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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

19/03/2021

VERSO LE COMUNALI

“Occorre trovare un punto di coesione: voglio dialogare con i Figli delle Chiancarelle che hanno fatto battaglie politiche significative”. Così Michele Sarno durante la conferenza stampa di questa mattina insieme ai Fratelli d’Italia di Salerno. “Sono onorato del fatto che un partito politico con la storia e la tradizione di Fratelli d’Italia abbia potuto provare interesse e convergenza su un progetto che nasce come civico, si allarga, e con il quale bisogna collaborare”, spiega il candidato sindaco. “Aver fatto vita di partito mi ha attrezzato come uomo e ritengo che i partiti siano una risorsa: le idee, anche contrastanti, possono divenire tali, per una comunità”. (Ora Notizie)

Fratelli d’Italia spinge sull’acceleratore e tende la mano agli alleati, dopo le ultime ventiquattro ore di fibrillazione. Michele Sarno mette in moto la sua macchina elettorale e apre il dialogo. Cirielli non nasconde gli errori passati e presenti delle forze alleate ma rilancia l’appello. Iannone e Fabbricatore nelle prossime ore potrebbero dal canto loro rimettere in moto la macchina diplomatica. “Spero che le strade non si dividono – dice Cirielli – D’altronde lo stesso nome di Sarno era condiviso, tra gli altri, anche da Fasano (coordinatore provinciale di Forza Italia, ndr) mentre era stato scartato quello di Cammarota”. Quanto a Tedesco, prosegue Cirielli: “Abbiamo letto le sue dichiarazioni e abbiamo capito la sua scelta e il suo percorso che non coincide con il nostro”. “Sarno – conclude Cirielli – è uno dei pochi rappresentanti del centrodestra cittadino che non ha mai avuto atteggiamenti ambigui con De Luca e che quindi può porsi come alternativa al sistema deluchiano”. (Ora Notizie)

PARLA BOCCIA

Sulle elezioni comunali di Salerno interviene anche Flavio Boccia, in tempo non sospetto si è schierato senza mezzi termini a favore dell’avvocato Michele Sarno ritenendola “l’unica candidatura possibile per unire il centrodestra ed andare ad amministrare Salerno che ha bisogno di un cambio radicale di tutte le azioni politiche attuate in questi anni, dove il Covid è riuscito in parte a nascondere i danni enormi creati per le generazioni future”. “Necessitano politiche di sviluppo commerciale, bisogna terminare le continue lottizzazioni e pensare a politiche in gradi di attrarre investitori internazionali per portare occupazione ed una crescita economica in grado di sbloccare la crisi economica oramai decennale. Il Centrodestra in questi anni con le scelte sbagliate ha portato risultati pessimi, la candidatura dell’avvocato Michele Tedesco pur se autorevole non ha quel profilo politico necessario per portare avanti un’azione di cambiamento e di aggregazione delle forze politiche del centro destra e di contrasto al potere deluchiano”, conclude Boccia. (Ora Notizie)

PARLA CAMMARANO

“Abbiamo avuto rassicurazioni da Anas che a breve sarà consegnato alle amministrazioni comunali di Padula, Buonabitacolo e Montesano il progetto relativo all’ampliamento, atteso da anni, del rettifilo ex 517 Buonabitacolo-Padula e alla contestuale realizzazione della rotatoria tra la stessa provinciale e la Statale 19. Un impegno da parte della società per la manutenzione della rete stradale, a una settimana dall’incontro con i sindaci del territorio. L’intervento che sarà finalmente risolutivo dell’annoso problema del traffico su arterie ad alta densità di circolazione e che, nel contempo, garantirà un più agevole accesso all’imbocco autostradale”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale speciale Aree Interne e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, a margine di un sopralluogo nei pressi della strada provinciale ex 517, con la senatrice M5S Felicia Gaudiano, i sindaci dei Comuni di Montesano sulla Marcella, Buonabitacolo e Padula e il dirigente Area Sud Italia di Anas. “Nelle prossime settimane – precisa Cammarano – effettueremo un nuovo sopralluogo con Anas. L’intento è quello di seguire da vicino le fasi di realizzazione dell’opera e far sì che i progetti non rimangano sulla carta. Un raccordo utile sia per alimentare il traffico turistico che a migliorare la viabilità e la qualità della vita dei cittadini che vivono fuori dalle aree urbanizzate”.

