

CASO YELE
Fallimento della Yele Spa: disposta l’archiviazione per 26 dei 29 indagati. Il pm della Procura di Vallo ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio, invece, per Marcello Ametrano, ex presidente della consociata del Corisa4; Sergio De Blasi, ex direttore generale e di Gabriele Falcione, ex membro del cda e consulente contabile. È stata fissata al prossimo 21 aprile l’udienza dinanzi al gup, che dovrà decidere nel merito, quindi se accoglierla o meno la richiesta della pubblica accusa. (La Città)
FILI ROSSI
Alle prime luci della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Agropoli, con il supporto delle unità dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 8 soggetti, nel territorio della provincia di Caserta. L’indagine, originata da alcuni episodi di furto commessi in Castellabate, ha consentito di ricostruire l’esistenza di un gruppo criminale, dedito in maniera stabile al compimento di furti nella zona del Cilento. Sintomo dell’elevata pericolosità dei soggetti, la serie innumerevole di reati predatori commessi solo in qualche mese di attività, tutti con target molto precisi fondati sulla massiva presenza di rame: l’Oasi del Fiume Alento, opifici, cabine elettriche, sedi operative di aziende, centrali telefoniche, sono alcuni fra i principali obiettivi, cui si abbinavano secondariamente abitazioni, depositi e rimessaggi di barche. Il tutto per un giro di affari stimato di circa 150.000 euro di refurtiva, sottratta nei vari episodi occorsi in San Giovanni a Piro (SA), Castellabate (SA), Prignano Cilento (SA) e Cicerale (SA), Lusciano (CE), Acerra (NA), Montoro (AV). L’attività di indagine, concentrata nell’arco di pochi mesi, ha altresì consentito di evidenziare come il gruppo criminale, concentrato sulla sottrazione di rame, non disdegnasse tuttavia anche refurtiva di altro genere, derubando finanche alcune derrate alimentari.
IL SEQUESTRO
I Carabinieri della Compagnia di Amalfi, nella giornata di lunedì, hanno sequestrato una villa di lusso nel centro di Praiano, oggetto di numerosi lavori di ristrutturazione senza i previsto permessi a costruire. L’attività, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile, è frutto di una accurata attività investigativa volta al controllo capillare dei cantieri e dei lavori in corso attualmente sul territorio della Divina. Non sono passati inosservati agli occhi degli uomini dell’Arma i vistosi ponteggi ed i numerosi mezzi e materiali utilizzati per la sistemazione di questo immobile: subito gli operanti hanno acquisito la documentazione posseduta dal comune, dove effettivamente risultava depositata una SCIA per eseguire una serie di attività di ristrutturazione, tuttavia, una volta avuto accesso al cantiere, con l’ausilio del responsabile dell’ufficio tecnico di quel comune, è stato riscontrato che erano in corso altri lavori che richiedevano ulteriori autorizzazioni, in quanto l’area è fortemente vincolata dal punto di vista paesaggistico e sismico. In particolare erano in corso lavori sull’intera struttura portante, dalla soletta alle travi portanti dell’edificio. Per quanto emerso, è stato effettuato il sequestro dell’intera abitazione e dei macchinari ivi presenti ed utilizzati per il compimento delle opere, tra cui due betoniere, un bobcat ed una macchina escavatrice, nonché tutto il materiale di lavoro. Inoltre sono state accertate le responsabilità penali per tre persone, rispettivamente il proprietario dell’immobile, l’ingegnere direttore dell’esecuzione delle opere ed il legale rappresentante della ditta che sta svolgendo i lavori. Una volta posti i sigilli dell’edificio, il cui valore è di alcuni milioni di euro, sono stati redatti gli atti di rito che sono ora al vaglio dell’A.g. di Salerno per la convalida e gli adempimenti di competenza.
