

Scritta razzista contro i portatori di handicap sulle mura del centro “Don Gnocchi”: indignazione in città ma anche un sorriso amaro per l’autore che ha dimostrato una profonda ignoranza. “C’è chi sorride e chi è Mendel”, la scritta apparsa sotto la targa di ingresso del centro di Mercatello, un tempo sede del collegio dei mutilatini, che ospitava tutti gli affetti da poliomelite. La struttura di via Leucosia è stata un’opportunità per tanti ragazzi di tutta l’Italia meridionale. Quest’anno cade il 70esimo anniversario della presenza della Don Gnocchi a Salerno, città che ha sempre avuto uno splendido rapporto con il collegio di formazione, tant’è che molti allievi si sono sposati con ragazze salernitane. Un centro di formazione dal quale sono usciti anche grandi professionisti, come calcolatori dei sistemi matematici per il governo di aerei di grosse dimensioni. Quella scritta, che da una decina di giorni campeggia sul muro d’ingresso alla Don Gnocchi è un offesa soprattutto alla città.
«Chi l’ha fatta è certamente un ignorante – afferma Enzo Proto , rappresentante della Cgil in seno alla Don Gnocchi ed ex alunno del collegio dei mutilatini . Il citato “Mendel” è un padre illustre della genetica, ma la poliomelite non ha nulla a che vedere con la genetica, quindi, studiasse prima di scrivere baggianate. Se poi voleva riferirsi al criminale nazista che faceva esperimenti di eugenetica, quello si chiamava Josef Mengele. Insomma, come al solito, il razzismo è figlio dell’ignoranza, in questo caso anche in storia».
«Stiamo pensando di cancellare quella scritta - aggiunge - anche se stiamo valutando l’idea di farla rimanere come manifesto dell’ignoranza massima del suo autore e in generale delle persone come lui». Per il segretario della Cgil Funzione Pubblica, Antonio Capezzuto , quella iscrizione è «un atto scellerato e da non minimizzare che costituisce un duro attacco al mondo della disabilità, a chi soffre, a tutti coloro che quotidianamente lavorano per offrire servizi e sostegno per l’inclusione sociale. Le persone con disabilità hanno diritto al rispetto della loro dignità e autonomia, a una piena partecipazione e inclusione nella società, a non essere discriminate o limitate nelle loro possibilità, a essere istruite e informate, a svolgere attività ricreative e sportive e ad avere gli ausili necessari affinché la disabilità non si traduca in un mancato o insufficiente godimento di tutti i diritti umani». Poi la richiesta alle forze dell’ordine: «Auspichiamo che chi si è reso protagonista di questo scempio possa essere immediatamente identificato».
FONTE: La Città
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