IL POLO VACCINALE

“Giffoni Valle Piana avrà il suo polo vaccinale anti Covid-19”. L’annuncio arriva dal Sindaco Antonio Giuliano, al termine di una serie di sopralluoghi con il direttore del distretto Asl 68, Pasquale Melillo, con i tecnici dell’Asl Salerno e con il prezioso lavoro dell’assessore con delega alla Sanità, dottor Luigi Tedesco. La struttura indicata per la realizzazione del polo vaccinale è l’Antica Ramiera, ritenuta idonea per ospitare la popolazione e sottoporla al vaccino, rispettando tutti i canoni previsti. Nei prossimi giorni partirà immediatamente l’iter per la realizzazione del Polo Vaccinale, seguendo nei minimi dettagli le indicazioni strutturali fornite dall’Asl Salerno. “Faremo tutto il possibile affinchè Giffoni possa ricevere le attrezzature richieste e soprattutto le dosi dei vaccini – le parole del Sindaco Antonio Giuliano -.  Da Giffoni Valle Piana parte un messaggio di speranza, con la possibilità di ospitare un Polo Vaccinale e dare un impulso al piano vaccinale dando supporto ai concittadini. Questo è solo l’ennesima azione concreta compiuta da questa Amministrazione nella lotta al Coronavirus: nello scorso dicembre, Giffoni Valle Piana fu il primo comune dei Picentini ad allestire un Centro Comunale Covid-19, sottoponendo oltre un migliaio di cittadini ai tamponi antigenici, fondamentali per isolare immediatamente possibili focolai. Allo stesso tempo, dichiarai che Giffoni sarebbe stata pronta ad ospitare un centro vaccinale. Tutto confermato dalla comunicazione dell’Asl che ha indicato l’Antica Ramiera come struttura idonea per la realizzazione del Polo Vaccinale”.

SOS PARCHEGGI

Emergenza parcheggi in pieno centro: il grande giardino pubblico in via di realizzazione sul trincerone ferroviario costerà il sacrificio di 150 posti auto. Confesercenti lancia l’allarme: «Così si metterà in ginocchio il commercio e la movida». Una preoccupazione legittima quella arrivata dal presidente dell’associazione di categoria, Aldo Trezza, a margine di un incontro avuto nei giorni scorsi al Comando di Polizia Locale di via Ido Longo, insieme al sindaco Vincenzo Servalli e all’assessore alla viabilità Germano Baldi. Tema del summit la gestione della percorribilità delle strade e del traffico cittadino in corrispondenza dell’imminente avvio dei lavori per la realizzazione del boulevard attrezzato con giardini e i viali, al posto delle aree di sosta del trincerone ferroviario. Il progetto prevede il trasferimento dei posti auto dalla superficie del trincerone al parcheggio interrato (di cui si attende il taglio del nastro) in modo tale da lasciare libera l’area al livello della strada per allestire il grande parco urbano. Per avviare i cantieri l’Amministrazione si è prima assicurata di ultimare nella stessa zona i parcheggi interrati in corrispondenza delle attuali aree di sosta a livello della strada. Così facendo, in teoria, non si dovrebbe andare incontro a una significativa carenza di posti auto nel momento in cui partirà la realizzazione del boulevard. A conti fatti, però, la situazione sembra tutt’altra. Il numero di posti auto che saranno resi utilizzabili nei parcheggi interrati, infatti, sarà di molto inferiore all’attuale disponibilità sull’area del trincerone. L’attuale disponibilità di posti auto sull’area di superficie ammonta a 280 stalli, già frutto di una riduzione di 50 unità (sulle 330 originarie) operata nei mesi scorsi per permettere l’installazione dei condotti di areazione e delle scale funzionali al futuro parcheggio interrato. Quest’ultimo, al contrario, avrà una disponibilità totale di soli 176 posti auto complessivi. «Se la matematica non è un’opinione - ha spiegato il presidente di Confesercenti Cava, Trezza con la realizzazione del boulevard al posto del trincerone saremo passati dai 330 posti auto iniziali dell’area di superficie, ai soli 176 disponibili nel parcheggio interrato. In definitiva saranno sacrificati in totale 154 posti auto. Una vera e propria carenza di parcheggi proprio a ridosso del centro cittadino che, se nel breve periodo non porterà conseguenze evidenti, a lungo andare e in circostanze di normalità con emergenza sanitaria rientrata, si ripercuoterà in maniera negativa sul commercio e sulla movida». (La Città)