LA PROTESTA
A Salerno ristoratori, proprietari di bar, pizzerie e pub si stanno organizzando per la riapertura del 7 aprile. Al momento fanno sapere dall’Aisp, l’associazione presieduta da Vincenzo Penna, si stanno raccogliendo le adesioni non solo in città ma anche in tutta la provincia. Nella giornata di domani, giovedì 1 parole – come scrive il quotidiano “Le Cronache” – avranno una parte degli associati avrà un incontro con l’avvocato Michele Sarno, che la scorsa settimana si è offerto di difenderli gratuitamente e con lui valuteranno i pro e contro di questa nuova forma di protesta che stanno pensando di attuare. Per i ristoratori le perdite che ogni giorno registrano equivalgono ad una multa presa per il non rispetto delle regole disposte dal Dpcm e dalle ordinanze “a questo punto tanto vale stare aperti e pagare le multe” dicono. (Agro Today)
LA RICHIESTA
L’A.I.V.E.C (Associazione Italiana Vittime Emergenza Covid 19), apolitica e apartitica, senza scopo di lucro, continua a prestare particolare attenzione alle voci di coloro che hanno subito e subiscono pregiudizi dalla diffusione del Covid-19. Negli ultimi giorni sono pervenute alla richiedente associazione molteplici richieste di intervento, in questo particolare momento storico di pandemia. A tal fine l’A.I.V.E.C. ha aperto le adesioni per partecipare al ricorso innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo allo scopo di garantire i diritti dei detenuti, che con il diffondersi della pandemia affievoliti ancor di più. “Persone vulnerabili” e ad alto rischio proprio per le condizioni di vita all’interno delle carceri, dove le raccomandazioni sullo spazio e la distanza tra una persona e l’altra, e soprattutto quelle riguardanti l’igiene, non possono essere rispettate, esponendo così gli stessi prigionieri a maggiori rischi. Senza considerare le gravi malattie già esistenti. Particolare attenzione va posta ai detenuti anziani e a quelli che si trovano in cattive condizioni di salute. “Diminuire il numero dei detenuti in questo momento è fondamentale per garantire un aumento della sicurezza sanitaria”è quanto affermato dalla commissaria per i diritti umani Dunja Mijatovic. La minaccia da COVID-19 è attuale o imminente, ed è riferita all’intera popolazione nazionale ed alla comunità nel suo complesso. Teniamo presente che il tasso di positività nella popolazione italiana è del 1,26% (dati al 3 dicembre 2020) – nella popolazione detenuta diventa dell’1,82%. Al 9 dicembre se per la popolazione italiana sono scesi al 1,17%, per la popolazione detenuta sono saliti quasi al 2%, all’1,96%. Occorre assolutamente diminuire la popolazione detenuta. Oltre al dato del sovraffollamento, gli istituti devono reperire gli spazi che non ci sono per fare l’isolamento, perché altrimenti si contagia tutto il carcere. I diritti e le libertà fondamentali dell’uomo in riferimento ai detenuti sono ancor di più fortemente limitati, basti pensare alla disciplina dei colloqui con familiari, con modalità a distanza o addirittura esclusi. Occorre assicurare prevenzione e assistenza ai positivi, attività e relazioni affettive alla generalità dei detenuti in condizioni di sicurezza, fare in modo di garantire ai detenuti la garanzia minima dei diritti fondamentali. Occorre vaccinare la popolazione carceraria rapidamente. Purtroppo, tali condizioni non sono garantite e sta accadendo l’esatto contrario, con personale e detenuti positivi che si sono rapidamente moltiplicati, denotando un sistema in piena sofferenza. Lo Stato non è in grado di reagire velocemente né con la somministrazione di vaccini né adottando le cautele necessarie per garantire ai detenuti le loro garanzie fondamentali, prima fra tutte il diritto alla vita, ed è per tale motivo che si ritiene doveroso adottare misure alternative alla detenzione al fine di ridurre le presenze in carcere e creare spazi per una gestione efficace della prevenzione e dell’assistenza per quanti resteranno lì dentro. Il diritto alla vita come garantito dall’art. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali subisce una grave lesione nei confronti della popolazione carceraria e L’A.I.V.E.C. preannuncia l’apertura delle adesioni al fine di tutelare tali diritti innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo gravemente violati dalla mancata predisposizione di vaccini e della concessione di misure alternative alla detenzione costringendo la popolazione detenuta a subire nuovamente quanto verificatosi nel mese di marzo scorso con l’interrompersi di quelle minime relazioni affettive garantite dalle telefonate, dalle videochiamate e dal colloquio mensile, già svolto in condizioni proibitive di distacco e di separazione, e con una percentuale probabilisitica di infettarsi maggiore rispetto alla popolazione libera.
