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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

10/03/2021

RICORSI RESPINTI

Erano nell’auto “staffetta” che scortava dal Napoletano oltre due chili di cocaina. È diventata esecutiva la condanna inflitta a Raffaele Iavarone, 37 anni, di Salerno, e Antonio Cosentino, 49 anni, di Baronissi, arrestati nel mese di giugno di tre anni fa sul raccordo autostradale Salerno-Avellino all’altezza dello svincolo di Baronissi. La Suprema corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati, coinvolti nell’operazione “Prestige” della procura di Salerno, sul giro di droga che aveva il fulcro nel capoluogo di provincia e diverse ramificazioni nei Picentini e nell’Agro nocerino. Iavarone e Cosentino si era appellati alla sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Salerno l’anno scorso a settembre. (La Città)

LA QUERELLE PLATANI

Prosegue senza sosta l’azione politica dei consiglieri comunali di Salerno del gruppo “OLTRE”, sempre più pungente e minuziosa nel controllare che l’azione amministrativa rispetti esclusivamente le finalità pubbliche. I consiglieri Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura sono pronti a percorrere ogni strada possibile per l’accertamento delle eventuali responsabilità rispetto al taglio indiscriminato di 20 platani lungo via Clark ed esattamente lungo il segmento stradale prospiciente il nuovo complesso residenziale che sta sorgendo sui terreni della ex fabbrica Marzotto. “Sia in commissione Urbanistica che in quella Trasparenza – scrivono i 6 consiglieri – abbiamo chiesto spiegazioni dettagliate in merito ad una vicenda che a noi appare assolutamente poco chiara e trasparente. Nello specifico, abbiamo inoltrato la richiesta di accesso agli atti per verificare la sussistenza di tutte le autorizzazioni relative al taglio dei 20 alberi di alto fusto (piano stradale da modificare, relazioni paesaggistiche e pareri specifici), le motivazioni e ogni altro dettaglio relativo allo stato di salute delle piante in oggetto. Inoltre ci poniamo anche il quesito su dove sia finito l’ingente quantitativo di legname ricavato dall’abbattimento dei 20 platani. Qualora le risposte della Civica Amministrazione di Salerno non fossero sufficienti a giustificare un intervento così drastico, siamo pronti ad adire ogni strada possibile per l’accertamento di ogni profilo di responsabilità. La dimensione ambientale è fondamentale per costruire la Salerno del futuro e noi come consiglieri comunali abbiamo l’onere di chiedere lumi al sindaco Napoli rispetto a questa pagina amara della vita dei salernitani”. L’azione di “Oltre” coincide – tra l’altro – con uno sgradevole chiacchiericcio, apparso su alcuni organi d’informazione locali, senza fondamento alcuno di verità. “Si tratta – concludono i consiglieri di Oltre – di uno squallido tentativo di gettare fango addosso al nostro laboratorio civico, che sta provando a scrivere una nuova storia politica per questa città. Siamo e resteremo compatti nella nostra scelta di andare “oltre” questo modus operandi, convinti della decisione di provare a scrivere la Salerno del futuro insieme a tanti nostri concittadini. Non ci toccano nemmeno le illazioni di qualche voce stonata, per noi parlano i fatti e le nostre storie personali”.

IL PALAZZETTO

I progettisti dello “Juventus Stadium” e del nuovo impianto di Cagliari dovranno mettere nero su bianco il Palazzetto dello Sport di Salerno. Lo studio Gau Arena, infatti, si è aggiudicato la gara di progettazione definitiva ed esecutiva della struttura che, finora, resta tra le grandi opere incompiute della città. I progettisti del team guidato dall’architetto e fondatore dello studio, Gino Zavanella, hanno ottenuto l’appalto della progettazione con un’offerta che ha prevalso rispetto alle altre sette che erano state presentate allo scadere dei termini fissati delle 12 del 9 novembre scorso. (La Città)

PARLA IOVINO

“Sono orgoglioso che in Campania sia stato dato seguito al decreto ministeriale grazie al quale saranno rimborsati i canoni di locazione per gli studenti universitari fuori sede, che non hanno usufruito dei loro alloggi durante la prima fase pandemica. Una misura scaturita da un emendamento a mia firma alla manovra di bilancio, finanziata con 20 milioni di euro, e che darà ossigeno a tantissimi ragazzi già alle prese con non pochi sacrifici per mantenersi agli studi lontano dalle loro città di residenza. È di questi giorni il bando pubblicato dall’Adisurc per il rimborso dei canoni di locazione in favore di studenti universitari che frequentano gli atenei della Campania”. Lo annuncia il deputato del Movimento 5 Stelle e responsabile per i rapporti interni in Campania Luigi Iovino. “Una misura – prosegue Iovino – per la quale mi sono battuto fortemente e sono contento che la Campania sia stata tra le prime regioni ad averne dato attuazione. Un plauso ai dirigenti Adisurc per la tempestività con cui hanno predisposto il bando, dimostrando attenzione verso un tema molto sentito in questo momento emergenziale, andando incontro alle esigenze di tantissime famiglie che già pagano a caro prezzo gli effetti dell’emergenza sanitaria. L’ennesimo provvedimento di buon senso di questo Governo per la garanzia del sacrosanto diritto allo studio”.