QUI EBOLI

Continua il viaggio dentro e fuori lo stadio Dirceu. E continuano le sorprese. Dopo la denuncia di alcuni atleti: «È una vergogna, c’è anche un water nel cortile». Dopo la segnalazione nel campo B di calcio, con le panchine danneggiate dal vento e adagiate alle inferriate, alcuni atleti hanno segnalato “un cantiere” abbandonato nel campo sportivo. Dopo lo sfratto del pitbull che minacciava i podisti (è rimasta la cuccia sfasciata), spuntano dei lavori nuovi. Nel Dirceu, dove si allenava la Salernitana Calcio e dove l’Ebolitana raggiunse lo storico traguardo della serie C, c’è uno scavo che campeggia sulla pista di atletica. Si tratta di un intevento per le pompe di drenaggio. Un nuovo motorino, con quattro tubi nuovi. In uno stadio dove non si gioca più a calcio da due anni. E dove l’impianto di drenaggio già c’era. Ed era pure funzionante. Come si spiega questa spesa? Come si giustifica tutto questo degrado? Sulla vicenda è intervenuto Gianfranco Taddeo , preparatore atletico di lungo corso. Anche da lui parte un appello al commissario Antonio De Iesu a riaprire subito lo stadio per restituirlo agli atleti e agli appassionati: «L’atletica leggera ha sempre fatto parte della storia dello sport ebolitano, 40 anni fa le strutture a disposizione erano veramente poche. C’erano la strada e un campo in terra battuta: erano le uniche possibilità per potersi allenare eppure, nonostante tutto, Eboli ha espresso atleti di profilo nazionale ». La svolta arriva nel 2001 quando è stato inaugurato lo stadio Dirceu «con una pista d’atletica che l’intera provincia ci ha invidiato - ricorda Taddeo - L’atletica leggera si è adeguata a queste nuove opportunità e si è data un’organizzazione nuova: competenze professionali, degne delle migliori società sportive nazionali che hanno dato ben presto i propri frutti. Atleti ebolitani che si sono distinti in competizioni a livello nazionale e regionale, ma anche eventi che la città mai si sarebbe sognata di avere: i meeting di atletica leggera con ospiti olimpionici e giganti dello sport come Fiona May, Andrew Howe e tanti altri. Per settimane intere i meeting giovanili, i raduni federali, i meeting internazionali hanno occupato le pagine sportive dei quotidiani nazionali: il messaggio era chiaro, Eboli stava finalmente aprendo una nuova pagina nel settore dello sport, sogno tragicamente infrantosi contro l’indifferenza della politica che in maniera miope non è stata capace di cogliere i segnali ed intravedere in tali potenzialità la possibilità di dare un senso ad un impianto sportivo che per la comunità per lungo tempo è stato, e lo è ancora oggi, una zavorra economica per l’intera collettività». Poi la doccia fredda, con gli eventi degli ultimi mesi: un impianto chiuso, l’atletica fermata, bambini e sportivi privati della possibilità di poter spezzare l’isolamento del Covid attraverso la pratica sportiva, una sconfitta lacerante che ferma la storia, che è manifesto inconfutabile di una politica insensibile ed eccessivamente burocratizzata, che vieta a tanti adolescenti di continuare a sognare. «Credo che lo Sport necessiti di cambiamenti radicali e questo cambio di rotta può avvenire solo ricominciando a calpestare quella pista perché è da quel preciso istante che sarà possibile riprogrammare di nuovo tutto. – prosegue Taddeo - Il Comune ha il dovere morale di consentire ai tanti ragazzi di ritornare a vivere quelle emozioni, che solo quella struttura può trasmettere, risolvendo e risanando tutte le incomprensioni». (La Città)

