

LAVORI
Hanno preso il via da alcuni giorni i lavori per la costruzione di un ascensore presso l’edificio scolastico di proprietà comunale, sito in via Aldo Moro, ad Agropoli. Il Comune, guidato dal sindaco Adamo Coppola, ha ottenuto nei mesi scorsi un finanziamento dal Ministero degli Interni per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile. L’importo dello stesso, pari a 130.000 euro, sono stati così ripartiti: 33.577 euro per la costruzione dell’ascensore e 96.423 euro per la pubblica illuminazione in via Vincenzo Gregorio, nei pressi della località Mattine. Collocato nell’atrio, l’ascensore collegherà il piano terra con il primo piano della struttura scolastica. «La messa in opera dell’ascensore nella scuola “Vairo” – affermano all’unisono il sindaco Adamo Coppola e l’assessore alle Politiche sociali, Maria Giovanna D’Arienzo – va a concretizzare l’atteso progetto di abbattimento delle barriere architettoniche che finora era rimasto solo su carta. Ancora una volta dimostriamo che i diversamente abili e le categorie deboli sono al centro della nostra attenzione». Soddisfazione è stata espressa anche dal dirigente scolastico, Bruno Bonfrisco, che dichiara: «con l’installazione dell’ascensore nella nostra scuola andiamo a colmare un gap di 50 anni realizzando efficientemente l’abbattimento delle barriere architettoniche. Va dato atto al sindaco Coppola della sensibilità dimostrata rispetto ai diversamente abili». (La Città)
SPACCIO
Nel corso del pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, a seguito di approfondite indagini, hanno tratto in arresto, R.V., 39enne, di Battipaglia, già noto alle forze dell'ordine. L’uomo,nel corso di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di venti grami di eroina, pronta per essere spacciata sul mercato locale. L’attività investigativa condotta segue quella che nei giorni scorsi ha consentito l’arresto di altri spacciatori ed è volta a contrastare dell’odioso fenomeno che spesso coinvolge anche minori. Il pusher arrestato dagli Agenti del Commissariato di Battipaglia come disposto dal P.M. di turno è stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un familiare.
EBOLI - IL CASO
Scuse, solo scuse. Al Matteo Ripa sono stufi. Stanchi di ripiombare nel clima di tre anni fa. Le scuse della prof di religione non bastano più. «Lei sbaglia, chiede scusa e tutto si conclude con una pacca sulle spalle» raccontano piccati gli insegnanti. Le accuse della prof contro l'Islam violento questa volta sono più gravi di tre anni fa. Sono state fatte durante una lezione in Dad. Sulla piattaforma “Classroom”. L'insegnante ebolitana dipinge l'Islam come una religione che «nelle moschee addestra i kamikaze ». L'imbarazzo è enorme. L'indignazione ha raggiunto livelli insopportabili. A protestare, ieri mattina, sono stati gli insegnanti della scuola Matteo Ripa: «Fatti salvi i poteri della dirigente scolastica di decidere se sospendere o meno l'insegnante integralista, noi siamo stanchi di finire sempre all'attenzione dei mass media, stanchi soprattutto di subire l'arroganza di questa collega. Lavoriamo con i bambini, spieghiamo concetti come pace e tolleranza. Anni di lavoro vengono vanificati dalle frasi integraliste di un'insegnante che non ha il senso della misura. Le sue scuse non bastano più. Non possiamo chiederla noi una punizione alla dirigente, ma così è troppo comodo. Sbagliare e chiedere scusa. Sbagliare di nuovo e chiedere scusa. Ora toccherà a noi lavorare con i bambini. Rifare il percorso da capo, per spiegare che i musulmani non sono tutti kamikaze». Alcuni insegnanti raccontano di aver sentito anche frasi contro i genitori divorziati. «Non abbiamo le prove scritte, come è successo per la lezione contro l'Islam. Più bambini però hanno raccontato di aver sentito frasi contro i genitori divorziati che rischiano di finire all'Inferno». Una punizione alla prof non è stata mai comminata. Tre anni fa, intervenne don Leandro D'Incecco a perdonare l'insegnante per la frase contro un politico italiano 'colpevole' di essersi convertito all'Islam. Questa volta è stato don Alfonso Raimo a richiamare l'insegnante di religione. Errore, scuse e perdono. La scena si ripete. Ma questa volta però lo scivolone è più grave. E' stato scritto durante una lezione in Dad. Ai bambini di prima media. Se i prof attendono una punizione, anche i cittadini ebolitani sui social forum credono sia giusta una punizione. Scuse e perdono? Troppo comodo come finale. Senza una sospensione dall'insegnamento per qualche settimana. Molti genitori parlano di «delirio in un periodo già delicato». C’è chi ha ironizzato sugli effetti del vaccino Astrazeneca. C'è chi accusa i Patti Lateranensi e l'ora di religione, chi crede che la selezione degli insegnanti non debba farla la Curia. C'è chi racconta di aver chiesto l'esenzione dall'ora di religione ma di aver ricevuto in alternativa per la figlia la collocazione in biblioteca. Con l’assistenza di una bidella. Sulla vicenda sono intervenuti il presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoi), Yassine Lafram , su invito di Fatiha Chakir , giornalista e mediatrice culturale ebolitana. L’insegnante anti Islam ha chiesto scusa in una lettera ufficiale. Ma le scuse questa volta, a quanto pare, non bastano. (La Città)
