lo scotto da esordienti in Euro League per molte di noi. Probabilmente ha influito anche la componente emotiva, giocare in casa (seppur senza pubblico) è stata un'emozione indescrivibile, il cuore batteva e da punto di forza è diventato punto debole. Facciamo tesoro di quest'esperienza e tramutiamo gli aspetti negativi in positivi, abbiamo preso coscienza degli errori fatti e giocare al cospetto di realtà di assoluto spessore a livello intercontinentale ci ha aiutato a crescere. Sul fronte italiano, ora arriva il bello. Abbiamo raggiunto i primi obiettivi, ovvero il Preliminary Round Scudetto e le finali di Coppa. Abbiamo fatto sacrifici e adesso vogliamo raccogliere i risultati: giocheremo con il coltello tra i denti per ripagare la fiducia della società e anche per tenere fede alle promesse che ci siamo fatte come squadra. Ad Ostia arriveremo dopo una nuova pausa forzata causa Covid ma siamo in ripresa e contiamo di far bene, entrare tra le prime 4 è il minimo".
Ormai tra le veterane del gruppo, l' "acchiappasogni" scaligera è soddisfatta della trade union creatasi tra le più giovani e le ultime arrivate: "Atlete del calibro di Bianconi e Gragnolati, così come Marcialis e Zanetta, si sono ben integrate. Hanno arricchito il nostro organico sotto il profilo dell'esperienza ma anche portando stili diversi di gioco che ci aiutano ad essere più imprevedibili, a lavorare su schemi e stili diversi. Personalmente ho aumentato il mio bagaglio individuale lavorando molto con Krys Alogbo, mi ha offerto nuove soluzioni e imprinting pallanuotistici diversi. Ovviamente in rosa abbiamo anche tante giovanissime che sono già in pianta stabile in prima squadra, apprendono velocemente e colgono ogni occasione che viene concessa carpendo importanti segreti dalle più esperte. Il campionato è dilazionato ma anche lungo, c'è bisogno di tutte".
Sacrificio è una delle keyword ricorrenti nel quotidiano di Divina: "La Pallanuoto mi ha insegnato tanto ed è anche la miglior medicina per i miei risultati accademici. Ora sono in pari con gli esami, praticare lo sport che amo mi permette di ottenere i risultati desiderati all'Università. Per me è benessere psicofisico, mi ha forgiata nella gestione delle emozioni, del tempo, nel coltivare passioni e obiettivi, nel vedere l'approccio alla partita come quello con un esame e viceversa. Rappresenta la base di un "mindset" lungimirante. Ora la vita sociale è piatta a causa della pandemia, senza opportunità di "festa", ma generalmente ho sempre preferito un allenamento in più che uscire come molti coetanei. Le ore in acqua sono le più belle ed ogni sacrificio, ogni rinuncia di vita sociale, è ben ripagata".
Sfogliando l'album dei ricordi: "Indubbiamente quelli a cui sono più legata sono la vittoria del primo scudetto Under 15 a 13 anni e la promozione in A1 da sfavorite a 16 con il Cosenza. Eravamo un gruppo di bimbe terribili, vincevamo ovunque. Il primo titolo è arrivato in un anno incredibile: la prima squadra salita dalla B all'A2, la scoperta del doppio allenamento. E' stato l'incipit di un percorso formativo umano e sportivo che mi ha segnata positivamente. Come dimenticare l'atmosfera dopo la conquista della massima serie, i tuffi dai trampolini ed i genitori in acqua, è stata il suggellare perfettamente il binomio squadra-famiglia. Nel mio percorso rifarei tutto - aggiunge Nigro - Anche se andando avanti nel tempo magari avrei potuto fare delle scelte pallanuotistiche diverse, in alcune squadre come contesto non mi sono trovata benissimo a differenza, ad esempio, di quanto stia bene a Verona. Ho trovato una società modello, dove l'aspetto umano cammina di pari passo con quello sportivo. In ogni caso non rinnego nulla, tutto è servito a rinforzare il mio background e guardare avanti con fiducia".
In conclusione: "Ci aspettano due mesi intensi, vogliamo puntare in alto e raggiungere risultati di prestigio. Indubbiamente ritornare a giocare in Europa rappresenta una delle nostre priorità". Parola di Divina.
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