AL MERCATO
L’amministrazione si arrende: troppo pochi gli agenti della Polizia municipale per garantire il controllo anche dei mercati rionali quando le norme anti contagio sono ancora in vigore e stringenti. E l’unica soluzione - come accadde già l’estate scorsa per il controllo delle spiagge pubbliche - sono i privati. L’ordinanza regionale che ha riaperto i settori non alimentari dei mercati, infatti, prevede che “le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici in prossimità o all’interno di aree mercatali, sono consentite subordinatamente all’adozione da parte dei Comuni di piani di sicurezza finalizzati a regolare e controllare gli accessi e il deflusso alle aree mercatali attraverso percorsi separati, a evitare assembramenti e ad assicurare il rispetto dei protocolli di sicurezza”. Quindi, prescrive l’ordinanza “occorre predisporre un servizio di vigilanza presso i mercatini rionali, al fine di regolamentare il flusso di persone o di cose in entrata e in uscita, verificando che non si superi il limite massimo di persone previsto per ogni singolo mercatino”. E a chi è deputata la verifica? Ai vigili urbani del comandante Battipaglia. Il servizio di controllo dei tre mercatini rionali comunali a via Piave (piazza San Francesco), in via Robertelli (Torrione) e in via De Crescenzo (Quartiere Italia) però, “non può essere svolto dalla polizia municipale, data l’esiguità del suo personale”, quindi, si precisa in una determina comunale, “occorre procedere ad individuare una ditta esterna di vigilanza”. Ad aggiudicarsi il servizio, in seguito alla procedura di gara, è stata la società Europolice con sede a Castel San Giorgio. Nel dettaglio, la società garantirà la presenza quotidiana di due custodi non armati, uno a presidio dell’entrata l’altro dell’uscita dei mercati rionali, che dovranno controllare il flusso degli avventori ma anche dell’insieme delle attività degli operatori all’interno delle tre aree per la vendita. Per il servizio sono stati messi sul piatto 13.163 euro, una somma che dovrebbe bastare per tamponare almeno l’emergenza, poi si vedrà se prorogare o meno il servizio. In realtà, il problema del controllo dei mercati è un nodo che arriva ben prima delle emergenze legate alla pandemia. Leggi l'articolo completo de "La Città" al seguente LINK.
PARLA CAMMARANO
“La scelta di allargare la campagna vaccinale in Campania agli operatori del Turismo ci vede assolutamente concordi. Non condividiamo però la scelta di indicare come beneficiarie unicamente le aree a turismo prevalente. Continuare a circoscrivere e limitare il turismo campano a pochissime mete caratterizzate da sovraffollamento e gravi problemi di overturismo potrebbe essere controproducente per quei viaggiatori alla ricerca di esperienze meno congestionate e più sicure anche da un punto di vista sanitario”. Lo dichiarano il presidente della Commissione regionale speciale Aree Interne Michele Cammarano e il presidente della Commissione regionale speciale Innovazione e Digitalizzazione Gennaro Saiello, che sulla questione hanno scritto all’assessore al Turismo della Regione Campania Felice Casucci. “Se l’obiettivo – scrivono Cammarano e Saiello – è poter rilanciare sul mercato mondiale le nostre mete turistiche libere dal Covid, come dichiarato dal governatore, sarebbe quanto mai opportuno iniziare dalla promozione delle nostre aree interne, che già oggi mostrano dati di contagio esigui, quando non nulli. Questo è il momento di creare prodotti turistici regionali innovativi. Parchi naturali, cicloturismo, borghi rurali, agriturismo, trekking: questa sarà la nuova domanda turistica d’ora in avanti, e gli attori istituzionali dei nostri piccoli Comuni e delle nostre aree interne di certo saranno pronti ad assecondarla”.