LA TRUFFA

Si è spacciato per il figlio di un parente trasferitosi al Nord da anni e, dopo averla abbindolata, si fa accompagnare a casa rubandole contanti per un totale di novemila euro. Il furto è avvenuto lo scorso mese di gennaio ai danni di una donna 65enne di Teggiano. A commetterlo un 42enne, già noto alle forze dell'ordine, residente a Napoli finito in manette con l'accusa di furto in abitazione. L'uomo ha avvicinato per strada la donna che ingenuamente si è recata presso la propria abitazione facendosi accompagnare dal 42enne. Dopo aver carpito la fiducia della signora, il malvivente è riuscito a scoprire il posto in cui la stessa custodiva il denaro contanti. I carabinieri della compagnia di Sala Consilina, dopo aver visionato le immagini di alcune telecamere ubicate in paese, sono risaliti alla targa dell'auto utilizzata dal 42enne, auto risultata noleggiata, identificandolo. L'uomo, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la casa circondariale di Poggioreale. (La Città)

MALTEMPO

Maltempo, esondano il Solofrana ed il Sarno: idrovore in azione a Castel San Giorgio e a San Marzano sul Sarno. Volontari della Protezione Civile assieme ai tecnici del Genio Civie, sono intervenuti, nel corso della nottata, per rimuovere i detriti dai canali di scolo e risucchiare l'acqua fuoriuscita dagli argini. La situazione sta tornando alla normalità. Centro Funzionale e Sala operativa di Protezione civile continuano l’attività in h24. (La Città)

IL CASO

Un presunto traffico di veicoli intestati fittiziamente ad un uomo originario del Marocco, risultato poi irreperibile, è stato scoperto dagli agenti della polizia municipale di Siano. Gli uomini del capitano Salvatore Dionisio, lunedì scorso, sono stati impegnati nelle attività di rifacimento della segnaletica stradale in vari punti della città. Proprio in virtù all'ordinanza di divieto di parcheggiare in zona stadio, gli agenti hanno iniziato a controllare i veicoli che, nonostante l'ordinanza, sostavano nell’area degli interventi. Così, quando è toccato ad una Seat Ibiza Grigia ferma lungo piazza Eroi di Nassirya, gli uomini del comandante Dionisio si sono subito accorti che il veicolo era sprovvisto di assicurazione. Da qui, è scattato uno specifico approfondimento, portando la Municipale a risalire al proprietario della vettura, un 42enne di nazionalità marocchina ma residente in provincia di Campobasso. Dalle indagini, l’uomo è risultato intestatario di oltre 200 veicoli. Sulla vicenda, oltre ai poliziotti della Municipale di Siano, stanno indagando anche i carabinieri di Poggiomarino. Il 42enne straniero risulta attualmente irreperibile sul territorio nazionale, con le indagini che vanno avanti per accertare come mai la Seat Ibiza si trovasse proprio a Siano. Il fenomeno che vede dei prestanome intestarsi centinaia di veicoli è particolarmente diffuso in Italia, con queste auto che vengono cedute a terzi ed utilizzate per commettere reati. Sempre gli agenti di polizia municipale di Siano, nel corso di un'altra operazione di controllo del territorio, condotta in collaborazione con i carabinieri della locale stazione, hanno proceduto al sequestro penale di un altro veicolo risultato oggetto di appropriazione indebita denunciata in una regione del Nord. Questa volta, a finire nei guai è stato un 50 enne di Nocera Inferiore, anche lui risultato irreperibile. (La Città)

PARLA BIANCHINI

«I nuovi ristori previsti nella bozza dell’attesissimo decreto Sostegno non bloccheranno lo stillicidio dei fallimenti con relativi drammi familiari nell’ambito del comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca)». Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.«Il sistema di calcolo dei ristori è ridicolo, inefficace, irragionevole. “La situazione è tragica ma non seria”, direbbe Flaiano. Una percentuale, determinata per fasce, sulla perdita mensile media 2020 sul 2019 moltiplicata per due, dà per risultato meno di una elemosina. Questo è il fatto. Incontrovertibile», ha aggiunto Paolo Bianchini. «Facciamo l’esempio di un fatturato 2019 di 500mila euro, dimezzato nel 2020 a causa delle restrizioni covid. La differenza di 250mila divisa per dodici e moltiplicata per due mensilità diventa 41.666. Il 20%, cioè la quota a fondo perduto erogata dallo Stato, equivale quindi a 8mila e 333mila euro. Ergo, a fronte di una perdita del 50%, al piccolo imprenditore va un “sostegno” del 3,3%», ha spiegato Paolo Bianchini. «L’indennizzo irrisorio non aiuta e non sostiene il comparto più colpito dalle restrizioni, che vale il 30% del Pil. Non bastasse, ora si paventano di nuovo le chiusure nei week-end. Qualcuno probabilmente non ha ben chiaro che l’economia italiana non potrà mai ripartire senza il settore Horeca», ha concluso Paolo Bianchini.

