

Una giornata che nasce come incoraggiamento, speranza e incitamento per un settore come quello del teatro che, nonostante sia stato devastato dall’emergenza sanitaria in corso, non si arrende e continua a far sentire la propria voce. Infatti la giornata di oggi che era stata vista come possibile riapertura per l’intero settore non si differenzia da quelle che si stanno vivendo da un anno a questa parte. «I teatri sono chiusi come i cuori delle persone. - afferma il direttore del “Delle Arti” Claudio Tortora - Resta un battito per sopravvivere e una speranza che i vaccini siano quanto prima somministrati per uscire fuori da questa terribile situazione che sta affossando un intero settore». Lancia un vero e proprio augurio invece il registra teatrale Antonello De Rosa: «In questo giorno dedicato al teatro, l’augurio è quello di una vera e propria rinascita. Un tempo buio che per troppo tempo ci ha sottratti dalle tavole dal palcoscenico, un tempo dove ognuno di noi è rimasto sospeso, monco di una delle cose più importanti della vita. Abbiamo importanti progetti in cantiere tra questi una rassegna che dovrebbe iniziare a maggio e terminare il 1 agosto e che avrà come location il Museo diocesano di Salerno affinché il “MuDi” possa diventare il nuovo salotto culturale della città».
Pronto a ripartire anche il regista Andrea Carrano che con “Casa del Contemporaneo” ha preparato una stagione estiva che dovrebbe prendere il via i primi di maggio: «Staremo a vedere come evolve la situazione, sempre considero una priorità la sicurezza sia in palcoscenico che in platea», dice Carrano. «La giornata internazionale del teatro, con le strutture chiuse per il secondo anno consecutiva, sarà surreale. - sottolinea la regista Brunella Caputo - Viviamo intrappolati in un’enorme bolla che ci auguriamo possa esplodere presto. La speranza non è mai mancata, ma siamo allo stremo. Resistiamo, o almeno ci proviamo, con piccoli eventi online ma soprattutto pensando a progetti futuri. La mente continua a lavorare e organizzare per non morire, tanto che sto cominciando a pensare alla “Notte dei Barbuti”, la rassegna costola dei Barbuti a Salerno Festival, che curo da diversi anni. Si spera di poter rifare almeno gli eventi estivi all’aperto, tutti gli operatori del settore ne hanno bisogno. Ed anche la nostra città».
Sulla stessa lunghezza d’onda il regista Marcello Andria della “Compagnia dell’Eclissi”: «Oggi cade la 60esima giornata mondiale del teatro. Ora più che mai le celebrazioni non hanno nulla di festoso, assumono piuttosto toni amari, sconfortati, ma anche allarmati e risentiti. Inutile ribadirne le ragioni, che sono sotto gli occhi di tutti. Risollevarsi da questo lunga pausa imposta dalla pandemia sarà un’impresa titanica. Non basterà fare leva sulle energie e sull’entusiasmo di attori, registi, tecnici e, direi anche, degli spettatori, che ne sono i primi, importanti finanziatori. Ci vorrà un impegno deciso, organico e consistente, dello Stato per rilanciare un settore che più che sofferente appare ora agonizzante. Possiamo solo sperare con tutte le nostre forze che ciò avvenga. Deve avvenire perché un popolo che non aiuta il suo teatro, se non è morto è moribondo, come sosteneva Garcia Lorca. Il teatro “è uno degli strumenti più espressivi e più utili per la formazione di un paese, è il barometro che ne segna la grandezza o la decadenza. È una scuola di pianto e di riso, è una libera tribuna dove gli uomini possono mettere in evidenza morali vecchie o equivoche e spiegare con esempi vivi le norme eterne del cuore e del sentimento umano”. Dobbiamo credere - conclude - che tutto ritorni come prima. “Il Teatro nel frattempo resiste come un divino anacronismo”, diceva Orson Welles».
FONTE: La Città
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