L'EVASIONE

I Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, agli ordini del Capitano Paolo Cristinziano, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, una donna di 61 anni ritenuta responsabile di evasione. I Carabinieri della stazione di Sassano, domenica mattina durante un servizio di controllo del territorio, hanno notato nei pressi di un bar la donna che senza alcuna autorizzazione, si era allontanata dalla propria abitazione dove era ristretta in regime di detenzione domiciliare per reati contro il patrimonio, furto e ricettazione. Dopo le formalità di rito, l'arrestata e stata trattenuta presso le camere di sicurezza della Compagnia di Sala Consilina e giudicata per rito direttissimo nella giornata di ieri, dopo la convalida. La donna è stata sottoposta nuovamente al regime della detenzione domiciliare. (La Città)

CASSAZIONE

Le Fonderie Pisano sono soggetti alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) per tutte le pertinenze diverse dall’opificio vero e proprio, «perché solo in tali locali possono formarsi rifiuti speciali ». Lo stabilisce la Corte di Cassazione, Quinta sezione civile, presidente il giudice Oronzo De Masi , che ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Salerno sugli accertamenti Tarsu dal 2006 al 2011, cassando la sentenza della Commissione tributaria regionale che, invece, aveva dato ragione alla spa delle Fonderie, inglobando tra le superficie non tassabili anche i magazzini e depositi che - scrive la Cassazione - «non possono essere considerati residui del ciclo di lavorazione». Il contenzioso sull’accertamento Tarsu è una vicenda tributaria e fiscale iniziata circa una decennio fa. Quando il Comune di Salerno, ora guidato dal sindaco Vincenzo Napoli, dopo un accertamento sull’opificio di Fratte, che si appresterebbe a traslocare nell’area industriale di Buccino, nell’Alto Tanagro, presentò alla spa il conto della tassa comunale non versata per sei annualità. In particolare, gli accertamenti tributari avviati dagli uffici competenti di Palazzo di città, riguardavano proprio le «maggiori superficie produttive di rifiuti ordinari (o assimilati agli ordinari), concernenti depositi esterni ed interni, uffici, magazzini, aree scoperte annesse all’impianto produttivo, al netto della superficie produttiva di rifiuti speciali, al cui smaltimento la società provvedeva autonomamente mediante appalti ad imprese esterne». A tale contestazione, le Fonderie Pisano risposero con un ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che emise sentenza favorevole nel 2014, e poi si costituirono, per resistere all’azione intrapresa dal Comune, davanti a quella regionale, che gli diede ancora ragione con sentenza di cinque anni fa. Nei primi due gradi del giudizio tributario, il Comune aveva avuto torto, ma non si è fermato alle sentenze contrarie, arrivando a chiedere l’annullamento ai giudici della Suprema Corte che hanno ribaltato i primi giudizi. Va detto che per gli anni presi in esame dalla Cassazione, nella regione Campania, la Tarsu e la Tia sono calcolati dai Comuni sulla base di due distinti costi: uno determinato dalle Province, per gli oneri derivanti dal trattamento e dal recupero dei rifiuti, e l’altro dai medesimi Comuni, per la raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Tassa che la spa riteneva di non dover versare in quanto gran parte dello stabilimento era impegnato per il ciclo di lavorazione. E la stessa Commissione tributaria regionale aveva ritenuto i rifiuti prodotti nelle aree adiacenti allo stabilimento produttivo come di natura speciale, in quanto erano «asservite alla produzione industriale». La stessa commissione, però, riconosceva, sostanzialmente, che nelle arre contestate dello stabilimento venivano prodotti rifiuti solidi urbani soggetti come tali al tributo indipendentemente dalla circostanza di fatto dello smaltimento a opera di imprese specializzate». La Cassazione, in precedenza, ha già precisato, per casi analoghi, che le pertinenze non possono essere considerate residui del ciclo di lavorazione, «per cui - scrivono gli ermellini - risulta ininfluente che possano essere qualificati o meno come rifiuti assimilati agli urbani, in quanto - continuano i giudici