A GIUDIZIO

Giudizio immediato per le due ragazzine cavesi che, lo scorso dicembre, tentarono d’incendiare i capelli di una 12enne dopo averli cosparsi di benzina. Le due giovani, una di 17 anni e l’altra di 15, dovranno presentarsi presso il Tribunale per i minorenni di Salerno per l’udienza che si terrà il prossimo 8 aprile. Il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Di Florio , ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato presentata dal pubblico ministero per i minorenni nei confronti delle due ragazzine ritenute responsabili, in concorso tra loro, di aver compiuto «atti diretti in modo non equivoco a cagionare alla coetanea lesioni personali dalle quali derivano deformazione e sfregio permanente al viso». Era il 26 dicembre scorso quando, nei pressi della villetta comunale di viale Guglielmo Marconi, le due amiche avevano bloccato la dodicenne all’esito di una lite e, dopo aver cosparso i capelli, il volto e il busto della vittima con circa mezzo litro di benzina, avevano tentato di avvicinarsi a lei impugnando un accendino per darle fuoco. Un insano gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi ma la tragedia era stata scongiurata dal tempestivo intervento di un passante, attirato dalle urla della ragazzina, e di alcuni amici giunti in soccorso della giovane. Ad aggravare il gesto i futili motivi della lite che, secondo il giudice, sono da ricondurre a «gelosie tra amiche». Sul posto intervennero, in quell’occasione, i carabinieri della locale Tenenza di via Pasquale Atenolfi, agli ordini del tenente Vincenzo Pessolano , che identificarono velocemente le due ragazzine, deferite poi alla Procura presso il Tribunale dei Minori di Salerno per i provvedimenti del caso. Per le due minorenni, che dovranno di rispondere di tentata deformazione permanente dell’aspetto della persona (nella fattispecie al volto), un reato inserito da poco più di anno nel codice penale, è stata disposta a gennaio scorso la misura cautelare personale in comunità e, allontanate dalle rispettive famiglie, sono state condotte e attualmente detenute in due strutture specializzate di Avellino e Caserta. Alle ragazze, inoltre, è contestato il possesso e il trasporto della benzina quale strumento atto ad offendere. Ma c’è di più. A quanto pare la vicenda sarebbe solo la punta dell’iceberg di una serie di atteggiamenti minacciosi perpetrati in precedenza nei confronti della dodicenne, non solo destinataria di messaggi vocali intimidatori (agli atti un audio in cui le ragazze dichiaravano «se ti troviamo in giro ti uccidiamo»), ma anche costantemente perseguitata tanto da «costringerla addirittura a non uscire di casa e a nascondersi allorquando le incontrava ». Ancora, si legge nel decreto di giudizio immediato, «cagionandole un perdurare e grave stato di ansia e paura, un fondato timore per la propria incolumità tale da alterare le proprie abitudini di vita». (La Città)

WEBINAR

Secondo l’indice DESI 2020, l’Italia si colloca all’ultima posizione per l’area capitale umano. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (58% nell’UE) e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’UE). In attesa del piano “Next Generation Eu”, che si propone di favorire la transizione al digitale e facilitare l’accesso alle nuove tecnologie, misure regionali e nazionali, attività come “Formazione 4.0”, possono contribuire allo sviluppo delle competenze digitali del personale delle imprese. Non mancano in questo scenario master e corsi di specializzazione post universitari in grado di fornire le skill digitali necessarie ai dipendenti della Pubblica Amministrazione per rendere i processi di lavoro più efficienti. Sono alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso dell’evento online promosso da PFormGroup, in programma domani 11 marzo alle 15 e intitolato “Formazione e competenze digitali per la Pubblica Amministrazione e le imprese, le nuove sfide del lavoro”, che si terrà in diretta sui canali social. Un talk di circa 1h. che approfondirà, alla presenza di docenti universitari, consulenti e rappresentanti di associazioni di categoria, il tema dell’importanza della formazione professionale e dell’acquisizione di competenze digitali da parte dei dipendenti della PA, delle imprese e attività commerciali in un mondo del lavoro in costante cambiamento, alla luce dell’attuale situazione emergenziale e degli sviluppi legati all’utilizzo dei fondi per il rilancio economico dei Paesi dell’Ue. Dopo i saluti introduttivi a cura di Alfonso Esposito, CEO di PFormGroup, all’incontro interverranno: Nicola Savino, delegato alla digitalizzazione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno, Giuseppe Russo, docente in Economia e Gestione delle imprese dell’Università degli Studi di Cassino, Simona Paolillo, responsabile Area Formazione CNA Salerno, Guido Barella, consulente aziendale.

