

"Se provi a volare ti accorgi che...", recitava così l'incipit di una famosa canzone di Luca Dirisio. Sensazioni che possiamo tranquillamente traslare a Valeria Uccella (foto PMSportImage), attuale numero 1 della Vela Nuoto Ancona impegnata nel campionato di A1 femminile di Pallanuoto, che tra i pali ha imparato davvero a volare sull'acqua. Classe 2002, originaria di Santa Maria Capua Vetere, come diverse conterranee coltiva il sacro fuoco della passione per la Waterpolo. "Una passione nata per puro caso - racconta ai nostri microfoni - come tutti ho iniziato con il nuoto poi per noia mi sono spostata sulla Pallanuoto. Il primo sport a cui avevo pensato dopo aver smesso la scuola nuoto era la Pallavolo ma per volere di mio padre non l'ho potuto fare e quindi ho iniziato quello che ora è il mio sport".
Una rapida ascesa quella di Valeria che è ritenuta tra le più promettenti del suo ruolo a livello nazionale e non solo: "Due anni fa mi contattò Milko Pace (storico e attuale allenatore di Ancona, ndr) che mi notò dal Flegreo dove allora militavo nel girone Sud del campionato di serie A2 dopo aver disputato vari incontri. Ovviamente la possibilità che mi offrì Milko fu molto importante, non solo perché mi permise di giocare nella massima serie e di conseguenza di confrontarmi con le migliori giocatrici, ma anche di avere una crescita a livello personale. Allontanandomi da casa, sono riuscita ad ottenere un'inidipendenza tale da conciliare studio e sport nel migliore dei modi. Inizialmente, non fu una cosa semplice portare avanti gli studi di ingegneria biomedica e i sette allenamenti settimanali, ma col passare del tempo sono riuscita ad abituarmi per affrontare la situazione nel migliore dei modi".
Sacrifici, abnegazione e testa sulle spalle per Valeria che non cela anche tutta la propria determinazione ed ambizione nonostante la giovanissima età: "Sinceramente nella mia, anche se breve, carriera pallanuotistica, non ho mai tenuto conto della differenza di età con le altre giocatrici, sia quest'anno, sia negli anni precedenti. Anzi essere una tra le più piccole per me può essere solo uno stimolo, da sempre cerco di dare il meglio di me per crescere sia personalmente che come squadra. Essere arrivata a giocare in A1 è già una grande soddisfazione ma essere una sportiva mi ha insegnato a non accontentarsi mai di ciò che si ha ma di puntare sempre più in alto".
L'attenzione si sposta poi sulla recente attualità e le incognite legate al Covid: "Nonostante l'incertezza sull'inizio del campionato, abbiamo cominciato a giocare dopo l'uscita dei vari protocolli della federazione, che ci permettono di giocare nel modo più sicuro, anche se in maniera diversa dagli altri anni. Infatti, a causa di questa difficile situazione, è cambiata totalmente l'organizzazione settimanale degli allenamenti che comunque non ci ha impedito di lavorare. Inizialmente è stato un momento di confusione non solo per noi ma per tutte le squadre. Per noi è stata "vantaggiosa" - aggiunge Uccella - visto il blocco retrocessioni che abbiamo potuto sfruttare al meglio in modo da poter fare nuove esperienze, essendo una squadra giovane, e di conseguenza per crescere. Da un punto di vista atletico è stata abbastanza difficile non entrare in acqua per diversi mesi ma ora sono contenta di essere tornare a giocare. L'obiettivo per il prossimo anno è quello di ottenere una buona posizione che ci permetta di continuare a giocare in questo campionato. Per quanto riguarda quelli personali, spero di poter continuare a crescere come sto facendo ora, non solo atleticamente ma anche caratteriamente".
In conclusione, prima di tornare a farlo tra i pali della piscina del Passetto e prepararsi alle prossime sfide di campionato, Valeria si tuffa per un attimo nel recente passato: "Il ricordo più bello che ho è quando ho ricevuto il premio come miglior portiere nelle finali nazionali U15 nel 2016 quando l'allenatrice che mi ha permesso di arrivare dove sono, Melania Grego, e Martina Miceli me lo hanno consegnato - conclude - Rifarei tutto quello che ho fatto in questi anni, sopratutto gli errori che mi hanno portato a crescere e maturare".
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