capitolini - l’esenzione o la riduzione delle superfici tassabili deve intendersi limitata a quella parte di essa su cui insiste l’opificio, perché solo lì possono formarsi rifiuti speciali, mentre in tutti gli altri locali destinati ad attività diverse, devono considerarsi urbani per esclusione». In effetti per le aree adibite a deposito la normativa non contempla alcuna ipotesi di esenzione. E dunque - a avviso della Cassazione - i rifiuti sono assimilati agli urbani e soggetti alla tassazione stabilita da Comune e Provincia, ognuno per la parte di competenza. Capitolo chiuso. La sentenza della sezione civile del “palazzaccio” ha posto fine ad un contenzioso che si trascinava da due lustri, ribaltando in modo quasi clamoroso, le due sentenze di primo e secondo grado, sulla scorta della tesi del giudice relatore Antonella Dell’Orfano. Secondo questa sentenza, decisa nella camera di consiglio del dicembre scorso, alle Fonderie dio Fratta tocca pagare per gli accertamenti Tarsu dal 2006 al 2011. (La Città)

PIANO CITY

Si era ormai piacevolmente abituati ad attendere la grande kermesse pianistica Piano City, che annunciava la bella stagione, invadendo di tastiere e code i luoghi più belli, significativi, storici di Napoli. Otto edizioni, di cui la scorsa funestata da questa pandemia e immaginata a settembre, come questa del 2021. Quest’ anno, però, si tergiversa, con casse comunali al verde e assessore dimissionario, per ora i direttori artistici delle sezioni classica e jazz, Dario Candela e Francesco D’Errico, nonché l’ideatore della kermesse, Andreas Kern, unitamente al presidente di Napolipiano, Marco Napolitano organizzatore della kermesse e il coordinatore Cristiano Bernardi, hanno visto sfumare ogni contatto con Palazzo San Giacomo. Le lungaggini della politica non si attagliano affatto alla cultura e il direttivo ha strambato direttamente verso Palazzo Santa Lucia, immaginando un PianoCity settembrino, itinerante per le quattro provincie, con le location di Caserta e Salerno per il jazz e tutto quanto ruoti attorno al pianismo del cosiddetto genere “extra-colto” e le città di Benevento e Avellino per la classica. Se effettivamente PianoCity dovesse indossare questo nuovo abito, qui a Salerno non possiamo non ripensare e far rivivere. Da sempre la musica rappresenta una componente fondamentale dell’esperienza umana, che offre notevoli opportunità nell’attivazione di processi di comunicazione, cooperazione e socializzazione, valorizzando la partecipazione e promuovendo lo sviluppo del senso di appartenenza alla comunità, nonchè nell’interazione fra culture diverse. La pratica musicale strumentale, l’interpretazione e la produzione creativa possono contribuire al benessere psicofisico, anche in una prospettiva di prevenzione del disagio, dando risposta a bisogni, desideri, domande, caratteristiche delle diverse fasce d’età. Un ventennio fa nacque il Concorso Pianistico Internazionale “Vietri sul Mare Costa d’Amalfi”, e due anni dopo il Premio di Esecuzione Pianistica Internazionale “Antonio Napolitano – Città di Salerno”, che ha saputo meritare in questi anni il patrocinio della Fondazione Alink Argerich, grazie alla serietà delle commissioni e all’impredicabile bellezza e attrazione della nostra costa e della nostra storia. Quest’anno il concorso potrebbe rinascere, magari con selezioni in video e una finale da giocarsi per intero nel quadriportico del duomo, rilanciando così un evento d’eccellenza, un “prelude” al futuro speriamo prossimo, quando si potrà ritornare a vivere e viaggiare in libertà. Un periodo, questo di fine estate, in cui il comune di Pellezzano, caldeggia un’altra grande mostra, dopo la Casa dell’Angelo dedicata ad Ugo Marano, in cui cinque artisti quali Paolo Bini, Antonio Buonfiglio, Christian Leperino, Ivano Troisi e Federica D’Ambrosio resero omaggio al Maestro attraverso le loro opere, nel Complesso Monumentale dello Spirito Santo, in un dialogo continuo e fascinoso con le opere dell’indimenticato e rivoluzionario artista. Il nome da omaggiare è, quest’anno, quello di Filiberto Menna, attraverso le opere più prestigiose acquisite dalla sua Fondazione e una riflessione sul suo lavoro teorico e critico. (Cronache - Olga Chieffi)