LA LETTERA

«Lesione di principi di lealtà, correttezza e probità dell’attività sportiva». Il “Salerno Club 2010 punta il dito contro il “Monza Calcio”. Dodici gli episodi che il presidente del club Salvatore Orilia, attraverso il responsabile della comunicazione, Andrea Criscuolo, mette nero su bianco in una lettera aperta inviata ai vertici della Figc, della Lega B e dell’Aia Figc. Un elenco cronologico e dettagliato quello che fornisce il Club. Nella lettera aperta si legge infatti: «Prima giornata, Monza-Spal: arbitro Orsato. Nel corso della ripresa il direttore di gara ha concesso un rigore inesistente a favore dei brianzoli punendo un presunto contatto tra Dickmann e Sampirisi; Quarta giornata, Monza-Chievo: arbitro Abisso. Dopo pochi minuti del primo tempo concesso un calcio di rigore molto generoso ai padroni di casa per tuffo di Finotto; Quinta giornata, Cittadella-Monza: arbitro Paterna. Primo successo esterno dei brianzoli per 2-1 grazie a due calci di rigore, soprattutto il primo inesistente; Decima giornata, Reggiana-Monza: arbitro Gariglio. Molto contestata l’espulsione del calciatore granata Cambiaghi per un intervento su Barillà; Quindicesima giornata, Cremonese-Monza: arbitro Marchetti. A inizio secondo tempo entrata da dietro di Armellino su Gaetano che stava ripartendo pericolosamente in situazione di superiorità numerica. Da regolamento era cartellino rosso, il Direttore di gara si è limitato all’ammonizione; Ventesima giornata, Spal-Monza. arbitro Marinelli. Negato un calcio di rigore netto alla Spal per atterramento in area di Paloschi. Il risultato era di 1-1. Poco dopo entrata di Frattesi su Strefezza, da dietro. c’erano gli estremi per l’espulsione; Ventunesima giornata, Monza-Empoli arbitro Giua: il pareggio dei brianzoli nasce da un rigore inesistente concesso dal direttore di gara. Frattesi simula un contatto che non c’era; Ventiduesima giornata, Monza-Pisa , arbitro Abisso. Concesso un rigore particolarmente generoso, a voler usare un eufemismo ai padroni di casa; Ventitreesima giornata, Chievo-Monza arbitro Sacchi. Sul risultato di 0-0 annullato un gol regolare al Chievo che, successivamente, ha reclamato anche per la mancata concessione di un calcio di rigore evidente anche dalla tribuna trattandosi di braccio non allungato verso il corpo ,ma laterale ed alzato ad altezza torace; Ventiquattresima giornata, Monza-Cittadella arbitro Ros. Annullato un gol regolare a Beretta per inesistente fuorigioco; Venticinquesima giornata, Frosinone-Monza, arbitro Di Martino. Sul risultato di 2-2 e a 2 minuti dalla fine della partita, il centrocampista Frattesi ha respinto di gomito la conclusione di un attaccante avversario, con pallone destinato a finire in rete. Da regolamento c’era il calcio di rigore e in ultimo Ventiseiesima giornata, Monza-Pordenone, arbitro Abbattista. Sul risultato di 1-0 negato un rigore netto agli ospiti per un fallo di mano di Bellusci, braccio larghissimo con cui ha anticipato un avversario che si stava per avventare sul pallone. Sull’azione successiva fischiato un penalty generoso al Monza». «Inoltre – proseguono – appare giusto ed opportuno stigmatizzare che, nelle ultime settimane: l’Empoli (diretta concorrente per la promozione diretta) ha subito quattro rigori molto dubbi; la Salernitana, terza, ha subito decisioni sfavorevoli come il gol fantasma assegnato al Chievo, il rigore non fischiato al 95′ contro la Spal per la “parata” di un difensore e la direzione a senso unico di Rapuano in Salernitana-Pordenone. Due settimane dopo Rapuano ha arbitrato il Monza. Altresì si ritiene non meritevole di essere sottaciuto che, in diverse occasioni, la squadra che doveva affrontare il Monza nel turno successivo chiudesse il match precedente con tutti i diffidati ammoniti (vedasi quanto accaduto prima di Frosinone-Monza: a Cremona giallo ai tre diffidati ciociari. Arbitrava Rapuano)».

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