

Perseguire i propri sogni senza mai rinunciare alle proprie passioni. E' questo il must di Sara Sowe, numero 1 della Rari Nantes Imperia giunta al giro di boa del girone Nord Ovest del campionato di A2 femminile. Nella settimana che ha visto il Sette di Merci Stieber osservare il turno di riposo, la giovane atleta nonchè capitano giallorosso ha conseguito la laurea in Scienze Motorie presso l'Università degli Studi di Genova. Inevitabile che la tesi venisse focalizzata sul suo rapporto con l'acqua, non a caso il titolo scelto è stato "Imparare a crescere in acqua: approcci psicologici del bambino da 9 a 11 anni". Un percorso formativo culminato dopo tanti sacrifici e che ha camminato di pari passo con quello sportivo. Ma riavvolgiamo il nastro. "Ho iniziato a giocare a 11 anni, non avevo idea di che sport fosse ma mi è sempre piaciuto stare in acqua così mia mamma mi ha iscritto ad un corso estivo in piscina a Imperia, poi ho continuato iscrivendomi in inverno al corso di “Pallanuotando” e dopo qualche mese Capanna (Marco, attuale allenatore della Sis Roma, ndr) mi ha inserito nell'organico delle giovanili. Eravamo un bel gruppo di amiche e adoravamo stare in piscina, ci divertiamo molto, il resto è venuto da se", racconta Sara ai nostri microfoni.
Un percorso che ha dato tante soddisfazioni ed ha rappresentato la base per la costruzione di importanti legami umani: "Il primo ricordo che mi viene in mente è sicuramente lo Scudetto del 2014 (quando l'attuale allenatrice imperiese Stieber e compagne superarono 5-4 il Plebiscito Padova, ndr), il coronamento di un sogno e la prova che tutti i sacrifici pagano sempre - aggiunge - Un altro evento che porto nel cuore è sicuramente la promozione in A2 del 2019, volevamo ricominciare tutto da capo, crescere insieme e toglierci delle soddisfazioni, quella è stata la prima. Ho avuto la fortuna di giocare in squadra con delle grandi atlete e con un allenatore come Marco, ognuno di loro mi ha dato tanto, ma chi mi ha lasciato il segno più di tutte è stata (la collega di reparto) Giulia Gorlero. Fino a quando è stata a Imperia, mi ha preso sotto braccio e ha provato a insegnarmi e trasmettermi tutto ciò che sapeva durante ogni allenamento. Ho trovato anche delle grandi amicizie tra le mie avversarie, con Agnese Cocchiere e Silvia Avegno ci siamo scontrate in molte occasioni anche se abbiamo smesso di essere allo stesso livello forse a 16 o 17 anni. La nostra amicizia dura da anni, ora le seguo e le sostengo in tutto ciò che fanno, spero riusciranno a togliersi molte soddisfazioni".
L'attenzione si sposta poi all'attualità: "È stato un peccato doverci fermare l’anno scorso, avevamo inziato molto bene il campionato ed eravamo felici di poterci giocare finalmente il campionato di A2 che aspettavamo da 2 anni, ma quest’anno siamo ripartite con le stesse motivazioni - evidenzia Sara - Certo è un campionato strano perché giochiamo meno, il girone è molto più corto e non abbiamo possibilità di confrontarci con altre squadre in amichevoli durante gli allenamenti, ma siamo consapevoli di essere molto fortunate a poter giocare un campionato e ad avere la nostra piscina a disposizione in un periodo cupo come questo". Un raggruppamento tra i più competitivi e ostici dell'intera categoria come dimostrato dai risultati del girone d'andata che hanno visto la Rari chiudere a 3 punti ma senza aver disputato la gara con la capolista Como causa Covid e la conseguente querelle di giustizia sportiva: "Abbiamo inziato un po’ contratte, ci alleniamo tanto e bene ma durante la partita ci sono molti altri fattori che vanno a condizionare la performance. Stare ferme un anno si sente e le partite ufficiali con una classifica così corta pesano più del solito. Ma siamo pronte per ricominciare con il girone di ritorno, ci alleniamo, siamo un gruppo coeso e non vediamo l’ora di giocare la prossima che finalmente sarà a casa nostra".
Tornando al binomio studio-sport: "Tutta questione di volontà. Certo non è facile, bisogna sapersi organizzare e a volte sacrificare un po’ di tempo libero ma se le motivazioni ci sono si riesce. Io ho imparato a organizzarmi quando andavo a scuola, non è mai esistita la scelta tra studiare o andare ad allenamento, anche quando le sedute erano doppie, molte volte con le mie compagne ci siamo portare i libri in piscina e studiavamo tra un allenamento e l’altro. Non è lo sport la causa dei cali nei rendimenti scolastici".
Conclusione con sguardo proiettato al futuro: "Al momento il nostro obiettivo è fare una buona seconda parte di stagione, affrontando ogni sfida con la giusta determinazione e andare a ritrovare ciò che ci è mancato nelle prime gare. Come ho detto prima - puntualizza Sowe - stiamo lavorando bene e siamo consapevoli delle nostre capacità di squadra, non vediamo l’ora di giocare. Personalmente voglio riuscire a dare il mio contributo facendo la differenza in ogni partita".
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