BUONI SPESA
Una Pasqua più serena per 1535 persone e famiglie salernitane in difficoltà. È cominciata la distribuzione dei buoni spesa emergenza Covid-19 predisposti dal Comune di Salerno con i fondi del Governo Nazionale. I buoni spesa ammontano a 374.700, 00 euro e consentiranno l'acquisto di generi alimentari di prima necessità. I beneficiari riceveranno comodamente ed in forma riservata il buono spesa a casa. La consegna sarà garantita dalla ditta Salerno Trasporti il cui titolare Giovanni Cammarota ha fornito ancora una volta gratuitamente il servizio alla nostra comunità. Tutte le domande sono state gestite dal Servizio Politiche Sociali del Comune di Salerno tramite piattaforme informatiche che assicurano tempi celeri, trasparenza ed equità nell'assegnazione del beneficio senza peraltro creare assembramenti presso le sedi municipali per il disbrigo delle operazioni. Il modello gestionale praticato dal Comune di Salerno è stato adottato con ottimi risultati anche da altre amministrazioni comunali. Il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha dato il via stamani alle operazioni di distribuzione, che saranno completate entro la giornata di venerdì 2 aprile. "A Salerno - ha dichiarato il Sindaco - nessuno resta solo. Il buono spesa è un aiuto concreto ed al tempo stesso la dimostrazione che nella nostra comunità ci sarà sempre una mano tesa per chiunque sia in difficoltà. Restiamo uniti per vincere la guerra contro questo terribile morbo".
BUONI SPESA/2
Si terrà domani, giovedì 1 aprile, la consegna dei Buoni Spesa nel comune di Giffoni Valle Piana. Presso la palestra della scuola secondaria di primo grado “F.lli Linguiti”, dalle ore 09:00 alle ore 13:00, i cittadini che hanno ricevuto comunicazione telefonica in seguito all’accoglimento della domanda, potranno ricevere i voucher da 75 euro a componente familiare per un massimo di 300 euro. I “Buoni Spesa” saranno consegnati a 103 nuclei familiari maggiormente in difficoltà a causa dell’emergenza legata al Covid-19 , non assegnatari del bonus nella prima tranche dello scorso dicembre. I voucher saranno utilizzabili entro e non oltre il prossimo 31 maggio presso le attività commerciali presenti sul territorio comunale che aderiscono all’iniziativa. Per le persone in quarantena ed impossibilitate a lasciare il proprio domicilio per motivi legati al Covid-19, i Buoni Spesa verranno consegnati dal personale comunale presso le rispettive abitazioni. “A Giffoni Valle Piana ancora una volta nessuno resta solo. Nelle scorse settimane abbiamo velocizzato l’iter pur di concedere nel periodo pasquale questo importante aiuto alle famiglie duramente colpite dalla pandemia legata al Covid-19 – le parole del Sindaco Antonio Giuliano, condivise dall’Assessore Eliana Malfeo -. Ringrazio l’Ufficio Politiche Sociali e il personale comunale per il grande lavoro svolto e garantire così un sostegno importante a chi è in difficoltà. Infine, un sentito “grazie” va all’associazione “Il Gabbiano Onlus per la disponibilità mostrata”.
