

«Non vede l’ora di tornare a casa: la mamma, il papà e la sorella lo stanno aspettando con ansia. Adesso chiedono solo di riabbracciarlo»: la data fissata è il 30 aprile, a Roma, negli uffici dell’Ambasciata del Ghana in Italia. È da qui che inizierà il viaggio di ritorno verso casa di Salomon. «Lo abbiamo conosciuto un anno fa quando ha trovato rifugio nel viale di casa nostra, a Pontecagnano. All’inizio avevamo qualche timore poi, con il tempo, abbiamo iniziato a prenderci cura di lui portandogli da mangiare e qualche supporto per affrontare la notte», racconta la signora Marinella Sessa . «Fin da subito, però - continua - abbiamo capito che aveva dei problemi, degli squilibri e che aveva necessità di assistenza». È a questo punto che incomincia la storia di solidarietà e di amicizia vera che lega la signora Marinella e Salomon. La signora ha compreso che il ragazzo aveva necessità di aiuto e ha sollecitato l’intervento di uno volontario della Tenda, Gerardo Ragosa . Insieme hanno fatto in modo che Salomon fosse ricoverato alla Quiete.
Durante i giorni di degenza (previsti dalla procedura di Tso) la signora Marinella non ha mai lasciato solo Salomon e, oltre che sostenerlo dal punto di vista materiale («gli portavo dallo spazzolino a qualsiasi altro oggetto gli servisse») ha iniziato a prendersi cura anche della sua situazione. «Ho scoperto che non riusciva più a mettersi in contatto con la famiglia perché credo gli avessero rubato il cellulare. Non aveva più alcun numero, era sperduto e terrorizzato. È capitato spesso che scappasse via. Una volta è stato trovato dai carabinieri a Montecorvino dove si trovava senza alcuna ragione e senza saper spiegare perché fosse lì», spiega. La signora non si è persa d’animo ed è riuscita, attraverso una serie di ricerche online, a contattare un amico di Salomon che vive a Napoli.
«Prima ho verificato che fosse effettivamente una persona ben intenzionata e un amico vero di Salomon, poi sono riuscita a metterli in contatto e si sono visti via web. Successivamente ha sentito lo zio in Spagna che lo aspettava da anni e la sua famiglia in Ghana (papà dentista) che era in ansia perché non avevano più notizie da mesi». La signora ha scoperto che Salomon era arrivato in Italia a bordo di un barcone e che era diretto in Spagna, dove si trova lo zio. Per effetto del Trattato di Dublino, però, è rimasto intrappolato in Italia dal momento che è il primo Paese di approdo e qui devono essere svolte tutte le procedure per consentire il transito verso un altro Stato.
QUI l'articolo integrale de "La Città"
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