

Ha scelto il giorno del suo 31esimo compleanno per lasciarsi andare ad una lunga confessione, espressa attraverso una commovente lettera indirizzata in particolar modo a Napoli e ai napoletani. Fabio Baraldi, stella italo-georgiana della Pallanuoto, è tornato quest'estate ad indossare la calottina del Posillipo ma della città di Partenope conosce ormai ogni segreto dopo 13 anni trascorsi tra una bracciata e una palomba. Di seguito le parole che il centroboa ha affidato ai social:
"Oggi sono 31, di cui 13 festeggiati all'ombra del Vesuvio, vissuti intensamente, vissuti sempre con la voglia di vivere e di far divertire e stare bene chi mi ha circondato. Carlo Silipo e Dino Sangiorgio sono le prime persone con le quali ho avuto contatto per approdare a Napoli, sponda Posillipo, Mauro Occhiello è stato il primo allenatore posillipino con il quale ho vinto da giocatore ma soprattutto da capitano di un Posillipo che ad oggi posso dire essere la mia famiglia. Bruno Caiazzo il presidente che ha fatto in modo che la mia permanenza a Napoli durasse anni e non poche stagioni. Considero Eduardo Sabbatino un presidente padre che mi ha permesso di approdare al Circolo Canottieri per continuare a respirare l'aria del golfo di Napoli, periodo coronato da una scalata che non si vedeva da 40 anni al Molosiglio. Mario Morelli Paolo Zizza e Enzo Massa sono stati per me come papà e fratelli maggiori...mi hanno gestito considerandomi come una persona di famiglia e non come chi ha un rapporto giocatore/allenatore o società. Grazie ad Alessandra Clemente, Assessore di Napoli, e tante altre persone che ho conosciuto come Anna di Biase e il Marito...Sandro... Tanti i posti che mi sono rimasti nel cuore, come il bar Cimmino, l'hotel Paradiso, Ciro a Mergellina...tutti posti dove mi sento a casa...poi... come dimenticare l’esperienza di Milano, una parentesi breve ma importante, una finale di Eurocup persa...grande gruppo...grande allenatore...peccato!!...poi la Georgia...e infine il ritorno al Posillipo...tutto. Tutto diverso da come lo avevo lasciato, ma sempre casa mia......il mio circolo...che avevo lasciato da ragazzo e ho riabbracciato da adulto, come quando da giovane te ne vai di casa per fare esperienza, e poi torni con la consapevolezza di poterlo prendere per mano e portarlo alla metà...Ho ritrovato Zeno, Paride, Giuliano, Andrea...mi manca Tommi...ma spero torni presto...Grazie a tutte le persone che ho citato, grazie anche a chi, non volendo, magari mi sono dimenticato, grazie al popolo napoletano....grazie perché avete reso la mia permanenza a Napoli un ricordo da raccontare ai miei figli".
Fabio Baraldi
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