VERSO PASQUA
Le funzioni del Triduo Pasquale, a Monte San Giacomo, saranno a porte chiuse e verranno trasmesse in streaming. Ad annunciarlo il parroco Don Agnello Forte con un post sulla pagina Facebook della parrocchia: "Carissimi fedeli, dopo aver consultato il sindaco, la protezione civile e il vescovo, sono costretto a prendere la triste decisione di svolgere le funzioni del triduo pasquale (giovedì santo, venerdì santo e veglia pasquale) a porte chiuse, senza la presenza in Chiesa dei fedeli. Purtroppo per il secondo anno consecutivo dobbiamo rinunciare ad essere presente alla celebrazione più importante dell'anno liturgico, ma questo periodo difficile per la nostra comunità richiede anche grandi rinunce. Siamo chiamati ad essere responsabili e fare di tutto per proteggere la nostra salute e la salute delle persone che ci circondano e questa decisione è frutto proprio di questa responsabilità essenziale e fondamentale per la nostra comunità, oggi. Si cercherà di rendervi partecipi in diretta streaming attraverso la pagina della parrocchia. Questa dura e dolorosa decisione è conseguenza del constatare che dalla chiusura dell' ultima settimana di quaresima e della domenica delle Palme, il numero dei contagi è aumentato e purtroppo abbiamo avuto la dolorosa perdita di tre nostri fratelli nell'ultima settimana. In questo periodo difficile, in particolar modo per la nostra comunità, non siamo in grado di garantire la giusta sicurezza per la tutela della salute di tutti, considerando anche che il triduo pasquale è un'occasione che vede una cospicua partecipazione da parte dei fedeli. Ho ritenuto giusto, in accordo con le autorità, prendere la difficile decisione di svolgere il triduo pasquale in una Chiesa vuota, sapendo che saranno le vostre preghiere e la vostra vicinanza, dalle vostre mura domestiche, a riscaldarla. In questo momento è la nostra salute, la salute dei nostri cari e quella degli altri ad avere la priorità. E che Gesù Risorto vi benedica e vi porti, oggi e sempre, tanta salute, tanta pace e tanto amore". (La Città)
IL FURTO
Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato due ladri seriali, responsabili di un tentativo di furto presso un supermercato in Battipaglia. In particolare, i poliziotti del Commissariato di Battipaglia hanno arrestato due persone, specializzate in furti notturni negli esercizi commerciali: si tratta di un cittadino ucraino, H.O. e di una donna, M. I, anch’essa ucraina, entrambi residenti a Battipaglia. L’uomo era stato già arrestato lo scorso 23 marzo per un furto consumato presso una farmacia di Battipaglia, commesso con un altro complice, N. A., classe 1993, anch’egli arrestato. Sui due erano già in corso, inoltre, delle verifiche per riscontrare l’eventuale coinvolgimento di queste persone per i già noti tentativi di furto, ai danni di negozi nel centro cittadino di Salerno accaduti di recente, accertamenti che potrebbero essere confermati da quest’ultimo arresto, tenuto conto delle loro caratteristiche fisiche e del modus operandi. Nell’episodio di oggi, a scattare è stato l'allarme antifurto di un supermarket in Battipaglia: una Volante del Commissariato è subito intervenuta: gli agenti di Polizia hanno bloccato gli autori del reato ancora all’interno dell’esercizio, dopo un breve inseguimento con il tentativo di fuga attraverso un finestrone della predetta attività commerciale. I due hanno anche opposto resistenza ai poliziotti ma sono stati bloccati e arrestati. Gli agenti della Polizia hanno recuperato un borsone in possesso dei ladri, contenente arnesi atti allo scasso, un grande levachiodi, un martello ed altri attrezzi artigianali. I due ladri sono stati arrestati dalla Polizia di Stato e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha fissato il giudizio di convalida dell’arresto per direttissima. (La Città)
FURTO MANCATO
Si sono lanciati con l’auto contro un distributore di benzina per sradicare la colonnina destinata al self con, all’interno, i soldi inseriti dai clienti. E’ accaduto all’alba di ieri nell’area di distribuzione del carburante a Battipaglia, a ridosso dell’Aversana. Il tentativo di furto però è fallito e quindi i banditi sono fuggiti con una vettura, dopo aver abbandonato quella con cui sono arrivati sul posto danneggiata dall’impatto con la colonnina. Ingenti i danni anche all’impianto di carburante. Sul posto i carabinieri, allertati dalle guardie giurate dell’Istituto di vigilanza “La Torre” di Salerno. Al vaglio degli inquirenti ora le telecamere di videosorveglianza. Si cercano frame di immagini che potrebbero aver ripreso i malviventi durante l’assalto. (Radio Alfa)
SOLIDARIETA'
"Queste restrizioni ci hanno messo in ginocchio. Commercialmente dovremmo chiudere. Ma la mia passione mi rende ostinato, e grazie all’aiuto della mia famiglia non ho gettato la spugna. Anzi, credo nella rinascita, nella ripresa che, con l’ausilio della scienza, ci consentirà di ritornare ad una vita normale. Per questo motivo, fin da ora, ho deciso di mettere in atto una mia iniziativa: dedicare una serata offrendo una cena gratis a 25 persone individuate tra medici ed operatori sanitari dell'agro nocerino-sarnese che stanno dedicando il loro impegno nella lotta al Covid, rischiando in prima persona, sulla loro pelle, con scienza e coscienza. Tutto ciò appena le norme ce lo consentiranno. Sarà una cosa giusta per dire grazie a chi ha dato tutto se stesso, e per alzare di nuovo i calici come inno alla vita". Così lo chef sarnese Federico Cassano, patron dellla Sine Cera Taberna.
