

Nataliya Dimitrova Beliyova , 57 anni, resterà a Cicerale per sempre. Aveva espresso il desiderio di essere seppellita nel paese che l’aveva accolta da ormai una quindicina d’anni. Lì aveva la sua modesta abitazione, che non aveva voluto abbandonare neppure quando aveva accettato il lavoro a Battipaglia. Quel lavoro che le è costato la vita. Era giunta nella città capofila della Piana del Sele solo da un paio di giorni. Neppure il tempo di disfare il borsone con le sue cose e c’è stata la tragedia. La notte tra domenica e lunedì, alle 3.46 del mattino, era stata lei a lanciare l’allarme, telefonando sia alla figlia della coppia che accudiva, Elio e Concettina Iemma , 88 ed 86 anni, sia ai Vigili del Fuoco che aveva chiamato due minuti dopo.
Le fiamme si erano sprigionate dalla stanza da letto di Elio Iemma che è andata completamente distrutta. Lei, invece, è stata trovata riversa sul pavimento della propria stanza accanto al suo borsone, scalza e ancora con il pigiama. Probabilmente stava tentando di recuperare qualcosa che le era caro, ma i fumi dell’incendio le sono stati fatali giacché soffriva d’asma. È morta per asfissia. Per i vigili del fuoco non è stato semplice entrare nella casa giacché si temeva potesse scoppiare la bombola del Gpl. I carabinieri, al comando del maggiore V itantonio Sisto , hanno effettuato tutti i rilievi necessari confrontandoli con gli accertamenti dei Vigili del Fuoco. Il fuoco si sarebbe propagato da una coperta in fiamme vicino alla stufa della stanza da letto. La coppia di anziani è stata trasferita dai figli ad una residenza di Campagna dove poter riprendersi dallo choc. Intanto a Cicerale è giunta la figlia Alyna, che risiede a Sanremo, per partecipare ai funerali che si terranno oggi alle 10,30 presso la chiesa di San Giorgio Martire. L’altro figlio, residente in Bulgaria, non potrà raggiungere la madre a causa dell’emergenza Covid.
«Nataliya era molto benvoluta in città – racconta il sindaco Gerardo Antelmo che ha proclamato il lutto cittadino per la tragica scomparsa della donna –. Amava la nostra cittadina e ormai era una di noi. Veniva spesso a trovarmi in Comune chiedendomi se andava tutto bene. Era una donna molto dignitosa, ma anche socievole. Qualche giorno fa aveva festeggiato con una torta che aveva distribuito tra i vicini l’esito favorevole di alcune analisi che aveva fatto. E poi diventava amica di tutti coloro per cui aveva lavorato. Li andava a trovare e a far loro compagnia anche quando non lavorava più per loro. Le volevano tutti bene». Nataliya non aveva lasciato la sua casa di Cicerale neppure dopo essersi trasferita a Battipaglia. Era un luogo che ormai riteneva suo, il suo mondo e dove si era ricostruita una vita da quando era giunta nel paesino cilentano per accudire il suo primo anziano. Aveva lavorato per molte famiglie del luogo, ogni volta stringendo rapporti amichevoli che erano durati anche dopo la scadenza del contratto. Anche a Battipaglia, dove Nataliya era giunta da poco, la notizia della sua tragica morte ha sconvolto tutti. La bandiera a mezz’asta voluta dalla sindaca ha segnato la giornata internazionale della donna. Tutti gli esponenti politici cittadini hanno voluto esprimere il proprio cordoglio per il “gesto eroico” di Nataliya, definendola una “martire” di quel sottobosco di persone, soprattutto donne, giunte dall’Est Europa per accudire i nostri anziani e guadagnarsi così da vivere lontano dalla sua terra.
FONTE: La Città
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