IL PARCHEGGIO
È finita l’attesa dei cittadini di Baronissi per il nuovo parcheggio. I posti auto sono stati ricavati nella frazione di Antessano con relativo allargamento della sede stradale. Una procedura che, tra mille vicissitudini, è durata circa 20 mesi: questo il tempo trascorso da quando i lavori, nel luglio 2019, erano stati inaugurati dall’amministrazione. Il cantiere di via Villari era stato salutato come una svolta importante, dal punto di vista urbanistico, in un tratto particolarmente angusto che spesso aveva dato problemi alla circolazione, oltre alla difficoltà degli automobilisti nel reperire degli stalli in cui lasciare il proprio veicolo in sosta. Da qui all’allargamento della strada, nella parte dall’incrocio di via Bianco a via Quaranta. Dopo l’avvio però, gli interventi sono andati incontro ad una serie di intoppi, anche per via della sfortunata congiuntura. In particolare, trascorsi i primi mesi, è arrivato il coronavirus a sconvolgere i piani. Per lungo tempo, come del resto avvenuto su tutto il territorio, il cantiere è rimasto fermo, in attesa che tornasse una parvenza di “sereno”, e che il lockdown nazionale si concludesse. Quindi l’allentamento delle misure di sicurezza, che però non avrebbe coinciso con una decisa accelerata dei lavori ad Antessano. La testimonianza è arrivata proprio da Palazzo di Città: numerose, infatti, sono state le diffide inviate all’azienda dall’amministrazione Valiante, che nel frattempo aveva proceduto ad una integrazione del progetto, in modo da renderlo più funzionale alle esigenze dei residenti. Un percorso, insomma, più lungo del previsto, che ora si è concluso. Gli interventi in via Villari hanno consentito di creare 13 nuovi posti auto a raso residenziali, di cui uno per disabili. Un contributo all’accessibilità, alla sicurezza stradale e alla vivibilità della frazione. «Era un intervento molto atteso dagli abitanti della zona», ricorda il sindaco Gianfranco Valiante , sottolineando l’importanza del progetto: «Un importante tassello per la vivibilità dei tanti residenti. I lavori hanno migliorato la viabilità e hanno risolto l’atavico fabbisogno di parcheggi in zona». L’assessore all’Urbanistica, Maria Sarno , ripercorre l’iter tortuoso che ha portato alla realizzazione del parcheggio e dell’allargamento: «Abbiamo consegnato i lavori con ritardo a causa di problemi con la ditta appaltatrice ma abbiamo superato il disagio cambiando in corsa il progetto e migliorandolo ulteriormente. È in atto una trasformazione urbanistica di tutto il territorio e l’intervento di Antessano è un importante tassello». Tutto è bene quel che finisce bene, e possono tirare un sospiro di sollievo i cittadini di Antessano. Fino ad oggi in via Villari le auto venivano parcheggiate lungo il lato sinistro della strada, angusta e disagevole, creando problemi di circolazione a causa del restringimento della carreggiata. (La Città)
FONDERIE PISANO
Due mesi di tempo per presentare i dati completi dello Spes. Arriva un nuovo sollecito dai giudici amministrativo nei confronti dell’Istituto Zooprofilattico in merito alla richiesta di comitati e Comune di Pellezzano di avere accesso alla documentazione dello studio. Il tutto a seguito dell’ultimo capitolo dell’annosa vicenda, che ruota intorno alle Fonderie Pisano, con l’istituto che, dopo l’intimazione del Tar, aveva consegnato carte giudicate dai diretti interessati incomplete, e dunque da integrare. A incalzare per la pubblicazione dello Studio di Esposizione nella Popolazione Suscettibile sono in primis gli attivisti del comitato “Salute e vita”, da tempo impegnati nella battaglia per la chiusura o la delocalizzazione dello stabilimento di Fratte, soprattutto a seguito della relazione preliminare che aveva evidenziato elementi preoccupanti nelle analisi condotte su un campione di residenti nella zona a confine tra Salerno e la Valle dell’Irno. Una richiesta cui si era associata anche l’amministrazione comunale di Pellezzano, con in testa il primo cittadino Francesco Morra. L’Istituto Zooprofilattico dava infine il via libera per rendere pubbliche le informazioni, ma ad attendere amministrazione e sindaco c’era una doccia fredda. Nella fattispecie a Morra e al presidente del comitato, Lorenzo Forte, recatosi a sua volta presso gli uffici insieme all’avvocato Franco Massimo Lanocita , venivano dati dei fogli bianchi. Un buco nell'acqua bollato come un “grande bluff”, peraltro nel pieno del braccio di ferro legale (si era a ottobre 2020). A tal proposito, un segnale chiaro, di lì a pochi giorni di distanza, veniva proprio dai giudici. Il Tar, infatti, ordinava all’istituto di sbloccare lo Spes, in quanto i dati venivano ritenuti una parte essenziale degli elementi su cui si sarebbe basato il procedimento, incardinato dall’associazione “Salute e Vita” contro la riapertura delle Fonderie Pisano. Anche quello, però, non sarebbe stato il passaggio definitivo. (La Città)
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