FONDAZIONE RAVELLO
La celebrazione del Venerdì Santo era detta “delle Tenebre” in ricordo degli antichi riti notturni attraverso i quali si intendeva rievocare l’oscurità che discese sulla terra alla morte di Cristo e l’immagine della Chiesa che brancola nel buio senza il suo Dio. La Fondazione si affiderà per celebrare in musica il triduo pasquale, alla musica di Franz Joseph Haydn e al suo celeberrimo oratorio, che ascolteremo dagli archi del Teatro San Carlo, in forma di quartetto, “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce”, il 2 aprile alle ore 18.00 sui siti ufficiali www.ravellofestival.com, www.fondazioneravello.it, sulle pagine Facebook della Fondazione e sul portale cultura.regione.campania.it. Haydn compose queste pagine su richiesta di un canonico di Cadice che cercava la colonna sonora per l’emozionale officio delle tenebre. L’ opera del genio tedesco, nacque così per il gran teatro della Passione, di estrazione spagnola, che noi campani abbiamo ereditato: “Circa quindici anni fa – scriveva Haydn – mi fu chiesto da un canonico di Cadice di comporre della musica per Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce. Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all’altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava, poi, la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi di dieci minuti l’uno senza annoiare gli ascoltatori”. Un evento, questo promosso dal Ravello Festival che si attaglia perfettamente ai tempi che stiamo vivendo. L’analisi musicale di “Le sette parole di Cristo” di Haydn, tratte dai Vangeli di Luca e Giovanni, da “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” a “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito”, sarà svolta da Eduardo Savarese il giovedì santo alle 16, in Villa Rufolo, un preludio al concerto, che saluterà protagonista il quartetto d’archi del Teatro San Carlo, formato da Cecilia Laca e Giuseppe Carotenuto al violino, Antonio Bossone alla viola e Luca Signorini al violoncello, che si esibiranno tra le antiche pietre di San Giovanni del Toro, il giorno successivo. Le parole cedono, successivamente, il posto alla musica che, dal maestoso iniziale, attraverso sette stazioni, arriva al vertiginoso “Terremoto” in Do minore, dove raggiunge vette sublimi, grazie anche a un linguaggio strumentale che riesce a penetrare, nel profondo, il dramma di una umanità intera. L’opera è ispirata alle sette frasi pronunziate da Cristo prima di morire. «Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt». Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. La parola-chiave è la prima, «pater», evocata dai violini, con un tono contemplativo e malinconico in cui si coglie, oltre alla richiesta di perdono, il disincanto sulla natura di «quelli», di noi esseri umani. «Hodie mecum eris in paradiso». In verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso. L’oggi, è l’oggi perfetto: un “Hodie” eterno, che indica quello che sta per accadere nel giro di poche ore e nello stesso tempo dà la misura dell’eternità. Infatti, le note sono: “do-mi-re-si-do”, Haydn parte dal do e torna al do, e poi “sol-do-si-la-sol”, si parte dal sol e torna al sol — quindi si formano come due cerchi”, appunto il simbolo dell’infinito: “Idea consapevole oppure mistero del genio?”