MAIORI FESTIVAL

Il Maiori Festival saluta la primavera con il primo concerto della stagione domenica 21 marzo, alle 12.00, in streaming sul canale YouTube del Festival (www.youtube.com/channel/UCQD8LaWZANN9_ApmaeQECMA). L’arrivo della primavera, al tempo della Pandemia, sta a significare un momento di rinascita anche culturale e ciò sarà sottolineato dalle note del duo, Giovanna Francavilla violino e Sharon Viola violoncello, “Francavilla-Viola” nella prestigiosa sede di Palazzo Mezzacapo, il Salone degli Affreschi, che farà da corollario. Il programma prevede capolavori della musica strumentale: “La primavera” di Vivaldi, il primo dei quattro concerti che descrivono le stagioni dell’anno; il Concerto nº 1 in D, Op.6 di Paganini, uno dei maggiori rappresentanti di una serie gloriosa di violinisti virtuosi che fecero grande la scuola strumentale italiana; i duetti n. 3 di Bréval e n.2 op.124 di Lee; la Bourrée di Haendel e, infine, il celebre Canone in Re maggiore di Pachelbel. Il previsto tour sulle tracce della memoria storica, racchiuso nel centro storico di Maiori, è stato purtroppo annullato a causa della zona rossa vigente. L’evento che apre il cartellone degli eventi, patrocinato dal Comune di Maiori e promosso con Egea Commerciale s.r.l., vuole donare a tutti un segno di speranza, a un anno di distanza dal primo lockdown.

IL LUTTO

Sempre devoto a quella Madonna che amava tanto, la Madonna di Costantinopoli, più conosciuta a Salerno come la Madonna che vien dal mare, della quale è poi divenuto capo paranza. Quella processione di barche, tanto suggestiva, che dalla Colonia San Giuseppe arriva fino a piazza Cavour, non vedrà più la presenza dello storico restauratore di lampadari Nunzio Bisogno. Da quando aveva 22 anni era li, dal 1965, nella sua bottega proprio difronte la Chiesa di Sant’Agostino, dove si venera la “sua Madonna”. Uno degli artigiani più storici di Salerno si è spento mercoledì, all’età di 77 anni. (Cronache della Sera)

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