. “Mulier, ecce filius tuus”; Donna, ecco tuo figlio. Qui la parola-chiave è “ecce”. Particolarmente toccante è “Deus meus, Deus meus, ut quid derelequisti me?”; Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Per restituire la frase più drammatica, la musica deve esprimere un senso di trascinamento; il suono a un tratto si ferma, come fossero singhiozzi. Mancano le parole riferite da Matteo riguardanti il “Terremoto”, in assenza della Resurrezione. C’è qualche via d’uscita? Quando la parola rivela la sua impotenza, bisogna pensare per immagini. Se le immagini vacillano nel voler catturare il non raffigurabile, rimane la musica. Il grido non è più afono, riacquista la voce mediante la “tavolozza sonora” di un musicista come Franz Josef Haydn, che ha composto le sette suonate nel 1786 per le sette ultime parole del Cristo in croce. I suoni sono i mezzi più immateriali di cui disponiamo per comunicare, dopo i pensieri. Ma è difficile comunicare da pensiero a pensiero. Allora la musica ci viene in aiuto. Haydn crea una composizione dove realizza un perfetto equilibrio tra parole e musica, senza perdere il senso della drammaticità della Crocifissione. Così, nella quinta sonata che si fonda sulla richiesta del Cristo, “Sitio”, ho sete, la musica ci trasporta in questo mondo dove la realtà irrompe con tutta la sua forza e implacabilità. Possiamo, nei tempi oscuri di quest’epoca, trasfigurare dolore e amore in musica? Noi lo crediamo fermamente. Il dolore si può esprimere attraverso il colore o attraverso la musica, c’è infatti chi sostiene che il colore lo si possa ascoltare, come il silenzio. Interpretare significa, scoprire il suono, sia della parola che del colore, tanto l’opera haydniana riesce a conferire al silenzio una ispirazione mistica, un modo di trasfigurare il dramma in elemento musicale e di trasformare il mistero della Croce nel mistero della fede. (Cronache - Olga Chieffi)
QUI MONTECORVINO ROVELLA
Sul sito istituzionale del Comune di Montecorvino Rovella è stata pubblicata la manifestazione di interesse per la realizzazione del Murales della Legalità nello spazio antistante i nuovi uffici della Polizia Locale. Il murales sarà dedicato al maresciallo capo Gerardo D’Arminio, servitore dello Stato nato a Montecorvino Rovella e barbaramente ucciso dalla camorra ad Afragola la sera del 5 gennaio 1976 a soli 39 anni. Gli artisti interessati potranno partecipare alla selezione nel rispetto di quanto contenuto nell’avviso. Il progetto più bello sarà scelto direttamente dai cittadini, che avranno la possibilità di votare su Facebook il loro preferito. L’iniziativa dell’amministrazione comunale, ideata al fine di mantenere viva la memoria di chi si è sacrificato per il proprio Paese, ha ricevuto anche il patrocinio della Regione Campania. «L’iniziativa – spiegano il sindaco, Martino D’Onofrio, ed il presidente del Consiglio Comunale, Milena Salvatore – nasce per sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni ai temi della legalità e ricordare il Maresciallo capo D’Arminio che tanto si è distinto nella sua missione. È un eroe della nostra terra, vittima innocente della camorra. Il progetto messo in campo, inoltre, si combina con una visione di rigenerazione urbana che punterà, nel prossimo futuro, a dare spazio a moderne forme di recupero degli spazi». Per info ed approfondimenti: https://www.comune.montecorvinorovella.sa.it/wp-content/uploads/2021/03/pubblicazione-avviso-manifestazione-interesse.pdf
QUI SCAFATI
Il Comune di Scafati ha aderito all’avviso pubblico indetto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) nell’ambito della terza edizione del “Creative Living
Lab” per il finanziamento di progetti di rigenerazione urbana attraverso attività culturali e creative. Per ciascun progetto che sarà ammesso è prevista la concessione di un finanziamento massimo di 50mila euro. Tramite il settore “Innovazione tecnologica e Servizi culturali”, l’Ente ha proposto la sua candidatura con un progetto per la riqualificazione del centro storico denominato “Vitrare vivi”, presentato da un gruppo di soggetti associati che avevano partecipato, entro i termini previsti, alla manifestazione di interesse indetta dal Comune di Scafati il 4 marzo. (Agro Today)
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